Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

La Transavanguardia a Palazzo Reale di Milano

di Ugo Siciliano

Dopo la mostra di Rivoli del 2003, Milano ospita, a Palazzo Reale, una nuova rassegna degli artisti della Transavanguardia che festeggiano i trent’anni della nascita del loro gruppo.
Il padre di questo movimento è un critico. Di solito sono i pittori che danno origine ai movimenti; in questo caso è stato Bonito Oliva che ha creato il nome ed ha definito le linee guida del gruppo che comprende Mimmo Paladino, Sandro Chia,  Enzo Cucchi, Francesco Clemente e Nicola De Maria. Il più famoso del gruppo è certamente Mimmo Paladino del quale nella primavera scorsa c’è stata una bella mostra. In quella occasione davanti a Palazzo Reale fu creata la grande montagna di sale coi cavalli neri.

Di Cucchi e di Chia ci sono  state due interessanti esposizioni la prima alla Triennale Bicocca  nel 2009 e la seconda alla Galleria d’Arte Moderna a Roma nei primi mesi del 2010.
Gli artisti della Transavanguardia hanno in comune il ritorno alla pittura come lavoro delle mani: disegno e traccia sulla tela. Da molti decenni ormai gli artisti più vivaci e trasgressivi, considerando morta la pittura, si esprimevano con performances o provocazioni: basti pensare agli “Achrome”e alla “Merda d’artista” di Pietro Manzoni,  all’arte povera o alla Body Art. I seguaci della Transavanguardia,  in maniera  tra loro differente, tornano alla figura, al paesaggio, al disegno e all’armonia dei colori. L’arte astratta è stata da loro attraversata senza nostalgie di ritorni  anacronistici al passato, ma con l’utilizzazione di forme e moduli del primo Novecento (futuristi e metafisici).
La  mostra di Milano si apre con le grandi tele di Nicola De Maria dai colori luminosi. Paesaggi spirituali ricordano mari calmi e prati fioriti.

Mimmo Paladino con le sue maschere ci fa comprendere quanto di ancestrale possiamo ritrovare nel vivo della società contemporanea. Sandro Chia privilegia la passione e la riscoperta del corpo che si muove con leggera armonia in uno spazio colorato.

Enzo Cucchi, colla sua aria svagata sembra far emergere dalle sue opere una nuova lingua ricca di simboli poetici.

Francesco Clemente, il più vicino alla pittura espressionistica, 

sembra in alcune opere dialogare con Basquiat con cui ha condiviso la vita a New York. La mostra è arricchita da due video che illustrano con interviste agli artisti e una lunga riflessione di Bonito Oliva la storia del movimento e le sue caratteristiche.

La mostra, che chiuderà il 19 Febbraio 2012.  è aperta tutti i giorni con i seguenti orari
Lunedì dalle 14.30 alle 19.30; Martedì, Mercoledì e Domenica dalle 9.30 alle 19.30
Giovedì e Sabato dalle 9.30 alle 22.30

7 dicembre 2011