Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Paola Fabbri alla Sassetti Cultura

di Marcella Busacca

Paola Fabbri ha esposto dal 10 al 20 febbraio alla Sassetti di via Volturno 35 alcune sue opere nella collettiva "Tratti".
Paola incide seguendo un percorso che l'ha portata dal bianco e nero all'uso dei colori e dall'osservazione delle forme e delle variazioni di oggetti disposti variamente nello spazio alla rappresentazione di vegetali ed animali.
Le sue prime incisioni erano tracce della natura:conchiglie sezionate,corde arrotolate,foglie disegnate nelle nervature, quasi radiografate. Il negativo della realtà, ma che diventava positivo perché perdeva della vitalità della natura il male di vivere, l'urlo carnale dell'esistenza di dolore e manteneva solo la bellezza e la varietà delle forme. Era la ricerca di una voce che nella società affaccendata e turbolenta di una città come Milano è sempre più flebile. Chi si ferma a guardare un filo d'erba che a fatica si tira fuori dall'asfalto,chi guarda il cielo in una notte buia ed eccezionalmente limpida o la neve che cade, pigra e irregolare in un giorno lavorativo?
Paola ha deciso di farlo usando una tecnica complessa e affascinante come quella dell'incisione che è un lavoro artistico e artigianale al tempo stesso, in cui si ricorre anche all'ausilio di sostanze che corrodono la lastra e sembrano consumare anche ciò che per natura sua, poi, non è sottoposto all'usura del tempo.
I nomi delle cinque opere esposte sono "Il gabbiano", "Conchiglia","Animali"e due "Senza titolo" .In quest'ultime, Paola usa una carta giapponese che le permette con piegature e il ricorso alle particolari nervature di creare un suo personale alfabeto in cui il colore diventa il centro del messaggio. Nelle altre c'è il segno che rinvia alla natura e al suo amore per tutto ciò che è vivo e genuino. Non sarà un caso che Paola vive in un paesino dell'Appennino piacentino con tanti animali e in un paesaggio che a tratti può sembrare poco manipolato dagli uomini.

22 febbraio 2005