Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Mettetevi nei nostri panni

di Marcella Busacca

Si dialoga con le parole, con i gesti  e in tanti altri modi.  Marilde e Nadia parlano tra di loro  e con noi che guardiamo le loro opere con gli abiti.  Nella mostra tenuta dal 2 al 10 ottobre negli spazi dell'associazione “Apriti Cielo” ci hanno chiesto “Mettetevi nei nostri panni”. Marilde ci offre un elegante abito bianco con sfumature di colori tenui che sembra volersi gonfiare di aria: a stento si capisce che è lavorato ai ferri con striscioline di carta.

Delle calze  si allungano sul pavimento e sembrano voler andare a spasso.

Un vestito bianco ci ricorda nella forma della gonna gonfia quello indossato dalla infanta nel celebre dipinto di Velasquez che tanto aveva affascinato Picasso.

Un altro allude a un corpetto attillato o a una camicia di forza.


Nadia confeziona abiti da bambina vaporosi, ma con stampati sopra  articoli di giornale che ricordano violenze su donne e bambini o pubblicità che mercificano il corpo femminile anche quando sembrano denunciare anoressia e sfruttamento.

nadia magnabosco

In uno si rincorrono immagini di bambine che partecipano a concorsi di bellezza, costrette fin dall'infanzia ad assumere un ruolo che probabilmente non è quello che sceglierebbero liberamente.

magnabosco

Specchiarsi in queste opere è ripercorrere anche un cammino di lotte di donne per liberarsi da condizionamenti e situazioni che per secoli sono sembrati naturali e pertanto immutabili. Marilde e Nadia usano i lavori donneschi per capovolgerne il significato. Indossiamo gli abiti non per mascherare la nostra debolezza o cercare l'ammirazione degli altri, ma per essere noi stesse e additare una via di liberazione e di realizzazione. Nadia chiude la mostra o la apre con una “pioggia” di cartellini che una volta servivano per metterci su i prezzi degli abiti. Sopra è possibile scriverci.

nadia magnabosco

Quello della scrittura è il leit motiv della mostra: Marilde lavora ai ferri fogli di giornali o fotocopie di libri, Nadia fotocopia tessuti e li usa come messaggi sugli abiti che confeziona.

Magnabosco

A noi metterci nei loro panni e coglierne il messaggio. 

(foto di Ugo Siciliano)

18 ottobre 2015