Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


L’UMANA  BELLEZZA DI MELOZZO DA FORLI’

di Ugo Siciliano

Melozzo da Forlì si era formato alla scuola di Baldassarre Carrari il Vecchio, ma ben presto si era trasferito a Padova, dove era entrato in contatto con la pittura di Mantenga che avrebbe avuto notevole influenza su di lui. Ma la sua carriera di pittore si sviluppò principalmente a Roma dove lasciò molte opere e divenne pittore ufficiale.
La prima mostra dedicata a Melozzo fu fatta nel 1938 e aveva uno scopo non mobilissimo, valorizzare un artista nato nelle terre di Mussolini per solleticare l’orgoglio campanilistico del duce.
Il quale, peraltro, non aveva mai dimostrato particolare attenzione né per la pittura, né tantomeno per le sue terre d’origine. Tuttavia, nonostante le premesse, la mostra organizzata dal grande critico Longhi, servì ad approfodire le conoscenze sul pittore e ad allargare la cerchia di coloro che conoscevano ed apprezzavano la pittura di questo grande del Rinascimento Italiano.
Ad anni di distanza una nuova mostra nello spazio dei Musei di San Domenico a Forlì, una delle più interessanti di questo inzio d’anno, approfondisce  la conoscenza del pittore forlivese confrontandolo con  la vasta produzione del nostro rinascimento.
Il grande affresco staccato che apre la mostra, e che, questa volta, il Vaticano, a differenza di quanto fece in quella del ‘38, ha prestato, rappresenta il papa Sisto V che nomina Bartolomeo Platina, prefetto della Biblioteca Vaticana.

In questo dipinto Melozzo mostra di avere appreso la lezione di Piero della Francesca, ma evidenzia anche la sua straordinaria capacità di rappresentare, oltre che la potenza della chiesa, il clima rinascimentale del mondo vaticano.
Bellezza ed armonia sono evidenti nei resti dell’affresco staccato dall’abside dei Santi Apostoli in Roma: gli angeli, che oggi si trovano nei musei vaticani, sono fanciulli e fanciulle di straordinaria bellezza.

Non a caso il critico Paolucci afferma, in una presentazione della Mostra, che “senza Melozzo difficilmente si spiegherebbe Raffaello”. Il titolo della mostra,”l’umana bellezza” intende appunto sottolineare che la bellezza in Melozzo, scendendo dall’ideale e dal divino, si umanizza. Questo risultato, che di solito è associato alla pittura di Raffaello, viene dai curatori attribuito al pittore forlivese.  Nella mostra di Forlì sono presenti quasi tutte le opere di Melozzo, ma anche numerose  di Raffaello,

Piero della Francesca,  Mantenga ed altri autori che si ispirarono a lui o dai quali egli trasse ispirazione. Diverse sono le opere di Marco Palmezzano che fu uno dei suoi migliori allievi.
La mostra presenta in alcune sezioni aspetti della cultura e della società nel periodo rinascimentale nei luoghi in cui operò Melozzo.

La mostra è aperta fino al 12 giugno 2011 da martedì a venerdì dalle  9.30 alle 19.00. Sabato domenica e festivi dalle 9.30 alle 20.30

9 marzo 2011