Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


TINA LAUDATI

di Marcella Busacca

In un recente viaggio in Puglia nella città di Altamura ho visitato il museo civico annesso all’Archivio Biblioteca dove erano esposti molti quadri di due autori padre e figlia: Raffaele e Tina Laudati. Le opere di Tina mi piacquero molto e chiesi informazione sull’artista. Scoprii che non esiste né una biografia né una bibliografia dell’artista.
 Il Comune e l’Archivio Biblioteca Museo Civico di Altamura  dopo una lunga e interessante ricerca sui materiali a disposizione avevano fatto  una mostra (24 agosto 2009-8 gennaio 2010 ) e pubblicato un catalogo intitolati “L’arte di Raffaele e Tina Laudati”. Come capita spesso nelle istituzioni di provincia, quando le opere esposte sono di loro proprietà, le mostre non si smontano, ma restano a disposizione dei visitatori anche dopo parecchio tempo e io ho avuto la fortuna di poter vedere le opere del padre e  della figlia, ma anche di poter leggere articoli di giornali, lettere, recensioni che la donna aveva conservato nella sua lunga vita per non disperdere il ricordo suo e del padre.
 Assuntina, detta Tina, nacque ad Altamura nel 1910. Il suo primo maestro fu il padre Raffaele,  interessante figura di aristocratico italiano che voleva svecchiare l’ambiente artistico in un campo particolare: quello della caricatura. Poiché  in Italia  non vi erano scuole idonee decise di andare all’estero, dove soggiornò a lungo specie a  Parigi e a Londra . Fondamentale fu per Tina il primo soggiorno a Parigi che coincise con la sua infanzia e adolescenza e le permise di partecipare precocemente ad alcune mostre.  Dal disegno passò all’acquarello e poi ai  dipinti ad olio, paesaggi ritratti e  nudi femminili

presi di spalle, preceduti da disegni in cui l’autrice dava molta importanza all’anatomia delle forme. I paesaggi parigini sono influenzati da alcuni pittori che vide all’opera come Maurice Utrillo.

Purtroppo molte sue opere non sono datate per cui non è facile stabilire un ordine cronologico esatto. Nel 1932 rientrò in Italia con la famiglia. Dopo un primo soggiorno a Roma, visse per un certo periodo ad Altamura dove fu affascinata dai violenti colori della campagna pugliese e dai volti dei contadini. A Napoli divise la sua attività di pittrice con quella di docente di francese. Alcune mostre fatte a Roma e a Napoli ebbero ottima accoglienza, ma Tina rimase sempre nell’ombra. Tornò più volte a Parigi nel 1947 e poi negli anni sessanta,attenta alle novità nel campo dell’arte. Trasferitasi definitivamente a  Altamura continuò a dipingere il mondo contadino che tanto l’aveva colpito

al suo ritorno in Italia, in contrasto con la vita cittadina di Parigi, Roma e Napoli. Il tratto si è fatto sfumato, il colore tenue domina, quasi ad esaltare la vita di campagna (Scena campestre 1981) Tina morì ad  Altamura nell’estate del 2000.

22 novembre 2010