Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

A Corsico "Rane bianche cadono dal cielo"

di Marcella Busacca

 

A Corsico al Blanco Cafè 20094 in via Milano angolo via Concordia nello spazio circolare superiore si tiene ogni ultimo sabato del mese una mostra di arte contemporanea a cura di Gretel Fehr e Mavi Ferrando. Alla prima, inaugurata giorno 26 gennaio e che si concluderà il 1 febbraio, espongono Pino Deodato, Anna Rosa Faina Gavazzi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Luca Rendina e Franco Tripodi.
Il titolo della mostra è un apologo di Anna Arenghi: "Le rane bianche sanno della scala di beaufort. ci misurano la forza del vento che le solleva dall'acqua stagnate e le trasporta, arriva l'uragano di rane forza 12! Volano, gracidano come ridere, salutano 'ciao ciao' e poi cadono cadono cadono…. 8 arrivano planando. chi sono?"
La mostra è disposta in uno spazio molto grande circolare con un bellissimo soffitto che sembra un cielo di cristalli colorati. Lungo le pareti ci sono delle frasi a caratteri grandi che ricordano il lavoro che si svolgeva in questo luogo prima della sua trasformazione in spazio di divertimento. Marilde e Nadia hanno portato una figura costruita con resti di reti, molle di materassi, uova che contengono parole di donne sagge e campanelli che richiamano sonoramente. Il titolo è "L'onda creativa del relitto".

 


La figura é attraccata: un blocco di cemento con corde che richiamano il mare e le barche la tengono fissata, immobile. Se si tocca però suona e le uova trasparenti sembrano muoversi al vento.
Un'altra loro installazione è "Nuove storie per vecchi merletti". Un abito viola di spalle e rosso davanti accoglie come un grande ventre materno decine di bambole trovate in giro, coloratissime e dagli sguardi meravigliati.

 


 

Pino Deodato col fil di ferro ha creato un suggestivo Abito da sposa,

 

 

Mavi una figura misteriosa col nome di Guardiano. Siamo sul naviglio e le sue sculture sembrano dei custodi dell'acqua.

 

 

A terra legni scavati da scanalature che sono una "Barchetta" di Luca Rendina. Due grandi immagini di donne: una giovane e dall'aria timida e l'altra adulta da cui promana un fascio di luce sono le opere di Anna Rosa.

 


Il filo conduttore delle opere esposte è dato dai materiali che sono naturali o casuali, in ogni caso poveri che nelle mani degli artisti e delle artiste presenti si trasformano in creature viventi o in immagini di sogno.