Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Scapigliatura: Un “pandemonio” per cambiare l’arte

di Marcella Busacca

A Palazzo Reale di Milano fino al 22 di Novembre 2009 si può vedere la mostra sulla Scapigliatura. Moltissime le opere presenti: pitture, sculture, incisioni, fotografie, copertine di romanzi, testi teatrali, opere liriche ed altre espressioni della creatività dell’epoca.
 Tutto nasce dal romanzo di Cletto Arrighi “La scapigliatura e il 6 febbraio” scritto tra i 1861 e il 1862 che racconta alcuni avvenimenti, più o meno immaginari, del 1853 accaduti a giovani ribelli milanesi ”vero pandemonio del secolo, serbatoio dello spirito di rivolta e di opposizione a tutti gli ordini stabiliti.” Siamo in pieno Risorgimento e si respira ancora un’aria di stanco Romanticismo.
Il vero e proprio movimento scapigliato durerà dagli anni ’60 a quelli ’90 intrecciandosi anche col Verismo.
I pittori, gli scrittori, i musicisti e gli artisti in genere vogliono contare ed emergere in una società che è dominata da due mostri sacri come Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi e spesso non trovano meglio da fare che assumere atteggiamenti anticonformistici nel vestire, nel linguaggio e nelle scelte di vita. A parole sono rivoluzionari e contro l’ordine costituito, ma, quando Milano conoscerà un vero moto rivoluzionario: la rivolta contro il carovita del 1898, alcuni di quelli che rimpiangevano di non aver potuto, per motivi anagrafici, partecipare ai moti del 1848  plaudivano a Bava Beccarsi che faceva sparare coi cannoni sulla folla  che chiedeva pane e lavoro!
La mostra si apre con alcuni quadri di  Carnovali  “Il Piccio”; seguono altri di Carcano e Faruffini che hanno rifiutato la lezione dei pittori risorgimentali e ripiegano su una pittura di volti e di interni. Il paesaggio, quando è presente, fa da sfondo a gruppi o a singole figure. Daniele Ranzoni e Tranquillo Cremona

costruiscono figure spesso emaciate e sfumate che si toccano e si confondono con paesaggi o interni. Mosè Bianchi è presente con alcuni ritratti e qualche paesaggio. Gli scultori si muovono tra l’esaltazione del Risorgimento: il grande monumento alle cinque giornate di Bazzaro che subisce tanti rimaneggiamenti nell’ ideazione e nell’esecuzione e le figure di cera di Medardo Rossi, autentici capolavori di un artista alla ricerca di un nuovo linguaggio che vuole dominare la materia trasformandola e plasmandola, ma al tempo stesso lasciandola alla mercé delle modifiche del tempo.

La mostra si conclude con alcune opere di Segantini e Previati che col Divisionismo traghettano l’arte italiana verso le Avanguardie.

La mostra è aperta tutti i giorni con i seguenti orari:
 lunedì dalle 14,30 alle19,30
da martedì a domenica dalle 9,30 alle1930
giovedì dalle 9,30 alle 22,30

2 novembre 2009