Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

ALLA GAMEC DI BERGAMO KASMIR MALEVIC

di Ugo Siciliano

A cento anni dalla nascita del Suprematismo la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo presenta una mostra sul suo fondatore, Kasimir Malevic. Mostra di grande interesse sia per la qualità delle opere esposte sia per la validità e completezza dell'indagine su un grande protagonista dell'arte del primo Novecento. Accanto a cinquanta  opere di Malevic ci sono  trenta opere di altri autori che chiariscono la sua vicinanza o la differenza con artisti del suo tempo.
Dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine dell'Unione Sovietica molte opere di Malevic,  che erano state dimenticate per diversi decenni nei depositi del Museo di Stato di San Pietroburgo, (allora si chiamava Leningrado), sono tornate alla luce consentendoci di ammirare l'arte di questo contrastato artista e di altri grandi come la Goncarova della quale la mostra espone alcuni splendidi dipinti. La mostra ha quattro sezioni: la prima riguarda i suoi primi passi ed il legame con la pittura simbolista. In essa troviamo un suo autoritratto che ricorda la pittura di Previati.


 La seconda va dai primi approcci cubisti e futuristi al Suprematismo.  L'opera “Mucca e violino” testimonia i legami con la pittura italiana e francese del tempo.

Su questo periodo c'è anche un filmato ed un'esposizione dei costumi rifatti in base ai disegni, dello spettacolo futurista “Vittoria sul sole”.
La sezione che riguarda il Suprematismo è la più interessante. Sono esposti i tre dipinti “Quadrato nero”, “Cerchio nero”e “Croce nera” che l'autore aveva presentato alla Biennale di Venezia nel 1924.

In queste opere si mostra la grandezza di un artista che porta alle estreme conseguenze la ricerca dell'assoluto nell'arte anticipando di diversi decenni l'arte astratta e concettuale. Egli cerca con la sua pittura di forme geometriche primigenie il fondamento della espressione artistica.
Ciononostante, in ogni opera di Malevic si avverte il forte legame con la cultura russa;  alcune icone bizantine  mostrano il suo forte legame con la tradizione  reinterpretata in modo rivoluzionario.
I suoi contadini hanno la statuaria nobiltà degli antichi dipinti sacri.


Superata la fase rivoluzionaria, con l'avvento di Stalin anche Malevic deve fare i conti con la normalizzazione in ogni forma d'arte.

Tuttavia non troveremo mai in lui una vera e propria resa di fronte al Realismo Socialista. Egli subì interrogatori e fu arrestato. Qualche traccia della sua condizione possiamo vederla nell'ultima sezione della mostra nella quale le sue figure abbandonano l'astrazione formale e diventano un po' più realistiche pur senza perdere il loro fascino.

In questa fase definita del Suprarinascimento il modello sembra essere l'arte italiana del Quattrocento.  Egli ritrasse se stesso e sua moglie con classica armonia.

Quando morì la camera ardente fu preparata nel suo studio con attorno le sue opere del periodo suprematista.

 La mostra, curata da Evgenia Petrova  del museo di stato di S. Pietroburgo e dal direttore del Gamec Giacinto di Pietrantonio, si concluderà il 17 gennaio 2016 ed è aperta dal martedì alla domenica dalle 9 fino alle 19; il giovedì l'apertura è protratta fino alle 22.

7 dicembre 2015