Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

QUADERNI D'ARTISTA

di Marcella Busacca

Undici artiste si sono cimentate con l’idea venuta ad Antonella Prota Giurleo di utilizzare per una iniziativa particolare i quaderni messile a  disposizione dalla CGIL scuola per i suoi lavori con le recluse. La bellezza dei quaderni rossi e di grande formato le ha suggerito l’idea di una mostra collettiva. Molti gli artisti contattati: rispondono 11 signore che hanno forse più dimestichezza con oggetti che ricordano il periodo scolastico o semplicemente i diari che si scrivono. Ne è venuta una mostra inaugurata giorno 13 Novembre nella sala Cesare Sala della Camera del lavoro di Milano. Su un tavolo i quaderni rielaborati dalle artiste e altri intonsi. Ognuna di loro ha pensato di usare il quaderno rosso  secondo il proprio estro.

Sigillarlo come fa Marilde Magni in una gabbia di fil di rame impenetrabile alla nostra curiosità: non sapremo cosa c’è dentro se scritti o dipinti.

Antonella Prota Giurleo fa in ogni pagina dei collage di diversi linguaggi e segni che vogliono invitarci a uno sforzo di comprensione del nostro e dell’altrui bisogno di comunicazione.

Evelina Schatz, come una signora di altri tempi, ha conservato nelle pagine foglie e tracce della sua vita quotidiana senza dimenticare le due culture cui appartiene quella russa e quella italiana e i due linguaggi artistici che pratica: poesia e pittura.

Nadia Magnabosco ha preparato un quaderno di ricordi per la sua nipotina

nadia magnabosco

scandito con frasi di autrici e momenti diversi della sua vita nel primo anno della sua esistenza.

nadia magnabosco

Rosanna Veronesi alterna segni geometrici, fiori schematizzati, immagini di case e un richiamo a Paolo Veronese di cui ha visitato la mostra come in un vero e proprio diario di viaggio.

Ludovica Cattaneo lascia delle impronte con le mani, riproduce quelle di persone che lavorano per plasmare oggetti: mani affaticate o semplicemente alacri; se alla fatica si aggiunge testa e cuore si arriva al lavoro dell’artista.

Fernanda Fedi ha bruciato i lembi del quaderno per ricordare le sciagure che accadono nel mondo grande e terribile: è come se fosse stato trovato in mezzo a macerie o resti di un incendio.

Gretel Fehr intitola gente il suo quaderno pieno di colori puri e volti di persone che sembrano emergere dalla nebbia dei ricordi offuscati anche da occhiali che ne coprono in parte il viso.

Giuliana Bellini alterna foto di fantasiose sculture fatte con materiali vari che assomigliano a fiori rigogliosi, ai disegni preparatori.

Ornella Garbin ha usato il suo quaderno come un album con attaccati sopra acquarelli e disegni come facevano le viaggiatrici del passato.

Dana Sikorska ha manipolato il quaderno piegando su se stesse le pagine e facendo spuntare dalla copertina un ciuffo verde:  una allusione ai fiori che possono nascere dalla scrittura e anche ai colori di un’altra possibile Italia.

Alla presentazione della mostra si è parlato di lavoro, scuola e cultura: dovremmo farlo più spesso in questa maniera creativa.

foto di Ugo Siciliano

14 novembre 2014