Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


MIMMO PALADINO AL PALAZZO REALE DI MILANO

di Ugo Siciliano

La mostra che dal sette Aprile al  dieci Luglio si svolge presso il Palazzo Reale di Milano è una delle più interessanti di questo protagonista dell’arte italiana dei nostri tempi sia per il numero e la qualità delle opere, sia per l’installazione delle stesse in spazi adeguati e coerenti con il  discorso artistico di Paladino. E’ vero la  grande “montagna di sale”,

 un’opera monumentale di grande suggestione, con i suoi cavalli neri che fanno pensare alla classicità greca, non è collocata nella Piazza del Duomo, ma nella Piazzetta di Palazzo Reale e tuttavia anche lì fa la sua figura, così come i quattro vasti scudi  in terracotta collocati dentro il cortile del palazzo. Nelle sale del piano nobile i grandi dipinti ed alcune grandi installazioni rendono conto dell’evoluzione della pittura di Paladino dagli anni della Transavanguardia ai giorni nostri. Una sala è dedicata al dipinto del ’77 dal titolo “Silenzioso mi ritiro a dipingere un quadro”.

Le pareti bianche sono coperte di segni che collegano quella lontana ricerca ai giorni nostri e una sedia abbandonata vicino ad una finestra sembra attendere il pittore.   Le opere più affascinanti sono alcune installazioni recenti che sembrano mettere assieme una testimonianza della sofferenza passata e l’inadeguatezza dell’uomo di fronte alle tragedie di oggi. “Non avrà titolo” si chiama l’opera dell’85 composta da venti pezzi neri , tra cui una testa di cavallo ed alcuni segni, come di un linguaggio sconosciuto. “Senza Titolo” del 2006 è una grande installazione formata di corpi legnosi  neri e bruciati che coprono un’intera vasta parete. L’installazione  “I dormienti” del 92

è composta da 32 figure in posizione fetale che ricordano i corpi bruciati nella tragica eruzione del Vesuvio a Pompei o analoghe tragedie dei giorni nostri. Questa installazione  comprende  un suggestiva composizione musicale di David Monacchi.
Altre opere dell’autore sono collocate nella Galleria Vittorio Emanuele , presso il Museo Archeologico e all’Arengario. La mostra sottolinea l’impegno di un artista che, senza rinunciare alla pittura, cerca in segni nuovi e a un tempo arcaici un linguaggio adatto alla complessa realtà dei nostri giorni.

La mostra è aperta lunedì dalle ore 14,30 alle 19,30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle  ore 9,30 alle 19,30; giovedì e sabato dalle ore 9,30 alle 22,30.

2 maggio 2011