Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

L’arte nell’epicentro. Da Guercino a Malatesta
Opere salvate nell’Emilia ferita dal terremoto

di Marcella Busacca


Al Museo Benedettino e Diocesano d’Arte Sacra di Nonantola fino al 16 marzo 2014 si può visitare una mostra che raccoglie dipinti e sculture  salvati nelle chiese distrutte o gravemente ferite dal terremoto del maggio 2012. E’un viaggio in un’Italia minore che spesso si guarda distrattamente o non si prende neppure in considerazione perché la fretta che contraddistingue il turista di oggi spinge a vedere solo capolavori o presunti tali.

Quando capitano eventi drammatici come terremoti od alluvioni si impara una geografia diversa e qualsiasi edificio del nostro straordinario patrimonio storico ed artistico diventa importante perché la sua scomparsa o la sua parziale distruzione è come una ferita o un’amputazione cui non c’è rimedio. Inoltre si scopre che chiese dall’aspetto dimesso, alcune volte scempiato da restauri sbagliati o ricostruzioni poco fedeli conservano quadri, sculture, oggetti di oreficeria e libri molto preziosi, spesso non catalogati o poco considerati.

La terra che ha tremato e continua a tremare tra Emilia e Bassa Lombardia ha inferto perdite dolorose non solo in vite umane, ma anche nelle costruzioni. Rocche, campanili, chiese e palazzi antichi presentano lesioni più o meno gravi. In qualche caso si è dovuto ricorrere ad abbattimenti per evitare ulteriori disastri, ma dove è stato possibile  è iniziata la ricostruzione e la messa in sicurezza delle parti integre. Dove è stato possibile si è intervenuto per mantenere spazi parzialmente agibili come è accaduto a Nonantola.

L’abbazia, vanto della cittadina purtroppo è chiusa, ma l’annesso palazzo benedettino, che risale all’età longobardica e che ha ospitato una importantissima comunità monastica, è in parte agibile e oltre al suo tesoro ospita la mostra e un video che racconta i giorni del terremoto e l’operosità della protezione civile e degli abitanti dei luoghi interessati al triste evento. Le opere esposte d’altronde non sono soltanto testimonianza della perizia di artisti più o meno bravi e conosciuti, ma anche della devozione religiosa di comunità che si votavano a santi e madonne in occasioni di terribili pestilenze o calamità naturali.  Un ricco catalogo illustra gli edifici religiosi dove erano esposte le opere salvate. Una sezione è dedicata al Museo diocesano di Carpi, le cui opere sono ospitate a  Nonantola.
Durante la mia visita sono stata piacevolmente colpita dalla gentilezza del personale che mi ha permesso di visitare parti ancora in restauro.

La mostra è visitabile da martedì a venerdì dalle ore 9 alle ore12; sabato e domenica 9-12 e 15-18