Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

                              

A CONFRONTO CON MAJAKOVSKIJ

di Marcella Busacca

 

Dal 10 al 24 settembre 2009 l’associazione Sassetti Cultura in via Volturno 35 a Milano presenta la mostra “Bruciare i ponti della ritirata” dedicata al poeta Vladimir Majakovskij, un progetto di Attilio Zanchi a cura di Lorenzo Argentino e Vera Maria Carminati.

Espongono artisti che si sono ispirati ad alcuni testi del poeta russo in cui l’autore ha sviluppato le sue tematiche.

Dal futurismo Majakovskij ha colto la carica rivoluzionaria ed eversiva delle parole scomposte e private del loro significato tradizionale e i contenuti spiazzanti: Nadia Magnabosco legge “La blusa del bellimbusto”e costruisce un abito su cui appunta sorrisi di donne ” li cucirò come fiori sulla mia blusa di bellimbusto”.

nadia_magnabosco_blusa

La guerra col suo carico dirompente di violenza e nuova tecnologia (i bombardieri) ispira il dipinto di Fausta Dossi.

La rivoluzione dell’ottobre del 17  sembra incarnare tutte le aspettative del poeta: nasce una nuova società, ma soprattutto un uomo nuovo. Gabriele Ercoli con il suo “Rivoluzione,cronaca poetica”costruisce un’immagine nera,

Carla Montalto dei filamenti rossi ”Come una lava”.

Lucio Oliveri scolpisce mani che si tendono a chiedere e a minacciare col loro numero, è il suo “150.000.000”.

"Battete in piazza il calpestio delle rivolte” ispira a Vittorio Sedini La nostra marcia”.


"Io/forse/sono l’ultimo poeta”suggerisce a Claudia Bonandrini un volto scolpito dal colore nero e grigio che incombe nell’ombra.


L’amore nelle sue varie sfaccettature è presente nei quadri di Hayat Saidj,

Anna Ronchetti ed altri.

La delusione per le mancate risposte della rivoluzione e la sua fatale conclusione nello stalinismo pongono inquietanti quesiti come quello di Dio che il poeta non può che porsi in termini negativi. ”Non ho bisogno di te” urla un uomo bianco che sembra venir fuori, ripiegato su se stesso (Sergio Chittolini).

La risposta a tanto dolore è la morte.  Il suicidio è l’estrema abdicazione alla vita, ma anche un grido di protesta verso il presente che non è stato all’altezza dei sogni e dei bisogni di chi si mette da parte. Iacopo Silvestri in “A tutti” rappresenta sulla tela due alberi stecchiti nell’ inverno grigio e una macchia rossa in primo piano” Voi che restate siate felici”.

Un augurio benevolo o un ultimo sberleffo?

La mostra non finisce qui perché in un’altra sala ci sono lavori di giovani artisti del gruppo StatArt che hanno preso a riferimento lo stesso tema usando mezzi diversi:pittura, grafica e fotografia.

In tutti i giovani artisti è comune il desiderio di attualizzare il poeta insistendo sui temi della libertà espressiva, della rivolta contro la società oppressiva e per la ricerca di una propria impossibile felicità.


La sera dell’inaugurazione sono stati proiettati spezzoni di film sulla rivoluzione russa e in conclusione ha suonato la Banda delle Donne.




La mostra è aperta tutti i giorni dalle 15,30 alle 18,30

14 settembre 2009

testo di marcella busacca - fotografie di nadia magnabosco