Natura e cultura

a cura di Antonella Prota Giurleo

 


Pierangela Orecchia

di Antonella Prota Giurleo

 

 

Ho avuto modo di conoscere Pierangela Orecchia



in occasione del simposio di Verdello, in Bergamasca, curato nell'autunno 2014 da Marisa Cortese, artista e curatrice di Verbania.




Mi ha colpita il lavoro artistico di Pierangela perchè l'ho vista, seduta a terra, strappare e dipingere varie superfici di cartone ondulato che aveva portato con sé come materiale indispensabile per la sua attività.
Pierangela esegue lavori di grandi dimensioni in tecnica mista su supporti di diverso tipo, soprattutto cartone riciclato.
La sua ricerca artistica riguarda le luci, le atmosfere e soprattutto l'umanità dell'Africa Nera.


I collage, gli strappi, i frammenti e le textures generano un impatto visivo capace di superare la pelle/superficie, l'esteriorità dei rimandi alle "macerie umane", ai "rottami", ad un supporto anch'esso riciclato… per affondare lo sguardo nella nobiltà delle figure stesse e far emergere in superficie schegge di quella bellezza dei personaggi che solitamente conosce di persona.
L'artista in Africa ha dipinto l'abside della Chiesa Santa Ana di Maimelane, in Mozambico, e ha tenuto corsi di animazione alla popolazione del luogo.
Dal 2008 espone in mostre personali e collettive in Italia (Torino, Milano, Acqui Terme, Udine, Palermo, Bergamo) e all'estero (Marocco, Russia).

La storia col cartone di Pierangela Orecchia inizia più o meno nel 2006 - 2007 quando, come scrive l'artista: " … il mio rapporto con la pittura era un po' in crisi… stavo quindi cercando materiale alternativi alla fredda e "professionale" classica tela.
Quasi per caso ho trovato delle scatole di cartone ed ho provato a trattarle come supporto ….



Nel 2006 sono andata per la prima volta in Africa non per vacanza, ma in missione. L'esperienza mi ha completamente sconvolto, pensavo che le vacanze trascorse mi avessero preparato all' "ambiente", ma così non era.
Quando sono tornata ho sentito l'esigenza di lavorare con un materiale povero, di riciclo, trovato per strada così come io avevo visto per strada quei bimbi con quegli occhi magnetici e sorridenti che mai dimenticherò. Entrambi erano degli "scarti". Volevo rappresentare quei "rifiuti" umani, volevo che anche il supporto "parlasse"


Ma la mia emozione mi ha spinto non solo a dipingere il cartone, ma letteralmente a "strapparlo". Da lì sono nati i miei primi lavori sul "cartone strappato" che sono ormai parte di me. Ora tratto anche altri temi, ma sempre sul supporto riciclato che ormai mi appartiene".

E' interessante riportare il pensiero di Cristina Rossi, giornalista e critica, che, nel suo bel testo pubblicato sul catalogo del simposio di Verdello, scrive, a proposito del lavoro di Pierangela: "… il suo racconto alla luna si fonde con la materia stessa, il cartone, sapientemente modulato sulla falsariga della narrazione."


24 febbraio 2015


foto di Antonella Prota Giurleo