Natura e cultura

a cura di Antonella Prota Giurleo

 


Fare simposio

di Antonella Prota Giurleo

Un simposio d'arte contemporanea costituisce un momento importante di confronto sia tra artiste ed artisti di diverse nazionalità che tra la cultura di un luogo e quelle delle artiste e degli artisti invitati.
A Sormano si sono incontrate le culture finlandese, spagnola, tedesca, rumena, italiana e indiana.
Una passeggiata per conoscere i luoghi più interessanti del paese, la lettura di testi e la visione di immagini di Sormano ha fornito lo spunto, senza obbligo di tema, per le diverse opere.
Pirjo Heino ha rappresentato con la sua pittura a tinte piatte, che rimanda alle vetrate gotiche, la Prea Butigela, i Corni di Canzo e un'ammonite trasformata, attraverso il colore, quasi in un rosone gotico.

Pirjo guarda, osserva, riprende con la macchina forografica, poi riporta, con un disegno deciso, le forme scelte su fogli di carta giapponese che incolla su tela. Lavora con regolarità e con costanza realizzando opere che emannao un senso di grande serenità.
Dorothea Fleiss ha elaborato, attraverso l'uso di tinte calde e del nero, alcune sue particolari pagine di un diario sormanese. Tratti talvolta larghi, talaltra sottili, si sovrappongono, in una scrittura energica e a volte concitata che evoca, nella gestualità, l'intero ciclo della storia dell'arte, dalla Preistoria all'espressionismo e all'informale.
Isabel Jover utilizza prevalentemente le tinte fredde, gli azzurri e i blu si sovrappongono al verde liquido sul quale spesso spicca il bianco della luna, mentre alcune scritte rimandano alla poesia visiva della quale l'artista è nota esponente.

L'originalità di Isabel è costituita dalla dimensione ampia dei suoi lavori, si solito infatti i poeti visivi elaborano le proprie opere su piccoli formati. Guardare le tele dipinte da Isabel dà il senso di immersione in uno spazio libero e ampio, quello stesso spazio che, come artisti, abbiamo avuto modo di osservare con il telescopio dall'Osservatorio Astronomico di Sormano.
Marisa Cortese costruisce i suoi dipinti - collages utilizzando diverse textures che ama raccogliere nel corso del suo girovagare: vecchie e nuove fotografie, lettere, spartiti musicali, pizzi e stoffe preziose, piume divengono soggetti del suo agire acquistando una dignità inaspettata.

Così tanti piccoli oggetti, un'immagine di Sormano ritagliata da un opuscolo, accompagnata da francobolli, da piccole textures e da scritte che riportano anche un noto proverbio locale, possono diventare una Cartolina da Sormano.
Cesar Reglero Campos esprime nella realizzazione delle sue opere il suo interesse per la scrittura. Grafologo, oltre che artista, ricerca spunti di lavoro nella realtà chelo circonda e, da esperto "appropriazionista", trasferisce ciò che lo interessa nel suo lavoro trasformando pagine di giornale o immagini pubblicitarie, spesso banali, in opere d'arte.


Convinto assertore del fatto che la creatività appartiene a tutti e che ciascuna persona possa esprimere, attraverso l'arte, il proprio sentire, ha condotto anche a Sormano, come in diverse occasioni, un laboratorio che ha coinvolto molte persone.
Renuka Kesaramadu ha realizzato una serie di lavori nei quali la realtà del paese di Sormano e la sua atmosfera vengono colti con attenzione. Prendono forma sulle sue tele i sentieri acciottolati, i profili delle montagne, le case, la chiesa, le splendide giovani donne che hanno accompagnato l'artista mostrandole e spiegandole, ovviamente in inglese, aspetti e particolarità del paese.

Un paese che, pur nella dominanza del colore grigio, ha i suoi aspetti di preziosità che l'artista sottolinea attraverso l'uso del colore oro. Lo stesso paese che, in una delle sue opere, viene tratteggiato ad oro e avvolto in una simbologia cara a Renuka, candidi fiori in leggero rilievo che acquistano maggiore delicatezza in quanto realizzati utilizzando carta velina spiegazzata e incollata sulla tela.
Nel mio lavoro desidero esprimere il senso dell'appartenenza di genere e il rispetto per la natura, madre del genere umano. Il quadrato, il più antico simbolo della madre terra, costituisce la forma base sulla quale lavoro. Attraverso tele, talvolta ricamate da mani di donne, e corde annodate immerse in colori composti con pigmenti e colla di coniglio realizzo i miei bassorilievi dipinti. La ricerca sui materiali ecocompatibili accompagna da anni il mio lavoro.

9 agosto 2009