Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

L'ultimo tempo di Caravaggio

di Ugo Siciliano

Una delle più belle mostre degli ultimi tempi è certamente quella che si concluderà il 6 febbraio '05 al Museo Capodimonte di Napoli dal titolo"Caravaggio: l'ultimo tempo 1606 - 1610".
Vi sono esposte venticinque tele, provenienti da vari musei italiani e stranieri, più alcune attribuzioni ed un'interessante copia di un'opera perduta.
In quegli anni l'artista è in fuga da Malta, accusato di omicidio e viaggia freneticamente tra Napoli, Messina, Palermo e Siracusa lasciando in queste città capolavori che la mostra mette assieme. Passando da una sala all'altra, il visitatore rivive il dramma di Caravaggio: la testa mozzata del gigante Golia e la decollazione di San Giovanni sono un richiamo diretto alla tragedia della morte; gli squarci di luce, le ampie superfici nere, la torsione dei corpi e l'arditezza delle composizioni suggeriscono il tormento di un artista che cerca la pace, ma è sempre inseguito dai suoi incubi.
La religiosità delle opere sembra anni luce lontana da quella dei dipinti devozionali tipici della controriforma; quella che si agita nelle tele caravaggesche è una massa di popolani non diversi dagli uomini e dalle donne che popolavano le piazze e le vie di Roma, Napoli o Messina all'inizio del Seicento. In una sala, in particolare sono accostate tre grandi tele ( una Natività di straordinaria bellezza e la resurrezione di Lazzaro di Messina ed il Martirio di Santa Lucia di Siracusa) che permettono una chiara comprensione della visionaria e teatrale rappresentazione caravaggesca. Altrettanto affascinante risulta il confronto tra la Cena in Emmaus di Londra straordinariamente ricca di particolari e quella di Milano più intima e contemplativa. Nell'Annunciazione di Nancy la semplicità del racconto ne esalta la spiritualità. Gli ultimi capolavori di Caravaggio mostrano con grande evidenza, assieme alla prodigiosa libertà inventiva del pittore,uno straordinario interesse per gli uomini con la loro miseria e la loro grandezza. L'unico rimpianto è che non si siano potuti aggiungere ai tanti capolavori, il San Girolamo e la grande tela della Valletta con la decollazione di S. Giovanni.

3 febbraio 2005