Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 


Daniela Pizzagalli: "La Signora della pittura.
Vita di Sofonisba Anguissola,gentildonna e artista del Rinascimento"
, Rizzoli 2003


di Marcella Busacca


Sofonisba Anguissola, Autoritratto

Daniela Pizzagalli, dopo aver raccontato con rigore e leggerezza di tono la vita di alcune donne importanti del Rinascimento, ha deciso questa volta di raccontare la vita di una pittrice, utilizzando accanto alle fonti storiche le sue opere ricche di particolari utili alla ricostruzione della vita materiale dell'epoca. Giustamente già dal titolo si sottolinea la sua origine aristocratica che fu anche un limite per la sua attività. Ancora oggi si discute sull'attribuzione di molte sue opere che sono rigorosamente anonime perché una nobildonna non le poteva firmare soprattutto se le regalava alla famiglia reale spagnola!
Nata a Cremona nel 1532 e morta a Palermo nel 1625, visse, oltre che nella sua città natale, a Madrid alla corte di Filippo II, a Palermo e a Genova . La cosa singolare è che non fosse figlia d'arte, ma una ragazza dalle straordinarie capacità espressive. Il padre la incoraggiò facendole avere bravi maestri e facendo valutare le sue prime opere persino da Michelangelo. Le sorelle la seguirono nella sua arte imparando anche loro a disegnare. I soggetti delle prime opere sono ritratti di familiari e opere di piccolo formato di soggetto religioso. In ognuna di esse traspare, oltre alla tecnica prodigiosa della giovane pittrice, una vivacità e una freschezza di invenzione. Sui vent'anni Sofonisba si trasferì in Spagna come dama di corte della regina. Il ruolo che assunse fu di primo piano non tanto per l'origine aristocratica della famiglia Anguissola, ma per le sue qualità artistiche.
La scrittrice, mentre ci racconta la sua lunga e straordinaria vita, fa anche un affresco della società dell'epoca. Tra le tante figure femminili emerge quella della regina Isabella, che era poco più che una bambina quand'era andata in sposa a Filippo II, e che fu una sua allieva. Sofonisba insegnò il disegno anche alle figlie del re, ma appena potè si liberò del peso della vita di corte e si trasferì a Palermo sposa di un aristocratico. Non fu una vita né facile né felice, perché male accetta dalla famiglia dello sposo. Sofonisba continuò però a dipingere i suoi quadri trasferendo sulle tele la sua ansia di sicurezza e di perfezione. Decisa a tornare a casa dopo la morte del marito, incontrò l'amore a oltre cinquant'anni nella figura di un capitano di nave genovese e più giovane di lei di quindici anni! Messa su casa a Genova, si fece conoscere nella città ligure dove spesso arrivavano grandi pittori e artisti da tutta Europa. Negli ultimi anni della sua vita decise di tornare a Palermo dove era riuscita ad entrare in possesso di alcuni beni del primo marito e dove la visitò Van Dyck. Sofonisba fu rappresentata dal pittore olandese come una signora che ancora vivacissima, infatti, nonostante la quasi totoale cecità continuava a dipingere e a insegnare. Morì qualche mese dopo il ritrovamento delle reliquie di Santa Rosalia e i grandi festeggiamenti seguiti per la fine della trerribile pestilenza.


22 febbraio 2005