CRONACHE 2011
artiste nel mondo
(segnalazioni artistiche di Nadia Magnabosco e Marilde Magni )

 


28 dicembre 2011 dalle 15 alle 17

Laboratorio:  Creiamo insieme un libro d’artista
Luogo: Municipio. Sala consiliare. Via Trento e Trieste 14. Sormano ( Como)
Data: Mercoledì 28 dicembre 2011 dalle ore 15 alle ore 17
Patrocinio: Istituto Brasile Italia
Collaborazioni:  Pro Sormano, Sci Club Sormano, Gruppo teatrale “Insieme si fa”, I Surmanei

Il comune di Sormano, in collaborazione con le associazioni culturali che agiscono sul territorio, ha organizzato quattro incontri artistico culturali per il 27 e 28 dicembre 2011 e per il 3 e 4 gennaio 2012.
Il laboratorio Creiamo insieme un libro d’artista costituisce il secondo di questi appuntamenti.
A partire dalla presentazione di un libro d’artista collettivo realizzato da quattordici artisti ed artiste brasiliane ed italiane le persone partecipanti, di ogni età possibile, saranno invitate a realizzare uno o più elaborati sul tema del viaggio. I vari lavori saranno poi riuniti a costituire un libro collettivo.

Partenze e arrivi          Libro d’artista collettivo dal Brasile all’Italia e ritorno
Artiste e artisti: Thereza Christina de Azevedo Iacob, Maria Luiza Cangeri,  Mara Caruso, Francesco Ceriani,  Maria Darmeli Araujo, Jacira Fagundes,  Gretel Fehr, Dorali Konrad Schuck,  Nadia Magnabosco,  Marilde Magni, Ana Luz Pettini,  Antonella Prota Giurleo, Luca Rendina, Antonio Sormani
Conduttrice del laboratorio: Antonella Prota Giurleo

Artiste e artisti di Milano e di Porto Alegre si sono scambiati  idee e progetti in una collaborazione tra culture, italiana e brasiliana, che dura da alcuni anni e che è alla base del lavoro proposto.
Il tema è il viaggio, nelle sue diverse accezioni, reale o immaginario, la vita come viaggio, il sogno come viaggio della mente…
Partidas e LLegadas, Partenze e arrivi il titolo del libro collettivo a fisarmonica; tema interpretato  con diverse sensibilità e modalità espressive, dalla pittura all’incisione, dalla computer art al collage.
Sette brasiliane e sette tra artiste ed artisti italiani , si confrontano in un rincorrersi di immagini e in uno scambio di visioni molto stimolanti ed offrono, in questo modo, materia di riflessione e di lavoro alle persone partecipanti al laboratorio.
Le foto dell’opera realizzata saranno inviate in Brasile all’artista Mara Caruso, ideatrice del progetto libro e curatrice per la parte brasiliana. 

m.m.

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27 dicembre 2011 ore 21

Il centro di Nun

collettiva di opere bidimensionali a cura di Antonella Prota Giurleo

Municipio. Sala consiliare. Via Trento e Trieste 14.
Sormano ( Como)

testo critico di Cristina Rossi
Inaugurazione: ore 21 con performance:  letture di poesie di  El Haddaoui Rochdi in lingua araba e di  Gabriella Brambilla,  Rosa Bussadori,  Mario Cristani, Patrizia Fraschini,  Maria Lingeri,  Pamela Rigamonti in lingua italiana
Patrocini: Casa editrice A Oriente! di Milano

Artiste: Giuliana Bellini, Loriana Castano, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Simonetta Ferrante , Sara Montani , Mari Jana Pervan, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Antonella Prota Giurleo, Rosanna Veronesi, Maria Grazia Zanmarchi

Il comune di Sormano, in collaborazione con le associazioni culturali che agiscono sul territorio, ha organizzato quattro incontri artistico culturali per il 27 e 28 dicembre 2011 e per il 3 e 4 gennaio 2012.
Il centro di Nun costituisce il primo dei quattro appuntamenti.
In mostra il lavoro di collaborazione tra

  • Università degli Studi di Milano, Fac.  di Scienze Politiche, Dipartimento di Lingue e Culture Contemporanee, Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale e Corso di Laurea in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale, corso di Traduzione Specialistica Arabo, docente prof. Jolanda Guardi;   
  • la casa editrice A Oriente!di Anna Schoenstein;
  • il gruppo di artiste invitate dall’artista e curatrice Antonella Prota Giurleo.

    Il corso di traduzione specialistica dalla lingua araba, all'interno della Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale e della Laurea in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale, propone agli studenti una riflessione sulla figura del traduttore come ponte tra le culture e, in particolare, la traduzione letteraria come atto prezioso per la mediazione e l'integrazione.
    Ogni anno gli studenti hanno la possibilità di vederne l'attuazione attraverso reading di poesia, performance con accompagnamento musicale, laboratori e pubblicazioni editoriali dei loro lavori di traduzione, primo incontro con una vera attività culturale e con il mondo dell'arte, grazie alla collaborazione con "A Oriente!" casa editrice specializzata in lingue orientali. 
    L'esperienza dell'anno accademico 2009-2010 ha riguardato la traduzione poetica, in particolare la traduzione della breve raccolta "Harf gamid" della marocchina Touria Ikbal componimenti ricchi di spiritualità  - e altrettanto di difficoltà - cui si sono avvicinate le studentesse del corso di laurea. Tradurre, traducere, condurre al di là: il significato antico di questo sforzo: le studentesse - la traduzione è arte femminile di pazienza e saggezza - ci consegnano questi testi, dando voce italiana all'anima orientale.
    Si ringraziano:
    Sara Lamperti, Valeria Ines Crivello, Cristina Dozio, Donatella Santarsiero, Annalisa Di Benedetto, Elisabetta Bevilacqua - corso di Laurea in Lingue, Culture e Comunicazione Internazionale. Gabriella Dugoni, Daniela De Maria, Silvia La Notte, Eleonora Marchionni, Valentina Camera,  Zahira Ezziyani, Fatima Palmulli, Flavia Malusardi, Federica Manca, Sara Brzuszkiewicz - corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale

Anna Schoenstein

m.m.

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fino al 15 gennaio 2012

Paesaggidanima
Dialogo e sintesi creativa fra Silvana Crescini e otto artisti outsider


                                            Silvana Crescini                                  


  Franca Settembrini

Villa Brandolini - Sologhetto (TV)

Orari di apertura della mostra
Venerdì e Sabato: dalle 15.00 alle 19.00 (nei giorni 24 e 31 dicembre: dalle 15.00 alle 18.00)
Domenica e Festivi: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00
Chiusura Natale e Capodanno
Visite guidate per gruppi, su appuntamento
Ingresso libero

m.m.

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E' in distribuzione il n. 90 di Leggendaria
http://www.leggendaria.it/

nadia-magnabosco
opera di Nadia Magnabosco in copertina

LETTRICI & PERSONAGGE:
N. 90 NOVEMBRE 2011, 70 PAGINE, 10 EURO

Chi è la lettrice? Si potrebbe semplicemente rispondere: una donna che legge libri. Ma sarebbe troppo ovvio, perché anche la lettrice è un prodotto storico, una costruzione simbolica polisemica, una figurazione in costruzione, mutante, in divenire. Come la personaggia (eh, sì, abituatevi al neologismo, dapprima vi sembrerà una forzatura, ma poi vedrete quanto ci facilita il discorso con la sua forza deneutralizzante!), oggetto del prossimo convegno nazionale della Società Italiana delle Letterate (Genova, 18-20 novembre) di cui vi parliamo ampiamente nelle pagine del nostro Tema, accompagnato dalle immagini di opere di Nadia Magnabosco. Vi offriamo riflessioni, testimonianze, recensioni che serviranno a mettere a fuoco una questione ricca e complessa, proprio come piace a noi leggendarie, che nutriamo una passione sconfinata per la lettura e che con le personagge abbiamo una lunga e proficua relazione.

n.m.

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10 -24 dicembre 2011

SILVIA CIBALDI

LE VESTI DELLA REGINA E I SUOI ACCESSORI

a cura di Cristina Moregola

LA CASA BIOECOLOGICA
       Viale Piemonte 28 – Busto Arsizio (Va)

inaugurazione sabato 10 dicembre 2011 ore 18.00 

      Orari di apertura: lunedì 15.30/19.00
        Da martedì a sabato: 9.00/12.00 – 15.30/19.00

DOMENICA 18 DICEMBRE 2011 ore 16.00

Incontro con Mauro Graf
Kami Amaterasu, dea del sole regina del cielo
       Chiacchierando dell'ikebana

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25 - 27 novembre 2011

n.m.

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25 novembre 2011 dalle 19 alle 23

Tortona Locations Sala Vetraio - Via Tortona 31 - Milano

SALA VETRAIO - ARTISTE IN MOSTRA
Maria Amalia Cangiano, Intimità domestica, opera illustrata su cuscini
Martina Chlubnova, Midnight Oil, disegno originale contemporaneo
Ornella Garbin, Disgregazione di un sogno, composizione in cornice a ca...ssetta
Nadia Magnabosco, Barbablu’s Spot, abito stampato su tarlatana e filo
Marilde Magni, La camicia di forza, maglia-carta
Mirka Nani, Trama, Ordito e punti di fuga, installazione
Bianca Maria Neri, La Qualità dei sentimenti,video della performance
Carla Oliva, Consapevolezza, fusione vitrea
Mari Jana Pervan, Io, scultura-terracotta
Antonella Prota Giurleo, Espansione, treccia di lana
Maria Grazia Romanò, I fiori della nuova vita, installazione
Stefania Scattina, Il tappeto delle donne-Il tappeto del sorriso, dipinto su legno di riciclo
Ida Rosa Scotti, Home, sweet home, cartone, polistirolo, malte acriliche, pigmenti

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15 - 24 novembre 2011


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9 novembre - 18 dicembre 2011

PIPILOTTI RIST
PARASIMPATICO


Cinema Manzoni - Via A. Manzoni, 40 - Milano
La Fondazione Nicola Trussardi presenta Parasimpatico, a cura di Massimiliano Gioni, la prima grande mostra personale di Pipilotti Rist in un’istituzione italiana.

Pipilotti Rist è una delle voci più autorevoli e anticonformiste dell’arte di oggi: ha esposto con mostre personali nei più celebri musei del mondo – tra cui il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi – e ha preso parte alle maggiori kermesse internazionali, tra cui la Biennale di Venezia, quella di Berlino, Sydney e Lione. Nel 2009 ha partecipato al Festival del Cinema di Venezia con il suo primo lungometraggio Pepperminta.
Per Pipilotti Rist le immagini video sono la proiezione di desideri ed emozioni, una nuova forma di vita organica che lo spettatore può percepire non solo con gli occhi ma anche e soprattutto con il corpo. Spesso nascoste in luoghi inaspettati – toilette, bottiglie di liquore, conchiglie e borsette da signora – o proiettate su superfici suggestive – soffitti di chiese o giganteschi schermi televisivi – le sue installazioni sono esplorazioni sensoriali, esperienze totalizzanti dove la distanza fisica e psicologica con lo spettatore è completamente annullata. Nei viaggi visivi di Pipilotti Rist gli spettatori si ritrovano spesso in spazi dalle proporzioni stravolte, ridotti a piccoli lillipuziani di fronte a immagini gigantesche che esaltano la sensazione del ricordo infantile di un mondo puro, dove la corporeità sembra riconciliarsi con la razionalità e dove la sensualità acquista una dimensione quasi spirituale, a tratti venata di ironia e malinconia.
La porta d’accesso ai lavori di Pipilotti Rist è la nostra parte emozionale, quella che reagisce in modo involontario agli stimoli che vengono dall’esterno. Da queste considerazioni deriva la scelta del titolo Parasimpatico per la sua mostra con la Fondazione Nicola Trussardi: con il suo tipico senso dell’umorismo, Pipilotti Rist fa riferimento a quella branca del sistema nervoso che presiede le funzioni corporee involontarie, che stimolano la quiete, la digestione, il rilassamento, il riposo e l’immagazzinamento di energia.

BREVI NOTE BIOGRAFICHE

Elisabeth Charlotte Rist è nata a Grabs, in Svizzera, nel 1962. Vive e lavora a Zurigo e a Somerset, Gran Bretagna.
Da bambina ha scelto di usare l’originale nome Pipilotti, che mette insieme il nomignolo Lotti, diminutivo di Charlotte, e Pippi, da Pippi Calzelunghe, il personaggio di Astrid Lindgren con cui sentiva di avere molto in comune.
Finalista dell’Hugo Boss Prize del Guggenheim Museum di New York nel 1998, nel 2009 ha vinto il Joan Miró Prize, indetto dalla Fundació Joan Miró di Barcellona.
I suoi video e le sue installazioni sono stati esposti in mostre personali nelle principali istituzioni internazionali, tra cui la Hayward Gallery di Londra (2011), il Museum of Contemporary Art di Tokyo e la Fundació Joan Miró di Barcellona (2010), il KIASMA di Helsinki (2009), il Museum of Modern Art di New York (2008), il Centre Georges Pompidou di Parigi (2007) e il Museo Nacional de Arte Reina Sofía di Madrid (2001). Ha preso parte a prestigiose rassegne d’arte contemporanea come la Biennale di Venezia (2011, 1999, 2005, 1997, 1993), la Biennale di Sydney (2008, 2000), la Biennale di Istanbul (2007, 1999, 1997), la Biennale di Mosca (2007), la Biennale di Shanghai (2002), la Biennale di Berlino (1998), la Biennale di Lione (1997) e Biennale di San Paolo (1994). 
Nel 2009 ha realizzato il suo primo lungometraggio, intitolato Pepperminta, presentato nello stesso anno al Festival del Cinema di Venezia, al Festival del Cinema Europeo di Siviglia, all’International Film Festival di Miami, all’International Film Festival di Rotterdam, e nel 2010 al Sundance Film Festival.

Pipilotti Rist: Il mio eden è quasi pronto di Barbara Casavecchia

Pipilotti, l'allegra diva della videoarte riaccende le luci del cinema Manzoni di Cristiana Campanini

m.m.

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27 ottobre 2011

LESSICO DEL CONTEMPORANEO
Corso di aggiornamento a cura di Laura NEOColombo ed Elena Introzzi.
Giovedì 27 ottobre ore 15.30 presso Archivio Docva - Fabbrica del Vapore, Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano.

L'incontro di aggiornamento, in partenariato con Viafarini Docva, si colloca in un ciclo di lezioni che, a partire da un'esperienza concreta di curatela, indaga le modalità di comunicazione non solo di una mostra di arte contemporanea ma anche le particolarità lessicali di una delle forme più diffuse dell'arte contemporanea: l'installazione.
La conduzione dell'aggiornamento sarà a cura di Gabi Scardi, critico e curatrice della mostra "La Montagna Verde" di Adelita Husni-Bey.

"Il lavoro di Adelita Husni-Bey riguarda la relazione tra dimensione individuale e collettiva, tra sentimento di singolarità e sentire condiviso in rapporto ai luoghi e alla storia.
Ad ispirare questa sua nuova mostra è un luogo che l'artista conosce da sempre, il Jebel Al Akhdar, o Montagna Verde: un luogo in cui, più che altrove, la dimensione spaziale si stratifica e si carica di connotazioni diverse: autobiografiche, perché il Jebel è stato scenario di momenti familiari per le generazioni di persone cresciute in Libia e storiche, perché l'altopiano è stato teatro di guerriglia e di resistenza in diversi, cruciali momenti: è lì che la storia del paese si è fatta e ancora oggi si fa.
Punto di incontro tra vicende individuali e storia collettiva, il paesaggio del Jebel Al Akhdar risulta così essere un'area dalle forti potenzialità narrative." (c.s.) Tali potenzialità narrative e la relazione sentimentale e conoscitiva che l'artista intrattiene con questo luogo sono comunicate attraverso un'installazione unitaria imbastita di oggetti, immagini, voci e testi.

Programma
15.30 - 17.30 Visione della mostra in corso a cura di Gabi Scardi, comunicazione relativa ad una operazione di curatela del contemporaneo incentrata sulle specificità lessicali dell'installazione.
17.30 - 18.00 Archivio Docva, centro di documentazione per le arti visive organizzato da Careof e Viafarini:
" L'Archivio Portfolio con i materiali di oltre 3500 artisti dalla fine degli anni '80 a oggi
" le modalità di consultazione.

18 -19.00 Dibattito con i docenti

L'incontro di aggiornamento è gratuito.
Verrà distribuito materiale didattico.

n.m.

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24 ottobre - 27 novembre 2011

IAAP- INTERNATIONAL ASSOCIATION FOR ART AND PSYCHOLOGY
Arte e Psicologia - Gruppo di studio interdisciplinare - Sezione Piemontese

OMAGGIO ALL'ITALIA DELL'ARTE
Identità e differenze nell'opera di otto artisti torinesi

Maria Giulia Alemanno
Martino Bissacco
Pierangelo Devecchi
Italo Gilardi
Mario Gramaglia
Sandro Lobalzo
Luciana Penna
Luciano Spessot

Museo Regionale di Scienze Naturali Via Giolitti 36 Torino
Orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 19.00 - Chiuso il martedì

Inaugurazione lunedì 24 ottobre ore 17.00

Curatori: Italo Gilardi, Marcello Pedretti

È proprio di ogni uomo, in quanto artista, portatore di una spinta creativa personale,
l'esigenza di rifondare il senso del proprio esistere,
di fare proprio in modo originale e creativo ciò che è stato, che è e che sarà.

La mostra OMAGGIO ALL' ITALIA DELL'ARTE - Identità e differenza nell'opera di otto artisti torinesi allestita dal 24 ottobre al 27 novembre 2011 presso il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, è un contributo della Sezione Piemontese dell'Associazione Arte e Psicologia alla celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia, un Paese che nelle differenze trova le sue ricchezze e nella unità la sua forza, pur nelle reciproche e spesso conflittuali relazioni.
Il tema delle "Identità e differenze" viene affrontato attraverso l'incontro e il confronto tra Arte e Psicologia, due vertici differenti di approccio alla realtà dell'uomo e del mondo: la prima più immediata e emotiva collegata alla espressione e fruizione estetica, la seconda orientata all'altro attraverso l'educazione all'ascolto delle emozioni che attraversano ogni relazione.
La comunità degli artisti, al pari di altre comunità, è una comunità attraversata da sfide e conflitti, da processi di contaminazione reciproca, di progettazione di possibili scenari futuri. È una comunità in cui la fruizione estetica della realtà diventa sguardo che si spinge oltre la superficie nel tentativo di cogliere e rimandare ciò che sta oltre.

Programma:

Lunedì 24 ottobre
ore 17,00: Inaugurazione mostra e incontro con gli artisti.
ore 18.00: Conferenza "Identità e differenze in Arte e Psicologia", a cura del dott. Marcello Pedretti.

Sabato 29 ottobre
ore 16,00: Conferenza "Camille Claudel: problematiche dell'identità" a cura del dott. Luca Trabucco. Seguirà un incontro, in mostra, con gli artisti.

n.m.

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dal 22 ottobre al 20 novembre

Dov’è finita Biancaneve?
Marisa Vanetti - Sonia Willki

Spazio Pim Off - Via Selvanesco 75 20140 Milano
Tel.: +39 02.54102612
Metro MM2 (P.zzale Abbiategrasso)
+ Tram 3 e 15 (fermata Via dei Missaglia / Via Feraboli)
inaugurazione 21 ottobre 2011 ore 18.30

orari: sabato e domenica 15.00/20.00

Biancaneve, Cenerentola, La bella addormentata, Principesse e ranocchi favole
che fanno sognare le piccole donne, che alimentano la follia di poter seguire le
loro orme, di essere come loro. Donne che imparano ad aspettare la soluzione
dei problemi, la salvezza che arriverà da qualcun altro.
Ma viene il giorno in cui l’incantesimo finisce e le principesse si risvegliano dal
sonno eterno frastornate, confuse e in testa una domanda: dov’è finita la favola?
Cos’è rimasto del sogno? Si rendono conto che la zucca è solo una zucca, le
scarpette non sono neppure belle e il ranocchio è solo un ranocchio.
È adesso che Biancaneve disillusa e spezzata risorge dalle sue ceneri, armata di
qualche antidepressivo, si solleva e combatte come una Giovanna D’Arco per
conquistare il suo posto.
Già dagli anni ’60 la donna abbandona gradualmente il sogno del vestito bianco
e la sicurezza di un matrimonio, comincia a prendere coscienza della propria
espressione e inizia una guerra contro la barriera costruita dall’uomo. Nel ’64
viene creata la Barbie, una bambola con un grande seno ma priva di sesso con
un corpo perfetto, un modello di riferimento ad una perfetta vita, che porta con
sé il diniego della sofferenza, del mistero della donna riducendo la femminilità
ad una bambola. Non viene più attivata la curiosità del mondo femminile, tutto
viene ridotto ad un corpo oggetto, privo di problemi, privo del profondo significato
del femminile creatore, nel tentativo di riportare la donna nello spazio
delimitato per lei dalla società a predominanza maschile.
Si intravede la salvezza con la nascita del femminismo che ha, però, il limite di
non avere un modello a cui ispirarsi se non quello del maschio. Per entrare in
possesso dello spazio di cui sentono di avere diritto, le donne sono costrette a
passare attraverso il modello maschile che le costringe a tradire la femminilità e
ora ci ritroviamo in un epoca del femminile tradito che, secondo la teoria dello
psicanalista Lacan, come un coccodrillo divora i suoi piccoli per assicurarsi uno
spazio vitale a tal punto che l’infecondità sia generativa che creativa dilaga
velocemente.
Questa donna ormai ferita e persa, lotta soprattutto contro se stessa per aver
creduto alle mille storie di cenerentole la cui autostima si costruiva e sbocciava
solo attraverso l’amore del principe, come in un famoso film con Audry
Hepburn Cenerentola a Parigi.
Una donna che, alla ricerca di se stessa, è ridotta a frequentare corsi per imparare
ad esprimere la propria femminilità, per scoprire l’autostima autentica e
ritrovare il contatto con la Madre Terra perso nella guerra per i propri diritti
costretta a rubare i ruoli maschili che non le sono mai appartenuti.
Con la consapevolezza di essere una donna come le altre, in mezzo alle altre,
insieme alle altre, non più la principessa che poteva esistere solo attraverso
l’amore dal principe.
Solo una donna in cerca del suo “essere” per poi “esistere”.

Elsa Falciani

n.m.

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13/14/15/16 ottobre 2011


Spazio Concept, via Forcella 7 - Milano.
mostra a cura di Costanza Sartoris

powered by Urban Painting
in collaborazione con Associazione culturale Spazio Concept

  URBAN QUEENS | FAITH 47 South Africa | JANA JOANA Brazil | BTOY  Spain |
LILIWENN France | ANANDA NAHU Brazil | LYDIA EMILY Usa | MYMO  Germany |
INDIGO Canada | PAX PALOSCIA Italy | CUORE Argentina | ALITA from ORTICANOODLES Italy | NAIS Italy | ALICE PASQUINI Italy | EMEDEMATI  Spain | MISS EU Italy | SENSO Italy | JESSICA STEWART Usa | FAUNAGRAPHIC Uk
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La conquista di un muro per queste artiste significa qualcosa di più 
che per i loro colleghi e non si tratta solo del rischio maggiore corso dalle donne che  dipingono la notte, in postiisolati o in contesti già pericolosi anche per gli uomini. La 
conquista di un muro e la realizzazione di un pezzo o di un'opera è una questione di rispetto  e di riconoscimento del proprio valore come artiste, “umane, sessuate, nomadi, mortali del  tipo femminile, chiamateci semplicemente donne d'oggi”.

Opening | giovedì 13 ottobre 2011 dalle ore 19 alle 24 live painting di BTOY ore 21,30

Orari | Venerdì 14 ottobre dalle 15 alle 20, Sabato 15 ottobre dalle  15 alle 24,
Domenica 16 dalle 15 alle 20

Event MIX UP ON QUEENS | street art, video-mapping, performance e  musica si fondono dal vivo.
sabato 15 ottobre dalle 18,00 alle 03,00 - buffet a partire dalle  18.00
live painting di ALE SENSO ore 20,00

INGRESSO GRATUITO

m.m.

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fino al 29 gennaio 2012

Artemisia Gentileschi
Storia di una passione.

Milano, Palazzo Reale

50 opere che ripercorrono la vita di una delle più grandi donne del ‘600, simbolo di coraggio, libertà ed emancipazione

LE 50 OPERE IN MOSTRA Per la prima volta l’ampia antologica milanese dà spazio all’intera produzione di Artemisia Gentileschi, eccelsa protagonista del Seicento europeo, seguendola nelle sue non comuni esperienze di vita e riscoprendo un’artefice completa, di indubbio talento, che si è espressa in una variegata gamma di temi e generi pittorici.

La mostra, a cura di Roberto Contini e Francesco Solinas, arricchita da interventi scenografici e teatrali di Emma Dante, presenta oltre 50 opere e documenti inediti, e si prefigge di equilibrare i favori a ragione tributati all’eccellente genitore Orazio Gentileschi, presentando al pubblico ogni nodo essenziale e specifico della pittura di Artemisia.

CHI ERA ARTEMISIA – Artemisia nacque nel 1593 a Roma, figlia di quell’Orazio Gentileschi, celebrato in tutta Europa, capace di uguagliarlo in fama e nella pur diversamente orientata passione per la pittura.

  • Roberto Longhi scrisse di lei nel 1916: «l’unica donna in Italia che abbia mai saputo che cosa sia pittura, e colore, e impasto, e simili essenzialità…»; tuttavia l’artista ha dovuto aspettare oltre tre secoli per vedere riconosciuto dai posteri il suo status di grande pittore.
  • Fino al secondo dopoguerra, infatti, la Gentileschi viene ricordata più per il processo per deflorazione intentato al collega del padre Agostino Tassi – che segnerà dolorosamente la sua vita e carriera – che per i suoi evidenti meriti pittorici.
  • Dai primi anni Sessanta, la vicende della sua vita avventurosa e libera, come la forza espressiva e il linguaggio ricco e fantasioso della sua arte, sono stati oggetto di studi ed interpretazioni da parte della critica femminista: Artemisia diveniva un simbolo di coraggio ed emancipazione, ma la sua eccelsa pittura, ammirata sin dal Seicento e ricercata dai potenti di tutta Europa, era messa in secondo piano.

vedi
Artemisia la "pittora" di Francesca Montorfano

"Sulla tela vendicherò il mio stupro" di Francesca Bonazzoli

Artemisia Gentileschi. La gran pittora che vendicava
le donne coi suoi quadri
di Natalia Aspesi

Artemisia a Palazzo Reale di Milano di Marcella Busacca

Artemisia Gentileschi di Antonella Prota Giurleo

m.m.

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Museo Bagatti Valsecchi

CONFERENZE
Altre virtù femminili.
Profili di artiste in quattro secoli di storia italiana

giovedì, 27 ottobre, 3 novembre, 10 novembre, 17 novembre, ore 18,30
Salone d'Onore, Museo Bagatti Valsecchi


Mentre a Palazzo Reale la grande mostra di Artemisia Gentileschi riporta all'attenzione del pubblico l'attività di una delle più famose pittrici di tutti i tempi, il Museo Bagatti Valsecchi propone una serie di quattro incontri dedicati a donne pittrici.

Gli appuntamenti coprono un arco di tempo che va dal Cinque al Novecento e ripercorrono le vicende biografiche e l'opera di artiste, la cui chiave interpretativa rimase sino a tutto il XVIII secolo quella del prodigio e della meraviglia.

giovedì 27 ottobre, ore 18,30
Rossana Sacchi
La prima donna pittrice: Sofonisba Anguissola

giovedì 3 novembre, ore 18,30
Fiorella Frisoni
Elisabetta Sirani, una virtuosa bolognese

giovedì 10 novembre, ore 18,30
Bernardo Falconi
Rosalba Carriera: "Ornamento d'Italia et prima pittrice de l'Europa"

giovedì 17 novembre, ore 18,30
Silvia Bignami
Le mogli del Futurismo

Luogo: Salone d'Onore del Museo Bagatti Valsecchi, via Gesù 5, 20121 Milano
Orario: ore 18,30
Ingresso: Ingresso libero sino a esaurimento posti

m.m.

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fino 22 gennaio 2012

Georgia O'Keeffe

Museo Fondazione Roma,
Via del Corso 320, Palazzo Cipolla - Roma

Tutti i giorni 11-20. Chiuso il lunedì

Una grande retrospettiva che intende esplorare il complesso universo dell'artista americana che nel 1920 divenne una delle capofila dell'arte modernista. L'esposizione, suddivisa in quattro sezioni cronologiche e tematiche, ripercorre la vita e la produzione di Georgia O'Keeffe, dai suoi primi dipinti astratti fino agli anni trascorsi a New York e in Nuovo Messico presentando oltre 60 opere.


Dopo lo straordinario successo della mostra su Edward Hopper, la Fondazione Roma rende omaggio ad un'altra icona dell'arte americana del XX secolo: Georgia O’Keeffe.
Per la prima volta in Italia una grande retrospettiva storica intende esplorare il complesso universo dell’artista che, attraverso la visione delle forme naturali e architettoniche del mondo, ha cambiato il corso della storia dell'arte moderna.
Promossa dalla Fondazione Roma, organizzata dalla Fondazione Roma Arte Musei con Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung, Helsinki Art Museum e Arthemisia Group in collaborazione con il Georgia O’Keeffe Museum, la mostra sarà ospitata nelle prestigiose sale del Museo Fondazione Roma, Palazzo Cipolla dal 4 ottobre 2011 al 22 gennaio 2012. Dopo la sede romana l’esposizione si trasferirà a Monaco presso il Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung dal 3 febbraio al 13 maggio 2012 e successivamente a Helsinki presso l’Helsinki Art Museum dal 31 maggio fino al 9 settembre 2012.
Georgia O’Keeffe è fra le più famose artiste d’America. Nel 1920 divenne una delle capofila dell’arte modernista riscuotendo una straordinaria attenzione e un grande successo di pubblico e di critica. La sua produzione è tuttavia poco conosciuta al di fuori dei confini americani e, benchè alcune delle opere dell’artista siano state occasionalmente esposte in Europa, questa retrospettiva costituisce la prima vera occasione per far conoscere al pubblico italiano il lavoro della O’Keeffe.
La mostra, a cura di Barbara Buhler Lynes, presenta oltre 60 opere provenienti dalla Collezione del Georgia O’Keeffe Museum di Santa Fe in New Mexico, che ospita più della metà della intera produzione dell’artista. La rassegna è arricchita da altri importanti prestiti che provengono dal Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, dalla National Gallery of Art di Washington, dal Whitney Museum of American Art di New York, dal Philadelphia Museum of Art e da prestigiose collezioni private.
In mostra, oltre ai suoi capolavori tra cui 'New York Street with Moon' prestato dal Thyssen-Bornemisza di Madrid esclusivamente per la sede romana dell'esposizione, una serie di fotografie realizzate da celebri fotografi americani come Alfred Stieglitz, Ansel Adams, Arnold Newman e Todd Webb consacrano momenti e luoghi dell’appassionante vita di Georgia O'Keeffe.
Una straordinaria ricostruzione dello studio dell'artista, in cui saranno esposti i suoi strumenti di lavoro e oggetti personali, eccezionalmente prestati per questa mostra, ricreerà l’atmosfera e l’ambiente lavorativo di Georgia O'Keeffe.

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Emozioni per una libertà ritrovata
mostra collettiva di pittura e scultura
a cura di Rosanna Veronesi
promossa da Provincia di Milano/Assessorato alla Cultura
in collaborazione con le associazioni Arte tra la gente, Meridiana
dal 7 al 23 ottobre 2011
La Casa delle culture del mondo, Via Giulio Natta 11, Milano (M1 Lampugnano)
ingresso libero
orari: martedì-venerdì 10.00-18.30 / sabato e domenica 14.00-21.00 / lunedì chiuso
inaugurazione giovedì 6 ottobre, ore 18.00

La mostra è il risultato della riflessione di oltre venti artisti sul tema dei maltrattamenti sulle donne, a partire dalla vicenda narrata nel libro “Io e le spose di Barbablù” di Ada Celico (Mursia, pagine 224, euro 15,00), racconto autobiografico di una donna che, anche grazie alla sua passione per la scrittura, è riuscita a rompere il muro del silenzio e a dire no a una vita di violenze sofferte tra le mura di casa.
All’inaugurazione intervengono la scrittrice Ada Celico e la curatrice della mostra Rosanna Veronesi.
Segue la performance di Bianca Maria Neri  dal titolo “La qualità dei sentimenti” (durata 20 minuti circa).

L’impotenza nel rapporto quotidiano con un marito tiranno sposato in giovanissima età, il dolore, il travaglio interiore e le difficoltà sociali impressi nella memoria di una donna vengono liberati dalla creatività del gesto artistico: attraverso il corpo, come nel caso della performer  Bianca Maria Neri, o con pittura, installazioni e scultura (che, come è evidente, nasce dall’impatto con le differenti materie: vetro, terra, legno, marmo, granito, ferro…).
Sono stati invitati ad esporre: Marco Bellotto, Walter Bernardi, Maria Amalia Cangiano, Giò Dal Piva, Diego De Crescenzo, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Ornella Garbin, Beppino Lorenzet, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Carlo Malandra, Mirka Nani, Bianca Maria Neri, Giuseppe Nicoletti, Carla Oliva, Mari Jana Pervan, Antonella Prota Giurleo, Mariagrazia Romanò, Ida Rosa Scotti, Lucrezia Ruggieri, Santorossi, Renato Scarton, Patrizio Vellucci, Gianfranco Vergerio, Rosanna Veronesi.

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nadia-magnabosco

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8 - 25 ottobre 2011

Mavi Ferrando

CURVILINEE

QuintocortileGallery

viale Bligny 42 - 20136 Milano - tel. 338 8007617   

in adesione alla GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
promossa da AMACI

a cura di Donatella Airoldi

In mostra installazioni, sculture e una serie di piccole opere degli anni ‘80

Oggetti/soggetti in legno, in ferro, in legno che sembra ferro, in plastica che sembra legno.

Il mondo polimorfo e ondulante di Mavi Ferrando marca lo spazio sbigottendoci con la scoperta della forza e pregnanza che insiemi curvilinei e sinuosi possono assumere.

Nessuna grazia o indulgenza: elementi astratti e figurativi si affiancano in una surreale realtà di ironica cruda potenza.

inaugurazione: sabato 8 ottobre ore 15 - 19,30

orario: lunedì - giovedì h. 17,30-19,30 (fino al 13 ottobre)

e dal 14 al 25 ottobre su appuntamento, tel. 3388007617

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C’è una mostra in biblioteca  mostra personale di Antonella Prota Giurleo

Che il paradiso sia una stanza piena di libri ce lo ha detto per sempre Virginia Woolf ed è alla luce di questa felice intuizione che percorriamo gli spazi della Biblioteca Gallaratese, a Milano, dove è allestita la personale di Antonella Prota Giurleo, a partire dall'autunno prossimo.
Le stanze della biblioteca, luogo di accoglienza, di raccoglimento e fulcro della vita sociale e culturale del quartiere: nulla di più simbolicamente atto a interagire con le opere, libri d'artista, collages, installazioni che proprio nell'oggetto libro, per il significato che ha nella nostra formazione, per la materia di cui è tradizionalmente fatto e per la pratica che nella lettura fonda le nostre relazioni, trovano il loro senso e la loro forza comunicativa.
È come se l'artista indagasse su progenitori, discendenti, madri simboliche che si sono espresse attraverso la scrittura, spulciando tra le pagine come per creare una serie di spettacolari “riedizioni” risolte nella forma dell'opera d'arte, perchè in ogni circostanza, anche quelle più dure della vita di un artista o di uno scrittore, il faro del lavoro artistico e la stella della scrittura non hanno mai cessato di brillare.
Antonella è artista “nomade” nel senso etico del termine, non tanto perchè il suo linguaggio è il frutto di esperienze, di legami forti che intreccia con gli artisti in luoghi “difficili” in Italia e all'estero, dove è presente in numerose mostre, ma anche per una scelta di fondo della sua poetica che si radica nel recupero dei materiali comuni, primari, ecocompatibili, nel rispetto innanzi tutto della madre Terra.
E così ogni libro destinato al macero, ogni testo, una biografia o un racconto di pura fantasia, ma anche spartiti musicali, mappe e materiali appartenenti a culture diverse; ogni materia è preziosa e non consente una manipolazione aggressiva: allo strappo a al taglio è sempre sotteso un intento riparativo (carte, corde, nodi, restituiscono alla materia la sua struttura e a noi la coscienza della devastazione inflittale).
Le installazioni, una sorta di sintesi dei lavori presenti in mostra, realizzate specificamente per questo “ sito” sono una delle parti più avvincenti del racconto dell'artista.
Esse rimandano a due opposte suggestioni: la colonna a soffitto da un lato sembra imporre una sorta di presa in carico, anche di un “peso” , un carico emotivo che fa parte della volontà di recupero; dall'altro i calchi di resina di mani amiche sembrano esprimere quei legami essenziali, talora dirompenti, con il mondo femminile restituendo alla fantasia e al sogno le pagine su cui si imprime e si dispiega il groviglio delle umane relazioni.

Cristina Rossi

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8 ottobre - 8 novembre 2011

EVELINA SCHATZ

Capriccio del cerchio 2

Le Trottier alla Darsena
Piazza XXIV Maggio 1
Milano

Opere in legno, ceramica, specchio, carta, metallo, vetro, tela.
Comune denominatore il tondo e la consueta ironia che caratterizza le opere dell'artista russa.
“L’avventura del cerchio, ovvero il punto fermo. Intuirono allora i pitagorici. Perché il cielo si muove con un movimento circolare? - chiede Plotino; perché imita l'intelligenza è la sua risposta. Come un astrofisico contemporaneo, scrive il poeta Omar Khayyam: poiché la Ruota del cielo non ha mai girato secondo il volere di un saggio, cosa importa contare sette o otto cieli? Fu-Shi fu il primo mitico sovrano cinese, a lui viene attribuita l'invenzione della scrittura, della musica e dello strumento con cui Yu il grande misurò il mondo. La figura del cerchio allora simbolizza anche i diversi significati della parola: un primo cerchio ne simbolizza il significato letterale, un secondo cerchio il significato allegorico e un terzo cerchio quello mistico. Nel buddismo Zen troviamo spesso disegni di cerchi concentrici, che rappresentano l'ultima tappa del perfezionamento interiore, l'acquisizione dell'armonia dello spirito. Jung ha mostrato che il simbolo del cerchio è un'immagine archetipica della totalità della psiche, il simbolo del Sé. Il cerchio è figura che sovrasta il flusso del tempo, misteriosa e trasversale… “(Evelina Schatz)
inaugurazione: sabato 8 ottobre 2011 alle ore 21
EVENTI IN MOSTRA:
Studio aperto dell’artista sabato 8 ottobre 2011 dalle 11 alle 21 in piazza Sant’Eustorgio 4, citofono 21
Presentazione del nuovo libro di poesia ZAGARA disegni di Alvaro lunedì 24 ottobre alle 21
Presenti Michelangelo jr., Andrea G. Pinketts e Running Manarelli con performance
Presentazione del video-spettacolo di Evelina Schatz Sopra a tutto Shakespear ovvero Amleto sul balcone
In lingua russa con il testo italiano da poter consultare lunedì 31 ottobre alle 21 POETI da tutt’Italia sul Cerchio – finissage martedì 8 novembre alle 21
Catalogo bilingue (russo e italiano) in mostra: testi critici Donatella Airoldi, Michail Pogarsky, Irina Rudjak


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20 - 30 settembre 2011

Le cantastorie: donne, arte e altre trame

di Nadia Magnabosco e Marilde Magni


Quintocortile
arte contemporanea

viale Bligny 42 - 20136 Milano -
tel. 338 8007617- quintocortile@tiscali.it

a cura di Micaela Mander

In occasione della settimana della Moda, gli spazi di Quintocortile si animano di abiti, trame, tessuti particolari, grazie a Marilde Magni e Nadia Magnabosco, autrici di opere che come filo rosso hanno il tema della donna e della identità femminile. La mostra di Nadia Magnabosco e Marilde Magni vede all'opera due artiste che da tempo si frequentano, intersecano i propri percorsi, e qualche volta lavorano insieme. Hanno in comune la condivisa riflessione sull'arte femminile, sull'arte come fatto sociale e che deve parlare di temi di attualità, la ricerca di identità attraverso la produzione di abiti femminili, via via interpretati come corazze, prigioni, manifesti dell'essere donna.
Gli abiti sono realizzati lavorando a maglia la carta di giornale, di libri o immagini care alle autrici, o cucendo insieme foto pubblicitarie per invitare a una riflessione sull'immagine e l'uso che viene fatto del corpo femminile. Completano l'esposizione dipinti che hanno per protagoniste ragazze cattive, cassetti in cui sono racchiusi paure e desideri di donne, tessuti a maglia in cui sono raccolte foto ricordo. Un universo al femminile, insomma, ma anche una mostra ad ampio raggio sul fenomeno della moda e dell'immagine femminile.

inaugurazione: martedì 20 settembre ore 18
orario: da lunedì a venerdì dalle 17,00 alle 19,00


finissage: venerdì 30 settembre ore 18

Le parole non bastano a racontare storie: bisogna manipolarle e trasformarle in abiti da indossare di Marcella Busacca

Nadia Magnabosco e Marilde Magni: cantastorie di donne, arte e altre trame di Francesca Prestinenzi

Le cantastorie: donne, arte e altre trame di Marina Mariani

video di Eleonora Cirant

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è in libreria il numero 88 della rivista "Leggendaria"
Nadia-Magnabosco

copertina con opera di Nadia Magnabosco in esposizione alla mostra "Alfabetomorso" a cura di Elena Privitera, Marco Filippa, Sergio Gabriele - Associazione En Plein Air Arte Contemporanea stradale Baudenasca n.118 10064 Pinerolo (To)
http://www.leggendaria.it/

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dal 17 al 30 settembre 2011

Studio7 Arte Contemporanea, Via Pennina 19, a Rieti inaugura sabato 17 settembre 2011, alle ore 18.00, la mostra personale di Eliana Frontini, Il niente risplende come fosse oro, a cura di Barbara Pavan.

'Ragiono volentieri sulla società a strati. Di che cosa si tratta? Benjamin nei Passages di Parigi è illuminante, descrivendo la vita di chi passa, e non sosta, e scattandone istantanee di vita… ma queste istantanee portano dietro una vita. "I Passages di Parigi" si presentano come una ricostruzione globale di un secolo, l'Ottocento, colto nello specchio di una città come Parigi, e indagato nei suoi elementi apparentemente marginali, quali la moda, il gioco, il collezionismo, la merce, la prostituzione, i passages. Ma il libro è anche la rappresentazione di un sogno di cui la cultura europea ha dovuto destarsi: un risveglio che è poi la crisi dello storicismo e delle ideologie ottocentesche, che approda in Benjamin alla sua forma più risolutiva e radicale. Indispensabile è anche citare Guy Debord, e la sua "Società dello spettacolo". Scritto nel 1967, agli albori dell'era televisiva, ha intuito con lucidità agghiacciante che il mondo reale si sarebbe trasformato in immagini, e che lo spettacolo sarebbe diventato la principale produzione della società attuale: siamo entrati nell'epoca dello spettacolo integrato; è la fine della Storia, il crimine perfetto che ha soppresso la realtà. La nostra società è fatta a strati. Occasionalmente si hanno come specie di illuminazioni che, per un attimo, ci rendono coscienti della realtà di questi strati. Si tratta di attraversare barriere impalpabili. Immaginiamoci passeggiare per le vie della nostra città: incontriamo e parliamo con persone appartenenti al nostro medesimo strato. Vediamo solo gli altri simili a noi, con i quali condividiamo simili interessi. Ma gli altri? Cos'è che è trasversale? Qual è il denominatore comune? Che cosa unisce tutte queste persone? C'è qualcosa, o non c'è nulla? L'empatia ci fa sentire simili, l'attimo uguali, il tempo irrimediabilmente diversi. Per un secondo tutto è lucido e comprensibile, poi, quell'attimo di onniscienza scompare, e ne rimane il ricordo un po' sbiadito, si è certi di essere arrivati all'essenza dell'inconoscibile, ma non si ricorda altro, e si attende, spesso invano, ancora l'apertura di una porta che per la maggior parte degli individui resterà chiusa per sempre. Ho studiato arte, ho visto le figure, le installazioni, le sculture, i paesaggi, i ritratti, le fotografie… ne ho realizzate. Ma la mia volontà è ora di arrivare al nocciolo all'essenza. In una parola, al segno. Mi piace lo stato in cui non c'è nulla da meditare: quando lo spirito non dimora su nulla, il vero spirito appare. Più si comprende in ogni fibra del corpo che i pensieri sono solo dei contenuti vuoti, privi di ogni sostanza reale, che vanno e vengono, ci si rende conto finalmente che esiste una coscienza intuitiva, originaria ed universale, radicalmente diversa dalla coscienza abituale, la realtà della vita che impregna tutto l'universo. Possiamo dire che questo è il campo integrale della coscienza. E' il pensiero che ritorna al punto zero del tempo, il pensiero che le ragioni e le considerazioni personali non raggiungono. E' la coscienza universale che segue il movimento della natura e l'ordine dell'universo. L'arte dei nostri giorni rifrange se stessa come le figure che si formano in un caleidoscopio. Il figurativo a volte ritorna, l'anatomia, la ritrattistica è cercata, coccolata, ci si aggrappa ad essa come all'unica cosa conoscibile, sicura, amica. Io vorrei andar oltre, oltre l'astratto, cercando di capire come, dopo l'arte concettuale, ci sia stata la perdita del concetto. Nella mia ricerca mi accorgo di come mi sia stato facile giungere allo spirituale, all'essenziale, al minimo. Al segno. L'ultraconcettuale è oltre l'arte. Oltre il figurativo, l'astratto, oltre la performance, è l'essenza. Se la performance è lo spettacolo teatrale dove viene messo in scena il concetto, l'arte ultraconcettuale è l'ultima battuta di questo spettacolo. Rimani nello stato in cui non c'è nulla da meditare.' Eliana Frontini

La mostra rimarrà aperta fino al 30 settembre 2011. Catalogo in mostra.

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dal 24.08.2011 al 05.08.2011

Simposio Internazionale d’arte di Qinhuangdao – Cina

Artiste e artisti:

Ahmad SOUFI, Siria; Antonella PROTA GIURLEO, Italia; Antonio SORMANI, Italia ; Beata BEBEL KARANKIEWICZ, Polonia; Camelia DEZNAN, USA; Christine KERTZ, Austria; Darius BEBEL, Canada; Erich PAPROTH, Germania; Eva GEROCS, Ungheria; Helene KLEINDIENST - GUGGI, Austria; Johanna LÖFFLER, Austria; Laurette WITTNER, Francia; Mirela TRAISTARU, Romania; Sermira WAHAB, Svezia/Iraq; Wlodzimierz KARANKIEWICZ, Polonia; Vasile POP – NEGRESTEANU, Romania; Vasile TOLAN, Romania; Zsuzsa SZEMAK, Romania; e venti tra artiste e artisti cinesi.

Inaugurazione del simposio: 25.08.2011 alle 20.00

Luogo: DFEWA QINHUANGDAO RESIDENCY CHINA

Mostra collettiva

Luogo: Museum of Art QINHUANGDAO

Inaugurazione: 04.09.2011 alle 14

Informazioni: http://dfewa-qinhuangdao-residency-china.blogspot.com/

Nel gennaio 1998 diverse artiste ed artisti dell’Est e dell’Ovest hanno fondato l’associazione Non profit dorothea. fleiss & east-west artists, per artisti professionisti. Il progetto dell’associazione consiste nello stabilire le basi di un lavoro comune tra artisti di paesi dell’Est e dell’Ovest. L’obiettivo è quello di incoraggiare scambi culturali ed artistiti tra professionisti provenienti da differenti culture.Un grande contributo alla realizzazione di questo obiettivo è garantito da artiste ed artisti di tutto il mondo che mantengono i contatti tra loro e con l’associazione. Attraverso la partecipazione di artiste e artisti ai simposi e mostre collettive realizzate ad Est e ad Ovest ( tra il 2000 e il 2011 in Germania, Cina, Romania, Serbia e Turchia) è e sarà possibile costruire un alto livello di conoscenza e comprensione dell’arte contemporanea nei diversi paesi di appartenenza.

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dal 25 giugno al 31 dicembre 2011

Analisi delle nuove forme di comunicazione rivisitate attraverso i linguaggi dell'Arte, a partire dalle sue origini nella Preistoria per approdare all'iconografia della figura dell'Angelo, inteso come Messaggero, Velocità cosciente, cautela dell'Informazione

nadia-magnabosco


Nadia Magnabosco, "Nel nuovo paese delle meraviglie"

Str.le Baudenasca n 118 _ 10064 Pinerolo (To) tel 0039 121 340253
Inclusa nel circuito dei Musei Civici del Pinerolese
http://www.epa.it http://alfabetomorso.it
http://enpleinair.it http://femminart.it
epa@epa.it

CURATORI: Elena Privitera, Marco Filippa, Sergio Gabriele

spazio: Associazione En Plein Air Arte Contemporanea stradale Baudenasca n.118 10064 Pinerolo (To)
Inaugurazione : 25 Giugno 2011 ore 18, 30

In collaborazione con FemminArt Review
Invitati
Sonia Agosti, Laura Ambrosi, Maria Cristina Ballestracci, Angelo Barile, Maria Vittoria Berti, Gabriela Bodin, Caterina Bruno, Nicola Bolaffi, Cati Briganti, Marina Buratti, Augusto Cantamessa, Daniela Carati, Antonella Casazza, Marco Casolino, Patrizia Cau , Elisa Cella, Charles Jean Paul, Mafalda Coen, Carla Crosio, Carla Della Beffa, Donato Di Poce, Federica Galetto, Bernadetta Ghigo, Rosanna Giani, Gianni Gianasso, Giancarlo Giordano, Anita Tania Giuga, Robert Gligorov, Sara Grazio, Tere Grindatto, Mimmo La Grotteria , Michele Lambo, Bozena Krol Legowska, Chen Li, Marco Lampis, Irene Ester Leo, Gianni Lodi, Denis Lucas, Giulio Lucente, Jacob Kleyn, Natasa Korosec+Marco Tiraboschi, Maria Felix Korporal, Nadia Magnabosco, Pietro Mancini, Youliana Manoleva, Francesca Maranetto Gay, Ilaria Margutti, Francesco Muro, François Nasica, Martha Nieuwenhuijs , Andrea Nisbet, Officina TOM, Simona Palmieri, Cristina Pedratscher, Marina Pepino, Mario Piselli, Mauro Rea, Giovanna Ricca, Rita Vitali Rosati, Melita Rotondo, Solidea Ruggiero, Ilaria Sabbatini + Marcantonio Lunardi, Paolo Sangermano, Mirella Sannazzaro, Rédha Sbaihi, Susanna Schimperna, Gianfranco Sergio, Anna Maria Scocozza, Ioanna Spanaki, Luigi Stoisa, Alberto Terrile, Giovanna Torresin, Rosa Ubeda, Roberta Ubaldi _ Installazione scultura di Luigi Aghemo

Presentazioni di:
Marco Filippa, Sergio Gabriele, Donato Di Poce, Paolo Covato

PERFORMANCE Combina2ione Impossibility TO..create di Natasa Korosec e Marco Tiraboschi

Collaborazioni :
Prof.Mario Marchiando Pacchiola Conservatore della Collezione Palazzo Vittone città di Pinerolo
" Lorenzo Marchi Tropic Corridors Desenzano
" Edoardo Di Mauro spazio Sansovino Torino,
" Galleria Losano Pinerolo
" Alessandro Icardi P.O.W. Gallery - Torino
" Cristina Gilda Artese associazione culturale per le arti contemporanee arsprima Milano
" Graziella Dotti per la scultura di Luigi Aghemo

Eventi Successivi:
" 3 luglio 2011 GRUPPO GNAM Pinerolo
"Lancio SPEAK! Festival, live painting G.Host, KNZ, A.Bertelle, Zork + dj set Luther Blisset e Paolo Iglou Renna. Dalle 14 alle 20. Ingresso libero. Organizzazione: Ass. Cult. "G.N.A.M.". Sponsor: GNAM+Luther Blisset+ Espresso Italia".
" 10 settembre 2011 VOCI ERRANTI: Daniela Gazzera, Adriana Ribotta, Cristiano Ferrua
+ Federico Galetto's video Mixing live "Rifrazioni Emozionali: Live Visual Projection Mapping"
+ Rita Vitali Rosati: presenta il libro fotografico Rita Vitali Rosati "Ahi"
+ interventi di Mafalda Coen e Melita Rotondo

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da giovedì 30 giugno a  giovedì  7 luglio 2011

Fare arte a Scampia

III Simposio internazionale d’arte contemporanea


Inaugurazione simposio: giovedì  30 giugno alle ore 20 a CasArcobaleno    Via Arcangelo Ghisleri    Lotto R     Quartiere Scampia  Napoli


Artiste e artisti:                                                                                               
Martine Boubal. Francia; Giuseppe Cafagna. Italia; Joelle Gandouin. Francia; Renuka Kesaramadu. India; Veronica Longo – Italia;  Enzo Marino – Italia; Mari Jana Pervan – Croazia; Antonella Prota Giurleo. Italia; Angelo Riviello – Italia; Antonio Sormani. Italia; Semira Abdul Wahab. -  Irak;

Laboratori: condotti da artiste ed artisti, informazioni sul blog:
www.lasallescampia.blogspot.it 

Mostra: collettiva
CasArcobaleno  Via Arcangelo Ghisleri  Lotto R  Q.re Scampia   Napoli
Inaugurazione: giovedì  7 luglio alle ore 19 
sino al 10 luglio con i seguenti orari di apertura 10 – 12; 16 – 19.

Cura e coordinamento: Occhi Aperti società cooperativa sociale ONLUS
Partner: Associazione C.E.Lu.S, Arrevutammoce associazione di Volontariato, Dream Team;
Collaborazioni: Centro Hurtado, Cooperativa Obiettivo Uomo, Ass.1000 Colori;
Progetto e coordinamento artistico: Antonella Prota Giurleo
Informazioni: fratel Enrico: 3473364487   simposioscampia@gmail.com
Antonella Prota Giurleo 3470312744  e- mail: a.protagiurleo@email.it
Presentazione e testo critico::  fratel Enrico Muller e Antonella Prota Giurleo
Grafico: Mirko Bozzato
Patrocini: 8^ Municipalità del Comune di Napoli, Consorzio ASIS, Consorzio Proodos, Federazione ConSidera, Cooperativa Sociale della Brianza
Contributi: Ciessevi Milano e MOVI Lombardia per acquisto materiali

Per il terzo anno consecutivo dal 30 giugno al 7  luglio artiste e artisti di diversi paesi dell’Europa e del mondo  vivranno a CasArcobaleno a contatto con uomini e  donne, anziani,  giovani, bambine e bambini del quartiere di Scampia.
Condividendo la quotidianità si avrà la possibilità di intrecciare relazioni; alcuni luoghi assumeranno il nuovo volto di atelier in cui gli artisti possano, in relazione con le persone del quartiere, esprimere il senso profondo del fare arte  sociale.
Le artiste e gli artisti   non si limiteranno a dare, ma potranno anche  ricevere la ricchezza del quartiere che vive di storia, narrazioni, arte e musica.
Obiettivi del progetto:
* far incontrare persone con percorsi umani e culturali differenti favorendo l’arricchimento reciproco e il  confronto tra espressioni artistiche e linguistiche varie con la cultura locale
* permettere alle persone di Scampia di appropriarsi di espressioni artistiche inedite per esprimersi in modo nuovo
* promuovere e facilitare il processo di comprensione dell’arte contemporanea per la cittadinanza.
Nelle serate le varie associazioni di Quartiere proporranno momenti culturali di aggregazione e socialità.

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dal 21 al 26 giugno 2011
 

Sfere, un titolo che rimanda alle forme curve, simbolicamente riferite al femminile e alla madre Terra.
Una mostra nella quale le artiste invitate esprimono, attraverso le proprie opere, il valore e la bellezza del genere femminile.
Gretel Fehr propone tre opere nelle quali utilizza due elementi che costituiscono ormai una consuetudine del suo lavoro più recente: il recupero ( frammenti regolari di plexiglas a specchio) e la rielaborazione fotografica.
Musica delle sfere, Smile e Trasferire mettono in luce la capacità femminile di comprensione e attenzione nei confronti delle altre persone, quell’empatia che comporta, nello stesso tempo, gioia e dolore. Una capacità espressa attraverso la comparazione di positivo e negativo, del sorriso accompagnato alla lacrima, dello specchio e dello sguardo femminile che è anche sguardo della natura.
Nei lavori di  Mavi Ferrando sono ben evidenti la preponderanza della linea curva e la commistione tra astrazione ed elementi antropomorfici, tra gioco e ironia.. Il vuoto disegna il volume e la forma  mentre ciascun elemento appare  pieno o vuoto a partire da ciò che chi osserva mette a fuoco. Anche nelle opere qui esposte, Guardiani e Nike, è esplicitato il superamento dell’onnipresente linguaggio fallico che riempie il mondo dell’arte.
E’ evidente come libertà e spregiudicatezza siano caratteristiche delle opere di Mavi Ferrando, caratteristiche peraltro comuni a molte artiste, libere dal dovere di  mantenere antiche posizioni di potere con la loro scia di conservatorismo, artiste che non hanno nulla da perdere esprimendosi liberamente attraverso l’arte.
Nadia Magnabosco presenta due opere, Perle e Quel filo che ci unisce. Nella prima l’artista si ispira ad un testo poetico, Fotografia, che rimanda all’infanzia, alla malinconia del tempo trascorso e ai rimpianti per il non detto ma anche alla profondità delle relazioni umane e soprattutto con il riconoscimento della potenza della lingua materna e della genealogia femminile ben evidenziata dal vestitino senza corpo, vestitino identità di una genealogia femminile in cui nonne, madri, figlie e nipoti appaiono come piccole perle uniche figlie in realtà di un unico mare.  In Quel filo che ci unisce l’artista ha raccolto diversi ritratti di donne e di bambine che, con forza e coraggio, esprimono libertà di pensiero e di azione. Trasferite su tarlatana le immagini sono state cucite con fili colorati, a formare un grande abito che costituisce un ritratto femminile collettivo.
Nelle opere di Antonella Prota Giurleo la consueta ricerca di materiali ecocompatibili, forma di rispetto per la madre Terra, si accompagna al tentativo di coesistenza pacifica tra maschile e femminile, tra forme curve e forme rettilinee. Una ricerca di percorso di identità di genere che, a partire dal recupero del quadrato come più antica forma simbolica riferita alla terra, passa anche  attraverso le forme totemiche avvolte nella stoffa, ornata di piccoli tondi metallici che risuonano nel movimento,  stoffa che le donne arabe pongono intorno ai fianchi per danzare. Un equilibrio, una coesistenza  pacifica  di competenze e di saperi possibile? Forse. Sicuramente, una ricerca.
Marilde Magni ha creato, utilizzando la carta,   l’abito per una donna in cammino verso un mondo in cui sarà “regina” e un libro d’artista, un testo poetico in due lingue, italiana e araba.  Le opere, Arcobaleno, e Due lingue per una poesia, sono state realizzate, secondo una ormai consueta modalità dell’artista, a maglia. La carta, tagliata in liste sottili, diviene il filato utilizzato per essere lavorato con i ferri “da calza”. Un modo per recuperare una competenza e un’abilità femminile che, in quanto tale, è sempre stata considerata “minore” e che, attraverso l’utilizzo artistico, viene recuperata in termini di valore e di bellezza.
Valore e bellezza, dunque, che si intrecciano con un percorso, prezioso, seguito da alcune giovani donne a partire da un altro tema “tondo”: le perle.
Percorso del quale Anna Schoenstein, conduttrice e ideatrice, scrive: “  Una giovane, in una sera qualsiasi per le strade del Cairo, riconosce su un’altra donna un suo vecchio vestito. Forse. Nessun grande avvenimento nel breve racconto della scrittrice egiziana Hana’ ‘Attya pubblicato dalla casa editrice A Oriente! che è servito da pre/testo, da spunto per un esercizio nato negli incontri del corso di traduzione dall’arabo (Università di Milano) e poi trasformatosi in un momento di espressione poetica e artistica.
La riflessione sulla traduzione di “Kharz”, Perle, ha dato vita infatti, a esercizi di stile, arrangiamenti e riarmonizzazioni.  Come in una variazione di musica jazz, nei versi poetici scritti in arabo di sei giovani studiose, Stefania Cantù, Federica Casinghini, Gabriella Dugoni, Alessandra Ferraro, Alessandra Ravizza, Silvia Sidoli, restano immagini, suggestioni, suoni, mentre il “tema” originario di Perle non è riconoscibile se non da chi sa e l’ispirazione poetica ha ragione su ogni cosa. Riflesso orientale nascosto nel guscio della mostra “Sfere” la lettura dei versi poetici in arabo e italiano – pubblicati sul numero 15 della rivista “A Oriente!” – accompagna l’apertura della Notte Rosa della Città di Corsico.”

 

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13-14  giugno 2011 (ore 17 - 21)
VIII RASSEGNA
POESIARTE MILANO 

‘SCONCERTI’

 

Quintocortile
Viale Bligny 42 - 20136 Milano
Sotto le finestre della casbah di viale Bligny 42 oltre sessanta tra artisti, poeti e musicisti si interrogano e ci suggeriscono la loro visione/previsione di questo nostro presente e prossimo futuro. 

a cura di Mavi Ferrando, Donatella Airoldi (Associazione Quintocortile)

con la collaborazione di Adam Vaccaro, Claudia Azzola, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Giuliano Zosi (Associazione Milanocosa)   
 
Poesiarte Milano  si svolgerà  a Quintocortile  nei giorni di lunedì 13 e martedì 14 giugno 2011 con interventi  di poeti e musicisti dalle 17,00 alle 19,30. Seguirà, dalle 19,30,  visione delle opere in mostra con presentazione degli artisti e aperitivesca kermesse fino alle 21.
artisti:
Giancarlo Abati, Silvia Abbiezzi, Rodolfo Berengo, Donatella Bianchi, Alessandra Bonelli, Adalberto Borioli, Maria Amalia Cangiano, LeoNilde Carabba, Salvatore Carbone, Giulia Comenduni, Mercedes Cuman, Albino De Francesco,  Antonio Falleti, Mavi Ferrando, Fernanda Fedi,  Mario Gatto,  Pino Lia, Arianna Lo Scialpo, Ruggero Maggi, Gianni Marussi, Roberto Origgi, Elisabetta Pagani, Tina Parotti, Mari Jana Pervan,  Rossella Roli, Raffaele Romano, Sergio Sansevrino, Evelina Schatz,  Armando Tinnirello
poeti:
Ennio Abate, Silvio Aman, Cristina Annino, Massimo Arrigoni, Claudia Azzola, Maria Carla Baroni, Fabrizio Bianchi, Rinaldo Caddeo, Luigi Cannillo, Laura Cantelmo, Marina Corona, Annamaria De Pietro, Gio Ferri, Alberto Figliolia, Nicola Frangione, Gabriella Girelli, Gilberto Isella, Tomaso Kemeny, Gianmario Lucini, Giampiero Neri, Guido Oldani, Alessandra Paganardi, Maria Pia Quintavalla, Paolo Rabissi, Franco Romanò, Marco Saya, Fausta Squatriti, Adam Vaccaro, Aky Vetere, Giuliano Zosi
musicisti:
Marco Saya, Claudio Resentini e il duo Poemus, Barbara Gabotto e Giacomo Guidetti

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Un nuovo libro su Camille Claudel in libreria

Cristina Contilli è partita da un testo inedito, una richiesta di trasferimento di Camille Claudel dal manicomio di Montfavet alla clinica universitaria della Salpétriere scritta nell’ottobre 1919 dal dott. Emile Boulanger, e da qui si è mossa tra realtà storica e invenzione romanzata per presentarci una Camille divisa tra il passato (Rodin) e il presente (Emile).


Anteprima

"C'era una volta una giovane donna dagli occhi tristi... Una donna, una pagina di storia... preparatevi a un romanzo "vero", perché la protagonista è una donna in cui identificarsi, una donna che ha amato, ha lottato, ha sofferto e ha lasciato una sua impronta, perché Camille è sempre viva nella pagine della storia,la scrittrice Cristina Contilli come un abile investigatore ha seguito le sue tracce e ha ricostruito la sua storia tormentata. “Je travaille maintenant pour moi.” Camille Claudel (1892) Penso che questa citazione possa essere per ogni donna un motto da ricordare,se oggi siamo così libere è anche per merito di donne del passato come Camille, donne all'avanguardia,donne moderne. (Dalla prefazione di Carla Lentini) Il mio libro appartiene a quella che gli statunitensi chiamano historical fiction e per questo sulla cover viene indicato come una biografia romanzata di Camille, ma è una biografia romanzata che io spero si avvicini abbastanza alla realtà dei fatti."

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dal 9 al 24 giugno 2011

Nada Pivetta

“Le Cyclop" - scultura

Dieci.due! international research contemporary art
Via Volvinio 30 20141 Milano - www.diecipuntodue.it
MM2 p.za Abbiategrasso (uscita v. Medeghino) - Tram 15

aperto da martedì a venerdì dalle 1530 alle 19

inaugurazione giovedì 9 giugno h.1830-21

a cura di Maria Rosa Pividori

presentazione di Lorella Giudici

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dal 16 giugno 2011 al 1 luglio

LIBRO LIBERO d'artista



SBLU_spazioalbello
Milano, via Antonio Cecchi 8 (zona Washington)
dalle ore 18,00 alle 20,00
58, 61, 67, 90, 91, MM 1 Wagner o De Angeli

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28 maggio 2011

MOSTRA & CONVEGNO
Collettiva di installazioni, sculture, video e fotografia

I LABIRINTI DELLA PAURA

Aula Consigliare della Regione Lombardia, Palazzo Pirelli, via Fabio Filzi 22

Una mostra e un convegno per condurci attraverso i "labirinti della paura". Gli artisti hanno lavorato in modo più specifico sul lato introspettivo delle paure nascoste, quelle che non vogliamo o non possiamo manifestare. Quelle che toccano la nostra più intima umanità.
Gli artisti chiudono e liberano paure da contenitori, gabbiette, bunker. Paura è un enorme fiore dorato con i petali inchiodati, è cuore oppresso, o un gigantesco pugno che preme dall'alto. Paura sono lacrime nascoste. Paura è la guerra catturata da immagini, è la libertà negata, è tentativo di ammansire la morte nella liturgia del funerale, o di sfuggirla con la medicina.
La mostra è anche denuncia di paure indotte nel gioco mediatico, racconto di ciò che avvelena vita e relazioni. Eppure ne uscirete con un senso di leggerezza. C'è sempre un modo per andare oltre, è il messaggio che le opere ci consegnano.


Inaugurazione: 28 maggio 2011, CONVEGNO ore 9,30 - 16,30, MOSTRA 9,30 - 18,30

Luogo: Aula Consigliare della Regione Lombardia, Palazzo Pirelli, via Fabio Filzi 22

nadia-magnabosco

Artisti: Giuliana Bellini, Cristina Cherchi, Jaya Cozzani, Eleonora Del Brocco, Ruggero Maggi, Nadia Magnabosco, Lorenzo Manenti, Elena Mutinelli, Elisabetta Oneto, Elisabetta Pagani, Evelina Schatz, Celina Spelta, Pierantonio Volpini.
Curatrice: Elisabetta Pagani Testo Critico: Vera Agosti

Informazioni mostra: Elisabetta Pagani, tel 3493708353

Relatori convegno: Antonio Guerci, Claudio Parolin, Domenico Bodega, Fabio Marazzi, Fabio Gabrielli, Guido Broich, Ivo Lizzola, Mike Singleton. Attrice: Lucilla Giagnoni

Informazioni convegno: NUOVI SPAZI AL SERVIRE - ONG Antonella Bortolomei, tel 0363/40974 fax 0363/41757

 

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fino al 21 agosto 2011

Teresa Margolles - Frontera

Museo d'arte moderna Museion
Via Dante 6, Bolzano

Orari: martedì-domenica 10-18, giovedì 10-22

Le città di Kassel e Bolzano in Europa: a prima vista realtà differenti e lontane dalle quotidiane storie di violenza di molte città latinoamericane. Ciò nonostante proprio la Kunsthalle Fridericianum a Kassel e il Museion a Bolzano hanno scelto di diventare amplificatori del disagio di Ciudad Juárez, al centro della mostra “Frontera” di Teresa Margolles. L’esposizione, a Kassel fino allo scorso febbraio, viene presentata a Bolzano dal 29 maggio al 28 agosto 2011.
Frontera è una riflessione sul dolore provocato dalle drammatiche proporzioni del crimine organizzato nella società messicana e in particolare sugli assassinii e sulle sparizioni avvenuti a Juárez, la città di frontiera sul confine del Messico con gli Stati Uniti che dà il nome alla mostra. Con più di 3.000 assassini in un anno, più di 700 donne catturate, torturate e uccise, Juárez è considerata una delle città più pericolose al mondo. L’artista Teresa Margolles ha creato per “Frontera” opere di grande impatto. A prima vista semplici e minimalisti da un punto di vista formale, i lavori rivelano però una profonda tragicità appena si apprende la genesi dei materiali di cui si compongono ed il loro legame con la cronaca più atroce. Al di là del contesto specifico in cui sono nate, le opere in mostra recano un’indubbia valenza universale e si estendono ai meccanismi di rimozione e ai tabù nei confronti della morte e della violenza oggi.
Il percorso della mostra si apre al pianoterra di Museion con quelli che l’artista definisce “parassiti nello shop”. Sono tracce quasi impercettibili lasciate dalla Margolles nel bookshop di Museion: una rivista composta da un intero anno di prime pagine del quotidiano di Juárez con la cronaca delle uccisioni, raccolte dall’artista mentre preparava la mostra; le note dei musicisti che suonavano nella Calle Marsical, una strada nella parte antica di Juárez, distrutta per dar vita a un quartiere commerciale; le t-shirt utilizzate in un’azione filmata con stampate le domande su quanto dolore possa sopportare una città.

vedi L'arte-denuncia di Teresa Margolles

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dal 25/5/2011 al 30/7/2011

Martha Rosler

Galleria Raffaella Cortese - Milano - via A.Stradella, 7

Inaugurazione Mercoledì 25 maggio 2011 - 18-21pm
MERCOLEDI’ 25 MAGGIO ALLE ORE 18.45 TALK APERTA AL PUBBLICO CON MARTHA ROSLER

Orari: da martedì a sabato 15.00-19.30 e su appuntamento

Dopo il grande successo della mostra alla Gam di Torino lo scorso inverno, Raffaella Cortese è orgogliosa di presentare la prima personale in una galleria italiana di Martha Rosler. In mostra una selezione di lavori dagli anni ’70 fino ai suoi più recenti fotocollage, inediti in Italia, legati tra loro dall’idea del viaggio e della guerra che ha caratterizzato fin dai suoi inizi l’opera della Rosler.

Martha Rosler è una della più importanti figure nella scena artistica dagli anni ’60 ad oggi, nel suo lavoro pionieristico e sperimentale ha utilizzato diversi media: dal video alla fotografia, dall’installazione alla performance, al testo-fotografico fino a scritti critici. Il suo lavoro si è spesso interessato alla vita sociale e alla sfera pubblica manifestando spesso precise posizioni rispetto a temi quali il femminismo e la guerra.
Tra i lavori più noti della Rosler si riconoscono i fotocollage della serie Bringing the War Home (1967-72), che uniscono immagini di guerra a interni domestici confortevoli ed eleganti.
All’inizio dell’invasione dell’Iraq da parte degli USA, Rosler ritorna sulla serie degli anni ‘ 70, attualizzando i foto collage con nuovi spazi, tecnologie e la rappresentazione stessa della guerra, come è facile intuire in Prospect for Today, Point and shoot o Invasion (2008).

Retrospettive di Martha Rosler sono state realizzate in Europa e a New Yok, tra 1998 and 2000, al New Museum e allI’International Center of Photography. Nel 2007 Il Worcester Art Museum, Massachusetts ha dedicato una mostra solo ai suoi fotocollage.
I suoi lavori sono stati esposti recentemente alla Biennale di Singapore, WACK! Art and the Feminist Revolution al The Museum of Contemporary Art, Los Angeles, PS1 in Queens, UnMonumental al The New Museum, New York, Documenta 12 e Skulptur Projekte Münster, nel 2007; e Ambitions d'Art at Institut d'Art Contemporain a Villeurbanne, Francia, nel 2008.
I suoi scritti sono stati pubblicati sia in cataloghi che su riviste e 14 sono i suoi libri distribuiti in diverse lingue sulla sua produzione fotografica, di saggi e di testi. Decoys and Disruptions: Selected Writings, 1975-2001, un libro di saggi scritti da Martha Rosler è stato pubblicato dalla MIT Press nel 2004 (ristampato, 2008). Altri progetti includono la Biblioteca di Martha Rosler -Martha Rosler Library- , una mostra itinerante di 8.000 volumi provenienti dalla collezione di Martha Rosler e il progetto If you lived here still in collaborazione con e-flux.

Martha Rosler è nata a Brooklyn, dove vive e lavora. Ha insegnato al M.F.A. dell’ University of California, San Diego, e al B.A. del Brooklyn College. Il suo lavoro è nelle collezioni dei maggiori musei internazionali tra cui: the Metropolitan Museum, the Whitney Museum, the Museum of Modern Art, the Guggenheim in New York, the Art Institute of Chicago, the San Francisco Museum of Modern Art, the Art Gallery of Ontario, Victoria and Albert Museum di London, e le Generali Foundation in Vienna. Martha Rosler è costantemente invitata a tenere conferenze e convegni in tutto il mondo.

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15-22 maggio 2011

Simposio Internazionale d'arte contemporanea Solidarietà e Volontariato

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domenica 8 maggio 2011

C'è un disegno per Milano

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dal 19 maggio al 18 giugno

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dal  7 maggio – 11 giugno  2011

TRACARTE 4.
RASSEGNA BIENNALE INTERNAZIONALE DI  OPERE IN CARTA

Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci
Via Arpi 152  Foggia

orario: dal lunedì al sabato  - ore: 9,00/13,00 – 17,00/20,00   

Sabato 7 maggio 2011, alle ore 18,00 a Foggia, presso la Fondazione Banca del Monte Domenico Siniscalco Ceci, si inaugura l’esposizione Tracarte 4. Rassegna Biennale di Opere in Carta, curata dal critico Loredana Rea su progetto di Vito Capone.
La mostra è la quarta edizione di una rassegna internazionale, diventata da quest’anno biennale, con l’intento di trasformarla in un laboratorio permanente di sperimentazione e ricerca, guadagnare più ampi spazi di visibilità e permettere ai più giovani di instaurare con chi ha maggiore esperienza un dialogo costruttivo. 
La carta è, infatti, il punto di partenza e nello stesso tempo di arrivo per una ricognizione dentro le sperimentazioni e le ricerche sulle possibilità espressive di una materia apparentemente fragile, eppure estremamente duttile. Non semplice supporto, piuttosto struttura portante dell’opera, non strumento ma fine. Cinquantotto sono gli artisti invitati, italiani e stranieri, a rappresentare una selezione qualificata di quanti utilizzano la carta come irrinunciabile stimolo del proprio linguaggio artistico, permettendo al pubblico di addentrarsi nella complessità delle pratiche metodologiche contemporanee. La carta è parte integrante del processo creativo di ognuno di loro, anche se accanto al nucleo di quanti la utilizzano come esclusiva metodologia espressiva, è presente un altro gruppo che ad essa affianca anche differenti strumenti per delineare l’ampio orizzonte della propria sperimentazione. 
Come per le precedenti edizioni l’assunto che è alla base di questa nuova esperienza espositiva è il desiderio di analizzare il ruolo della carta come stimolo e strumento espressivo della creatività, nella dichiarata volontà di intenderla essenza dell’opera. È su questa premessa che si sono concretizzati gli inviti agli artisti scelti per la loro attitudine a costruire l’opera con la carta, non semplicemente sulla carta, per la loro propensione a esaltare l’intrinseca natura di questa materia duttile e antica, per la loro predisposizione a manipolare la sua porosa e fragile consistenza,  dimostrando come possa diventare materia capace di esprimere le infinite combinazioni legate alle differenze dei presupposti concettuali e delle soluzioni formali. Ma soprattutto – scrive Loredana Rea in catalogo – “come la carta nell’era della globalizzazione, che ha inevitabilmente modificato anche le modalità operative della ricerca artistica, possa diventare motivo per recuperare il legame con il passato, riscoprendo la sorprendente vitalità di un materiale continuamente minacciato dalle nuove tecnologie, eppure sempre incline a trasformarsi per rimanere se stesso”.

Artisti invitati:

Nobushige Akiyama, Minou Amirsoleimani, Vibeke Bak Hansen, Tiziana Bargagnati, Valeria Bertesina, Valerie Buess, Vito Capone, Domenico Carella, Wanda Casaril, Francesca Cataldi, Luciana Costa Gianello, Gabriella Crisci, Elisabetta Diamanti, Krustyna Dyrda-Kortyka, Ulla Enevoldsen, Vittorio Fava, Fernanda Fedi, Simonetta Ferrante, Eberhard Freudenreich, Vibeke Fuglsang-Damgaard, Johan Gaellman, Gino Gini, Salvatore Giunta, Paolo Gobbi, Gabriella Göransson, Francesco Granito, Paolo Gubinelli, Iginio Iurilli, Trude Kranzl, Beppe La Bianca, Bara Lehmann-Schulz, Nicola Liberatore, Matteo Manduzio, Margareta Mannervik, Sandra Marconato, Maren Marie Mathiesen, Rosalba Mitaritonna Tana, Kika MØller, Anna Morolin, Mariarosa Pappalettera, Valentina Pigliapoco, Mikhail Pogarsky, Teresa Pollidori, Lydia Predominato, Jytte Rasmussen, Fernando Rea, Pilar Roca, Alessandra Ruo, Rosemarie Sansonetti, Claudio Schiavoni, Antonella Servili, Marian Smit, Joanna Stokowska, Mimmo Totaro, Nadia Trotta, Daniela Tzvetkova, Serena Vallese, Franco Zingaretti.

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dal 28 aprile al 1 maggio 2011


opera di Marilde Magni per Prospero's Library

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dal 22 aprile al 1 maggio 2011


Conoscere la memoria
mostra di arte postale
Centro Foscolo. Via Foscolo 3/D Corsico (Milano)

Orari: da martedì a sabato 17-19, domenica 10-12 16-19; lunedì chiuso.

In occasione del 25 Aprile - anniversario della Liberazione - l' A.N.P.I. Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, in collaborazione con l' associazione di donne GALASSIA ha organizzato una convocazione di arte postale.
Sono pervenute 99 opere, in misura cm 21 x 29,7, provenienti da undici paesi.
L'evento ha come obiettivo una riflessione su quello che è stato il lungo e doloroso cammino che ha portato alla sconfitta della dittatura nazifascista e alla conquista della libertà attraverso la vittoria delle forze antifasciste e del movimento della Resistenza in Italia.
Tenere viva la memoria di ciò che è stato favorisce e rafforza la consapevolezza di essere uomini e donne liberi che vivono in un paese libero.
Terminata l'esposizione la mostra sarà messa a disposizione di altre associazioni del territorio che ne facciano richiesta.


Inaugurazione Venerdì 22 aprile 2011 dalle ore 18,30 alle 20,00
con interventi di Maurizio Graffeo dell'ANPI, Silvana Gatta di Galassia, performance di lettura (Cristina Di Siro leggerà la poesia di Gabriella Lazzerini " Alle giovani donne e ai giovani uomini della II B"), Maria Ferrucci sindaca della città
Curatrice: Silvana Gatta con la collaborazione di Antonella Prota Giurleo.
Informazioni: Silvana Gatta 339 43 89 688 silvana.gatta@tiscali.it

Artiste e artisti:

Italia :Artistamps-T. Baracchi; Giuliana Bellini; Cesare Besana; Isabella Besana; Salvatore Bonnici; Franca Bozzetti; Giulio Calegari; Silvana Colombi; Lella Corvi; Caterina Davinio; Domenico Di Caterino; Gretel Fehr; Eliana Frontini; Silvio Gamba; Ornella Garbin; Umberto Mario Garro; Silvana Gatta; Gruppo Sinestesi; Giuseppe Insolia; Luigia Introini; Gabriella Lazzerini; Grazia Lombardi; Daniela Lucchini; Ruggero Maggi; Nadia Magnabosco; Marilde Magni; Fabrizio Maida; Ivana Marchesi; Veronica Menni; Gilia Montanella; Emilio Morandi; Amedeo Nicotra; Valeria Arnalda Pirovano; Luciano Pivotto, Antonella Prota Giurleo; Antonello Quarta; Cinzia Rama; Antonio Sassu; Tajetti Ivano; Tina Ciceri; Giancarla Ugoccioni; Rosanna Veronesi
Argentina: Sandra, Mendez; Silvio De Gracia; Zumela Eleo: Rosana Beekman; Hilda Paz
Austria: Christine Kertz; Regina Peier
Brasile: Marithé Bergamin; Theresina Z. Bof Reis; Maria Do Carmo Toniolo Kuhn; Mara Caruso; M.Julieta Damasceno Ferreira; Maria Darmeli Arauju; Vera De Gaspari Presotto; Therezinha Foglia; Luiza G.P. Gutierrez; Eny Herbst; Tonia Luzzatto; Neiva Mattioli Leite; Caetano Sirlei; Jane Beatriz Sperandio Balconi
India: Renuka Keesaramadu; Ramesh Tardal
Finlandia: Anja Mattila-Tolvanen
Norvegia: Jaronim Svozilik
Perù: Homecinda Fernandez Bravo; Milagros Edelmi Chàvez Gonzàles
Romania: Costantin Neacsu; Krizstina Valcelean; Karoly Gyongyi Zold
Spagna: Felipe Lamadrid; Antoni Mirò; Cesar Reglero Campos; Martin Salvador
Uruguay: Clemente Padin

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Dal 13 aprile 2011

BIBLIOTECA PROSPERO
o delle intemperie nonché origine dei miti
Mosca San Pietroburgo Tula Catania Milano Londra

Inaugurazione
mercoledì 13 aprile 2011 alle 18.30

Libreria Pecorini
Foro Bonaparte 48 - Milano
orari 10-13 /13-19.30

     Libro d’Artista contemporaneo come luogo d’azione multi e
inter-mediale
32 artisti Italia-Russia

Alvaro ▪ Eugenio Alberti Schatz ▪ Marilù Cattaneo ▪ Fiorella Corsi
Gaetano Degli Santi ▪ Fernanda Fedi ▪ Gino Gini ▪ Irina Gludza
Mavi Ferrando ▪ Claudio Granaroli ▪ Anna Guillot ▪ Jessica Kolokol
Aleksey Malcev ▪Marilde Magni ▪ Margherita Mariani ▪ Max Marra
Ksenia Morozova ▪ Bruno Niver ▪ Mauro Olgiati ▪ Mikhail Pogarsky
Evelina Schatz ▪ Giovanni Schiavocampo ▪ Vladimir Smolyar
Stefano Soddu ▪ Anna Spagna ▪ Fausta Squatriti ▪ Aleksandr Svirsky
Andrei Suzdalev ▪Jana Suvorova ▪ Armanda Verderame
Aleksandra Volkova ▪ Gunel Yuran

a cura di Mikhail Pogarsky, Evelina Schatz,
Gillian McIver, Fausta Squatriti
organizzazione generale Treugol’noe koleso design studio Krasnogorsk (Mosca) 

BIBLIOTECA PROSPERO o delle intemperie nonché origine dei miti è un progetto di Treugol’noe koleso design studio (Krasnogorsk, Russia) a cura di Mikhail Pogarsky, Evelina Schatz e Gillian McIver nella versione russa. Ha coinvolto un centinaio di autori internazionali anche con operazioni multimediali, installative, performative e video.


Marilde Magni

La rassegna-evento, concepita in coincidenza con il 444° anniversario della nascita di William Shakespeare, fra il 2007 e il 2008 è stata presentata in Russia presso alcune prestigiose sedi istituzionali, fra le quali il Museo Zverev - Centro di Arte contemporanea, Mosca; la Casa centrale degli Artisti, Mosca; la Galleria Yasnaja Poljana, Tula (già casa Tolstoj); il Museo di A. Block, Shahmatovo, Mosca; il VI Festival di Arte Sperimentale, San Pietroburgo. All’estero, dopo la tappa di Catania, la mostra tocca Milano e Londra.
Il progetto BIBLIOTECA DI PROSPERO nasce come riflessione sulle “problematiche del mito” riferite al tempo presente. Nel concept del progetto Mikhail Pogarsky osserva: «Viviamo in un’epoca in cui la mitizzazione della coscienza ha raggiunto livelli macroscopici. Da una parte tecnologie pubblicitarie e propaganda mass-mediale, dall’altra il corpo incustodito della Network Culture con le sue innumerevoli, ovvie e implicite mistificazioni, reality-game e provocazioni. Viviamo in un’epoca in cui molto spesso non riusciamo a distinguere la realtà dalla finzione. E se questa supera la realtà, allora si apre la questione della qualità della finzione, dei suoi vantaggi etici ed estetici.» […] «In questo contesto – continua l’autore del progetto – la figura di William Shakespeare assume particolare rilievo in quanto tanti sono i miti creati intorno alla sua figura e tante le storie senza tempo prodotte dallo stesso. Ben lungi dal voler risolvere la questione shakespeariana, vogliamo soltanto prendere questo grande poeta come punto di avvio del nostro progetto. […] Altro punto di riferimento è il film di Peter Greenaway Prospero Books. Greenaway ha dato vita all’idea di una biblioteca universale, nutrendo dei motivi de La tempesta di Shakespeare il mondo intero nella sua dimensione spazio-temporale.» […]
BIBLIOTECA DI PROSPERO invita artisti, poeti, performer e musicisti a unirsi nella creazione reale di una simile biblioteca. Partendo da Shakespeare o, al contrario, avvicinandoci a lui, daremo vita a un micromondo che includerà libri, performance, video, film d’animazione e altro. Non intendiamo “rivisitare” la poesia shakespeariana ma piuttosto attuare una sorta d’improvvisazione jazz sui suoi temi creativi.» […] «Può darsi che Shakespeare rimanga nel progetto soltanto citazione, riferimento storico, semplice fonte di dati. Della sua enorme eredità, prendiamo soltanto un piccolo frammento riguardante i libri di Prospero, proponendoci di realizzarli concretamente. Proponiamo di ricreare i miti originari attraverso questi libri. Il tema di ciascun libro può essere limitato soltanto dalla nostra coscienza. Così i libri di Acqua, Terra, Fuoco, Aria, Colpa, Neve, Coscienza, Spazio etc., appaiono ora in questa biblioteca…». 
Indiscutibilmente attuali e urgenti, i temi che Mikhail Pogarsky solleva per voce di Shakespeare e poi di Greenaway forniscono un energico input agli autori di BIBLIOTECA PROSPERO chiamati a riflettere sulla condizione odierna – in particolare su quel crinale dove è pressoché impossibile distinguere fra realtà e finzione – per contribuire alla edificazione di una biblioteca universale estesa nello spazio e nel tempo.
L’evento catanese a cura di Anna Guillot, in scala ridotta sul piano espositivo, includeva una piccola selezione di studenti dell’Accademia di Belle Arti di Catania e la videoperformance “Sopra a tutto Shakespeare” di Evelina Schatz, e si proponeva come momento di riflessione e dibattito su importanti aspetti e implicazioni della ricerca artistica contemporanea.
Per l’occasione è stato realizzato il catalogo multimediale Prospero’s Library edito da Treugol’noe kolesodesign studio, Krasnogorsk. L’edizione, in lingua inglese e russa, è interamente a colori e consta di 200 pagine. Su supporto dvd sono documentate le operazioni video e performative di alcuni artisti. La pubblicazione si avvale degli interventi di carattere saggistico di Mikhail Pogarsky, Gillian McIver, Mikhail Karasik e Evelina Schatz. Oltre alle riproduzioni delle opere e alle schede biografiche degli artisti, la seconda edizione riporta gli aggiornamenti relativi alla tappa catanese, curata da Anna Guillot (rilevante il convegno About Prospero) e alla successiva tappa di Milano presso la gloriosa Libreria di Loredana Pecorini.

Mostra in occasione dell’Anno della cultura e della lingua russa in Italia

    

Con il patrocinio di Accademia di Belle Arti della Russia  
e di Associazione Italia Russia   
   

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nadia_magnabosco

http://www.leggendaria.it/

in copertina una fotografia di Nadia Magnabosco tratta dalla mostra itinerante
1861 – 2011 Testimone dell’Unità d’Italia
a cura di Rosanna Veronesi in collaborazione con Gretel Fehr, Ornella Garbin, Angelo Riviello

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dal 1 aprile al 22 maggio 2011

Armonia
Personale di Antonella Prota Giurleo

Vehoniemen Automuseo, Vehoniemenharjuntie 92,
36570 KANGASALA FINLAND
Inaugurazione: 1 aprile 2011
Curatela e testo di presentazione: Anja Mattila Tolvanen anja.mt@netti.fi

Sito internet dell'artista: www.antonellaprotagiurleo.it

Nei suoi collages l'artista desidera esprimere la possibilità di costruire e di vivere la propria vita in armonia con sé, con le altre persone, con la natura e con le cose.
Elabora le textures utilizzando colla di coniglio e pigmenti o colori recuperati; le strappa, per restituire simbolicamente l'idea delle lacerazioni prodotte dal dolore, e le accosta ponendo attenzione a "ricucire" gli strappi attraverso i fili, generalmente recuperati dalle amiche e perciò più preziosi.
Fili che rappresentano le relazioni amicali che ci permettono, quando gli strappi e il dolore sono così forti da rischiare di perdersi, di ritrovarci, di rimettere insieme i pezzi, di ricucire le ferite; di fare, insomma, del dolore un elemento che non si espande distruggendo ma cosa alla quale si dà cura e che, attraverso il ricordo e l'affetto, si trasforma in un piccolo nucleo di sé con il quale si convive contenendolo e avvolgendolo in una nuvola di tenerezza.

Antonella Prota Giurleo è artista e curatrice italiana. Nata a Milano, ha frequentato il Liceo Artistico di Brera. Ha svolto attività didattica nella scuola media, insegnando Educazione artistica, dedicandosi nello stesso tempo all'attività politica e alla pratica politica della relazione tra donne. Dal 1996 pratica la pittura, realizza installazioni ed espone le sue opere. Dal 2004 partecipa e organizza convocazioni di mail art.
Lavora a partire dall'appartenenza di genere e dal senso che per lei hanno le relazioni con le altre persone e con il mondo; esprime la possibilità di costruire vita e arte in armonia con sé stessa, con le persone, con la natura.
Le sue opere costituiscono un percorso che si snoda attraverso i temi delle culture di pace avendo grande attenzione alle tematiche ambientali, in un fare che prende spesso forma dal recupero e dal riciclo di materiali. A ciò aggiunge una specifica ricerca sull'utilizzo di materiali ecocompatibili; lavora su questa ricerca e sui temi di una relazione rispettosa con la natura sia a livello individuale che in relazione con altre artiste e artisti italiani e stranieri. Cura per il sito d'arte di Oltreluna http://www.women.it/oltreluna la rubrica Natura e cultura
Ha esposto in numerose personali (Italia, Finlandia, Perù, Messico) e collettive (Italia, Spagna, Finlandia, Romania, Belgio, Slovenia, Turchia, Marocco, Messico, Perù, Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Corea, Malesia, Giappone)
Ha organizzato ( In Italia a Napoli e a Sormano, Como) ed ha partecipato ( Italia, Finlandia, India, Romania, Francia, Austria) a simposi d'arte.

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19 marzo -6 aprile 2011

VITA E MORTE
Pagine di Libro d’artista
12+12

Curatori:
Fernanda Fedi e Gino Gini (Italia)
Mikhail Pogarsky (Russia)

ARTEELITE
Via Alessi 11 (zona Navigli) – Milano
Inaugurazione:  sabato 19 marzo 2011 ORE 18.00
Orari:    da martedi a sabato  ore 16.00-19.00
Domenica e festivi su appuntamento

Gli artisti
Vittore BARONI                              Tatiana ALESHINA
Anna BOSCHI                                 Yurij GORDON
Claudio CALZAVACCA                 Olga KHAN
Vito CAPONE                                 Victor LUKIN
Mario DI GIULIO                            Kira MATISSEN
Fernanda FEDI                                 Mikhail POGARSKY
Gino GINI                                        Evelina SCHATZ
Lucia PESCADOR                          Jana SUVOROVA
Antonella PROTA  GIURLEO         Andrey SUZDALEV
Paolo ROFFI                                   Alexej VESELOVSKY
Fausta SQUATRITI                         Vasilij VLASOV
Chandà TUN                                   Gunel YURAN

Il 2011 è l’anno  dedicato alla cultura e alla lingua russa in Italia e alla cultura e lingua italiana in Russia. Un interscambio culturale che coinvolgerà tutte le arti (teatro, cinema, letteratura,musica..) In occasione di questo importante evento gli artisti Fernanda Fedi e Gino Gini di Milano e Mikhail Pogarsky di Mosca hanno ideato  il  progetto artistico’Pagine di Libro’ spinti da un’idea forte, da un pensiero esistenziale ‘Vita e Morte’. Esso prevede la partecipazione di 12 artisti italiani e 12 artisti russi che si confronteranno sull’interpretazione di questo tema. Il numero 12 non è un numero scelto a caso, ma pregnante di simbologie e significati

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dal 16/3/2011 al 30/4/2011

Ida Applebroog

Hauser & Wirth - Savile Row - 23 Savile Row - London

Hauser & Wirth is proud to present an exhibition of major works by the American artist Ida Applebroog. Describing herself as a 'generic artist', Applebroog's subject is a sustained enquiry into the polemics of human relations. She appropriates mainstream media in innovative ways and transforms her canvases into structural elements, effectively questioning the viewer's active involvement in her works. Applebroog first came to attention in the 1970s with her 'comic strip' works, which presented a succession of identical images in window- like cellular structures. In the mid-1980s, these paintings evolved into altarpiece constructions, joining several different sized canvases. In the early 1990s, Applebroog reached a turning point in her career with the 'Marginalia' series. With 'Marginalia', Applebroog's joining of images takes on a precarious spatial dynamic. Balanced on top of one another, leaning against walls or laid flat on the floor, the canvases are conceived as fragments of room-sized installations. The conventional clothing of Applebroog's subjects marks them out as everymen or women, yet their multiple parts tell of psychoses: a man holding a baby has his arms strapped so that there is little else he can do; a woman clasps two guns, only to have a third held between her legs. 'When I work with canvases,' Applebroog states, 'I work with three-dimensional structures. It's about structures, it's about stagings'. The installed 'Marginalia' works hold the viewer at their centre, their appearance dependent on where one stands.

In 'Monalisa', the staging of images is taken further. Numerous drawings are latticed together on a wooden scaffold creating a house-like structure. The drawings are digitally reworked versions of Applebroog's 'Vagina Drawings' – a group of drawings originally made in 1969 when the artist spent hours in the 'little sanctuary' of the bathroom.
Inside the house is 'Monalisa' – a painting of a giant doll-like figure, whose lumpy, blood red body courts the viewer with open legs and staring eyes. The construction recalls Duchamp's infamous 'Étant Donnés', which was first exhibited in 1969, the same year Applebroog began making her series of 'Vagina Drawings'.

'Caleb', Applebroog's most recent work, similarly confronts the viewer with multiple images of a single body. Its starting point, a tiny sculpted figurine, is photographed and digitally manipulated in a technique Applebroog names 'Photogenetics'. In these physical permutations, Applebroog tests how little is needed to create a person, and what we, as observers, are prepared to recognise and accept.

Ida Applebroog was born in 1929 in the Bronx and currently lives and works in Manhattan. Her work has been the subject of numerous exhibitions including a retrospective at the Corcoran Gallery of Art, Washington DC in 1998. Her art is in the collections of major American museums including The Museum of Modern Art, New York; Guggenheim Museum, New York; and Whitney Museum of Art, New York, amongst others. In 2009, Applebroog received the 'Anonymous Was A Woman Award'. She is also the recipient of the College Art Association Distinguished Art Award for Lifetime Achievement, an Honorary Doctorate of Fine Arts at New School for Social Research / Parsons School of Design and she received a MacArthur Foundation Fellowship in 1998.

A symposium on Applebroog's work, including discussions led by Jon Bird, Professor of Art and Critical Theory at Middlesex University; Briony Fer, Professor in History of Art at University College London; Tamar Garb, Durning Lawrence Professor in the History of Art, University College London; and critic, curator and writer Elisabeth Lebovici, will take place on Saturday 19 March at University College London.
Please visit the gallery's website, http://www.hauserwirth.com, for further details and information on ticket availability.

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dal 25 marzo al 3 luglio 2011

Kara Walker. A negress of noteworthy talent
Un progetto sulla memoria, il mito, l'identità e gli stereotipi

Fondazione Merz
Via Limone 24
Torino


Il progetto dedicato alla figura di Kara Walker, curato da Olga Gambari, si terrà a Torino a partire dal 25 marzo 2011 e si declinerà in quattro momenti. Intorno alla mostra alla Fondazione Merz (aperta al pubblico dal 25 marzo al 3 luglio), ruoteranno una rassegna di film a cui è fortemente legato e ispirato il lavoro di Kara Walker al Museo Nazionale del Cinema (Cinema Massimo, 27 marzo), un convegno internazionale sulla dimensione politica e psicologica degli stereotipi razziali (25 e 26 marzo) e un workshop (21 e 22 marzo), entrambi a cura di Luca Morena, con la partecipazione di studenti dell’Accademia Albertina e della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. Al workshop parteciperà anche la giornalista e scrittrice Rebecca Walker che poi introdurrà la figura di Kara nel convegno e presenterà il suo ultimo libro al Circolo dei Lettori.
Kara Walker, che sarà presente a tutti gli eventi, si confronterà con lo spazio della Fondazione Merz presentando cut papers in libere evoluzioni sulle pareti, una video-installazione, disegni, collage e tempere. Il progetto che la coinvolge è incentrato sulla memoria mitica che prende forma nel suo lavoro, una memoria in costante metamorfosi in cui la dimensione biografica si colloca in connessione con l’esperienza collettiva. Una vicenda storica come quella della nascita della comunità afroamericana negli Stati Uniti, legata a secoli di schiavitù e alla successiva difficile integrazione razziale diventa materia dalla quale Kara Walker può attingere per i suoi racconti figurativi, giocati sull’ombra, sulla sagoma. Le sue silhouette nere si muovono in una terra visionaria e metaforica, tra giorno/notte e luce/buio. Storie ferocemente realistiche, allegorie dallo humor nero rappresentate in installazioni, video, scenografie, marionette, ombre cinetiche, wall drawing, collage su vari supporti, dal muro alla tela. Ma anche disegni, tempere, miniature e grandi dimensioni per racconti dinamici che aleggiano in una dimensione in cui il grottesco sfiora il dramma.
In un anno come il 2011 che sarà per l’Italia e per Torino l’anno della memoria, le storie di Kara Walker diventano mito, fiaba e pur avendo radici precise, assurgono a narrazioni universali.

m.m.

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fino al 10 luglio 2011

Tamara De Lempicka

Roma, complesso del Vittoriano,
aperta dal lunedì al giovedì dalle 9,30 alle 19,30,
venerdì e sabato dalle 9,30 alle 23,30, domenica dalle 9,30 alle 20,30,

Tamara De Lempicka è stata moderna e internazionale già negli anni Venti e
Trenta del Novecento, conosciuta in Europa e America del nord e del sud.
La sua produzione è un ossimoro, come ha rilevato la curatrice Gioia Mori,
perchè parte da una formazione classica sull'antico (sull'arte italiana in particolare, il suo preferito è Carpaccio) ma ha un grande amore per il moderno, l'acciaio, la lucentezza. Moderno al quale si avvicina non in modo accademico, perchè pesca elementi dalle altre arti, come il cinema, la grafica, l'arredo, la moda, la fotografia. Anticipando la pop art e Andy Warhol, lavora al tempo stesso su una cultura “alta” e su una cultura “bassa”.
Il percorso in mostra inizia con alcune foto giovanili, degli anni Venti (lei era nata nel 1898 circa): Tamara ha occhi allungati, pose da diva, abiti modernissimi. I dipinti di quegli anni sono tradizionali, con connotati mutuati dal cubismo, le linee rigide e gli angoli evidenziati (“Il cinese” e “La strada nella notte”), oppure con le forme ovaleggianti di Matisse (“Maternità”, “Nudo seduto di profilo” e “Nudo seduto”), o con una ascendenza dal post-impressionismo e dall'espressionismo (“Ritratto di bambina con il suo orsacchiotto” e “La bohémienne”). Nelle pose, soprattutto dei nudi, è chiara
la memoria della cultura italiana, soprattutto del Rinascimento e del Barocco.
In quegli anni è all'inizio allieva di Denis e Lhote, ma presto si rende autonoma, originalissima.
Molte opere del percorso romano sono le stesse della mostra di Milano, ma qui il numero maggiore di pezzi e la più ampia sezione sul secondo dopoguerra fanno la differenza. Inoltre una sezione di arte polacca costituisce un confronto assai interessante, in quanto Tamara si era sempre sentita tale e a Parigi era stata la “rappresentante di fatto” della comunità degli esiliati.

m.m.

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15 - 29 marzo 2011

Nature Revisited di Alberto de Braud
Different landscapes di Roberta Lozzi
presentazioni di Nicola Galvan e Paola Noè

Quintocortile
Viale Bligny 42 - 20136 Milano

inaugurazione: martedì 15 marzo ore 18
orario: da martedì a venerdì dalle 17,00 alle 19.00                

Alberto de Braud, filo conduttore delle opere di Alberto de Braud rimane il concetto di idea metaforica che lega il suo lavoro di scultore all’accumulazione, alla sequenza, alla moltiplicazione. Nei lavori in mostra presso la galleria Quintocortile di Milano , le opere decontestualizzate si rincorrono tra la dimensione del gioco e una realtà in bilico ironica e bizzarra. Tale processo fornisce allo spettatore solo frammenti della realtà, segni vuoti senza senso, che montati insieme assumono un significato nuovo, arbitrario ed imposto dall’artista.
Roberta Lozzi, in questa mostra vengono esposti per la prima volta i collage della serie "different landscapes" accompagnati da una grande tela realizzata con la medesima tecnica.
I lavori su carta sono quasi tutti di dimensione A4 e sono stati realizzati mescolando il collage e la pittura assemblati con fotocopie di vecchi disegni e fotografie realizzate durante alcuni viaggi. E sono proprio queste ultime che, anche se nascoste e a volte poco visibili, conferiscono alla serie una atmosfera da "paesaggio diverso".
               
m.m.

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dall’8 marzo al 2 aprile 2011

Voto e libertà
IL MOVIMENTO DELLE SUFFRAGETTE INGLESI

LA CASA DI VETRO - via Luisa Sanfelice 3 - Milano

INAUGURAZIONE 8 MARZO 2011 dalle 19.00

A Milano presso La Casa di Vetro di via Luisa Sanfelice 3, per ricordare la storia delle conquiste civili e sociali delle donne, si inaugura l’8 marzo alle ore 19.00 la mostra fotografica Voto e Libertà – Il movimento delle suffragette inglesi. Organizzata da Eff&Ci-Facciamo Cose, realizzata con immagini di Tips Images (provenienti dagli archivi inglesi di Heritage Images e Science and Society Picture Library), l’esposizione racconta la parabola storica del movimento femminile inglese tra la fine dell’800 e i primi del ‘900. All’inaugurazione è prevista una presentazione della mostra con il curatore Alessandro Luigi Perna che racconterà brevemente la storia del movimento femminile inglese dai suoi esordi ottocenteschi alla conquista del suffragio universale. Ad affiancarlo ci sarà Guido Alberto Rossi che presenterà gli archivi inglesi da cui sono tratte le immagini distribuite in esclusiva in Italia da Tips Images.

LE SUFFRAGETTE INGLESI – Il termine suffragette fu coniato per la prima volta dal giornale inglese Daily Mail come etichetta denigratoria delle militanti nel movimento femminile che tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 chiedevano il suffragio, cioè il diritto di voto, anche per le donne. Ma invece che respingerlo le militanti se ne fregiarono e presero a riferirsi alle loro compagne negli stessi termini. A chiedere uguaglianza nei diritti politici con gli uomini erano soprattutto donne provenienti dalla media borghesia, sempre più emancipate culturalmente ma frustrate dalla loro condizione economica e sociale. Alla richiesta del voto infatti affiancavano anche la rivendicazione di pari diritti civili e la possibilità di svolgere le stesse professioni degli uomini. Il movimento si sviluppò velocemente in tutti i paesi di cultura anglosassone e in particolare in Gran Bretagna, negli Stati Uniti e Nuova Zelanda. Ma se in America il movimento ebbe sempre caratteri pacifici, in Inghilterra si radicalizzò. Assistendo spesso alla repressione violenta delle loro manifestazioni con cariche della polizia e arresti, le suffragettes inglesi passarono infatti a forme di protesta più cruente danneggiando, durante la cosiddetta “Guerra delle Vetrine” del 1912, moltissimi negozi di Londra con sassi, spranghe e perfino ordigni esplosivi. Nel 1913 il movimento inglese delle suffragettes ebbe anche la sua prima martire: la giovane Emily Davinson si gettò sotto le ruote della carrozza reale durante un derby ippico e rimase uccisa. Le militanti in carcere, a seguito di quell’episodio, iniziarono uno sciopero della fame che scosse il paese. Le suffragette inglesi vinsero la loro guerra 5 anni più tardi: nel 1918 il parlamento britannico approvò infatti la proposta del diritto di voto limitato alle mogli dei capifamiglia al di sopra dei 30 anni. E infine il 2 luglio 1928 il suffragio fu esteso a tutte le donne.

Orari d’apertura della mostra: Da lunedì a venerdì: dalle 10.00 alle 13.00
Sabato: dalle 14.30 alle 18.30

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dal 9 al 24 marzo 2011


1861 – 2011 Testimone dell’Unità d’Italia
Una riflessione,  testimonianza, meditazione, una possibile visione neo-risorgimentale.
Mostra di Mail Art ( Arte postale)
Palazzo del Municipio Via Roma 18 Corsico ( Milano)  


Inaugurazione: Mercoledì 9 marzo 2011 alle ore 17 
Orari di apertura: dal lunedì al giovedì: 9 – 12; 14 – 16; venerdì 9 – 13
Con interventi di:
Maria Ferrucci, sindaca di Corsico
Silvana Gatta, presidente di Galassia
Rosanna Veronesi, progettista
Performance di lettura: Dianella Stabilini
Presentazione: 
Nell’ambito della Notte tricolore, organizzata dalla città di Corsico, si svolgerà un momento collettivo con interventi dell’amministrazione e del collettivo di curatrici, artiste ed artisti partecipanti 
Performance di lettura: Dianella Stabilini
Progetto e direzione artistica: Rosanna Veronesi in collaborazione con Gretel Fehr, Ornella Garbin, Angelo Riviello
Allestimento: a cura dell’associazione di donne Galassia con il supporto dell’Ufficio allestimenti della città di Corsico

L’associazione di donne Galassia ha deciso di partecipare alla Notte tricolore organizzando l’esposizione di una mostra di arte postale sull’Unità d’Italia. L’associazione e il comune saranno quindi testimoni dell’iniziativa. 
Il lavoro, la passione e la determinazione di tante donne e di tanti uomini hanno permesso che, attraverso momenti di riflessione e di lotta ma anche di profondo dolore, una serie di regni divisi divenisse un’entità nazionale.
Obiettivo della convocazione di arte postale è stato quello di dare  luogo ad una nuova identità riscoprendo quella traccia che metta in gioco il sentimento unitario secondo  “l’Arte degli italiani e delle italiane”
Sono stati raccolti, secondo le note regole della Mail Art ( né restituzione, né tasse, né vendita, né giuria)   lavori bidimensionali realizzati  nel formato A4 ( cm 21 x 29,7) da donne e uomini operanti nel campo dell’arte e della scrittura.
Le opere, suddivise in due gruppi, saranno esposte in una prima presentazione dal 9 al 16 e in una seconda dal 16 al 24 marzo.

Le opere, dopo la prima esposizione a Corsico,  seguiranno il lungo itinerario italiano dove verranno fotografate e documentate per dare vita ad una lunga performance.

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dal 28 febbraio al 7 marzo 2011


Progetto, cura e coordinamento: Antonella Prota Giurleo
Allestimento: Gianmario Masala

Libri d'artista di
Maria Amalia Cangiano, Angelo Caruso, Marisa Cortese, Albino De Francesco, Giuseppe Denti, Pino Deodato, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Loredana Galante, Gino Gini, Antonella Goto, Ruggero Maggi, Marilde Magni, Nadia Magnabosco, Veronica Menni, Susanne Muller, Mari Jana Pervan, Antonella Prota Giurleo, Stefano Soddu, Antonio Sormani, Maria Grazia Zanmarchi, Martina Jelo.
Testo critico: Giuditta Deodato

Fotografie di
Jacopo Barsotti, Paola Bobba, Mirko Bozzato, Giuseppe Cafagna, Ludovica Cattaneo, Roberto Ceriani, Margherita Del Piano, Ivano De Ponti, Patrizia Di Siro, anna Rosa Faina gavazzi, Luigia Introini, Laura Larmo, Pino Lia, Gianni Maffi, Emanuele Magri, Gianmario Masala, Anja Mattila Tolvanen, Maria Luisa Pani, Italo Passoni, Ilaria Pretto, Claudio Ravasi, Antonio Ria, Marco Ristuccia, Giovanni Rubino, Enza Tamborra, Giancarla Ugoccioni, Alessandro Vicario, Alessandra Vinci
Testo critico: Cristina Rossi

Orari di apertura: giorni feriali ore 9 -19; sabato ore 9 -13; domenica chiuso


Informazioni: Responsabile organizzazione: Giampaolo Vigolo giampaolo.vigolo@cgil.lombardia.it
Ufficio stampa Camera del Lavoro: Mariateresa Magenes magenes@lomb.cgil.it
Agesol per mostra libri d'artista: Licia Roselli direzione@agesol.it
Si ringraziano per la collaborazione: le donne e gli uomini che lavorano presso la sede della CGIL milanese, le categorie presenti in Camera del lavoro e l'Archivio del lavoro a Sesto San Giovanni


Una mostra, composta da due mostre, che partono da un presupposto comune: la consegna alle artiste e agli artisti di qualcosa da esaminare, da trasformare.
Nel primo caso ( la mostra fotografica organizzata dalla Camera del Lavoro Metropolitana di Milano) il "qualcosa" consegnato è il luogo stesso dell'agire della CGIL. Un luogo che è stato visitato, studiato, indagato nelle sue forme e nelle persone che lo vivono e restituito alla visione collettiva da parte di ventotto tra fotografe e fotografi.
Nella seconda ipotesi (la mostra di libri d'artista proposta da Agesol e realizzata in collaborazione con la CGIL milanese) un testo, La custode, è stato trasformato dalle mani di ventitre tra artiste e artisti. Non a caso il testo è di Sonia Savioli, fotografa ufficiale della Camera del lavoro dal 1981 al 1986.

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6 marzo 2011- ore 18,30

"DARKLADIES" di Nadia Magnabosco e Marilde Magni


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dal 18/2/2011 al 1/5/2011

Valie Export

Museion - Museo d'Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano
Bolzano - via Dante, 6

a cura di Angelika Nollert
Una mostra del Belvedere, Vienna e del Lentos Kunstmuseum Linz
La presentazione a Bolzano è a cura di VALIE EXPORT e Letizia Ragaglia

L’artista VALIE EXPORT apre con un’ampia personale il programma mostre 2011 a Museion. Prosegue così il percorso espositivo delineato nel 2010, con uno sguardo rivolto alla produzione artistica femminile e al linguaggio della scultura in senso allargato.
La violenza, la ferita, l’immagine della donna e il suo adeguarsi e modellarsi attraverso il contesto fisico e sociale: tutti temi di grande attualità, da sempre al centro della riflessione di VALIE EXPORT, al secolo Waltraud Höllinger (Linz, 1940). L’artista, che nel 1967 ha rinunciato al proprio nome per assumere una nuova identità ispirata al pacchetto delle famose sigarette austriache Smart Export, ha realizzato, in più di quattro decenni di attività, una vasta e omogenea produzione. Con un linguaggio formale innovativo e contenuti sempre attuali, VALIE EXPORT si è espressa con performance, azioni, fotografie, film, expanded cinema, sculture, testi e installazioni. Le sue opere giovanili dal forte impegno femminista – per cui fu osannata e aspramente criticata al contempo - come le provocatorie performance Tapp und Tastkino (letteralmente cinema da tastare e da palpare) e le Aktionshose: Genitalpanik (Pantaloni d’azione: panico genitale), sono diventate da tempo vere e proprie icone della storia dell’arte.
La mostra a Museion si sofferma sulla produzione degli ultimi 20 anni e abbraccia anche lavori meno conosciuti dell’artista. Il percorso è sganciato da ogni griglia cronologica: in una prospettiva di “controtempo”, le opere suggeriscono temi legati a lavori precedenti attraverso una parentela formale o perché ne rappresentano una prosecuzione ideale. Ne scaturisce così uno sguardo più ampio sull’intera creazione artistica di VALIE EXPORT.
La violenza, la ferita, l'immagine della donna e il suo adeguarsi e modellarsi attraverso il contesto fisico e sociale sono i temi da sempre al centro della riflessione dell'artista. La mostra si sofferma sulla produzione degli ultimi 20 anni in un percorso sganciato da ogni griglia cronologica. Ne scaturisce cosi' uno sguardo piu' ampio sull'intera creazione artistica di Export. In mostra diverse opere fotografiche dalle famose serie anni '70 come le storiche 'Aktionshose: Genitalpanik', grandi installazioni, video scioccanti sulle esecuzioni capitali in Cina e sugli attacchi militari nella guerra in Iraq, sculture e diversi disegni.

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Venerdi 11 febbraio 2011 - ore 18

MAURO CARRERA (Storico dell'Arte) presenterà
Il Libro d'artista (Livre précieux)

HYPATIE d'ALEXANDRIE
di Fernanda FEDI

(8 xilografie con interventi originali)

LIBRERIA BOCCA
Galleria Vittorio Emanuele II
20121 Milano

Testo poetico di Raphael Monticelli (poeta/letterato francese)
Testo critico di Mauro Carrera
Editions La Diane Française - Nice


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fino al 12 giugno 2011

"CARLA ACCARDI Segno e trasparenza".



Fondazione Puglisi Cosentino
(Palazzo Valle, via Vittorio Emanuele 122)

Catania

Orario: dal martedì alla domenica 10-13.00; 16.00-19.30
il sabato sino alle 21.30, chiuso il lunedì

La Fondazione che Alfio Puglisi Cosentino ha creato a Palazzo Valle, nel cuore di Catania, propone, dal 6 febbraio al 12 giugno 2011, una grande mostra di Carla Accardi curata da Luca Massimo Barbero.
Sarà una mostra assolutamente irrepetibile: l'artista, infatti, ne è doppiamente protagonista: con le sue opere ma anche con una sua personale interpretazione delle architetture e degli spazi dello storico Palazzo, capolavoro del Vaccarini, per i quali ha appositamente realizzato un lavoro che sarà esposto nell'ultima sala e Vie alternative, grande opera permanente in ceramica per il cortile. Una grande mostra-installazione, quindi.
Lungo questo percorso attraverso il Palazzo, si intrecceranno e susseguiranno in un ordine ideale i suoi primi lavori sul dialogo tra spazio, segno e colore, sino alle sperimentali superfici trasparenti di sicofoil, su cui dipinge, e alle articolate installazioni di grande dimensione. Carla Accardi (Trapani, 1924) vive e lavora a Roma dal 1946. Ha partecipato al gruppo romano Forma dal 1947 ed è considerata uno tra i protagonisti dell'arte astratta italiana dal secondo dopoguerra: dal 1948 ha partecipato in più occasioni alla Biennale di Venezia. Il suo lavoro si fonda sulla feconda interazione tra segno, superficie, luce e colore, che si dirama in realizzazioni che spaziano dal dipinto all'installazione.
Le prime sale della mostra saranno dedicate alle articolazioni di quelli che possono essere definiti i "segni cromatici" della Accardi, che iniziano a proliferare sulle tele dei primi anni Cinquanta in configurazioni libere e distese, per poi assumere alla metà del decennio la caratteristica bicromia del positivo / negativo, che determina la superficie tra bianco e nero. Un intenzionale scarto cronologico, nella medesima sala, mette in relazione questi lavori con l'installazione Casa Labirinto del 1999-2000, opera percorribile in cui il plexiglas è attraversato da segni grigi e neri, proponendo un confronto diretto tra le diramate stagioni espressive di Accardi.
Dopo una sala dedicata alla serie delle opere a sviluppo centrico, denominate "tondi" o "cervelli", la mostra concentrerà la propria attenzione sulla strutturazione del segno in griglie e regolarità ritmiche, di cui oggi si può leggere la straordinaria attualità sia cromatica sia linguistica. Anche per queste ragioni, la mostra approfondisce in modo inedito e come mai in precedenza la fisicità del dialogo tra segno e trasparenza nel lavoro di Accardi: si concentra così in particolare sulle opere realizzate su sicofoil, che vanno dai lavori su telaio rettangolare o quadrato, agli accenni installativi dei telai sagomati, alle vere e proprie realizzazioni in chiave ambientale oltre il dipinto.
A sottolineare questa tensione ambientale del lavoro di Accardi, l'intero itinerario della mostra è concepito come un percorso nel Palazzo che dialoga con la fisicità stessa delle sue sale, anche attraverso opere recenti e realizzate per l'occasione, come la grande superficie di ceramica concepita per il suo cortile. Il tracciato dell'esposizione sarà inoltre punteggiato da installazioni collocate in relazione con l'architettura e con le opere alle pareti, come ad esempio Rotoli (1965-69), Cilindrocono (1972), Paravento (1972), la serie dei Coni in maiolica (2004), Si dividono invano (2006).
Al piano superiore, la mostra presenta una straordinaria sala dedicata ai grandi dipinti realizzati dall'artista per la sua sala personale alla Biennale di Venezia del 1988, per culminare con Pavimento in ceramica (2007), grande lavoro che realizza la fusione di architettura e segno: pavimento di piastrelle in gres dipinto, con segni alternati di colore verde e cobalto su sfondo bianco, che intende anche rimandare a un forte legame con la tradizione creativa delle arti applicate in Sicilia ed è stata realizzata a quattro mani con Gianna Nannini, che ha concepito per essa un suo brano come specifica presenza sonora parallela a quella visiva.
 
La mostra realizzata in collaborazione con lo Studio Accardi, sede dell'archivio dell'artista, RAM radio arte mobile di Roma, sua principale galleria di riferimento e ZERYNTHIA Associazione per l'Arte Contemporanea, è il primo grande evento espositivo dell'artista in Italia dopo la serie di significative mostre internazionali che le sono state dedicate, come quella al Centro Cultural Recoleta di Buenos Aires.

vedi Carla Accardi: colore, luce, trasparenza di Fabrizio D'Amico

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dal 29 gennaio al 6 marzo 2011

Shirin Neshat

«WOMEN WHITOUT MEN/
DONNE SENZA UOMINI»

Palazzo Reale. Sala delle Cariatidi. Piazza Duomo 12. Milano

Orari: lun. 14.30-19.30; da mar. a dom. 9.30–19.30;
gio. e sab. 9.30–22.30

Zarin, Faezeh, Farokh Legha, Munis e Mahdokht sono circondate da maschi, clienti, mariti, fratelli, eppure sono «Donne senza uomini», sole, a tratti impaurite, spesso tristi, donne che fanno i conti quotidianamente con una realtà stretta e avvilente alla quale è difficile arrendersi. Le loro storie, partite dall'Iran, sono passate da Venezia (dove nel 2009, sotto forma di lungometraggio, hanno vinto il Leone d'oro) e il 28 gennaio arriveranno a Milano, a Palazzo Reale. Le condurrà per mano un'artista d'eccezione, ora anche regista, la bellissima Shirin Neshat (Qazvin, Iran, 1957).

L'autrice ha creato un progetto ad hoc per la Sala delle Cariatidi, un lungo nastro composto da quindici video in cui le cinque protagoniste vivranno le loro storie. Immagini e suoni che si muoveranno in sincrono dando vita a un racconto uniforme e poetico, accompagnato dalle musiche di Ryuichi Sakamoto e Sussan Deyhim. «I protagonisti dei miei lavori sono sempre stati i concetti, le idee, di solito usavo le presenze umane come statue, come puri elementi rappresentativi», racconta la video artista. «In questo in caso, invece, le persone e le loro storie hanno preso il sopravvento, tanto che a un certo punto ho sentito l'esigenza di fare un vero e proprio film». Tutto nasce da un romanzo, «Donne senza uomini», pubblicato nel 1989 dalla scrittrice iraniana Shahnush Parsipur e ambientato nell'Iran del colpo di stato del 1953. Bandito in patria, il libro passa di mano in mano conquistando fuori dal suo Paese forza e notorietà, Shirin Neshat se ne innamora e comincia a lavorare a un progetto artistico vasto e articolato che la tiene impegnata dal 2004 al 2008.

Da questo lungo lavoro di ricerca nascono il film e una videoinstallazione, che si colloca come un continuum naturale rispetto alle altre opere dell'artista, da sempre impegnata sul fronte femminile. «Studiare e vivere all'estero, negli Stati Uniti, mi ha permesso di guardare al mio Paese in modo lucido e distaccato, ma anche con un sottofondo costante di nostalgia e desiderio». Nostalgia e desiderio che diventano rabbia e riflessione profonda quando nel 1990, tornando in patria, scopre un Iran schiacciato e sopraffatto, in cui soprattutto le donne hanno perso gran parte della loro libertà. Shirin allora indossa un chador, si procura delle armi, si dipinge mani e piedi con frasi di poetesse iraniane e comincia a fotografarsi. Questo lavoro, «Women of Allah», segna la svolta nella sua carriera, l'inizio di un percorso fatto di poesia estetica e di forti contenuti ideali, sociali e politici.

Irene Lasalvia

vedi Le libere donne di Teheran nel film dell'esule Neshat
di Barbara Casavecchia

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dal 4 al 6 febbraio 2011

I Bambini  e le Donne della SHOAH
“Nelly e il gomitolo rosso” e “Come una rana d’inverno”


Taurisano (Lecce)

Mostra di libri d’artista
a cura di Maddalena Castegnaro ed Enrico Rapinese,
Associazione culturale VerbaManent-Presìdio del Libro “idromele”

Inaugurazione Mostra 4 febbraio,  ore 19
  4-5 febbraio , ore 19-21; 
6 febbraio, ore 10-13

Artiste e artisti: Loredana Alberti,  Francesca Amat, Rossella Andriani,   Patrizia Battaglia, Luisa Bergamini, Roberto Bergamo,  Carla Bertola, Flora Bisceglie, Anna Boschi,   Cecilia Bossi,   Luciana Bratina,  Lamberto Caravita, Alda Carletti, Mara Caruso,  Loriana Castano, Maddalena Castegnaro, Daniela Cecere,  Chen Li, Paolo Chirco , Carmela Corsitto ,Rita Costato Costantini, Eleonora Cumer, Filli Cusenza,   Crescenzio D’Ambrosio,  Sara Davidovics,  Fabio De Donno, Lorena De Leo, Fausta Dossi, Francesca Genna, Juan Arias Gonano, Luisa Grimani,   Benedetta Jandolo, Beatrice Landucci,  Oronzo Liuzzi, Pamela Maglie, Matteo Manduzio, Angela Marchionni,  Francesca Mazzotta,  Loredana Milici, Luigi Pasquali, Beatrice Pastorio,  Chiara Pellegrini, Antonella Prota Giurleo,  Rosella Quintini,  ElisaRossini, Seo Yun Jung, Lucia Spagnuolo, Michele Stasi, Grazia Tagliente,  EttoreTomas, Maria Grazia Zanmarchi

 “Nelly e il gomitolo rosso” e “Come una rana d’inverno” danno il titolo a una serie di Mostre itineranti di libri d’artista manufatti dedicati ai Bambini e alle Donne della Shoah che 53 artisti italiani e stranieri hanno creato su invito dell’Associazione culturale VerbaManent-Presìdio del Libro Idromele di Sannicola (LECCE) all’interno del Progetto Regionale  Mese della Memoria.
Gli artisti, ispirandosi a storie figure immagini  documenti oggetti canzoni, hanno evocato e rappresentato volti, ricordi, voci, silenzi di donne e bambini  annullati  nei loro sogni, desideri, dignità nel vivere e hanno reso palpabili i loro vuoti neri, l’annientamento della loro umanità e la loro stessa invisibilità.
Libri, o meglio opere libro,  che nella diversità dei materiali, delle forme, dei  significati, possono essere guardati, percepiti, ascoltati, toccati  solo da coloro che nel silenzio si dispongano ad accoglierli tra le mani in una relazione di speciale intimità.
Prima tappa espositiva a Taurisano all’interno della Manifestazione “Voci e figure della Memoria”organizzata dall’Associazione “Lavori in corso” e patrocinata dall’Amministrazione comunale. La mostra, curata da Maddalena Castegnaro ed Enrico Rapinese, sarà arricchita da videoproiezioni, letture, note informative, e descrizioni di ogni opera.

Nelle mattinate previste visite per le scolaresche

m.m.

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dal 24 al 28 gennaio 2011

Installazione "Il bucato"
Loggia dei Mercanti - Milano


a sostegno iniziative Fiom Milano

 

L’installazione "Il bucato" è costituita da una serie di corde sulle quali, con le comuni mollette da bucato, sono appesi messaggi, disegni, fotografie, elaborati artistici realizzati da donne e uomini che desiderano esprimere il proprio sostegno all’iniziativa della FIOM perché percepiscono il diritto al lavoro e alla dignità come essenziali ed indivisibili.

"Una pagoda, ubicata di fronte alla Loggia dei Mercanti ha costituito la base di una serie di iniziative organizzate dalla FIOM di Milano per far conoscere le motivazioni alla base dello sciopero generale dei metalmeccanici per il 28 gennaio.
Tra le iniziative proposte una performance e un'installazione.
La performance, Alla catena di montaggio, ha previsto la partecipazione di visitatori e visitatrici che, indossati per alcuni minuti i panni di un'operaia o di un operaio alla catena, hanno realizzato, in tempi e modi definiti, un pezzo determinato.
L'installazione, Il bucato, è stata realizzata con una serie di corde sulle quali, con le comuni mollette da bucato, sono stati appesi messaggi, disegni, fotografie, elaborati artistici realizzati da donne e uomini che hanno voluto sostenere il diritto al lavoro e alla dignità personale come essenziali ed indivisibili.
Tra gli elaborati artistici pervenuti quelli di Caterina Davinio, Gretel Fehr, Ornella Garbin, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Elisa Mazza, Maria Luisa Pani, Giovanni Rubino, Rosanna Veronesi e Alfredo West Ocampo; tra le fotografie quelle di Giuliana Bellini, di Ivano De Ponti e di Francesca Valente; tra i testi quelli di Maria Carla Baroni, Silvana Gatta, Debora Lami e Maddalena Robustelli. A questi sono stati affiancati testi poetici di Gabriella Lazzerini e di Gioconda Belli e gli articoli 1, 3, 4 e 9 della Costituzione italiana.
Immagini e testi costituiscono una miscellanea di messaggi che restituiscono il senso di una richiesta di progetto per una società nella quale beni, saperi e poteri siano condivisi e diffusi. "
                                                                                         Antonella Prota Giurleo
(testo scritto per il sito della FIOM milanese)


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25 gennaio - 8 febbraio 2011

Universo minimo di Loriana Castano
Vado al mare in bassa stagione di Silvia Manazza
presentazioni di Francesca Pensa e Donatella Airoldi
 

  

Quintocortile
Viale Bligny 42 - 20136 Milano  

Una doppia mostra personale con due grandi installazioni che ci parlano di cielo e di mare.

Loriana Castano, migliaia di piccoli segni si articolano su una superficie verticale di quattro metri per quattro. Un universo emblematico che stravolge tutte le dimensioni conosciute per condurci in inusitati altrove.

Silvia Manazza, una sorta di Wunderkammer ironica e suggestiva realizzata utilizzando fodere imbottite di materassi a righe con la forma di oggetti di mare.  Ma sono solo apparenze, ciò che ne risulta è un mondo paradossale al limite dell'indecifrabile.

                                      
                   inaugurazione: martedì 25 gennaio ore 18                       
 finissage:  martedì 8 febbraio alle ore 18
con la presentazione dei cataloghi
orario: da martedì a venerdì dalle 17,00 alle 19,00

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SABATO 22 GENNAIO 2010

Regione Lombardia
Il Consiglio Associazione Consiglieri Regionali della Lombardia
presenta il Convegno:

"IL CIBO: RISORSA, RISCHIO, CULTURA E ARTE"
VIAGGIO ALLA SCOPERTA DEI SIGNIFICATI E DEI VISSUTI "ALIMENTARI" DI PERSONE E POPOLI

nadia_magnabosco
AUDITORIUM CASSA RURALE
Via Carcano 15 Treviglio (BG)
ORE 9,30

Cibo & Arte

Un approccio artistico al cibo a cura di Elisabetta PAGANI.
Partecipano gli artisti Giuliana BELLINI, Ruggero MAGGI,
Nadia MAGNABOSCO, Celina SPELTA

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fino al 30 gennaio 2011

Riflette sul rapporto tra ciò che usiamo per coprirci e gli ambienti che costruiamo, tra le nostre identità individuali e sociali e i contesti in cui ci troviamo a vivere.La mostra esplora il ruolo dell’abbigliamento nelle storie personali e culturali attraverso il lavoro di una trentina di artisti. Temi come l’appartenenza e la nazionalità, lo sradicamento e il confronto politico e sociale sono al centro del lavoro di Yinka Shonibare, Sharif Waked, Alicia Framis, Meschac Gaba, Dai Rees e Acconci Studio. L’importanza della performance nella presentazione della moda e dell’abbigliamento, e nel caratterizzare i ruoli che interpretiamo nella vita di tutti i giorni è presente nel lavoro di Hussein Chalayan, Gillian Wearing RA e Andreas Gursky, e molti altri. L’indagine sul ruolo dell’abbigliamento come mezzo espressivo è stata al centro della pratica artistica di diversi artisti contemporanei, e riveste una particolare importanza in quelli più attenti alle dinamiche sociali del loro tempo.

Artisti/designers: Marina Abramovic, Acconci Studio, Azra Aksamija, Maja Bajevic, Handan Börüteçene, Hussein Chalayan, Alicia Framis, Meschac Gaba, Marie-Ange Guilleminot, Andreas Gursky, Mella Jaarsma, Katerinaedá, Kimsooja, Claudia Losi, Susie MacMurray, Marcello Maloberti, La Maison Martin Margiela, Alexander McQueen, Yoko Ono, Maria Papadimitriou, Grayson Perry, Dai Rees, Cindy Sherman, Katerina Séda, Yinka Shonibare, Helen Storey, Rosemarie Trockel, Sharif Waked, Gillian Wearing RA, Yohji Yamamoto, Andrea Zittel.

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fino al 30 gennaio 2011

"Autoritratte, Artiste di capriccioso e destrissimo ingegno"

Sala delle Reali Poste, Piazzale degli Uffizi
Firenze

chiuso il lunedì; da martedì a domenica, 10-17
ingresso libero

Dal 17 dicembre fino al 30 gennaio alla Galleria degli Uffizi, presso le Reali Poste, è aperta la mostra, (per la serie de “I mai visti”, ovvero opere conservate nei depositi della Galleria), “Autoritratte, Artiste di capriccioso e destrissimo ingegno”.
Sono esposte circa 100 effigi di donne artiste, note e meno note, molte delle quali per la prima volta, provenienti dalla Collezione di autoritratti del museo fiorentino che conta circa 1700 opere. Dagli splendidi autoritratti allo specchio delle pittrici cinquecentesche alle recenti opere del novecento, un excursus attraverso i mutamenti stilistici, le tecniche e gli orientamenti dell’arte al femminile.

Ottanta i nomi delle artiste in mostra, 60 le “storiche” – dalla Tintoretta a Lavinia Fontana, Rosalba Carriera o Elisabeth Vigée Le Brun fino alle meno note Marianna Waldstein, Irene Parenti Duclos, Therese Schwartze Van Duyl, Elza Ransonnet Villez, Marie Collart Henrotin; ma anche Merret Oppenheim, Marie Laurencin, Kathe Kollowitz, Elisabeth Chaplin, Olga Carol Rama.
Un particolare significato assumono tre ritratti di ignote artiste, “da battezzarsi”, come scritto sul retro di una delle tele, i  cui nomi ci auguriamo possano tornare alla luce, come quello di una straordinaria giovane Maria Hadfield Cosway, riconosciuta recentemente ed esposta per la prima volta. Ai ritratti delle artiste storiche si aggiungeranno le ultime recentissime acquisizioni: 20 nuove artiste che la Galleria degli Uffizi ha invitato - per l’aggiornamento e il futuro della Collezione – alla donazione di un autoritratto.
La risposta è stata generosa e variata l’espressione, attraverso quei media, dall’olio, alla fotografia, al collage, all’arazzo, al video, alla scultura che si fanno strumenti della varietas creativa del secondo Novecento.
Così oggi gli autoritratti di Carla Accardi, Jenny Holzer, Vanessa Beecroft, Niki De Saint Phalle, Patti Smith, Francesca Woodmann, Ketty La Rocca, Alison Watt, Lynne Curran, Berline de Bruyckere, Nadia Berkani, Antonella Bussanich, Yayoi Kusama, Marilù Eustachio, Lucia Marcucci, Mirella Bentivoglio, Elisa Montessori, Tinca Stegovec, Giosetta Fioroni, Esther Ferrer assumono un ruolo di simbolica ‘compensazione’, esemplificando quante mutazioni di pensiero e di stile abbiano fecondato il secolo appena trascorso; e ciò proprio ad opera di tante donne risolute, impegnate, capaci d’esprimere ingegno e creatività

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fino al 14 febbraio 2011

Sabrina Mezzaqui

La realtà non è forte

Museo Civico d'Arte di Modena, Palazzo dei Musei, Piazzale Largo Sant'Agostino 337

E' stata inaugurata sabato 27 novembre alle ore 18.00 al Museo Civico d'Arte di Modena, l'installazione di Sabrina Mezzaqui dal titolo La realtà non è forte, nata come dialogo con una delle più importanti collezioni di tessuti d'Europa, la raccolta Gandini del Museo.
Un dialogo che ha rivelato fin dalle sue premesse un’intesa tra i valori e le pratiche artigianali del tessile e la poetica dell’artista bolognese che materializza pensieri desunti dalle tradizioni filosofiche, religiose e letterarie ricorrendo alla gestualità lenta e delicata del ricamo, del cucito e del ritaglio. Un percorso che riannoda il passato al presente suggerendo nuove chiavi di lettura e rinnovati percorsi mentali.
La mostra, curata dal Museo Civico d'Arte e dalla Galleria Civica di Modena, si colloca tra le iniziative organizzate nell'ambito del convegno internazionale Antiche trame, nuovi intrecci. Conoscere e comunicare le collezioni tessili (26-27 novembre 2010), dedicato alla valorizzazione delle raccolte tessili in ambito museale, promosso dal Museo Civico d'Arte di Modena in collaborazione con l'IBC e l'Università di Pisa.
L'intervento di Sabrina Mezzaqui all'interno della raccolta rimarca quanto il cucito, il ricamo e le tecniche affini connesse a quest'arte antica costituiscano gli archetipi di un linguaggio che trova ampio e consapevole spazio di espressione nell'arte contemporanea.
Il dialogo con la collezione pone l'accento su alcuni nodi centrali legati ad una pratica spesso giudicata marginale per le sue implicazioni con l'artigianato artistico e la sfera domestica. Il ricamo, tra il novero dei contemporanei mezzi espressivi, pone in evidenza il recupero di una dimensione che vede nel lavoro manuale, lento e paziente, una modalità espressiva che fa da controcampo alla velocità vorticosa del mondo moderno; modalità che evidenzia non solo una tendenza dell’arte contemporanea, ma anche la trasformazione di una pratica decorativa e artigianale, confinata per secoli “nell’oscurità della maestria femminile”, in un linguaggio autonomo che evoca un bisogno estetico, simbolo di una necessità quotidiana.
Il titolo dell'installazione è ripreso da una frase di Hannah Arendt tratta da Le origini del totalitarismo (1948): “La realtà non è tenace, non è forte, ha bisogno della nostra protezione”.
Tra rari tessuti, sontuosi velluti, raffinati damaschi, splendide sete e merletti, galloni, nastri, frange e ricami antichi, conservati negli arredi originali, l'artista dispone le sue opere che si confrontano con la raccolta in modo silenzioso, esaltando il piacere inaspettato della scoperta.
Si dispiegano così alcuni significativi oggetti, frutto della produzione artistica più recente della Mezzaqui, dove la pratica del ricamo è intimamente permeata dall'elemento della scrittura: l'installazione raccoglie infatti opere come Sentinella, un libro in pagine di stoffa ricamate con fiori e appunti autografi dell'artista, Mettere a dimora, motivi floreali ricavati dal paziente ritaglio dei soli profili tracciati su cartoncino che dialogano con il lemma “pianta-piantare” del vocabolario; frasi ricamate che ricordano effimere architetture; alcuni libri realizzati interamente a mano con la trascrizione meticolosa dei testi e dell’impostazione tipografica dei Quaderni di Simone Weil, work in progress, attraverso il quale l’artista ne assimila il senso e il ritmo, divenendo un condotto tra la parola letta e quella scritta.
L’interesse della Mezzaqui per le continue correlazioni fra letteratura ed esperienza quotidiana diventa parte di una filosofia artistica che unisce universalità e intimismo in un’eleganza formale di grande suggestione.

Note biografiche

Sabrina Mezzaqui è nata a Bologna nel 1964; vive e lavora a Marzabotto (BO). La sua formazione artistica si svolge dapprima all’Istituto Statale d’Arte di Bologna e poi all’Accademia di Belle Arti di Bologna dove consegue il diploma nel 1993. Artista eclettica nella scelta delle tecniche e delle iconografie, ama operare sui materiali e sulle ritualità del quotidiano, evidenziando la tendenza a procedere secondo una gestualità reiterata, nel recupero di pratiche come il ricamo, l'intaglio, la tessitura. Nelle sue opere il fare traduce nella materia stessa un senso del tempo dilatato e legato ai ritmi del lavoro manuale dove appaiono una forte componente narrativa e raffinatezze e sensibilità liriche. I suoi esordi artistici risalgono alla metà degli anni Novanta, soprattutto nell'ambiente bolognese dove hanno luogo le prime mostre personali alla Galleria Graffio (1996, 1997, 1998). Oltre alla personale tenuta alla GAM di Torino nel 2006, presenta alcune importanti personali grazie alla collaborazione con la Galleria Massimo Minini di Brescia (Messaggi inviati, 1999; Il pomeriggio è troppo azzurro, 2001; Quando le parole atterrano, 2006; Giocatori di perle, 2010) e con la Galleria Continua di San Gimignano (Carezze, 2001; Ecco adesso, 2004; Sottolineature, 2005; Mettere a dimora, 2008). Ha esposto in occasione di numerose mostre collettive in spazi pubblici e no profit in Italia (tra cui Galleria d'Arte Moderna di Bologna; Palazzo delle Papesse a Siena; Museion, Bolzano; Viafarini e Careof, Milano; MAN, Nuoro) e all'estero (PS1, New York; Musée Art Modern, Saint Etienne). Il suo lavoro è orientato anche verso il mezzo del video con cui ha partecipato a numerosi eventi e rassegne.

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prosegue fino al 21 febbraio 2011

elles@centrepompidou

artistes femmes dans les collections du Musée national d'art moderne

Centre Pompidou- Paris

vedi Pensieri sparsi di Antonella Prota Giurleo

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dal 20 al 30 gennaio 2011

Anja Mattila-Tolvanen
Atrio dell’anima


Gheroartè - Via Gramsci 4  - Ex Stazione FS  - Corsico (Mi)

Inaugurazione: giovedì 20 gennaio 2011 dalle ore 17,30 alle ore 21. Sarà presente l’artista che leggerà alcune sue poesie in lingua originale. Performance: letture di Federica Condè, Clara Oliveti e Dianella Stabilini; musiche di Petri Loues
Testo di presentazione: Patrizia di Siro e Antonella Prota Giurleo
Durata: sino al 30 gennaio 2011
Orari: da martedì a domenica, dalle 16 alle 20 su appuntamento; lunedì chiuso
Informazioni: 02 45 10 31 13 3494759779 3334333040 www.gheroarte.com
Patrocini: Ambasciata di Finlandia di Roma e Consolato di Finlandia di Milano,

Casa editrice Iperborea di Milano, associazione di donne Galassia

Martedì 25 gennaio dalle ore 16 alle ore 17,30
Antonella Prota Giurleo presenta il testo Arte nella natura di Tove Jansson

               
Le fotografie esposte in mostra sono state scattate in uno spazio limitato, un’area circolare del diametro di circa cinque chilometri nel paesaggio che circonda l’abitazione dell’artista.
Anja ha cercato di riprendere quelle piccole cose che sono spesso impercettibili ma che fanno della vita una continua avventura.
Riflessi, luci, ombre, spesso opposti e complementari le une agli altri in una ricerca continua di rapporto con la natura e con la spiritualità ad essa connessa. Per l’artista non è tanto importante ciò che le foto rappresentano ma che significato hanno e cosa comunicano.
Nell’ambito della mostra saranno presentati anche alcune poesie dell’artista finlandese; i testi, tradotti dal Finlandese all’Italiano da Paul Tiilila, sono stati rivisti da Dianella Ersilia Stabilini.

Anja Mattila-Tolvanen, fotografa e poeta finlandese, ha al suo attivo diverse  mostre personali realizzate tra il 2009 e il 2010 a  Pälkäne e a Kangasala, in spazi espositivi pubblici e privati.  Negli stessi luoghi ha partecipato a simposi internazionali d’arte organizzati da  European Cultural Foundation.
Come mailartista ha esposto negli Stati Uniti, in Argentina, in Francia e ha partecipato alla convocazione di arte postale sul tema Acqua bene comune che si è svolta a Corsico.
Suoi testi poetici e letterari sono stati presentati in diverse occasioni ricevendo menzioni e premi letterari.

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1- 5 dicembre 2010

6 ° Salone Internazionale del Libro d'Artista

 


Central House of Artists (Krimsky Val, 10, Mezzanino, sala № 3)
Mosca

Curatore: Michail Pogarskij
Organizzatori: Design Studio "Triangular Wheel", Galleria "Oggetti d’Arte”
Comitato dei curatori: Michail Pogarskij, Evelina Schatz, Andrej Suzdalev PR: Caterina Gogoleva


"Libro d'artista", l'annuale fiera internazionale di Mosca, è uno degli eventi russi più significativi della città di Mosca. In cinque anni, il salone ha riunito più di 300 artisti provenienti da diverse città della Russia, Ucraina, e da USA, Italia, Francia, Germania, Inghilterra, Olanda e Norvegia. "Libro d'artista" si tiene tradizionalmente in parallelo con una delle più grandi fiere russe del libro "Nonfiction”. All’edizione di quest’anno prendono parte artisti provenienti da Italia, Francia, Svizzera, Germania, Turchia, Giordania, Ungheria, e molte città della Russia.

All’interno della mostra, si segnala il progetto speciale "Guerra e Pace", che è stato lanciato nel giugno di quest'anno a Milano e ha raccolto oltre 30 artisti italiani e russi. “Guerra e pace di Tolstoj fu pubblicato quasi 150 anni fa – scrive la curatrice Evelina Schtaz. – La guerra di Napoleone è finita da quasi 200 anni. La Seconda guerra mondiale da 65. Le guerre del mondo si sono svolte quasi senza interruzione, quella dei 30 anni, quella dei 100 anni, e infine le guerre del secolo ventesimo, chiamato ‘breve’ (Hobsbawm) perchè il suo tempo è stato consunto dalle guerre, compresa la Guerra fredda in tempi di pace. Insomma, guerra non-stop. Come inforcare la guerra? Come disseminare il mondo di pace quando nello stesso cielo regna il cannibalismo? Perché la materia stellare è cannibale. Allora commettere il miracolo della creazione. Create, amici. L’unica risposta.”

Un altro progetto speciale è “Il letto - Libro dei sogni”, che attraverso la forma artistica del libro-oggetto ci immerge nel misterioso, intricato mondo illustrato del subconscio. Chi di noi da bambino non finiva di leggere il libro con una torcia elettrica sotto le coperte, perso nel suo mondo fantastico? E poi, nei sogni, chi di noi non diventava eroe di questi libri? Il letto si trasforma in un portale che ci porta dalla realtà grigia al regno della poesia e dei sogni ... E diventa una specie di copertina del libro-sogno. Spesso, al risveglio, cerchiamo di verbalizzare le immagini secondo sottili segni-codici, depositati nella periferia della memoria, ricreando così l’illusorio "Libro del sogno". Questo progetto, che ha coinvolto noti artisti contemporanei, ci mostra un nuovo e insolito concetto di libro, e ci offre la possibilità di riflettere sulle sfumature dell'immagine artistica che si avvicina al sogno effimero. Gli allestimenti relativi a questo progetto si sviluppano nell’area a sinistra dell'ingresso alla Casa Centrale degli Artisti, e nella sala 3 del mezzanino.

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dal 25 novembre al 15 dicembre 2010


ETICOATELIER C/O BANCA POPOLARE ETICA
via musei, 31 - 25121 Brescia, Italy
www.eticoatelier.net

Inaugurazione 25 novembre 2010 ore 18

La posizione di condanna e lo schierarsi per una cultura che non tollera la violenza sono i passi fondamentali per affrontarla. La mostra-evento (S)oggetti contundenti, completa di documentazione e pubblicazione, è tutta al femminile ed ha lo scopo di fare riflettere le donne su cosa sia un (S)oggetto contundente e come sia indispensabile reagire alla violenza con l’arma della denuncia e della richiesta di aiuto.

Orari: dal lunedì al venerdì dalle 8.45 alle 13.45. – pomeriggio dalle 14.30 alle 17.00 su appuntamento tel: 030 2400988 - Ingresso libero

Catalogo: edizioni apARTe
Ufficio stampa: Gretel Fehr – gretel.f@libero.it
Curatrice: Tania Lorandi
Testo critico di presentazione: Tania Lorandi

Opere di: Pippa Bacca, Rosanna Borgo,Titti Botticchio, Clara Conci, Corinna Conci, Valentina Crivelli, Carla Crosio, Eleonora De Montis, Patrizia Diamante, Mavi Ferrando, Raffaella Formenti, Eliana Frontini, Micaela Giuseppone, Cecilia Guastaroba, Fabienne Guerens, Pina Inferrera, Marie Ligier, Rosaria Matarese, Ezia Mitolo, Maila Navarra, Melania Piumino, Alessandra Sawicki, Raffaella Simone

Attrici: Domitilla Colombo, Camilla Mangili

Testi di: Donatella Airoldi, Lorenza Amadasi, Maria Carla Baroni , Rosarita Berardi, Paola Casulli, Anna Maria Carroli, Corinna Conci, Gabriela Fantato, Gretel Fehr, Vittoria Latella, Cristina Laghi, Tania Lorandi, Francesca Maffioli, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Antonella Prota Giurleo, Maria Puliatti, Giuseppina Geraldina Riccobono, Carla Roncato

In una sezione della mostra:

ALT- ilcorpoèmio
a cura di Donatella Airoldi e Mavi Ferrando

Opere di:

Gina Abate, Lucia Abbasciano, Silvia Abbiezzi, Annabel Adler, Antonella Affronti, Anna Aurenghi, Daniela Baldo, Roberta Barbieri, Maria Carla Baroni, Clara Bartolini, Donatella Baruzzi, Rosanna Battaiotto, Elisabetta Baudino, Giuliana Bellini, Rosetta Berardi, Luisa Bergamini, Donatella Berra, Natalia Berselli, Petra Bialas, Bicci, Laura Bizzozero, Maria Elena Borsato, Anna Boschi, Daniela Brambilla, Donata Buccioli, Marina Buratti, Gabriella Calandra, Maria Amalia Cangiano, Angela Caporaso, Carmen Carlotta, Marilù Cattaneo, Ada Celico, Silvia Cibaldi, Elena Ciocca, Rossella Cipressi, Eleonora Cirant/Elisabetta Pagani, Elena Colombo, Ilaria Commisso, Emanuela Comparetti, Graziella Contessi, Marisa Cortese, Nicoletta Crocella, Dade, Stefania Dalla Torre, Caterina Davinio, Carola De Agostini, Francesca De Lucia, Mirta De Simoni Lasta, Valeria Diamanti, Gabriella Di Trani, Fausta Dossi, Maria Teresa Fata, Gretel Fehr, Giovanna Ferioli, Mavi Ferrando, Lupe Ficara, Monica Fiori, Giuditta Fontana, Eliana Frontini, Patrizia Gabriele, Renata Galanti, Donatella Galeazzi, Ornella Garbin, Silvana Gatta, anna Rosa Faina gavazzi, Sabrina Ghiri, Flavia Girardi, Ornella Guzzetti, Kalamari, Marisa Keble, Jane Kennedy, Kosty, Grazia Lavia, Patrizia Lonardi, Veronica Longo, Tania Lorandi, Marilena Maglio, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Silvia Majocchi, Paola Malato, Marina Mariani, Maddalena Mauri, Elisa Mazza, Libera Mazzoleni, Elena Menga, Emanuela Mezzadri, Maria Micozzi, Annalisa Mitrano, Patrizia Molinari, Sara Montani, Oriella Montin, Franca Munafò, Ester Negretti, Felice Alis Nusselein, Anna Olivares, Laura Oltolina, Betti Oneto, Jacqueline Orio, Daniela Pellegrini, Edy Persichelli, Mari Jana Pervan, Irene Petrella, Anna Petrungaro, Miriam Piccicuto, Patrizia Piodella, Laura Pitscheider, Marilisa Pizzorno, Marta Popescu Jianu, Tiziana Priori, Antonella Prota Giurleo, Milvia Quadrio, Giuseppina Geraldina Riccobono, Alina Rizzi, Tiziana Rosmini, Serena Rossi, Lucrezia Ruggieri, Marina Sanchez, Edi Sanna, Evelina Schatz, Stefania Selmi, Spelta, Gabi Summa, Micaela Tornaghi, Armanda Verdirame, Carla Veronese, Rosanna Veronesi, Angela Vinci, Paola Zan, Maria Grazia Zanmarchi


Vernissage:
ore 18.00 - La Dottoressa Maria Puliatti presenta dal suo ultimo libro: Psicosomatica del dolore cronico pelvico femminile, il capitolo: Il ruolo dell'abuso sessuale nel dolore femminile. Parlerà del suo prossimo libro: Il ruolo dell'abuso sessuale nei disturbi del comportamento alimentare. Un approccio integrato al trattamento.
ore 19.00 - Corinna Conci e Clara Conci svolgono due performance con loro installazioni nel vicolo accanto alla galleria.
ore 19.30 - Camilla Mangili, recita il monologo di S. Montalto: Il lupo nel buio
ore 20.00 - Domitilla Colombo, recita il monologo di S. Montalto: Canto del sangue.
2 monologhi da: Varianti di stupro (5 monologhi per donna sola).
ore 20.30 - Tania Lorandi presenta la mostra e il libro: (S)oggetti contundenti.
ore 21.00 - Buffet

Catalogo: (S)oggetti contundenti - edizioni apARTe
Denunciare i (S)oggetti contundenti introduzione di Tania Lorandi
Coesione di Gretel Fehr
Il 25 Novembre Una Commemorazione e un Impegno Internazionale di Vittoria Latella
Arte, Violenza e Politica di Nadia Magnabosco
Mendieta, Salcedo e Galindo di Marilde Magni
La mostra (S)oggetti contundenti note critiche di Antonella Prota Giurleo
A Pippa Bacca di Carla Roncato
Alt il corpo è mio di Donatella Airoldi
La rivolta della poiesis di Francesca Maffioli
Poesie di Lorenza Amadasi, Maria Carla Baroni, Rosarita Berardi, Paola Casulli, Anna Maria Carroli, Corinna Conci, Gabriela Fantato, Cristina Laghi e Giuseppina Geraldina Riccobono
Perchè mai, (S)oggetti contundenti? intervista di T. Lorandi alla Dottoressa Maria Puliatti.
(S)oggetto contundente al di sopra di ogni sospetto di Tania Lorandi

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sino al 4 dicembre 2010

Maria Lai. Le fate operose

Galleria dell’Incisione
Via Bezzecca 4 - 25128 Brescia

“Giocavo con grande serietà, a un certo punto i miei giochi li hanno chiamati arte.”

La mostra è formata in prevalenza da opere su carta e da collages, ceramiche, tele e libri cuciti. Tra i lavori più suggestivi esponiamo una piccola serie di “Fate operose”, carte realizzate con fili d’oro e d’argento e stoffe preziose, ispirate alle mitiche Janas, nate per magia da uno sciame d’api, che insegnarono alle donne sarde a filare e tessere. Le opere esposte coprono un arco temporale che va dal 1945 al 2008: una sintesi del percorso eclettico ma coerente della Lai.

Articolo on line di Valerio Gardoni:

Alla Galleria dell’Incisione, via Bezzecca, 4 a Brescia, sino al 3 dicembre la mostra di una quarantina di opere dell'artista sarda Maria Lai. Personaggio fuori dai canoni, fortemente legata alla tradizione della sua terra, l'artista rielabora fiabe e leggende e le rende universali attraverso un linguaggio semplice e colto, che esprime con i materiali più vari: matita, acquarello, carta, filo, sassi, ceramica, telai.
Nell’arte, Maria Lai, innesta un valore superiore all’emotività visiva, alla creazione d’un opera, all’espressione artistica; nelle sue opere c’è il racconto del viaggio, “è l’ansia d’infinito” dell’animo e della caparbia vita di donna. Novant’uno anni (nata a Ulassai, Ogliastra, Sardegna nel 1919) trascinati come si trascina un aratro che a fatica spacca la terra, quella dei pregiudizi che ai suoi tempi erano ancora vivi e radicati nella società maschilista. Condizione di cui il mondo dell’arte non era immune.
Terra dura la Sardegna dell’infanzia di Maria Lai, essere isolani significava essere isolati nella sorte designata alla sopravvivenza compressa tra i conflitti, disseminata di miseria, un universo dove persino sognare era una beffa al destino. Il destino lo si può costruire con la forza dell’ostinazione e la mente lasciata libera di sognare. Maria Lai si trova unica donna nel corso d’arte a Roma e poi a Venezia negli anni prima della seconda guerra.
La vita di Maria Lai è valsa un film: “ Ansia d’Infinito”,regia di Clarita di Giovanni in programmazione mercoledì 3 novembre al cinema Nuova Eden, via Nino Bixia, 9 a Brescia. Il film ha vinto nel settembre 2010 il premio Asolo nella sezione biografie. Il film racconta l’esperienza artistica come un viaggio inedito dentro se stessi, nostalgia verso la terra natale lontana e per molti ostile, una ricerca artistica appassionata e appassionante, rendono il film un’alchimia di materia e di silenzi.
Nella mostra alla Galleria d’Incisione l'artista sarda Maria Lai è formata in prevalenza da opere su carta e da collages, ceramiche, tele e libri cuciti.
Tra i lavori più suggestivi esponiamo una piccola serie di “Fate operose”, carte realizzate con fili d’oro e d’argento e stoffe preziose, ispirate alle mitiche Janas, nate per magia da uno sciame d’api, che insegnarono alle donne sarde a filare e tessere. Le opere esposte coprono un arco temporale che va dal 1945 al 2008: una sintesi del percorso eclettico ma coerente della Lai. Coi suoi libri cuciti ha partecipato alla Biennale di Venezia del 1978 in un progetto multimediale. Nell'81 ha ideato un'opera comunitaria di eccezionale portata e ampiezza: "Legarsi alla montagna", che ha coinvolto in una performance corale tutto il paese di Ulassai e che è documentato da un film di Tonino Casula e dalle foto di Piero Berengo Gardin.
Dice di se Maria Lai: “Ero analfabeta ma piena di favole. Ciò che ho fatto dopo, da adulta, è iniziato a quell’età. Mani, occhi, parole, diventavano collegamenti tra realtà e sogno. Ero una capretta ansiosa di precipizi, che non si poteva tenere nel recinto, anche se il lupo la stava aspettando. Le mie montagne non sono poi tanto terribili, se, oltre ai precipizi e ai lupi, ci sono anche le nuvole. Eccomi infine all’ultimo mio naufragio in Sardegna. Che non è un ritorno a casa.Il viaggio è la casa. Non solo la mia casa, ma quella di tutti noi. Siamo sulla terra, che gira a circa trenta chilometri al secondo, in un viaggio che è pur sempre un viaggio speciale, dove non si distingue la partenza dal ritorno. La vera nostalgia non è quella per un’isola. E’ l’ansia di infinito. La partenza era la mia pagina bianca -La vita è una frase incompiuta- diceva Virginia Wolf, solo la morte la conclude.”

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dal 13 al 20 novembre 2010

QUIPUS
Fiber Art Exhibition

nadia-magnabosco

Palazzo San Bernardino - Via Plebiscito - Rossano, Italy
orario: tutti i giorni, 9 - 13, 16 - 19

progetto curatoriale di Settimio Ferrari e Francesca Londino

Artisti: Silvia Beccaria - Gloria Campriani - Filli Cusenza –
Maria Barbara De Marco - Caterina Morelli - Nadia Magnabosco - Marco Querin - Valeria Scuteri - Maria Luisa Sponga - Rosa Spina - Natale Serraino

OPENING: Sabato 13 novembre, 6.00 pm

Che cos’è un nodo? Generalmente il termine
“nodo” richiama metaforicamente le complicazioni insolubili, le tensioni accumulate, gli arresti nel fluire degli eventi e delle esistenze oppure le strozzature del linguaggio. Eppure, il nodo è un linguaggio, un muto linguaggio che esige di essere spiegato prima di poter spiegare. Basandosi ...sul concetto di nodo sono stati riuniti undici artisti, provenienti da diverse località italiane, in una mostra collettiva, intitolata Quipus (nodi), ospitata nella Sala Grigia di Palazzo San Bernardino a Rossano. Il progetto espositivo, curato da Settimio Ferrari e Francesca Londino, per conto della Sezione di Rossano della Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari, è promosso dalla Regione Calabria - Coordinamento Progetto Donna, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo di Rossano.
Gli artisti invitati, accomunati dalla scelta di utilizzare materiali tessili per la rappresentazione del proprio personale alfabeto visivo, partono da una visione transartigianale per proporre inediti livelli di interpretazione e di utilizzo della fibra, della corda o del tessuto. La congruenza delle loro proposizioni in transito, che fondono con disinvoltura tradizione e innovazione, ci pone al centro di una avventura visiva in cui il reale/irreale è inconfutabile epicentro. Delle opere in mostra si può dire solo quello che non sono: non pittura, non scultura, non oggetto, ma contemporaneamente tutte queste possibilità di essere insieme. Il lavoro di questi artisti, infatti, non è mai finalizzato a provocare le cose, ma a lasciarle fluire nell’infinita esiguità del loro esistere, nella libertà del loro destino. Un modo per consolidare il concetto di un’opera aperta ad un costante processo di esperienza e d’interpretazione. Le opere scandiscono così uno spazio potenzialmente infinito, ma sempre ricondotto dall’artista all’unicità di un’esperienza vissuta. Oggetti, frammenti di realtà, l’esperienza di vivere il presente vengono fagocitati dalla materia primaria che costituisce le opere: dalle forme che si fondono con fibre tessili di diversa natura (naturali, artificiali, sintetiche o inorganiche), dalla nascita di una cosa dentro un’altra cosa, dallo spessore di un filo che si intreccia ad un altro filo. Siamo così davanti ad un percorso in progress che sposta ogni punto di riferimento: siamo davanti ad un linguaggio estetico e metamorfico che si traduce in possibilità inaspettate che sfiorano la vertigine di una dimensione altra. Un trapasso dolce e sconvolgente dall’epifania alla diafanità in cui le forme sembrano provenire da un luogo irreale, unendo inventiva e tecnica esecutiva, materia e disegno, linguaggio e narrazione, emozione e logica: confondendo in un certo senso la gestualità del tessere con la creazione stessa del mondo. D’altronde molte delle più antiche civiltà consideravano la tessitura, intesa nella sua valenza simbolica di ordito e trama degli eventi, come un atto sacrale e magico. Come dimenticare Clotho, Lachesis e Atropo, “madri della Vita/Morte/Vita”, abili filatrici nell’arte di intrecciare nodi tra gli accadimenti.

                                                                           Francesca Londino

n.m

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