Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

Laura Pariani "La Straduzione", RizzoliI 2004

di Marcella Busacca

Nel suo ultimo romanzo l'autrice parla di uno scrittore polacco
Witold Gombrovich che,arrivato in Argentina per un breve soggiorno,
vi resta a lungo perché nel frattempo in Europa è scoppiata la seconda
guerra mondiale. Rifiutato dagli ambienti aristocratici e intellettuali,
egli fa letteralmente la fame, ma riesce persino a tradurre in spagnolo
un suo libro di gioventù, aiutato da tanta gente del popolo che gli
vuole bene. Proprio quando le cose sembrano mettersi per il meglio se ne
torna in Europa, ma questa sua ultima vita alla Pariani non interessa più.
Il libro è anche la storia che Laura fa rivolgendosi al figlio, rimasto
in Italia e che non ha mai visitato il paese sudamericano, del suo viaggio
attraverso i quartieri di Buenos Ayres e l'intera Argentina alla ricerca
delle tracce del polacco. A un certo punto però confessa la verità:
Gombrovich è il pretesto per ritrovare la sua Buenos Ayres,la sua
Argentina che ha conosciuto quando aveva 15 anni e vi era giunta
per la prima volta dall'Italia.
L'incontro più importante che lo scrittore fa nel suo peregrinare è
con un ragazzo Mattia che lavora in un macello e vuol fare il pugile;
a lui Witold confida i suoi dubbi sulla possibilità di tradurre il libro
poiché conosce male lo spagnolo.
Il tempo scorre, la guerra in Europa è finita e Peron sta per diventare
dittatore, ma nei salotti si discute ancora come nella vecchia Europa
prima delle guerre.
E allora è meglio andare altrove,alle partite di boxe o nelle sale da ballo
dove un'umanità varia si intreccia nel tango.
Se non fosse per le due diverse scritture sarebbe difficile distinguere
l'Argentina di allora da quella di ora o di tanti altri ricordi della Pariani.
Forse quella del polacco è più fiduciosa!

1 marzo 2005