Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

Simonetta Agnello Hornby

Vento scomposto
Feltrinelli 2009

di Marcella Busacca

Alla presentazione dell’ultimo libro”Boccamurata” pubblicato nel 2007  Simonetta Agnello aveva preannunciato: “Il prossimo lo ambienterò in  Inghilterra”. Detto e fatto. I primi tre romanzi avevano avuto come sfondo la Sicilia dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri ed erano ambientati in una terra che l’autrice conosceva benissimo nella sua infanzia e nella sua adolescenza, molto meno nella giovinezza e maturità vissute a Londra. In quei romanzi si erano dipanate delle storie più o meno familiari, di quelle che si raccontano ad ogni ritrovarsi in visita, come una specie di rievocazione del passato, ma anche per sentirsi, nonostante la lontananza, partecipi di un lessico familiare e di memorie condivise o intrise di ricordi da dimenticare e da seppellire in mezze parole, in sguardi allusivi, in toccamenti di cui si nutrono gli incontri tra parenti. Il realismo delle situazioni raccontate si era sempre fuso, quasi stemperato nella narrazione condotta da chi evocava i fatti come da una lontananza oltre che temporale anche spaziale.  Questa volta la scrittrice affronta la vita vissuta ogni giorno in una città che cambia continuamente, il dolore delle persone che si affidano  alla sua consulenza, al suo giudizio e anche con cui ci si scontra come avversari. E’ l’avvocata, la presidente di un tribunale di minori che parla e da questa esperienza in terra straniera: Londra, ormai diventata la sua seconda (o prima patria?) nasce una storia romanzata che potrebbe essere vera. Lo sguardo che cogliamo per primo è quello di una giovane donna che va a lavorare, dopo un’esperienza in un tribunale del centro di Londra, nello studio decentrato di un avvocato che ha che fare con famiglie di immigrati, miste o semplicemente sfasciate. Per queste cause paga lo stato, ma, poiché siamo ai giorni nostri, i tagli si fanno sentire e psicologi, assistenti sociali e insegnanti sono spesso precari che non riescono ad affezionarsi al proprio lavoro perché sono costretti a lasciarlo quasi subito. I progetti di vita sono a mesi, se non a settimane. L’avvocato ha anche clienti che pagano. La storia ad un certo punto si incardina su una famiglia benestante che viene  travolta dall’accusa al padre di abusi sulla figlia di quattro anni. Pat, la giovane segretaria si fa prendere dall’ingranaggio della storia e non è più obiettiva, mentre l’avvocato cerca di capire ciò che è accaduto, ma anche ciò che potrà succedere. La storia si dipana come un noir e si intreccia con altre per far capire che la vita non è mai né semplice né lineare. Alla fine tutti hanno perso qualcosa in una città travolta dalla corsa al successo, alla sopravvivenza e sempre meno attenta alle ragioni degli altri.

23 febbraio 2009