Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


Rossana Rossanda:"La ragazza del secolo scorso", Einaudi 2005

di Marcella Busacca

Spesso nel suo libro Rossana dice di non ricordare interi periodi della sua vita. Non è il vezzo di una vecchia signora che fa la misteriosa su aspetti della sua esistenza che vuol dimenticare. E'un modo onesto per non ricorrere ai suggerimenti di altri o alla cronaca, che, per una persona dalla vita pubblica, è, a volte, un utile paravento dietro cui nascondersi. Ci sono tre momenti distinti nella vita della militante comunista. L'infanzia e l'adolescenza sono segnate fortemente dall'impoverimento del padre con l'inevitabile trasferimento da Pola a Venezia e dopo a Milano. Lo studio è l'unica possibilità di realizzazione, ma anche di mettere alla prova se stessa come la decisione di fare l'esame di stato alla conclusione del secondo liceo classico. All'università si rende conto di quello che sta veramente succedendo e decide di diventare comunista e una staffetta partigiana. E' il momento in cui si chiude la prima fase della sua vita. Dal privato al pubblico, anche se resta fortissimo l'amore per la madre e la sorella. Poche parole anche sul matrimonio con Rodolfo Banfi. È' il partito che diventa la sua vita, col forte impegno nel campo della cultura e della ceazione di relazioni forti con gli ambienti che contano nella Milano della ricostruzione. Il vissuto e il quotidiano sono poco presi in esame perché per una donna è meglio non far trapelare emozioni e sentimenti. Com'è ancora lontano il sessantotto e le lotte delle donne per affermare la propria liberazione. Rossana lo ammette: è ancora totalmente prigioniera del partito al maschile e di un ideale di emancipazione. Lasciare Milano per Roma diventa necessario anche se le sembra un duro prezzo da pagare per continuare a fare il suo lavoro di rivoluzionaria professionale. Accadono tante cose che la Rossanda vive con sempre più crescente disagio e inquietudine. Cosa significa essere comunista in un paese che comincia ad essere ricco e tende a lasciarsi alle spalle tanta parte della sua memoria? Che spazio può avere in un partito come il P.C.I. di allora una donna come la Rossanda. Lo scontro avviene sulla politica estera e sul senso da dare alle lotte studentesche. La nascita del giornale "Il manifesto" segna la rottura . Rossana viene radiata per frazionismo insieme ad altri dirigenti. Non è un processo da inquisizione anche se certa propaganda anticomunista cerca di soffiare sul fuoco. Rossana dice "Non occorre una tessera per essere comunisti…….ma per smuovere un paese occorreva un grande partito…… Cademmo nel pieno della crisi dell'università e delle lotte operaie. Speravamo di essere il ponte fra quelle idee giovani e la saggezza della vecchia sinistra, che aveva avuto le sue ore di gloria. Non funzionò. Ma questa è un'altra storia"

12 marzo 2006