Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

Rinascimento ritrovato ad Abbiategrasso

di Marcella Busacca

 


Convento dell'Annunciata

Nel convento dell'Annunciata di Abbiategrasso fino al 20 maggio è possibile visitare la mostra intitolata "Rinascimento ritrovato. Nell'età di Bramante e Leonardo tra i Navigli e il Ticino".
Terra di acque per eccellenza Abbiategrasso, ha nel corso dell'ultimo cinquantennio mutato il suo volto per le molte fabbriche sorte nel suo territorio e per gli ipermercati nati negli ultimi anni che hanno uniformato un po' tutte le periferie dei paesi e delle cittadine lombarde; resta ancora la terra che continua a dare foraggi e cereali. Il restauro del convento dell'Annunciata mette fine a un degrado di circa 150 anni in cui l'edificio non ha svolto più la sua funzione, ma è stato, di volta in volta, caserma nell'epoca napoleonica, ospedale e spazio per abitazione di derelitti e in parte officina e falegnameria. Nel 1997 è iniziato il restauro che ha riportato alla luce gli affreschi della chiesa e di alcuni spazi del vecchio convento. L'intero edificio è oggi un museo e un centro culturale. I nomi di Leonardo e di Bramante non sono spesi nel titolo della mostra in modo incongruo, ma rappresentano il punto di riferimento dell'autore degli affreschi della chiesa Nicola Mangone detto il Moietta , un leonardesco che costruisce le sue scene ispirandosi alle architetture di Bramante.


il Moietta

La mostra è divisa in quattro parti.
Nella chiesa accanto agli affreschi ritrovati ci sono dipinti di Bramantino, Luini, Zenale e Butinone. Una splendida Madonna di Luini è stata prestata dal Museo della Scienza e della Tecnica che cura anche un laboratorio di tecniche di affreschi per le scolaresche. La parte storica è collocata nelle celle e racconta con ricca documentazione la storia dell'edificio dalla fondazione ad opera di Galeazzo Maria Sforza e Bona di Savoia alla vita dei Francescani Minori Osservanti che lo tennero per secoli. La sezione geografica, anch'essa nelle celle, testimonia i cambiamenti avvenuti sul territorio con il procedere di nuove culture e di nuove forme di irrigazione e la nascita di cascine e di strade di comunicazione . L'ultima sezione, quella architettonica, trova spazio a pianterreno nella sala capitolare e documenta i vari momenti della costruzione e le modifiche avvenute, per fortuna senza serie conseguenze,per essere adibita ad altri usi.
La mostra é aperta da martedì a domenica dalle 9.30 alle 19.30.

1 aprile 2007