Natura e cultura

a cura di Antonella Prota Giurleo

 


 

Il 22 febbraio 2013 è stata inaugurata, presso lo Spazio Hajech del Liceo artistico di Brera, a Milano, la seconda edizione di RIGENERaRT, progettata da Guido Poggiani per Guizart.

Le opere esposte allo Spazio Hajech saranno poi ospitate in altri luoghi:
. dal 16 al 24 marzo alla Rocca Viscontea di Lacchiarella
. dal 6 al 14 aprile alla galleria C.A.C Milanese
. dal 20 al 28 aprile allo Spazio arte di Assago
. dal 4 maggio al 1 giugno a Feel Good a Milano
. dal 16 giugno al 26 luglio al 3° liceo di Belgrado.
Ogni appuntamento prevede l'organizzazione di performances, di laboratori e di visite guidate per le scuole.

Numerosissime le opere esposte nell'ampia sala del liceo, darò conto solo di alcune, con particolare attenzione al lavoro delle artiste.

Giuliana Bellini

ha elaborato un'opera tridimensionale

utilizzando, come spesso fa, bottiglie di plastica sottilmente tagliate in listarelle a formare una sorta di prato su una base dall'effetto psichedelico.

Chiara Trentin e Alessandra Renzulli hanno utilizzato entrambe, come base per le loro opere, la prima in Savana,

la seconda in una collana,

bottoni di recupero accompagnati da materiali diversi.

Rosanna Veronesi ha presentato Il seme, opera realizzata tra il 2012 e il 2013 utilizzando polvere di bronzo, corteccia di platano e una fettuccia sulla quale è tracciata una scritta; un'opera poetica che restituisce il senso dell'importanza che per l'artista hanno l'attenzione per la natura e per l'ambiente.

Tre artiste, Maria Luisa Montanari, Anja Mattila Tolvanen, finlandese, e Giuliana Cioffi si sono ispirate alla lettura per la realizzazione delle opere presentate.
Maria Luisa Montanari in Lettura servita su un vassoio assembla un vassoio, un libro, una candela e una lente.

Anja Mattila Tolvanen esprime, attraverso finestre con grate dorate inserite nella copertina di tre vecchi testi finlandesi, l'idea della possibilità, per le donne che pure vivono in situazioni di grandi difficoltà, di accedere, attraverso la lettura, alla conoscenza e, quindi, alla libertà intellettuale.

Giuliana Cioffi in Cascati nella rete raccoglie su una rete metallica un paio di occhiali e un libro collage con immagini ritagliate da riviste.

Due le installazioni particolari, a mio parere, di Agostina Pallone e di Maria Amalia Cangiano.
Agostina Pallone, in Tessere relazioni, unisce, ad una struttura portante in ferro, reti di rame, sostenute da fili, che contengono al proprio interno sassi.

Il titolo, che fa riferimento alla capacità femminile di tessere relazioni, ed i materiali ecocompatibili utilizzati, sintomo di un'attenzione particolare all'ambiente, uniti ad una ricerca poetico estetica hanno suscitato il mio interesse per l'opera.

Maria Amalia Cangiano ha presentato una piccola folla di personaggi che esprimono il proprio essere ed il proprio pensare sotto un grande cerchio - sole dorato. Uomini e donne, simbolicamente rappresentati come chiusi in un cerchio di uomini armati, portano cartelli di denuncia nei confronti del fenomeno mafioso.

Accanto all'opera di Maria Amalia Cangiano, una mia opera bidimensionale, Antico impero incaico, monocroma, realizzata a partire da tela grezza e tela di cotone ricamata, corde e nodi su una base di legno, ispirata all'antica cultura peruviana.

Un riferimento esplicito al desiderio di libertà nell'installazione di Franco Vertovez, Berlino 1989, composta con sassi, ferro e vari elementi.

Guido Poggiani, artista e curatore della rassegna, ha presentato un lavoro composto da quattro pannelli quadrati, collegati da una catena,

a loro volta suddivisi in otto riquadri con antine che permettono di vedere le immagini nascoste in un grande mare azzurro.

Ornella Garbin è partita da un cartone di torta sul quale è intervenuta con stoffa e materiali pittorici per elaborare l'opera Antichi segnali

Poetica l'opera di Valeria Ferrante composta utilizzando i colori acrilici su stoffa cucita e incollata, plastica e frammenti di stoffa recuperata da vecchi stracci.

Stoffe anche nelle opere di Pino Lia, un' equilibrata composizione geometrico pittorica,

e di Rosa Spina che in Racconti del passato utilizza juta, colori acrilici e scarti tessili.

Nicoletta Ranieri accosta bomboniere e stampini in una sorta di piccolo quadretto che gioca sull'ironia.

Itala Gasparini presenta un'opera giocata sulla geometria e sul colore nella quale CD che rifrangono la luce sono accostati a forme circolari colorate inserite nel quadrato.

Una mostra che, essendo ospitata nello spazio espositivo di un liceo artistico potrà offrire, come già ha offerto a diversi studenti e studentesse che si sono volute cimentare con il recupero, momenti di riflessione sulla possibilità di vita degli oggetti e dei materiali anche quando questi vengono ritenuti ormai privi di funzionalità e, quindi, morti.

Antonella Prota Giurleo

28 febbraio 2013

Fotografie di Antonella Prota Giurleo