Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


PICASSO SCONOSCIUTO

di Marcella Busacca

L’associazione Sassetti Cultura in via Volturno 35 a Milano ha inaugurato il 14 ottobre 2010 una mostra intitolata al grande pittore spagnolo che è l’occasione per esporre  le opere di artiste e artisti che si sono confrontati con la sua opera o con aspetti della sua vita. Il  tema di fondo è quello dell’arte come mistificazione, metamorfosi, manipolazione della realtà, ma in ultima analisi anche verità. La mostra è divisa in due parti: nel salone espongono le loro opere artisti già conosciuti, nella sala vicina giovani che si confrontano soprattutto col tema dell’impegno politico che Picasso perseguì per tutta la vita. Claudia Bonadrini in “Senza titolo” dipinge su uno sfondo  bianco con segni scuri e grigi il volto di Picasso vecchio di cui si vedono la testa calva e gli occhi ipnotizzatori.
Giuseppe Prenzato strappa e ricuce con spilli che sembrano filo spinato Guernica

che rappresenta non solo il ricordo di un avvenimento mostruoso, ma anche la difficoltà di rappresentare per immagine l’orrore del bombardamento tedesco. Picasso si ispira a opere del passato che smembra e ricompone in un quadro di desolata solitudine in cui uomini, donne e animali sono fatti a pezzi inutilmente illuminati da lampade e lucerne.
Altre opere rielaborano il tema  del Minotauro: Claudio Bettolo trasforma il mostro mitologico in pittore che dipinge il ritratto di Picasso, Antonio Radice imprigiona una figura femminile in un labirinto geometrico su cui domina la  testa del toro; non più Minotauro, ma toro da corrida  irrompe su uno sfondo rosso nel quadro di Massimo Brazzini.
Marilde Magni  nel suo “L’infanta” su uno sfondo geometrico a scalare

rielabora il tema delle Meninas di Velasquez su cui a lungo ha lavorato  Picasso. Costruisce un abito bianco lavorato ai ferri con le pagine del testo di Gertrude Stein su Picasso: una doppia manipolazione dall’opera pittorica a quella letteraria.
Nadia Magnabosco intitola “L’ossessione” un dipinto lungo e stretto

in cui una figura femminile acefala e senza braccia domina  Picasso con la testa appoggiata alla mano: dal seno sinistro parte un filo rosso che trascina il cuore a livello del pube e sembra diventare la materia cerebrale del pittore per poi perdersi fuori dall’opera.
Marisa Villa Vanetti dedica a “Dora” il suo quadro nei toni del grigio:

solo la bocca e una mano appaiono della donna e le mani intrecciate del pittore.
Mari Jana Pervan costruisce un piatto in cui sono incisi segni ancestrali,

che intitola “Il cerchio della verità”.
 Nel settore  dei giovani Diana Debord

parte da una frase di Picasso “Noi artisti siamo indistruttibili, anche in carcere, o in un campo di concentramento”e costruisce nella sua foto una  cella in cui una giovane è imprigionata e incappucciata.
Elvira Biatta su una sfondo grigio dipinge in rosa persone ridotte a manichini e fatte a pezzi: “Le sofisticazioni “è il titolo della sua opera.
Leonardo Zuccaio Marchi spacca una piccola Citroen con su scritto il nome del pittore più e più volte: é una sacrosanta protesta contro l’uso commerciale del nome di Picasso.
Alessio Girella nel quadro “Cronisti d’assalto”immagina una fucilazione collegando idealmente due grandissimi spagnoli Goya e Picasso.

La mostra resterà aperta fino al 7 Novembre dalle 15.30 alle 18.30 di ogni giorno.

15 ottobre 2010

foto di Ugo Siciliano