Natura e cultura

a cura di Antonella Prota Giurleo

 

 

Feria del libro de Chajarì - Entre Rios

di Antonella Prota Giurleo

Nel mese di settembre 2009 si è svolta, nella città di Chajarí – Entre Ríos, in Argentina, la 7° Fiera del libro.  Nell’ambito della Fiera Silvia Lissa, artista e curatrice argentina,  ha organizzato una mostra di libri d’artista che è stata esposta nel Centro Culturale Constantino Cavallaro.
Il tema della mostra, alla quale hanno partecipato 37 tra artiste ed artisti di14 differenti nazionalità è stato LatidoAmerica, titolo che allude al palpitare del continente americano, al ritmo, alla cultura, al pensiero, alle diverse etnie, alla vitalità che caratterizzano l’America latina.



La mostra sarà successivamente esposta nella Biblioteca popolare Justo José de Urquiza  a Chajarí – Entre Ríos  per il centesimo compleanno della biblioteca.  Al termine dell’esposizione i libri costituiranno materiale di archivio e documentazione della biblioteca stessa.  
In un intervento critico rispetto alla modernità, Daniela Zanandrea, docente di Scienze Sociali,  sostiene che “ dobbiamo ripensarci a partire da una riflessione critica della memoria, dell’umano, creando spazi nei quali si esercitino la solidarietà e il rispetto degli altri sulla base della giustizia. Il futuro deve nascere da invenzione transculturale, non da invasione nè da imperialismi globalizzanti.
Oggi vogliamo – dobbiamo effettuare letture differenti del passato per potenziare, per rendere più ricca la riflessione che apra nuove possibilità di intervenire, di interpretare e di vivere la realtà.
Oggi abbiamo bisogno di pensare un altro mondo, con altri sguardi, altre narrazioni e altre domande. Un mondo dove altre relazioni siano possibili. Dove altri mondi siano inclusi.”
Mi piace immaginare che nel formulare l’idea del rispetto degli altri Daniela Zanandrea pensi sia al genere umano che al mondo animale e a quello delle cose, alla natura e all’ambiente.
E’ un pensiero che si rafforza vedendo le opere esposte in mostra: libri realizzati con materiali ecocompatibili e/o di recupero in cui linguaggio scritto e linguaggio visivo si accompagnano integrandosi e arricchendosi a vicenda in un rimando continuo dall’uno all’altro.


Tecniche espressive differenti ( disegno, collage, pittura, stampa, immagini elaborate a computer) si alternano sulla carta, a volte  riciclata o prodotta artigianalmente da artiste ed artisti, piegata o tagliata per formare le pagine incollate o cucite o raccolte da spirali.


Ho trovato interessanti diversi lavori, mi limito a nominare artiste ed artisti suddivisi per nazionalità e a descrivere l’opera di Giuliana Bellini, che, insieme a me, ha composto la presenza italiana in mostra: il suo libro d’artista è  costituito da un foglio di carta giapponese di  circa 70 x 100, pieghettato a fisarmonica e ripiegato a metà in modo da sembrare un ventaglio; il lavoro è stato disposto in esposizione a formare  un arco pieghettato che stava in piedi da solo. Sul foglio  una grande stampa calcografica.



Ed ecco i nomi delle artiste e degli artisti che hanno risposto all’invito di Silvia Lissa per qusta 7° Fiera del Libro:
ARGENTINA  Gabriela Abeal, Mónica Vallejos, Hilda Paz, Marcela Peral, Silvia Lissa, Marina Sorbello Pizzio , Grupo Bacantes, Zulema Eleo, Tere Roquero, Mariana Renthel
BELGIO Luc Fierens
BRASILE Gastao de Magalhaes, Dorian Rivas Marinho, Paulo Macedonio, Sara Godi, María Da Gloria.  Jesús de Olivera
CILE  Antonio Cares, Virginia Maluk
COLOMBIA Tulio Restrepo
SPAGNA Antoni Miró, Valdor, Antonio Moreno Garrido, Miguel Jiménez
ITALIA  Giuliana Bellini, Antonella Prota Giurleo


MESSICO  Perla Ramos Magaña, Alejandro Uribe, Factoría TACH, Carolina Viñamata, Angélica Moreno Pimentel, Angélica Angeles Rodriguez
NORVEGIA  Jaromir Svoziliik
PORTORICO  Maritza Dávila
TURCHIA   Cem Demir
URUGUAY  Clemente Padín
USA John Bennett
VENEZUELA  Aaron Almeyda Holmquist
Mi torna in mente, leggendo questa importante serie di nomi e di paesi,  il pensiero di Silvia Lissa, espresso sotto forma di articolo per il numero 1 della rivista bianche nere. Silvia si era posta il problema di come interagire con il mondo a partire da “ un luogo tanto piccolo sulla carta geografica” e di come “ arrivare a quei luoghi che sulle carte sembrano tanto vicini e che nella realtà sono irraggiungibili.” Aveva anche espresso l’opinione che, nella realizzazione di questo desiderio “I nuovi mezzi tecnologici aiutano la diffusione in un modo nuovo ( per me) di espressione. E tutto il tempo si intrecciano da un lato le tecniche tradizionali o antiche, come l’incisione, il disegno, i calligrammi, le lettere scritte, la busta, la posta e dall’altro lato le nuove tecnologie: computer, mail, blogs, immagini digitali, fotografie. Unirle in un tutto e che tutto questo ritorni immagine e che l’immagine mi parli e che la parola ritorni immagine... e mi osservi e la osservo e mi parla e mi guarda... e mi immagino... e le distanze si accorciano e le carte geografiche diventano grandi e gli spazi si fanno più vicini, più palpabili, più amichevoli, più comunicativi.
Mi ritrovo nel pensiero di Silvia, mi piace tenere insieme l’antico e il contemporaneo, il passato, il presente e, per quanto possibile, il futuro;  mi sembra che, pur nella contraddizione forte con l’obiettivo del rispetto dell’ambiente, la diffusione di internet abbia permesso forme e possibilità di comunicazione e di conoscenza  impensabili per chi non abbia consistenti disponibilità economiche.
Oggi è possibile ricevere un invito via mail da un’ artista che vive al di là del Mare Oceano, un’amica che non si conosce fisicamente ma che si è imparato ad apprezzare per quello che scrive e che fa. Ed possibile, con una spesa ridotta, utilizzare la posta ordinaria per inviare un libro che sarà esposto in una mostra e che costituirà parte del patrimonio culturale di una biblioteca dall’altra parte del mondo.
Iniziative e modalità come questa rendono  gli spazi “più vicini, più palpabili, più amichevoli, più comunicativi ”, come sostiene Silvia Lissa, inducendo a riflettere su questa strana modalità di dividere la terra, che è una e rotonda, in Occidente e Oriente  chiedendosi, come fa la scrittrice egiziana Nawal Sa’adawi, Occidente rispetto a chi? E a che cosa?  

6 ottobre 2009

Traducción de Virginia Maluk (artista chilena)

En el mes de septiembre 2009 se ha llevado a cabo, en la ciudad de Chajarí-Entre Ríos en Argntina, la 7° Feria del Libro. En el ámbito de dicha Feria, Silvia Lissa, artista y curadora argentina, ha organizado una muestra de libros de artista que ha sido expuesta en el Centro Cultural Constantino Cavallaro.
El tema de la muestra, en la cual han participado37 artistas de 14 diferentes nacionalidades ha sido Latidoamérica, título que alude al palpitar del continente americano, al ritmo, a la cultura, al pensamiento, a las diferentes etnias, a la vitalidad que caracterizan a América Latina .
La muestra será expuesta luego en la Biblioteca popular Justo José de Urquiza en Chajarí-Entre Ríos para el centésimo aniversario de la Biblioteca. Al finalizar la exposición los libros constituirán material de archivo y documentación de la misma Biblioteca.
En una discurso crítico respecto a la modernidad, Daniela Zanandrea, docente de Ciencias Sociales, sostiene que “debemos repensarnos a partir de una reflexión crítica de la memoria, del ser humano, creando espacios en los cuales se ejerzan la solidaridad y el respeto del otro sobre la base de la justicia. El futuro debe nacer de la invención transcultural, no de la invasión de imperialismos globalizantes.
Hoy queremos- debemos efectuar una lectura diferente  del pasado para potenciar, para acercar la reflexión que abra nuevas  posibilidades de intervenir, de interpretar y vivir la realidad.
Hoy tenemos que pensar un nuevo mundo, con otra mirada, otras narraciones y otras interrogantes. Un mundo donde sean posibles nuevas relaciones. Donde otros mundos sean incluidos.”
Me gusta imaginar que en  la formulación de la idea del respeto a los demás, Daniela Zanandrea  piensa tanto en el género humano como en el mundo animal y el de las cosas, la naturaleza y el medio ambiente.

Es un pensamiento que se refuerza viendo las obras expuestas en la muestra: libros realizados con materiales ecológicos y/ o reciclados en los cuales el  lenguaje escrito y el lenguaje visual se complementan  integrándose y enriqueciéndose mutuamente con una referencia continua del uno al otro.
Diferentes técnicas expresivas (dibujo, collage, pintura, grabado,  imágenes digitales)se alternan sobre el papel a veces reciclado, o producido artesanalmente por los y las artistas, plegados o cortados para formar las páginas pegados o cocidas o sujetas con espirales.  
He encontrado interesante diversas obras, pero me limito a nombrar a los artistas subdivididos por nacionalidad y a describir la obra de Giuliana Bellini, que junto a mi ha conformado la presencia italiana en la muestra:
su libro de artista está compuesto de una hoja de papel japonés de aproximadamente 70 x 100 cms. Plegado a modo de acordeón y replegado por la mitad de manera que parezca un abanico; el trabajo se ha expuso formando un arco plegado que se sustentaba solo. Sobre el papel un gran grabado calcográfico.
Esta es la nómina de los y las artistas que han respondido a la invitación de Silvia Lissa para esta 7 Feria del Libro:

ARGENTINA  Gabriela Abeal, Mónica Vallejos, Hilda Paz, Marcela Peral, Silvia Lissa, Marina Sorbello Pizzio , Grupo Bacantes, Zulema Eleo, Tere Roquero, Mariana Renthel
BELGICA  Luc Fierens
BRASIL  Gastao de Magalhaes, Dorian Rivas Marinho, Paulo Macedonio, Sara Godi, María Da Gloria.  Jesús de Olivera
CHILE  Antonio Cares, Virginia Maluk
COLOMBIA Tulio Restrepo
ESPAÑA Antoni Miró, Valdor, Antonio Moreno Garrido, Miguel Jiménez
ITALIA  Giuliana Bellini, Antonella Prota Giurleo
MEXICO  Carolina Viñamata, Angélica Moreno Pimentel, Angélica Angeles Rodríguez, Perla Ramos Magaña, Alejandro Uribe, Factoría TACH  
NORUEGA  Jaromir Svoziliik
PUERTO RICO  Maritza Dávila
TURQUIA   Cem Demir
URUGUAY  Clemente Padín
USA  John Bennett
VENEZUELA  Aaron Almeyda Holmquist.
Me viene a la mente, leyendo esta importante  serie de nombres y  de países el pensamiento de Silvia Lissa, expresado en el artículo para el número 1 de la revista blancaynegra.Silvia se había planteado el problema de cómo interactuar con el mundo a partir de “un lugar tan pequeño sobre el mapa” y de cómo “llegar a aquellos lugares que sobre el mapa parecen tan cerca y que en la realidad son inalcanzables”. Había expresado también la opinión que en la realización de este deseo “los nuevos medios tecnológicos ayudan a la difusión de una nueva manera (para mí) de expresión. Y siempre se  tejen de un lado las técnicas tradicionales o antiguas como la incisión , el dibujo, la caligrafía, las cartas escritas, el  sobre, el correo y por otro lado las nuevas tecnologías: computadores ,correo electrónico , blogs,  imágenes digitales, fotografía. Fusionarlas en un  todo y que todo ésto  conforme una imagen y que la imagen hable y que la palabra devenga imagen…y me observe y la observo y me habla y me mira…y me imagino…y las distancias se estrechan y el mapa se hace grande y los espacios se tornan más cercanos , más palpables, mas amigables, mas comunicativos”
Me identifico con el pensamiento de Silvia, me gustar compatibilizar lo antiguo y lo contemporáneo, el pasado y el presente y en cuanto sea posible, el futuro. Me parece que incluso en la fuerte contradicción  respecto del respeto al medio ambiente, la difusión de internet ha permitido formas y posibilidades de comunicación y de conocimiento impensables  para aquellos que no tienen recursos financieros sustanciales.
Hoy es posible recibir una invitación por correo electrónico de un artista que vive al otro lado del Océano , de una amiga que no se conoce físicamente pero que se ha aprendido a apreciar por aquello que escribe y que hace. Es posible con un costo reducido utilizar el correo ordinario para enviar un libro que será expuesto en una muestra  y que constituirá parte del patrimonio cultural de una biblioteca en la otra parte del mundo. Iniciativas y modalidades como ésta hacen que los espacios sean más “comunicativos, más palpables, más amigables, más comunicativos”, como sostiene Silvia Lissa, induciéndonos a reflexionar sobre esta extraña modalidad de dividir la Tierra, que es una y redonda, en Occidente y Oriente preguntándose , como lo hace la escritora egipcia Nawal Sa’adawi, ¿Occidente respecto a quién? ¿Y a qué?

20 ottobre 2009