Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

A Palazzo Reale di Milano

                                POLLOCK E GLI IRASCIBILI

di Ugo Siciliano

L’esposizione prende avvio dalla lettera, di cui si parla in un breve filmato collocato nella prima sala, inviata da un gruppo di pittori dell’avanguardia americana che protestavano con il direttore del Museo Metropolitan di New York che escludeva da una mostra importante del 1950 i pittori che seguivano l’arte astratta. Da qui il nome di “irascibili”coniato dal critico dell’Herald Tribune.  L’anno dopo il gruppo di artisti si fece fotografare ironicamente dalla fotografa Nina Leen per la rivista Life in giacca e cravatta con un aspetto provocatoriamente borghese.
La mostra, curata da Carter Foster e Luca Beatrice, che in un filmato ripercorre le tappe del movimento, presenta una cinquantina di tele di 17 artisti, alcune di grandi dimensioni e di notevole bellezza,  tutte provenienti dal Witney Museum di New York .
Si parte dal caposcuola, Jackson Pollock che, con le sue prime opere, sembra più vicino ai surrealisti che agli astrattisti.  Una riproduzione di una sua opera è realizzata attraverso un filmato che mostra le varie fasi della stesura dei colori con la particolare tecnica della tela collocata per terra. Il metodo definito della sgocciolatura divenne tipico della “action painting”. Con l’opera N 27 in cui il giallo, il rosa, il nero, il grigio e l’argento si mescolano creando una natura ricca di suggestioni, quasi di profumi, iniziano le grandi tele.

Pollock  fu un esponente di quella Beat Generation che annoverò musicisti, romanzieri, poeti, attori che ebbero spesso una vita travagliata. Nel suo caso la vita si concluse tragicamente: il pittore morì a quarantaquattro anni in un incidente stradale, la stessa fine di James Dean.
Una sala è dedicata ai pittori prima degli irascibili: vi sono opere di Mark Tobey che, nella tela “Campo universale”,  si esprime con cifre e segni che si richiamano alle culture orientali dalle quali il pittore era attratto, ma anche Gorky,

con l’opera “Il fidanzamento”, che ricorda Max Ernst.
Nella sezione dell’Action Painting  abbiamo alcune delle opere più belle come “Dalia” di Franz Kline o i bei dipinti di Hofman caratterizzati dai colori puri collocati armoniosamente a colpi di spatola.

E inoltre “La porta sul fiume” di De Kooning

e “Territorio blu” di Frankenthaler”,  un paesaggio marino di grande suggestione.

Ma è con Morris Louis e la sua grande tela “Addizione 2”,  fatta di colature cromatiche e ricca di trasparenze leggere, che si raggiunge una linearità che fa pensare all’arte classica. L’ultima parte della mostra ha per tema la pittura monocromatica. In essa assieme a Rothko  troviamo Newman e Reinhardt che sfuma i colori rendendo uniforme una varietà cromatica.

La mostra è aperta fino al 16 Febbraio 2014 con i seguenti orari: lunedì dalle 14,30 alle 19,30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9,30 alle 19,30; giovedì e sabato dalle 9,30 alle 22,30.

24 ottobre 2013