Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 


Una finestra sul mondo. Da Dürer a Mondrian e oltre.

di Marcella Busacca

La città di Lugano, in attesa di inaugurare un nuovo spazio artistico  in un vecchio albergo di lusso da anni inutilizzato, presenta una mostra sul tema della finestra nel mondo divisa in due spazi. Nel Museo d’Arte, che si trova nella villa Malpensata con vista sul lago, vi sono le opere che vanno dal Rinascimento alle avanguardie del Novecento; al Museo Cantonale, nel cuore del centro storico, le opere di pittura, di grafica,di scultura e di fotografia dal Novecento ad oggi. Una sezione molto divertente è dedicata al cinema:sono create delle storie utilizzando gli spezzoni di celebri film da “La finestra sul cortile” di Hitchcock a “Daunbailò” di Jarmusch in cui  uno stralunato Benigni, finito in una cella senza finestre, ne disegna una sulla parete. Dalla finestra costruita per finta in“Effetto notte” di Truffaut alle tante da cui sono caduti  suicidi più o meno intenzionali.
La mostra si apre alla Villa Malpensata con una bellissima  frase di Leon Battista Alberti “Un’aperta finestra dalla quale si abbia a veder l’istoria”. Segue Durer con una celebre xilografia. Lorenzo di Credi nella “Dama dei gelsomini”

mette, dietro il corpo della giovane donna, una tenda che divide in due la finestra con due paesaggi distinti. Studio prospettico che sembra non interessare più i pittori fiamminghi del Seicento in cui la finestra serve a segnare il confine del chiuso degli interni. Nella pittura romantica di Fussli figure angosciate si affacciano alla finestra quasi a ricercare nel paesaggio esterno corrispondenze ai propri moti dell’animo. Gli impressionisti  usano la finestra per dare continuità al dentro e al fuori: tutto è natura. De Chirico e Savinio aprono finestre in studi abitati da figure mitologiche o da manichini. Una delle opere più belle è “La clef des champs” di Magritte.

Di una finestra si vedono all’interno i vetri rotti su cui è rimasto impresso un pezzo del paesaggio esterno. Nel museo cantonale la prima opera che ci accoglie è una grande scultura di Giuseppe Uncini  “Finestra con ombra”.

Mondrian confonde sulla sua tela riquadri e finestre come un gioco di incastri. Duchamp costruisce una finestra cieca.  A mo’ di conclusione la scritta fatta di neon di Grith Win Evans “Think of this as a window…”

La mostra è visitabile fino al 6 Gennaio 2013.

2 dicembre 2012