Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

ARABESCHI DI MATISSE ALLE SCUDERIE DEL QUIRINALE

di Marcella Busacca

Arabesque è il sottotitolo della mostra su Matisse alle Scuderie del Quirinale a Roma che si chiuderà il 21 giugno 2015. Arabesque come i disegni degli abiti di molte delle donne da lui ritratte, arabesque come i disegni dei preziosi tessuti presenti in molte sue composizioni. Profumo di oriente che l'artista si portò dietro per tutta la sua vita: dalla natia Cateau Cambresis dove i tessitori spesso usavano cartoni orientali per preparare i tessuti più preziosi all' Algeria di un viaggio all'inizio del Novecento, dalle mostre dove gli oggetti di altre culture lo colpivano per la bellezza delle forme, ma anche per i colori, alla ricerca di un nuovo rapporto tra segno e colore. Nella prima sala ci accoglie una bellissima natura morta: “Calle, gigli, iris e mimose”:

piuttosto che un mazzo di fiori in un vaso su un  tavolo sembra un bosco in cui ci addentriamo e dove gli oggetti inanimati sembrano prendere vita da quelli naturali e tutti vivere di una nuova esistenza.

I colori ricordano quelli delle ceramiche turche e nordafricane.

Le donne assumono pose stranianti: i nudi più che alla lussuria richiamano all'origine della vita, a una primigenia essenza. Zohra nella terrazza o l'Odalisca blu

ci vengono incontro  su sfondi dai colori violenti o puri; creature di un mondo che esiste solo nella mente e nel cuore dell'artista. In ogni opera è possibile vedere i suoi maestri o i suoi riferimenti culturali da Moreau a Picasso con cui ebbe un forte rapporto di amicizia e di competizione artistica, dai mosaici  bizantini ai grandissimi italiani (Giotto e Beato Angelico), dalle icone russe alle stampe giapponesi. Ogni segno, ogni colore richiamano al passato, ma sulla tela di Matisse diventano il suo linguaggio e la sua espressione. Nel ritratto di Yvonne Landsberg c'è l'eco delle Demoiselles d'Avignon di Picasso.

Le nature morte, sia quando sono il soggetto del quadro o quando in altri concorrono a creare la composizione, ricordano la grande pittura fiamminga che  Matisse amò e che fu alla base della sua prima passione per la pittura.
La mostra presenta, accanto a cento opere del pittore, oggetti vari che spaziano dalle sculture africane ai vasi della tradizione orientale, da paraventi a preziosi tappeti.
Ma ciò che colpisce è la capacità dell'artista a costruire con pochi tratti la personalità di un soggetto come si vede nel filmato che accompagna la mostra in cui  Matisse, ormai vecchio quasi giocando, ritrae con un tratto di matita il giovanissimo nipote. Più volte l'artista aveva affermato di non voler rappresentare l'aspetto esteriore delle cose, ma la loro anima.

La mostra è aperta tutti i giorni da domenica a giovedì dalle 10 alle 20; venerdì e sabato dalle 10 alle 22,30

22 maggio 2015