Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

"Sul filo della Lana" Biella 20 Aprile-24 Luglio 2005

di Marcella Busacca

A Biella in tre spazi distinti si snoda una curiosa mostra che ha come sottotitolo "Dal filo di Arianna al gomitolo di Andy Warol". A pubblicizzarla in giro per l'Italia ci sono montoni ad altezza naturale o ingigantita che dorati invitano a visitarla. Perché Biella?
Perché nella prima metà dell'Ottocento in questa vallata furono impiantati tra i più moderni telai per la lavorazione della lana quasi a riprendere la grande tradizione della produzione italiana dell'epoca dei Comuni. Oggi la crisi è pesante, molte delle aziende hanno chiuso e delocalizzato, ma alcune resistono e hanno voluto insieme agli enti locali e alla Camera di Commercio cittadina celebrare il loro prodotto più famoso. Il curatore Philippe Daverio ha mescolato reperti archeologici, dipinti, vestiti, tessuti come se ci trovassimo in un grande emporio: dalle pareti da locandine divertenti, se si schiaccia un bottone, esce fuori proprio lui che ci racconta con poche parole cosa andiamo a vedere e poi si allontana discretamente per lasciarci a contemplare il manufatto preso in esame. Si parte dalla più antica traccia lasciata da un tessuto di venticinquemila anni fa su una terracotta e attraverso i miti di Arianna e Penelope si arriva agli arazzi disegnati nel secolo scorso da grandi artisti. La lana non è soltanto tessuto per vestirsi, (la mostra presenta abiti appartenuti a personaggi celebri), ma serve per fare tappeti e tende che ci raccontano la vita di popoli lontani.
In uno spazio c'è il celebre ariete conservato al museo archeologico di Palermo e diversi dipinti che ritraggono potenti del passato col toson d'oro che richiama il mito del vello d'oro rubato da Giasone. C'è anche una camicia rossa e un poncho appartenuti a Garibaldi.
Donne che filano o tessono, non solo le celebri eroine dei miti antichi, ma persino la Madonna e S.Anna vengono rappresentate in un dipinto mentre umilmente lavorano la lana.
La visita permette anche di conoscere un territorio che cerca di valorizzare le sue risorse e il suo passato.

23 giugno 2005