Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Il Liberty al San Domenico di Forlì

di Ugo Siciliano

Ai Musei di San Domenico di Forlì, fino al 15 di Giugno 2014, si svolge una mostra che prosegue l’analisi sulla pittura italiana del Primo Novecento, da tempo intrapresa da questa istituzione.
La mostra prende in esame il Liberty,  una tendenza artistica che ha avuto, per circa una trentina d’anni, tra la fine dell’Ottocento e gli Anni Venti,  una notevole importanza nel nostro paese.
Da Torino a Milano, da Bologna a Viareggio, da Roma a Palermo sono notevoli, ed a volte sorprendenti per originalità, i monumenti costruiti in questo periodo che si richiamano allo stile floreale.
I seguaci del Liberty rifiutano l’accademismo tipico della pittura italiana ufficiale e , richiamandosi spesso ai Preraffaelliti inglesi,  di cui è presente un bellissimo ritratto di giovane donna di Burne-Jones, allo Jugendstil tedesco, cercano di superare il naturalismo e il realismo di fine Ottocento rifugiandosi spesso in un simbolismo religioso o estetizzante.
L’arte floreale si ispira ad un mondo vegetale lussureggiante in cui la fantasia dell’artista si può sbizzarrire. Questa tendenza abbraccia ogni forma d’arte: dalla pittura all’architettura, alla scultura, ma trionfa prevalentemente nelle arti applicate: vasi, gioielli, mobili, illustrazioni grafiche ed oggetti di uso comune.
La mostra di Forlì , pur non sottovalutando l’importanza del Liberty in ogni altro campo, si sofferma prevalentemente sulla pittura che in Italia ha come esponenti di spicco simbolisti come Segantini, Previati, Sartorio (di cui è in mostra “La sirena”

che si confronta con la nereide del tedesco Max Klinger),

Boldini, De Carolis, Baccarini, col bel dipinto”Fanciulla tra i gigli” e anche esponenti più vicini al naturalismo come Nomellini, Longoni, Morbelli e Fontanesi. 
Tutti hanno in comune uno stile che in vari modi parte dal Divisionismo di fine Ottocento.
I dipinti sottolineano spesso l’intenso rapporto, quasi una simbiosi, tra uomo e natura come nel famoso dipinto “L’angelo della vita” di Segantini.

Tra gli scultori emergono le figure di Bistolfi e di Libero Andreotti. Molti e belli i mobili, gli abiti e i gioielli.
Spazio adeguato è dedicato alla grafica ed alla pubblicità con opere di tanti artisti tra cui
 Dudovich e Giuseppe Palanti, autore del manifesto dell’opera “Francesca da Rimini” di D’Annunzio con la musica di Zandonai .

La mostra è aperta da martedì a venerdì dalle 9,30 alle 19
Sabato, domenica e giorni festivi dalle 9,30 alle 20

30 aprile 2014