Leggere e/o Guardare (a cura di Marcella Busacca)

 

 

ZURBARAN A FERRARA

di Ugo Siciliano

Palazzo dei Diamanti dal 14 settembre 2013 al 6 gennaio 2014 presenta, per la prima volta in Italia, in una ricca mostra monografica opere Francisco Zurbaran, un pittore tra i più grandi del ‘600 spagnolo. Pur se meno noto di Murillo e Velasquez, fu ai suoi tempi notevolmente apprezzato specie dai committenti religiosi.

La sua formazione avvenne a Siviglia dove conobbe Velasquez che influenzò la sua pittura avvicinandola al “naturalismo” e facendogli prediligere i contrasti cromatici e luministici che lo hanno fatto accostare a Caravaggio. Su raccomandazione di Velasquez fu presentato a corte dove ebbe l’incarico di ritrarre personaggi importanti del tempo.


 Egli mostrò nelle sue opere grande spiritualità e senso del sacro; profondamente religioso,accettò con convinzione lo spirito controriformistico del suo tempo.  Le madonne adolescenti, i santi rapiti da estatiche visioni, il forte contrasto tra la luce che fa risaltare i volti beati e il buio dello sfondo sono la caratteristica della sua pittura. Un autoritratto ce lo mostra nelle vesti di san Luca, l’apostolo pittore, con un’espressione devota e un aspetto da buon vecchio. Il suo Cristo in croce rivaleggia con quelli molto più noti di Guido Reni e Van Dyck.
 Straordinarie sono le sue nature morte che sembrano aver fatto da modello alle opere di Chardin, un altro grande pittore poco conosciuto in Italia, cui  Ferrara ha dedicato di recente una bella esposizione.

Una piccola sezione della mostra è dedicata alle opere destinate alle nuove chiese delle colonie spagnole d’America. Un San Michele vestito come un guerriero spagnolo dell’epoca ha di certo ispirato le tele peruviane con angeli e santi armati e con abiti sgargianti, ripetuti per secoli dai pittori locali. 
In concomitanza di questa mostra  Palazzo Trotti Costabili espone “Immagine e persuasione. Capolavori del Seicento dalle chiese di Ferrara”. Si tratta di opere ch provengono da chiese provvisoriamente chiuse al culto in seguito al terremoto del 2012.

La mostra è aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 19