Natura e cultura

a cura di Antonella Prota Giurleo

 


Un simposio nel centro artistico di Hovinkartano

L'attenzione all'arte e alla cultura è molto forte in Finlandia. I diversi appuntamenti culturali, numerosissimi durante l'estate, vengono riportati sui molti giornali locali, indispensabili elementi di informazione in un territorio esteso e poco abitato.
Durante i mesi estivi alcune residenze utilizzano gli edifici anticamente adibiti ad agricoltura o ad allevamento per organizzare esposizioni e iniziative aperte al pubblico: concerti, performances, presentazione di libri, laboratori creativi.
Hovinkartano, residenza estiva della gallerista Riitta Tarvainen, offre diverse possibilità: gallerie d'arte, antica farmacia, atelier, ristorante, alloggi per artisti, esposizioni en plein air.

In questo luogo, organizzato spazialmente come un piccolo villaggio nel bosco, si è svolto, dal 26 giugno al 1 luglio 2015 un simposio, curato da Pirjo Heino per European Cultural Association e Sotjala's Cultural Heritage Association, sul tema Wind, rain and sun.

Artiste e artisti, nell'anno del centocinquantenario della nascita del compositore Jean Sibelius hanno potuto visitare, in Hameenlinna, la casa natale del musicista ed il museo d'arte della città.
A partire dalle suggestioni dei luoghi e della musica, utilizzando, oltre ai materiali propri delle arti visive, anche i numerosi materiali di recupero e naturali presenti in gran quantità in loco a disposizione di chi desidera creare, sono state elaborate diverse installazioni che, dislocate lungo il viale di accesso alla casa padronale, accompagnano il visitatore.

Tapio Holopainen ha montato su legni assemblati in due installazioni - sculture, dipinte una di rosso e l'altra di azzurro, una serie di cerchi bianchi e alcuni elementi ( bottiglie e coperchi di lattine) che, muovendosi nel vento, producono suoni.

Renata Barros, Pirjo Heino ed Irja Rantala hanno utilizzato cilindri e vasi di terracotta vuoti e capovolti , entrambe le forme munite di battacchi, disposti a diversi livelli di altezza su un'unica fila per costruire uno strumento musicale decisamente invitante per le persone che entrano nella tenuta.


Quasi tutte le installazioni riprendono l'idea del suono e della musica.

Così la fila di cucchiaini sospesi ordinatamente disposti da Aila Rautanen che, mossi dal vento, emettono suoni dolci come quelli emessi da strumenti analoghi che, in un'altra opera dell'artista, richiamano il diapason

come l'opera dell'artista Tony White che, a partire da una superficie recuperata in loco che rimanda al rigo musicale, si distende in fili diversamente colorati, espressione del movimento e delle emozioni coloristiche provocate in chi ascolta musica.

Alla Finlandia si ispirano le immagini fotografiche di Anja Mattila Tolvanen che, legate in alto, come alta è la musica di Sibelius, ad un filo sospeso tra due alberi, restituiscono il senso del paesaggio finlandese sia nella sua interezza che, come è caratteristica di questa artista, nella ricerca di particolari significativi.

Su un lato l' inverno, sull'altro l'estate, con una particolare attenzione a Koli, luogo dove Sibelius visse e compose e dove la particolare struttura del luogo, originato dall'erosione dei ghiacciai, sembra offrire a chi pratica l'arte particolari suggestioni.

Un vecchio telefono appoggiato ad un ceppo dipinto di bianco, con la cornetta staccata ed appesa ad un resto di corteccia, riporta alla mente il suono, che non si ode ma ben si può immaginare, della chiamata e della voce, della conversazione, in un'illusione di ascolto che permette alla memoria di giocare con i ricordi e che invita la mano a raccogliere la cornetta e a comunicare.
Si tratta di un'opera di Pirjo Heino, artista e curatrice di eventi artistici, che tanti simposi ha organizzato in Finlandia e a tanti ha partecipato nel mondo.

Ralf Klement, pittore e scultore tedesco, trasforma forse le consuete forme delle carote scolpite nel legno di un tronco d'albero e dipinte, in ipotetiche fragole. I frutti costituiscono la testa di tre totem intagliati e dipinti dall'artista, quasi un omaggio alla raccolta dei frutti di bosco, consueta attività estiva tanto amata dai Finlandesi.


Jari Mannisto artista finlandese conosciuto a livello internazionale, nato nel 1965, ha partecipato al simposio con il ruolo, forse anomalo, di aiutante di tutte le artiste e gli artisti presenti.

Altre due installazioni sono state collocate, dalle rispettive artiste, in spazi comunque all'aperto ma connesse agli edifici presenti nel complesso.
Susanne Muller - Baji ed Anja Mattila Tolvanen hanno realizzato, insieme, un'opera composta da una cornice, forse di uno specchio, in legno sospesa che costituisce la base sulla quale un violino, il suo archetto, due sassi appesi a fili di ferro, una bottiglia e un piccolo cartello in lingua tedesca dialogano tra loro e con le diverse bottiglie che, ordinatamente disposte su uno scalino sottostante, contengono elementi naturali raccolti nel bosco e nei campi.
Il bianco e l'azzurro della bandiera finlandese ricoprono, quasi a protezione, i colli delle bottiglie; il tutto rimanda alla composizione musicale dedicata alla Finlandia da Sibelius.

Renata Barros, brasiliana, ha realizzato un'opera nella quale la pittura e il recupero di materiali metallici recuperati si accoppiano.

Hovinkartano ha ormai una tradizione di anni dedicati all'arte, nei vari spazi interni e all'aperto si possono vedere diverse opere d'arte, impossibile elencare tutte le installazioni e i lavori bidimensionali.
Dò conto della retrospettiva dell'ottantenne arstista Irja Rantala in un altro testo, mentre mi preme segnalare comunque alcune opere che mi sono parse particolarmente significative.

Tra queste quella estremamente raffinata di Minnamari Tammi che pare un ricamo intagliato nel legno e e che, ad una visione ravvicinata, appare composta dall'intreccio paziente di piccoli cilindri di carta di giornale arrotolata legati con filo di ferro

e, sempre all'esterno, quelle di Olli Penttila e di Paolo Pompei.

Nella prima cilindri metallici accostati in forma sinuosa, a reggere i tasti di un grande xilofono, invitano a produrre suoni che paiono uscire dai tubi,

quasi un organo a cielo aperto che rimanda all'opera di Heila Hilutnen, ispirata a Sibelius nel parco a lui dedicato nella città di Helsinki.

Nell'opera di Paolo Pompei i legni abitualmente utilizzati nelle recinzioni sono stati dipinti di azzurro e collocati in una base circolare di cemento.

All'interno di uno degli edifici, tra le numerosissime opere su tela ho voluto fotografare, per l'utilizzo di materiali di recupero o per l'attenzione a tecniche di lavoro cosiddette femminili, quelle delle artiste Jenni Kalsola

e Pirjo Partanen.


testo e foto di Antonella Prota Giurleo

agosto 2015