Natura e cultura

a cura di Antonella Prota Giurleo

 


L'attenzione all'arte e alla cultura è molto forte in Finlandia. I diversi appuntamenti culturali, numerosissimi durante l'estate, vengono riportati sui molti giornali locali, indispensabili elementi di informazione in un territorio esteso e poco abitato.
Durante i mesi estivi alcune residenze utilizzano gli edifici anticamente adibiti ad agricoltura o ad allevamento per organizzare esposizioni e iniziative aperte al pubblico: concerti, performances, presentazione di libri, laboratori creativi.

Ad Hovinkartano un laboratorio di libri d'artista fondato sul recupero di materiali ha visto la presenza attiva di alcune donne che hanno elaborato diverse modalità di intervento su vecchi libri messi a disposizione da Anja Mattila Tolvanen, un'amica artista.

Alcune donne hanno creato, attraverso la piegatura delle pagine nelle quali hanno inserito altri piccoli elementi costruiti attraverso la tecnica dell'origami, forme astratte o richiamanti animali.




Altre hanno elaborato collages bidimensionali o tridimensionali incollando forme alle pagine.

Anche in questo caso è stata utilizzata la tecnica dell'origami che ha permesso la tridimensionalità. Le forme, ripiegate, possono essere inserite tra le pagine garantendo la chiusura del libro.

Ispirate dal progetto La via di Maurizio Follin tre donne hanno inserito qualche tessera nella propria opera: l'artista Irja Rantala alludendo alla musica di Sibelius;

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Seipa Koskela ne ha utilizzate due quali piccoli laghi in un villaggio

mentre Sinikka Elomar e Leni Lustre - Pere hanno preferito adottarle quali elementi decorativi.


Nella biblioteca di Hameenlinna un contenitore di libri omaggio, una serie di immagini di libri d'artista che accompagnano la mia presentazione verbale e due esempi pratici offrono lo spunto per l'elaborazione di un gruppo di donne che hanno raccolto l'invito dell'associazione artisti della città.

Tutte, tranne una, scelgono di recuperare libri dal contenitore e di permettere ai testi di parlare loro. I testi vengono guardati, aperti, sfogliati sino a che le idee nascono e prendono forma.

Vecchie macchie sulle pagine del libro sembrano voler comunicare qualcosa, ma cosa?

Una foto suggerisce l'idea di realizzare un personalissimo album fotografico inserendo tra le pagine ripiegate le foto di famiglia che si trovano a casa.

Alcune parole attraggono per la forma che hanno, trasmettono suggestioni che sollecitano l'invenzione di altre storie così pennelli, fili rossi, punti della cucitrice trasformano il nuovo testo in una storia per immagini.

Un vecchio libro per bambini può suggerire ad una mamma di raccontare la storia di Oona, la sua figlia maggiore

mentre un altro testo può sollecitare Pirjo Heino al recupero della musica dai vecchi spartiti dell'amica pianista invitando ad una composizione molto delicata, quasi minimalista. Un'operazione di sostituzione delle parole con note musicali e un successivo intervento grafico suggeriscono un andamento, un movimento dolce caratterizzato da linee che si trasformano in piccoli ghirigori.

Due bambine inseriscono in un libro "vero" i loro piccoli libri, realizzati piegando e ripiegando un foglio in diverse parti e tagliandone una parte, continuando poi a lavorare inserendo disegni realizzati con i pastelli ad olio seguendo le proprie personali interpretazioni.

Ricordo la prima volta che un bambino ha partecipato ad un laboratorio di libro d'artista. Rammento che il suo stupore, e la sua felicità, all'idea di poter bistrattare un libro a suo piacere mi sono parsi, allora, divertenti, quasi comici.
Forse la fascinazione del lavorare su un libro già esistente dipende anche dalla proibizione infantile, sedimentata nel nostro essere adulti, di sciupare il libro: proibito segnare, disegnare, piegare, tagliare, strappare…
Così, con la cura di chi ha imparato ad apprezzare uno strumento di cultura e di sapere, di sogno e di evasione, amiamo operare sul libro, forse destinato al macero, per restituirlo ad una nuova modalità di vita.

Le pieghe, suggerite dall'arte dell'origami, affascinano.
Ciascuna ne fa una propria personale interpretazione, chi ripetendo le piegature, inserisce tra esse triangoli colorati

e chi, come Anna Maja, inventa una storia utilizzando fotografie ritagliate da libri illustrati, a comporre un proprio mondo personale.

Una donna pensa a lungo, poi piega alcune pagine, taglia qualche elemento da materiali propri recuperati a casa e infine, tratti dalla borsa alcuni gomitoli di lana, cuce intorno a due ovali una sorta di cornice.

Forse una suggestione dall'opera di Maria Lai che ho presentato, colpita dall'assurgere ad arte di un lavoro, il cucire, ritenuto, perché femminile, di poco conto.

E' un sogno l'ispirazione portante del libro a fisarmonica realizzato a partire dal disegno di un nudo femminile dormiente

mentre il movimento ispira il lavoro accurato di pieghe che si rincorrono a formare onde nel libro di Sirpa.

E' il penultimo giorno della mia permanenza finlandese, tutte le donne lavorano, invito a "resocontare" le intenzioni di lavoro. Ognuna mostra e spiega




Il tempo non permette l'elaborazione di forme a partire dal progetto La via di Maurizio Follin ma Pirjo ha un'idea eccezionale. Ogni donna che lo desidera può scegliere alcune tessere e mi invierà le foto della propria composizione come documentazione da inoltrare a Maurizio.

Testo di Antonella Prota Giurleo, foto della stessa e di Antonio Sormani

 

24 agosto 2015