Natura e cultura

a cura di Antonella Prota Giurleo

 


Naturarte a Bertonico

di Antonella Prota Giurleo 

Nella suggestiva cornice dell’antico Arsenale di Bertonico, in provincia di Lodi, è stata inaugurata sabato 4 giugno 2016  la diciannovesima edizione di Naturarte.Quest’anno il tema proposto da Mario Quadraroli e Ornella Piluso alle artiste e agli artisti è stato quello della Natura in quanto madre; sono stati anche presentati progetti, documentazioni, installazioni e simulazioni di orti d’artista già realizzati e da realizzare
Alla proposta hanno aderito, con le proprie opere: Clara Bartolini, Donatella Baruzzi, Paola Blesio, Alfredo Bonetti, Tindaro Calia, Silvia Capiluppi, Laurentiu Craiovecanu, Beppe Cremaschi, Loredana Delorenzi, Antonio Devincenti, Mario Diegoli, Gregorio Dimita, Lina Ferrandi, Ambrogio Ferrari, Renato Galbusera, Mario Gavino,  Omar Giacummo, Vito Giacummo, Daniela Gorla, Gabriella Grazzani, Francesca Groppelli, Mauro Laqua, Marialisa Leone,  Li Dingh, Pier Luigi Meda, Alessio Milillo, Roberto Munari, Mariele Nova, Marilena Panelli, Edy Persichelli, Luigi Poletti, Claudia Reccagni, Mara Senno, Studio Pace, Carlo Malandra, Maria Antonietta Rossi, Serena Rossi, Veronique Pozzi  Painè, Antonella Prota Giurleo,  HuizHong Song, Antonio Sormani, topylabrys, Micaela Tornaghi, Sara Valmacco,  Orlando Zambarbieri, Maria Jannelli, Monica Wolf. 

Angelo Reccagni ha presentato Resurrection… Nel paese di mia madre, un’installazione e una performance realizzata con gli studenti della scuola media Fellini di Tavazzano. Le giovani e i giovani hanno voluto ricordare le persone che, con il loro impegno, hanno lavorato per rendere possibile il lavoro della campagna.


Come sempre, in questa rubrica, mi preme rendere conto del lavoro delle artiste, consapevole che la quantità di opere non permette una descrizione particolareggiata di ciascuna.
Durante la mattinata, sotto un’acqua torrenziale,  e parte del pomeriggio le artiste e gli artisti hanno provveduto a montare, o a collocare, nel caso di lavori bidimensionali, le loro opere.

Nel corso dell’inaugurazione Mario Quadraroli ha ricordato le precedenti edizioni di Naturarte, la vicesindaco ha espresso il suo apprezzamento per la possibilità di avvicinare la popolazione all’arte contemporanea e Ornella Piluso ha anticipato il festival dei depuratori che si svolgerà a Nosedo i primi giorni di luglio.

Un’installazione a tre voci, realizzata da Ding Li,  Vito e Omar Giacummo, ha evidenziato un aspetto particolare dell’arsenale, antico luogo di lavoro e riparazione di attrezzature agricole. Un tavolo da falegname unisce infatti la parte realizzata da Ding Li, nella quale un telo sostiene una croce in legno, a quella dei due Giacummo, padre e figlio. Vito si è ispirato alla corona di spine e Omar alla pesantezza e alla croce. Un’installazione che, alla religiosità,  unisce la spiritualità della natura.




Clara Bartolini ha presentato Mediterraneo un telo lungo 14 metri dipinto di azzurro e con le silouette di mani in marrone che rimanda al pensiero dell’artista che sente la natura come madre  ma che ritiene l’uomo indegno quando non si pone il problema della morte dei suoi simili.

Donatella Baruzzi ha realizzato Le radici del mondo sono multicolore un’installazione che vuole restituire  il senso delle diversità che popolano il mondo e l’auspicio che le radici colorate, in maiolica smaltata, siano contagiose e possano far dimenticare le radici nere, che pure esistono.


topylabrys non ha utilizzato la plastica, materiale che tratta abitualmente con competenza, bensì materiali naturali, porri e patate avvolti in una rete “protettiva”, come la definisce l’artista, appoggiati ad una struttura in ferro, materiale assolutamente ecocompatibile.


Lo studio Pace 10 ha composto, con  cilindri di plastica arancione,abitualmente utilizzati per le tubature, un particolare di un grande albero le cui ramificazioni e il cui titolo, Hydraulic Wood,  fanno riflettere sul futuro della natura e dell’ambiente.
Un albero che contrasta fortemente con gli alberi naturali, noci e quercia, ai quali, nel centro dello spazio aperto, i giovani e le giovani hanno appeso gli indumenti che rimandano a chi ha lavorato e reso fertile la terra del Lodigiano.

Ho in mente un’osservazione di Yoko Ono sugli alberi e sugli artisti, osservazione che mi piace ricordare: “ A volte pensiamo che un parco non sia utile, che si tratti solo di un gruppo di alberi o di qualcosa di simile, che gli alberi non dicano molto.
Il fatto è che gli alberi sono così invisibili che la gente ritiene possibile tagliare gli alberi per costruire un edifico.
Ciò può sembrare conveniente ma, quando gli alberi saranno tagliati, potremo vedere cosa accadrà.
Gli artisti sono uguali. Il loro ruolo nella società è simile a quello degli alberi.”

Giulia Bonaldi, con la collaborazione di Giorgio Pensabene ha progettato un’installazione dal titolo Bosco di betulle, opera che, come è scritto nella presentazione, rimanda al fatto che “...tutto quello che l'uomo fa per riuscire ad allontanarsi dalla realtà  altro non diviene che santa realtà..”


Forme circolari, come la madre terra (anche se il suo più antico simbolo era il quadrato), si ritrovano nelle opere di Marilena Panelli, che accompagna carta e setacci, quattro per la precisione, e in quella di Loredana Delorenzi, Della luna e altre storie, un cerchio in ferro, materiale naturale, ecocompatibile,  che ben rimanda alla “pallida luna”.


Veronique Pozzi ha progettato, e realizzato, un Orto metafisico. Quindici teste di Atena, realizzate con gesso, muffe e poliuretano espanso, sono disseminate sul terreno, quasi a suggerire la sapienza del lavoro contadino, del lavoro della terra che ci permette di vivere, di pensare, di riflettere e di elaborare.Sapinza antica che viene da una dea.

Monika Wolf in Cairo. Native Woman presenta una successione di elementi, incollati su una tela: bottoni, cucchiaini di plastica da gelato, piume, scritte, sono collocati in modo seriale ad evidenziare la foto di una donna musulmana che regge su una spalla un bimbo nudo.

Micaela Tornaghi ha ipotizzato un progetto relativo al labirinto, progetto che si evolve e che avrà una sua ulteriore elaborazione in occasione del festival dei depuratori.  Il percorso, segnato da strisce gialle, termina nella parabola di Silvia Capiluppi.

Micaela ha anche organizzato, per il 16 giugno, la V edizione di mUnschasc, un’interessante iniziativa artistica a Monza sul tema fatto 30, si fa 31. In questa occasione, oltre alle opere di diverse artiste ed artisti, in Apri la gabbia una serie di libri d’artista che “voleranno” come una volta i colombi dalla voliera che accoglierà l’installazione.
Dana Sikorska ha colto l’occasione dell’inaugurazione di Naturarte per consegnare a Micaela il suo libro d’artista.

Anche Antonio Sormani, con In presenza della natura, ed io, con L’archetipo. La dea abbiamo esposto ciascuno una nostra opera, sotto il portico dell’antico arsenale, una cornice davvero suggestiva e coerente con lo spirito della proposta.


Fotografie di Antonella Prota Giurleo

 

7 giugno 2016