CRONACHE 2016 e 2017
artiste nel mondo
(segnalazioni artistiche di Nadia Magnabosco e Marilde Magni )

 


3 -13 aprile 2017

CHIMERE

Opere tra arte, uso e design

a cura di Donatella Airoldi,  Mavi Ferrando

 


In concomitanza con il Salone del Mobile 2017 ventidue artisti presentano una serie di opere che rivisitano o inventano in chiave artistica oggetti d'uso o di arredo:    sedie, schienali di sedie, lampade, specchi, una finestra per due. E ancora: ciotole, cactus di legno in vasetti di terracotta, mini installazioni come chimere del possibile e altri oggetti in cui la stranezza è l'elemento principe.

artisti

Daniela Barzaghi, Enzo Bersezio, Michele Berton, Maria Amalia Cangiano, Francesco Ceriani, Albino De Francesco, Luisa Elia, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Pino Lia, Ruggero Maggi, Lorenza Morandotti, Olga Maggiora, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Oriella Montin, Teresa Pollidori, Antonella Prota Giurleo, Evelina Schatz, Mariangela Zabatino, Francesco Zaccone

Chimere
Donatella Airoldi

Chimere è realizzare spregiudicatamente senza colpo ferire ogni possibile creazione, dove non sussistono più regole o ortodossie, ma solo l'esaltante ordine di assemblaggi bizzarri e strani, saturi di senso e incapaci di avere ragione. Non solo mostri e creature anomale: puoi scoprire  che  la materia può essere plurivocamente cangiante, la scopri magari di un timido colore, ma osservandola fino in fondo saprai che quello che vedi non è realtà proponibile ma solo un innesto irriverente in un artefatto conforto sensoriale.
Agio pensare che tutto abbia una logica didascalica con varianti nebulose, sacrificata a una sola visione, di fatto ogni disponibilità  stravede nei particolari disorientanti e fa orrore rimpinguare i soliti oggetti riconoscibili stravolgendo il loro finto destino in disdicevoli sapori che assiepano verdesche e fragole, magari incuneate ancora nella terra, al sapore di supplenti connubi fruscianti.
È bene scoprire che le imperfezioni sono gemme aurifere che s'installano in sistemi ambigui e che, non riuscendo a capire ragione e stato, aspettano l'impulso assordante per assorbire e tramutarsi in scelta di stile. Ogni cosa deve seguire una logica, la razionalità ha piena ragione d'esistere, ma l'arte conficca la propria lama nelle ‘stupidita' della ragione e si fa  provocatorio svestimento. Quante diversità esistono, quanti inusitati saperi possono creare dimore sconosciute e infinite sollecitudini, strabordanti dai soliti chiusi sistemi empirici! Non esiste una sola sviscerata verità,  gli artisti spillano nel loro senso indagativo e si scontrano implacabili con tutte le univocità, spaziano in ambienti clandestini e scovano la diversità come elemento primario di specie dove ogni cosa standard non ha più ambito e visuale. La normalizzazione è una perdente strada dove ogni possibilità creativa rimane intubata in liquidi biancastri lasciati irrisolti e imbottigliati alla radice.
L’arte ha una possibilità di fuga da questa straripante modalità di sottospecie visiva: creare l’impossibile nella palpebra visiva, far percepire che i dati forniti da ogni ipotesi sono molteplici e le possibilità risolutive innumerevoli.
Chimere sono gli oggetti di questa mostra, inafferrabili, capaci di più forze e per questo indomabili. L’arte come visione ed espressione chimerica di ogni perplessità, prosciolta da ogni imbrigliamento.
Stravolgere il senso delle cose e ricrearle in un inusitato linguaggio euritmico che sbeffeggia la semplicità lanciando moniti severi o ridendo ingordo d’ironia; passaggi surreali, riconosci l’oggetto d’uso e scopri che l’immenso possibile è trasferibile in forme lateralmente dislocate e incontrovertibilmente utilizzabili.
Spaziare e ritrovare in gorgoglii di tempi scaduti la spinta per riuscire e soddisfare ogni piacere inamidato in simposi pomposi e ribattere l’assurda imperfezione in sublimi estroflessioni che guadagnano ogni scarno sguardo. Chimere.

inaugurazione lunedì 3 aprile 2017 alle ore 18

orario da martedì a venerdì dalle 17 alle 19

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INAUGURAZIONE DOMENICA 2 APRILE 2017 ore 15,30
IL MUSEO CIVICO ETNOGRAFICO DEL PINEROLESE    in collaborazione con l’Associazione En Plein Air  presenta ed invita  all’esposizione

 #piccolebambolecrescono


Nadia Magnabosco


Nell’ambito del programma DISEGNIAMO L’ARTE, progetto che coinvolge tutti i Musei pinerolesi dedicato ai bambini, l’associazione  En Plein Air, nell’ottica di favorire la conoscenza dell’arte contemporanea ed il territorio su cui opera da anni, propone una suggestiva esposizione dedicata alla Bambola e le interpretazioni artistiche  contemporanea di vari artisti. 
Nelle sale del Museo Etnografico  che ospitano  le bambole  nei costumi delle diverse  aree dell’arco alpino  le artiste invitate con freschezza e anche audace contrapposizione allo stereotipo femminile, giocano e indagano sugli obiettivi dei messaggi da comunicare alle future generazioni.
CATERINA BRUNO Cavour
ANTONELLA CASAZZA Milano
ANNA MARIA COLACE Torino
ELISA FILOMENA Torino
LOREDANA GALANTE Milano
ROSANNA GIANI Torino
LAURA GOVONI Ferrara
NADIA MAGNABOSCO Milano
ELISA REGNA Caserta
SABINA VILLA Pinerolo
9 APRILE DISEGNIAMO L’ARTE DIDATTICA PER I BAMBINI
Disegniamo una bambola, crea un vestito che ti piacerebbe indossare: liberamente ispirato alla collezione delle bambole e ai vestiti d’epoca. Sarà una raccolta di impressioni fermate sulla carta dai singoli artisti in erba realizzate con tecniche diverse che raccontano il viaggio nel tempo, una serie di tavole realizzate con diversi materiali  che raccontano le suggestioni derivanti da un’immersione profonda nel passato.
Le iniziative si terranno nelle sale del Museo Civico Etnografico  con sede in Palazzo Vittone.

Per l’attività didattica sulle bambole persona di riferimento : Elena Privitera cell. 333 4249372 epa@epa.it
CeSMAP 0121 794382 (lun-ven 9.30-12.30), didatticacesmap@alice.it; Ufficio turistico 0121 795589 (mar-ven 9-13, sab 9-12 e 15-18, dom 10-13) info.pinerolo@turismotorino.org

 

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Venerdì 31 marzo 2017
dalle ore 20.30 alle ore 22.30 -23

FESTA DELL’ARTE A SCAMPIA


Nadia Magnabosco e Marilde Magni


CasArcobaleno via Arcangelo Ghisleri 110 Quartiere Scampia  Napoli
collettiva d’arte contemporanea
Interventi: Enrico Muller, Antonella Prota Giurleo, Cristina Rossi, Enza Tamborra
Informazioni.  fratel Enrico: 3473364487   e-mail: occhiaperti.onlus@gmail.com
Antonella Prota Giurleo   a.protagiurleo@email.it 347 03 12 744

Durante la festa dell’arte, occasione di scambio conviviale tra la popolazione di Scampia e alcune artiste e artisti, saranno presentate diverse opere.

A. I libri d’artista di:
Armanda Verdirame, Fernanda Fedi, Marcello Diotallevi dalla collezione di Cristina Rossi.
Anna Boschi, Mara Caruso, Roberto Gianinetti, Gino Gini, Myriam Muriel Mercader e Cesar Reglero Campos, Evelina Schatz, Domenico Severino, Dana Sikorska, Antonio Sormani, Micaela Tornaghi, Rosanna Veronesi ed Emily Joe dalla collezione di Antonella Prota Giurleo

B. I libretti d’artista dell’antica latteria di Sormano interpretati da: Mara Trementozzi, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Greta Tonello.

C. I reportage Passaggio a Scampia, sul simposio 2016 e sull’architettura Rom realizzati da Enza Tamborra

D. Il video Presence Absence  di Mohamed Harb, artista palestinese residente nella striscia di Gaza

E. La performance di T.A.M. Napoli Cagliari e ritorno (Di Caterino-Ardau).  "Il linguaggio dell'arte è condivisione e non imposizione, ad autentificarlo sei tu e mai l'artista… e ogni persona che lo desidera andrà a casa con un ritratto che potrà firmare -  autenticare

“La bellezza salverà il mondo” è la frase di Fëdor Dostoevskij che ha accompagnato il simposio di Scampia dalla sua prima edizione nel 2009.
Bellezza, estetica, armonia sono elementi che si ritrovano anche nella struttura del DNA, non a caso la sua forma è stata definita in base alla bellezza.
Dal mondo del 1800, nel quale viveva Dostoevskij, ad oggi il concetto di bellezza si è modificato. Il filosofo Gianluca Garelli ha scritto sulla questione una lucida analisi che esplicita dialettica e storia dell’idea filosofica di bellezza. Egli ritiene che nei nostri tempi  la bellezza non vada identificata nelle forme perfette di Venere o di Apollo ma vada ricercata e che la convinzione che bello e buono non possano essere separati debba essere rivista.
Io ho trovato bellezza a Scampia, quartiere napoletano, spesso visto all’esterno con l’ottica di ciò che sta alla base dell’economia nella quale ci tocca vivere, il profitto. Si vendono più giornali, si ha una maggiore audience televisiva se si accendono i riflettori sulle negatività di una situazione, di un paese, di un gruppo di persone? Ecco che le notizie diventano importanti.
Mi piacerebbe poter rovesciare la tendenza  per vedere la positività. Quella positività che sta in tante persone, belle persone, uomini e donne di tutte le età, che vivono a Scampia e che, costruendo una fitta rete di relazioni e di associazioni, contrastano di fatto, in assenza dello stato, il male - brutto proponendo cultura e sapere.  Una sapienza che deriva dalla capacità di fare e una cultura che non è sinonimo di istruzione  ma che deriva dall’interiorità, che sta nella capacità di accoglienza, di confronto, di mediazione come  mezzo di soluzione dei conflitti, nella comprensione dell’altra, dell’altro.

incipit del testo di Antonella Prota Giurleo per la presentazione del simposio 2016

 

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3 - 5 marzo 2017

Tutti mi chiamano bionda

Mostra di Libri d'Artista

a cura di Marisa Cortese
Associazione Siviera

Villa Giulia
corso Zanitello 10 - Verbania Pallanza

Il Libro d'Artista è un manufatto che l'artista crea, esso porta in sé il concetto di libro e si riferisce ad un testo o a un tema specifico ma non è un vero libro, in senso tradizionale. Quindi materiali, forme e misure possono essere i più diversi poiché l'elaborazione di questi deve essere funzionale all'elaborazione del messaggio che l'artista vuole sottendere.
Questa mostra vuole rendere omaggio alla sapienza (letteraria ) di Elena Vesnaver ed al suo racconto "Tutti mi chiamano bionda", vincitrice del Concorso letterario organizzato da "Verbania for Woman" nello scorso 2016.

I partecipanti:

Gianremo Montagnani, Emanuela Mezzadri, Paolo Ferrante,
Pierangela Orecchia, Serena Aura Granafei, Antonella Prota Giurleo,
Maria Cristina Antonini, Anna Boschi, Ruggero Maggi, Marilde Magni, Micaela Tornaghi

orari: venerdì 15 -19
sabato e domenica 10 - 12 / 15 -19

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fino al 25 giugno 2017

Charlotte Salomon

Vita? o Teatro?

Palazzo Reale - Milano

Arriva per la prima volta in Italia, dal 30 marzo a Palazzo Reale, l'opera di Charlotte Salomon, giovane artista ebrea morta ad Auschwitz, che prima di essere deportata riuscì a mettere in salvo il racconto pittorico della sua vita, affidandolo al suo medico.
    Sopravvissuto alle persecuzioni e alla guerra, il lascito artistico si compone di 1325 documenti tra tempere, veline, annotazioni, varianti pittoriche e altre prove, con una scelta di quasi 800 tempere selezionate dall'autrice stessa quali immagini del racconto definitivo. Nelle sale di Palazzo Reale, la mostra "Charlotte Salomon.
    Vita? O Teatro?" espone 270 tempere, insieme a decine di fotografie storiche che illustrano la sua vita. La mostra, a cura di Bruno Pedretti, è promossa e prodotta dal Comune di Milano, Palazzo Reale e Civita Mostre, in collaborazione con il Jewish Historical Museum di Amsterdam. Dagli anni Sessanta le tempere di Charlotte Salomon sono state esposte in forma antologica in importanti musei, ma mai in Italia.

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Associazione Donne GALASSIA
Camera del Lavoro – via Foscolo, 17 – 20094 Corsico
e-mail : galassia.corsico@gmail.com  -  pagina Facebook: galassia

. Martedì 28 febbraio  dalle ore 15 alle ore 17,30
al Bem Viver (saletta di sotto) in via Monti 5 a Corsico

Incontro gratuito e aperto a tutte le donne interessate con
Nadia Magnabosco e Marilde Magni, artiste
su
Leonora Carrington

Le donne dell’associazione  Galassia hanno programmato per quest’anno, oltre alla consueta analisi sull’arte, la cultura e la politica di donne, alcuni incontri su donne nate  nel 1917, anno della rivoluzione russa.  
Nadia Magnabosco e Marilde Magni sono due artiste da sempre interessate all’arte delle donne che per questa occasione hanno scelto un modello di donna artista impegnata a costruire un mondo originale e del tutto personale.
Leonora Carrington è un'artista inglese nata nel 1917 che oggi avrebbe 100 anni. E' vissuta e ha lavorato sino a 94 anni ed è quindi una testimonianza di quell’audacia dell’età a cui vogliamo aspirare. Molto conosciuta in Messico dove ha vissuto per tanti anni, è storicamente considerata una delle poche artiste rilevanti del movimento surrealista. Nel suo percorso artistico la Carrington ha stabilito relazioni importanti con altre artiste e si è impegnata attivamente nel movimento femminista americano, contribuendovi indirettamente anche con le sue opere e la sua scrittura.
Al termine dell’incontro chiacchiere carnevalesche.

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mercoledì 8 febbraio 2017
dalle 14,30 alle 16,30

Arte e letteratura nei libri d’artista

Collettiva di libri d’artista

Artiste e artisti: Giuliana Bellini, Anna Boschi, Giannetto Bravi, Marco Esteban Cavallaro, Franco Colnaghi, Marisa Cortese, Rafael Coronado, Daniela Dente, Pino Deodato, Marcello Diotallevi, Donato di Poce,  Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Simonetta Ferrante, Roberto Gianinetti, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Alda Merini, Carlo Milani, Lorenza Morandotti, Maria Morganti, Lucia Pescador, Antonella Prota Giurleo, Antonio Puia Veneziano, Evelina Schatz, Mor Talla Seck, Dana Sikorska, Antonio Sormani,  Vittorio Tonon, Franco Tripodi, Armanda Verdirame. Donne del Laboratorio di arte della sezione femminile. Saranno esposte inoltre copie di libri con interventi artistici della casa editrice A Oriente! e libri d’artista della casa editrice Pulcino elefante

Ingresso: per l’esterno riservato alle persone autorizzate; per l’interno libero per tutte le donne interessate
Testi: Cristina Rossi, Donato di Poce.
Curatrici: Cristina Rossi e Antonella Prota Giurleo con la collaborazione di Marco Carminati e di Donato Di Poce

“Si può ben dire che gli artisti, tra le loro opere, amino in particolare i libri d’artista perché questo manufatto, sobrio e preziosissimo, frammento che svela sottovoce il nucleo della ricerca propria di ciascuno declinata nella raffinata e irripetibile variante dell’oggetto libro, consente un momento intimo e libero nell'incontro con altre espressioni artistiche dove la carta diventa quella materia tangibile che incanta”.
Cristina Rossi
Il mondo è solo un riflesso
D'infiniti mondi che non conosciamo
Che accogliamo nel silenzio dell'anima
E nella speranza di un'altra vita.
Donato Di Poce

La connessione tra arte e letteratura è frequente, tanto più se si prendono in esame i libri d’artista. Cristina Rossi, critica d’arte, e Antonella Prota Giurleo, artista e curatrice, hanno pensato di esporre, nella biblioteca della sezione femminile di San Vittore,  libri d’artista ispirati all’opera di Alda Merini, Lalla Romano, Helma Maessen, Donato di Poce, Evelina Schatz.
Accanto ai libri  di artiste ed artisti professionisti saranno esposti anche alcuni libri d’artista realizzati dalla donne che frequentano, all’interno della sezione femminile di San Vittore, il laboratorio di arte condotto, per la  CGIL di Milano, da Antonella Prota Giurleo e da Marco Carminati, collezionista.
L’organizzazione dell’incontro prevede:
. dalle ore 14,30 alle ore 15,45 presentazione delle opere intervallando con letture di poesie in lingua originale e in lingua italiana e canti;
. dalle ore 15,45 circa  alle ore 16,30 chiacchiere e buffet.

Si ringraziano:
. Claudio Trementozzi, che, per la Casa editrice Libraccio Editore, ha donato i libri che le donne hanno utilizzato per realizzare le proprie opere.
. il Colorifico Marini di Buccinasco  per la donazione dei colori
.  le artiste e gli artisti che interverranno
. Donato Di Poce ed Helma Maessen per la messa a disposizione e la lettura di loro testi.
. la Direzione della Casa circondariale,  il personale e le donne che hanno  reso possibile l’iniziativa

 

 

 

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novembre 2016 - maggio 2017

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fino al 5 febbraio 2017

The Great Silk Road

Nadia Magnabosco

Marilde Magni

Площадка: Государственный центр современного искусства

Организаторы Международное объединение «Книга художника», ГМВЦ «РОСИЗО», ГЦСИ
Кураторы Василий Власов, Виталий Пацюков, Михаил Погарский, Эвелина Шац

Международное объединение «Книга художника» совместно с «РОСИЗО» представляет выставку «Шелковый путь». Выставка включает в себя работы более 150 художников из десяти стран мира.


Две тысячи лет назад Шёлковый путь объединял страны Дальнего Востока и Европы и был основным каналом для обмена товарами, технологиями, знаниями. Проект «Шёлковый путь» можно рассматривать как топографическую схему, раскрывающую историко-культурные коммуникации между Востоком и Западом, Севером и Югом, искусством и обществом, и создающую новые возможности для  интернациональных диалогов. А жанр «книга художника» сегодня становится квинтэссенцией художественной формы ХХI века.


Вошедшие в экспозицию «Шелкового пути» работы Ильи Кабакова «Памятник потерянной перчатке» (2003) и Эрика Булатова «Я написал стихотворенье» (2003) из коллекции ГЦСИ представляют собой классический образ книги, в проектах же Мави Феррандо «Шёлковый путь» (2016), Итало Ланфредини «Книга художника объединяет мир» (2016) и Сирлей Каэтано «Прилив» (2016) образ книги трансформируется и приобретает «предметную» форму. В мультимедийных инсталляциях композитора Паоло Риччи «Шёлковый путь» (2016) и художника Андрея Суздалева «Аполлинер» (2016) книга обретает многомерность и существует в пространстве видеотехнологий. Произведение букартистов Джино Джини и Фернанда Феди «Земля и небо» (2013), реализованное в жанре «книга художника», образует особый контекст, формируя диалог между словом и образом. В экспозиции также представлены работы из коллекции ГЦСИ таких известных авторов как Никита Алексеев, Виктор Пивоваров, Лев Рубинштейн, Леонид Тишков.

Отдельный блок проекта – «Странник Гумилёв» – раскрывает не только образ Николая Гумилёва-поэта, но и Гумилёва-путешественника, антрополога, географа. Центральная часть этого блока осуществлена в традиции французской книги художника «livre d’artiste», работы  15 авторов объединены в специальную папку и представляют собой пятнадцатитомное собрание, посвящённое поэту и изданное тиражом 27 экземпляров.


Параллельная программа:
20 января в 19:30 международный симпозиум «Проблемы современной коммуникации»;

27 января в 19:30 презентация книги «Странник Гумилёв», посвященной 130-летию со дня рождения Поэта.

Участники:
Россия 
Никита Алексеев, Анастасия Алёшина, Надежда Анфалова, Вера Аткарская, Марина Белькевич, Александр Бруньковский, Эрик Булатов, Валерий Буров, Ирина Васильева, Денис Трусевич, Владимир Вишневский, Василий Власов, Татьяна Гаруз, Наталья Георгадзе, Алиса Гокоева, Мария Калмыкова, Максим Проценко, Валерия Гончарова, Евгений Гор, Александр Груздев, Эмиль Гузаиров, Екатерина Гумненко, Ирина Затуловская, Вадим Захаров, Илья Кабаков, Дарья Коновалова-Инфанте, Валерий Корчагин, Анна и Вячеслав Колейчук, Александр Лаврентьев, Виктор Лукин, Мария Лукьянцева, Александра Лунякова, Галина Мальцева, Игорь Макаревич, Михаил Мантулин, Александра Манцевич, Игорь Мастюков, Кира Матиссен, Данила Меньшиков,  Александра Митлянская, Елена Павлова (Потанина), Александр Панкин, Пётр Перевезенцев, Светлана Песецкая, Вера Петрова, Виктор Пивоваров, Михаил Погарский, Владимир Портяной, Дмитрий Пригов, Ираида Юсупова, Александр Долгин, Михаил Рошняк, Лев Рубинштейн, Александр Савельев, Владимир Сафаров, Владимир Ситников, Сергей Смирнов, Екатерина Смирнова, Леонид Соков, Григорий Соколов, Андрей Суздалев, Владимир Сулягин, Леонид Тишков, Надежда Фролова
Италия
Альберто Амадори, Милена Барберис, Франческа Белджиогоро, Анна Босхи, Арманда Вердираме, Розанна Веронези,Клаудио Гранароли, Аннамария Джельми, Джино Джини, Антонелла Прото Джурлеа, Оки Изуми, Паоло Гуглиелмо Конти, Итало Ланфредини, Марильде Маньи, Руджеро Маджи, Надя Маньябоско, Рита Меле, Лоренца Морандотти, Клаудиа Начтигелл, Тереза Полидори, Паоло Риччи, Рафаэль Романо, Анна Сантинелло, Маффиоли Сильвана, Фауста Скуатрити, Гразиа Черниа, Фернанд Феди, Джино Джини, Внреа Талмелли, Мави Феррандо, Эвелина Шац
Великобритания
Диана Белл, Пит Кеннеди
Бразилия
Мария Дармели Арауджио, Группа «Голубая сойка» (Кармен Ремедиос, Эрминия Мараска Сокол, Йеда Мариано, Жанета Эккер Колер, Джусара Лейте Кронбауэр, Лечи Бон, Луиза Гутиеррез, Мара Карузо, Мари Дармели Араужио, Мария до Кармо, Тониоло Кун, Мария Джульета Дамащено Феррейра, Марите Бергамин, Нейва Матиоле Лейте, Сирлей Каэтано, Таня Лузатто, Терезина Фоглиато Лима, Вера Пресотто, Мара Карузо), Жанета Экер Колер, Мария до Кармо Тонидо Кун, Эрминия Мараска Сокол
Сербия
Татьяна Дордевич, Марина Шиндич
Казахстан
Бахыт Каирбеков, Молдикул Нарымбетов
Германия
Ханс Ангерер, Дорофея Флейсс
Греция
Василий Каркацелис
Южная Африка
Шерил Пенн
Канада
Марина Попова

 

 

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dal 14 gennaio al 5 febbraio 2017


un promemoria per le generazioni
progetto di Mail Post.it Art a cura di Ruggero Maggi

Museo MA*GA
Via E. de Magri 1
Gallarate (VA)

In occasione dei festeggiamenti per i trent’anni dell’Università del Melo, centro culturale della cooperativa sociale Il Melo ONLUS, presso il Museo MA*GA di Gallarate si terrà dal 14 gennaio al 5 febbraio 2017 la rassegna internazionale d’Arte Postale “GenerAction” ideata e curata da Ruggero Maggi e che si estenderà successivamente anche ad altri Paesi europei.
Il tema “Incontro tra le generazioni” proposto agli artisti invitati ha offerto lo spunto per sottolineare una volta di più quale importanza abbia da sempre il rapporto che unisce tutte le varie “età” del genere umano. Rapporto che si pone come elemento fondamentale dell’Amore: unica arma per combattere l’odio, l’arroganza, l’inciviltà … un Post-it® sul libro della Vita e dell’Amore.

Centinaia di artisti di una quarantina di Nazioni hanno risposto entusiasticamente all’appello: migliaia di Post-it® sono stati inviati con la specifica richiesta di un intervento, di un gesto che indicasse la propria volontà di rendersi partecipi di questa azione-evento, in cui Arte, Poesia, Sociologia ne costituiscono gli elementi fondanti.

La Terra non è un enorme vortice, un gorgo dove tutte le civiltà, tutte le tribù, tutte le radici culturali si mescolano e si confondono, ma è formata da una miriade di punti, di pixel che si intersecano interagendo in continuazione. Se vogliamo la presente rassegna è proprio questo: una grande allegoria della vita con le sue innumerevoli sfaccettature, con le sue molteplici possibilità e potenzialità, in questo caso naturalmente poetiche ed artistiche.

La visione totale dell’installazione si completerà con la scoperta da parte del visitatore delle singole opere ottenute con le tecniche più disparate e sfruttando ogni possibilità di impiego dei famosi foglietti gialli.

“Cerca la saggezza dei vecchi, ma guarda il mondo attraverso gli occhi di un bimbo” (Ron Wild)

Inaugurazione 14 gennaio 2017 - ore 18.00

Orari: martedì/venerdì 9.30/12.30 - 14.30/18.30, sabato e domenica 11.00/19.00, lunedì chiuso.
Ingresso libero.

Per informazioni:
0331. 708224 – 320.9621497

Catalogo con testi di: Isabella Peroni [Assessore alla Cultura], Emma Zanella [Direttrice MAGA – Gallarate], Marco Predazzi [Presidente Fondazione Il Melo – Luigi Figini], Ruggero Maggi.

Artisti partecipanti:

Fernando Aguiar (Portogallo), Lorenzo Alagio, Anêla Aliotis (Francia), Christian Alle (Francia), Antonio Amato, Fernando Andolcetti, Salvatore Anelli, Enzo Angiuoni, Michela Angiuoni, Antic ham (Corea del Sud), Toni Antonius (Indonesia), Michele Attianese, Dmitry Babenko (Russia), Vittorio Baccelli, Erika Baggini, Anna Banana, Tiziana Baracchi, Calogero Barba, Paolo Barlusconi, Vittore Baroni, Donatella Baruzzi, Daniela Barzaghi, Keith Bates (Gran Bretagna), Patrizia Battaglia, Elisa Battistella, Horst Baur (Germania), Angela Behrendt (Germania), Mariano Bellarosa, Lancillotto Bellini, John M. Bennett (USA), Luisa Bergamini, Pedro Bericat (Spagna), Francesca Bernardi, Carla Bertola, Giuseppe Bertolino, Diane Bertrand (Canada), Gabriele Bianconi, Tomaso Binga, Julien Blaine (Francia), Joyce Bloem (Olanda), Antonio Bobò, Giovanni Bonanno, Adriano Bonari, Giorgio Bongiorni, Ivano Bortolussi, Anna Boschi, Renee Bouws (Olanda), Antonino Bove, Gioacchino Bragato, Gianni Broi, Paulo Bruscky (Brasile), Keith A. Buchholz (USA), Patricia Bueno (Perù), Ioan Bunus (Francia), Rosaspina Buscarino Canosburi, Nirvana Bussadori, Mirta Caccaro, Virginia Cafiero, Matteo Cagnola, Carlo Canè, Maria Amalia Cangiano, Bruno Capatti, Carlo Capeti, Silvia Capiluppi, Angela Caporaso, Emma Caprini, Guido Capuano, Paola Caramel, Lamberto Caravita, Michele Carmellino, Emilio Carrasco Gutierrez (Messico), Nicola Carrù, Schoko Casana Rosso (Germania), Bruno Cassaglia, Maddalena Castegnaro, Torma Cauli (Ungheria), Alessandro Ceccotto, Sergio Cena, Valérie Ceravolo (Francia), Renato Cerisola, Valdemar Cher (Svezia), Pino Chimenti, Silvia Cibaldi, Cosimo Cimino, Franco Colnaghi, Mario Commone, Gigi Conti, Paolo G. Conti, Francesca Romana Corradini, Marisa Cortese, V. Courtois (Francia), Anna Crescenzi, Laura Cristin, Natale Cuciniello, Eleonora Cumer, Filli Cusenza, Flavio Da Rold, Daniel Daligand (Francia), Caterina Davinio, Ko De Jonge (Olanda), Liliana De Lorenzi , Antonio De Marchi Gherini, Teo De Palma, Dario De Souza (Brasile), Adolfina De Stefani, David Dellafiora (Australia), Roberto Denti , Antonio Di Michele, Franco Di Pede, Gabriella Di Trani , Abdourahamane Diarra (Repubblica del Mali), Konrad Dietrich, Marcello Diotallevi, Fausta Dossi, Gianfranco Duro, Mike Dyar (USA), Emerenciano (Portogallo), Elsa Emmy, Ever Arts (Olanda), Arturo Fallico (USA), Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Simonetta Ferrante, Luc Fierens (Belgio), José Manuel Figueiredo (Portogallo), Anna Finetti, Alessandra Finzi, Alfio Fiorentino, Joe Fleury (Svizzera), Lino Foffano, Maurizio Follin, Morena Fontana, Roberto Formigoni, Nicola Frangione, Piet Franzen (Olanda), Leszek Frey-Witkowski (Polonia), Raymond Furlotte (Canada), Mimmo Fusco, Veronica Gabrielse (Sudafrica), Fabrizio Galli, Antonella Gandini, Ornella Garbin, Mario Gatto, Claudio Gavina, Luciano Gerolamo Gerini, Ivana Geviti, Mabel Giaccarini (Argentina), Alessandro Giannandrea, Eugenio Giannì, Juri Gik (Russia), Gino Gini, Guglielmo Girolimini, Lillo Giuliana, Lidia Gobbati, Michael Goetz (USA), Pedro Gonzalves Garcia (Spagna), Isa Gorini, Claudio Grandinetti, Antonio Grassi, Francesco Gravino, M. Greenfield (Gran Bretagna), Klaus Groh (Germania), Elke Grundmann (Germania), Gruppo Sinestetico, Karl-Friedrich Hacker (Germania), John Held Jr. (USA), Peter Hide 311065, Tapio Holopainen (Finlandia), I Santini Del Prete, Il Melo, Eberhard Janke (Germania), Miguel Jimenez (Spagna), Emily Joe , Jreena (Gran Bretagna), Dobrica Kamperelić (Serbia), Kappa, Norbert Koczorski (Germania), Tania Krosse (Svezia), Oriana Labruna, Magda Lagerwerf (Olanda), Franca Lanni, Michael Leigh (Gran Bretagna), Pascal Lenoir (Francia), Alfonso Lentini, Les Cammer (USA), Pino Lia, Oronzo Liuzzi, Juan Rodriguez Lopez (Messico), Tobia Loos (Germania), Gian Paolo Lucato, Gisella Lucci, Serse Luigetti, Paola Macchi, Michele Macchia, Romina Maggi, Ruggero Maggi, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Paola Malato, Malok (USA), Antonio Mancini, Francesco Mandrino, Antonello Mantovani, Danilo Marchi, Angela Marchionni, Hildegunn Marcussen (Norvegia), Renato Marini, Max Marra, Maria Grazia Martina, Fabrizio Martinelli, Gianni Marussi, Andrea Massaro, Cristina Massironi, Cinzia Mastropaolo, Madalena Matoso (Portogallo), Monica Mazzone, Rita McNamara (USA), Italo Medda, Massimo Medola, Rita Mele, Renato Mertens, Nuria Metzli, Luca Miti, Annalisa Mitrano, Henning Mittendorf (Germania), Giorgio Moio, Samuel Montalvetti (Argentina), Emilio Morandi, Simona Morani, Antonio Garrido Moreno (Spagna), Alberto Mori, Franca Munafò, Keiichi Nakamura (Giappone), Cesare Nardi, Riri Negri Bolgiaghi, Giorgio Nelva, Dragan Nesić (Serbia), Francesco Takehiko Niki (Giappone), Rea Nikonova (Russia), Angela Noya, Paolo Nutarelli, Yadián Hernández Ojeda (Cuba), Jürgen O. Olbrich (Germania), Domenico Olivero, Elisabetta Oneto, Camilla Oppino, Orson Nelson Pacheco Acuña (Cile), Clara Paci, Clemente Padin (Uruguay), Elisabetta Pagani, Vittorio Pannone, Sjoerd Paridaen (Belgio), Ennio Pauluzzi (Isle of Man), Giancarlo Pavanello, Hilda Paz (Argentina), Linda Pelati, Giuseppe Pellegrino, Remy Penard (Francia), Walter Pennacchi, Salvatore Pepe, Teresinka Pereira (USA), Michele Perfetti, Gloria Persiani, Silvano Pertone, Renata Petti, Marisa Pezzoli, Riccardo Pezzoli, Alfa Pietta, Barry Edgar Pilcher (Irlanda), Franco Focardi Piri, Pjm (USA), Planet Susannia (Germania), Hugo Pontes (Brasile), Veronique Pozzi, Benedetto Predazzi, Ross Priddle (Canada), Tiziana Priori, Antonella Prota Giurleo, Giancarlo Pucci, Ruggero Radaele, Marco Ravenna, Tulio Restrepo (Colombia), Gaetano Ricci, Isabella Rigamonti, Giuseppina Riggi, Jaume Rocamora (Spagna), Sabina Romanin, Claudio Romeo, Carla Roncato, Irene Ronchetti (Argentina), Cristina Rossetti, Gianni Rossi, Fabrizio Rovesti, Colette Ruch (Svizzera), Günther Ruch (Svizzera), Enzo Ruggiero, Manuel Ruiz Ruiz (Spagna), Marina Salmaso (Danimarca), Massimo Salvoni, Daniele Sanguinetti, Sergio Sansevrino, Anna Santinello, Evie Satijadi (Indonesia), Alba Savoi, Roberto Scala, Patrizia Scalvini & Paolo Caporossi, Evelina Schatz (Russia), Josè Roberto Sechi (Brasile), Gianni Sedda, Serge Segay (Russia), Eugenia Serafini, Danilo Sergiampietri, Elena Sevi, Valery Shimanovsky (Russia), Eliso Ignacio Silva (Venezuela), Fulgor C. Silvi, Luigino Solamito, Mark Sonnenfeld (USA), Oliana Spazzoli, Franco Spena, Carol Stetser (USA), David Stone (USA), Renata e Giovanni Strada, Rod Summers (Olanda), E. Sündermann (Austria), W. Mark Sutherland (Canada), Jaromir Svozilik (Norvegia), Pietro Tartamella, Patricia Tavenner (USA), José Antonio Tenente (Portogallo), Ernesto Terlizzi, Camilla Testori, Roberto Testori, The Shepherd (Gran Gretagna), Paul Tiililä (Finlandia), La Toan Vinh (Vietnam), Marzia Todero, Tokitama (Giappone), Ettore Tomas, Stefano Tonelli, Mario Tonino, Attilio Tono, Micaela Tornaghi, Giuseppe Luca Torraco,  Agostino Tulumello, Lubomyr Tymkiv (Ucraina), Sigismund Urban (Germania), Valdor (Spagna), Anke Van Den Berg (Belgio), Johan Van Geluwe (Belgio), Francis Van Maele (Irlanda), Isabelle Vannobel (France), Giorgio Vazza, Armanda Verdirame, Cristina Vignocchi, Alberto Vitacchio, Piero Viti, Rüdiger Axel Westphal (Germania), Gail D. Whitter (Canada), Jokie X Wilson (USA), Monika Wolf (Germania), Reid Wood (USA), Roberto Zito, Rolando Zucchini.

 

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2 dicembre 2016 -27 gennaio 2017

Terra/Materiaprima
Galleria di Arti Visive dell’Università del Melo

Via Magenta 3, Gallarate (VA)

 

Inaugurazione Venerdì 2 Dicembre 2016 in Sala Planet alle ore 18.00

Orari: Tutti i giorni dalle ore 15.00 alle ore 18.00

Artisti partecipanti:

Fernando Andolcetti, Salvatore Anelli, Francesco Aprile, Barbara Ardau, Arno Arts (Olanda), Franco Ballabeni, Calogero Barba, Vittore Baroni, Clara Bartolini, Donatella Baruzzi, Daniela Barzaghi, Pier Roberto Bassi, Angela Behrendt (Germania), Lancillotto Bellini, John M. Bennett (U.S.A.), Luisa Bergamini, Pedro Bericat (Spagna), Carla Bertola, Giuseppe Bertolino, Diane Bertrand (Canada), Giorgio Biffi, Norbert Böckmann (Germania), Mariella Bogliacino, Giovanni Bonanno, Adriano Bonari, Renee Bouws (Belgio), Antonino Bove, Laura Bracchi, Hans Braümuller (Germania), Pierangela Brugola, Rossana Bucci, Ioan Bunus (Germania), Cristiano Caggiula, Pina Candileno, Antonella Capolupo, Luisella Carretta, Cascadia Artpost (U.S.A.), Bruno Cassaglia, Viviana Cernjul (Argentina), Bruno Chiarlone, Simonetta Chierici, Silvia Cibaldi, Mario Cobàs, Antonio Conte, Mauro Corbani, Carla Crosio, Francesco Cucci, Giampietro Cudin, Daniel Daligand (Francia), Caterina Davinio, Silvio De Gracia (Argentina), Marc De Hay (Olanda), Ko De Jonge (Olanda), Sabrina De Maria, Teo De Palma, Adolfina De Stefani, Albina Dealessi, Giuseppe Denti, Mimmo Di Caterino, Anna Maria Di Ciommo, Franco Di Pede, Giovanna Donnarumma, Ever Arts (Olanda), Cinzia Farina, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Anna Finetti, Alessandra Finzi, Franco Flaccavento, Roberto Formigoni, Piet Franzen (Olanda), Mariano Frare, Giglio Frigerio, Antonella Gandini, Ivana Geviti, Antonio De Marchi Gherini, Mario Giavino, Alicia Gil (Spagna), Gino Gini, Lillo Giuliana, Antonella Prota Giurleo, Tania Letizia Gobbett, Rudimar Gomes Neves (Brasile), Tony Gonzagto (Brasile), Coco Gordon (U.S.A.), Elke Grundmann, Shuzo Azuchi Gulliver (Giappone), Giovanni Gurioli, Yadan Hernandez (Cuba), Yadian Hernandez (Cuba), Hans Hess (Germania), Peter Hide 311065, Honoria (U.S.A.), Luigina Iacuzzi, Adele Iandolo, Gennaro Ippolito, Benedetta Jandolo, K7, Dobrica Kamperelic (Serbia), Renuka Kesaramadu (India), Andor Kömives (Romania), Antonio Cano Krüger (Perù), Oriana Labruna, Laloba, Paolo Lamarque, Bruno Larini, Alfonso Lentini, Silvia Lepore, Pino Lia, Nicola Liberatore, Oronzo Liuzzi, Gian Paolo Lucato, Serse Luigetti, Reneé Magaña (Svizzera), Ruggero Maggi, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Agnese Mammana, Loredana Manciati, Antonello Mantovani, Angela Marchionni, Maria Grazia Martina, Fabrizio Martinelli, Gianni Marussi, Christophe Massé (Francia), Hanne Matthiesen (Finlandia), Anja Mattila-Tolvanen (Finlandia), Massimo Medola, Moreno Menarin, Veronica Menghi, Miche-Art Universalis (Belgio), Monica Michelotti, Virginia Milici, Annalisa Mitrano, Henning Mittendorf (Germania), Fernando Montà, Emilio Morandi, Lorenza Morandotti, Simona Morani, Franca Munafò, Giancarlo Nucci, Cristina Oggioni, Jürgen Olbrich (Germania), Giuseppe Onesti, Clara Paci, Fausto Paci, Lucia Paese, Claudio Pantana, Dimitra Papatheodorou (Grecia), Sjoerd Paridaen (Belgio), Francesca Patat, Remy Penard (Francia), Roberto Pennati, Salvatore Pepe, Marcela Peral (Argentina), Teresinka Pereira (U.S.A.), Michele Peri, Pasquale Petrucci, Marisa Pezzoli, Tarcisio Pingitore, Christopher Pisk, PLG (Germania), Plumcake, Veronique Pozzi, Benedetto Predazzi, Marco Predazzi, Nadia Presotto, Tiziana Priori, Private World (U.S.A.), Rosella Quintini, Antonio Raucci, Cesar Reglero (Spagna), Terry Reid (Australia), Carla Rigato, Giuseppina Riggi, Jaume Rocamora (Spagna), Gian Paolo Roffi, Maria Pia Fanna Roncoroni, Margherita Levo Rosenberg, Manuel Ruiz Ruiz (Spagna), Tino Sartori, Antonio Sassu, Alba Savoi, Roberto Scala, Evelina Schatz, Anna Seccia, Josè Roberto Sechi (Brasile), Cesare Serafino, Lucio Serafino, Tiziano Serafino, Danilo Sergiampietri, Fulgor C. Silvi, SirSkape, Lucia Spagnuolo, Celina Spelta, Franco Spena, Karl Steurer (Svizzera), Gianni Strada, Renata Strada, Rod Summers/Vec (Olanda), Piero Tacconi, Ernesto Terlizzi, Roberto Testori, Paul Tiililä (Finlandia), Vittorio Tolu, Stefano Turrini, Krisztina Vâlcelean (Romania), Valdor (Spagna), Consuelo Vallejo (Spagna), Antonio Puja Veneziano, Alessandra Borsetti Venier, Silvia Venuti, Rosanna Veronesi, Alberto Vitacchio, Ilma Vizzini, Sima Zdeněk (Repubblica Ceca), Károly Zöld-Gyöngyi (Romania)

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30 novembre 2016 - 08 maggio 2017

Artemisia Gentileschi e il suo tempo

Museo di Roma - Palazzo Braschi Roma

Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna. Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente, che non si limitava alla sublime tecnica pittorica, ma che seppe, quella tecnica, declinarla secondo le esigenze dei diversi committenti, trasformarla dopo aver assorbito il meglio dai suoi contemporanei, così come dagli antichi maestri, scultori e pittori. La parabola umana e professionale di Artemisia Gentileschi (1593-1653), straordinaria artista e donna di temperamento, appassiona il pubblico anche perché è vista come un’antesignana dell’affermazione del talento femminile, dotata di un carattere e una volontà unici. Un talento che le consentì, giovanissima, arrivata a Firenze da Roma, prima del suo genere, di entrare all’Accademia delle Arti e del Disegno di Firenze; che le fece imparare, già grande, a leggere e scrivere, a suonare il liuto, a frequentare il mondo culturale in senso lato; una volontà che le consentì di superare le violenze familiari, le difficoltà economiche; una libertà la sua che le permise di scrivere lettere appassionate al suo amante Francesco Maria Maringhi, nobile raffinato quanto tenero e fedele compagno di una vita. Una tempra la sua, che pure sotto tortura (nel processo che il padre intentò al suo violentatore Agostino Tassi) le fece dire: “Questo è l’anello che tu mi dai et queste le promesse”, riuscendo così a ironizzare, fino al limite del sarcasmo, sulla vana promessa di matrimonio riparatore.

La mostra che si apre il 30 novembre al Museo di Roma a Palazzo Braschi, con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, promossa e prodotta da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Arthemisia Group e organizzata con Zètema Progetto Cultura, e che copre l’intero arco temporale della vicenda artistica di Artemisia Gentileschi, consentirà al visitatore di ripercorrere vita e opere dell’artista a confronto con quelle dei colleghi: circa 100 sono in totale le opere in mostra, provenienti da ogni parte del mondo, da prestigiose collezioni private come dai più importanti musei in un confronto serrato tra l’artista e i suoi colleghi, frequentati, a Roma, come a Firenze, ancora a Roma e infine a Napoli, con quel passaggio veneziano di cui molto è da indagare, così come la breve intensa parentesi londinese. 

L’esposizione, che rimane aperta sino al 7 maggio 2017, nasce da un’idea di Nicola Spinosa ed è curata dallo stesso Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina, e da Judith Mann per la sezione romana. È accompagnata da un catalogo edito da Skira che dà conto dei diversi periodi artistici e umani di Artemisia e riporta le schede delle opere esposte, frutto dei più recenti studi scientifici e degli ultimi documenti rinvenuti.

Oltre quindi ai magnifici capolavori di Artemisia come la Giuditta che taglia la testa a Oloferne del Museo di Capodimonte, Ester e Assuerodel Metropolitan Museum di New York, l’Autoritratto come suonatrice di liuto del Wadsworth Atheneum di Hartford Connecticut, si vedranno la Giuditta di Cristofano Allori della Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze o la Lucrezia di Simon Vouet del Národní galerie v Praze di Praga, solo per citarne alcuni: dopo i dipinti della prima formazione presso la bottega del padre Orazio, quelli degli anni fiorentini, segnati dai lavori dei pittori conosciuti alla corte di Cosimo de Medici come Cristofano Allori e Francesco Furini, ma anche le tangenze con Giovanni Martinelli; altri che recano echi, e non solo, della sua amicizia e frequentazione con Galileo, come del mondo, allora nascente, del teatro d’opera.

Scandite all’interno di un itinerario cronologico, le successive opere di Artemisia sono messe in relazione con quelle dei pittori attivi in quegli anni d’oro a Roma: GuidoCagnacciSimon VouetGiovanni Baglione, fonte d’ispirazione rispetto ai quali la pittrice aggiorna, di volta in volta, il suo stile proteiforme e mutevole.

A concludere, i dipinti eseguiti nel periodo napoletano, quando ormai Artemisia può contare su una sua bottega e sulla protezione del nobile Don Antonio Ruffo (1610-1678), lavori in cui, grazie ai confronti, sarà possibile capire il suo rapporto professionale coi colleghi partenopei: da Jusepe de Ribera Francesco Guarino Massimo StanzioneOnofrio PalumboBernardo Cavallino; tele come la splendida Annunciazione del 1630 – presente anch’essa in mostra – paradigmatiche di questa fiorente contaminazione, scambio e confronto.

Artemisia Gentileschi a Palazzo Braschi a Roma di Marcella Busacca

Artemisia e le sue sorelle di Francesca Cappelletti

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5 gennaio 2017

Collettiva di libri d’artista

Biblioteca comunale - Sormano


Artiste e artisti: Giuliana Bellini, Giuseppe Cafagna, Ludovica Cattaneo, Rafael Coronado , Monia Di Santo, Gretel Fehr, Gabriele Genchi, Lavinia Longhetto, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Veronica Menni, Antonella Prota Giurleo, Cristina Rossi, Mor Talla Seck, Antonio Sormani,  Paolo Sormani, Greta Tonello (in arte Gré ), Mara Trementozzi, Norman Zoia.   
Luogo: Sala consiliare del Municipio di Sormano

Interventi: Giuseppe Sormani, sindaco di Sormano; Antonella Prota Giurleo, curatrice artistica.
Saranno inoltre presenti alcune autrici e autori dei libri d’artista.
Letture: Rosa Bussadori, Maria Lingeri, Mary Sormani
Fotografie: Tito Arrigoni
Informazioni.  a.protagiurleo@email.it 347 03 12 744
Collaborazioni: Barbara Turcolin, presidente dell’associazione Zona franca  di Motta di Livenza

A Sormano, piccolo comune della provincia di Como, un gruppo di persone, prevalentemente donne, ha garantito, con il proprio lavoro volontario, l’apertura della biblioteca e la realizzazione di un museo degli antichi mestieri.
Il museo, sito nei locali dell’antica latteria, offre la possibilità di confrontarsi con arredi, oggetti e strumenti relativi ai lavori legati all’agricoltura e all’allevamento, alla  lavorazione della pietra e del cuoio, alla tessitura.
La cura e l’attenzione per la memoria di un passato neppure tanto lontano hanno fatto sì che una ricerca accurata dei luoghi e dei materiali permettesse di ritrovare i documenti della S.A. Latteria cooperativa di Dicinisio, attiva sino al 1947. Tra questi reperti i libretti di credito rilasciati ai soci, molti regolarmente compilati e alcuni intonsi.
Come resistere all’idea di usare i libretti vuoti per realizzare libri d’artista? Impossibile. Così diverse artiste e artisti hanno interpretato il libretto.
Alcune e alcuni hanno pensato di utilizzare il libretto come superficie per esprimere i propri interessi artistici, altre e altri sono partiti dal legame con il latte e con il lavoro ad esso connesso o dall’aspetto economico insito nel libretto stesso.

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fino al 5 febbraio 2017

La passione secondo Carol Rama

GAM Torino

Apertura d’eccezione alla GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, in via Magenta 31, con la grande mostra «La passione secondo Carol Rama», che s’inaugura martedì 11 con due appuntamenti da non perdere. Alle 18, nella Sala Conferenze GAM, in corso Galileo Ferraris 30, c’è l’incontro con Teresa Grandas e Paul B. Preciado, curatori della retrospettiva, che conversano con la direttrice Carolyn Christov-Bakargiev e Anna Musini. Alle 19 si spalancano le porte della rassegna che, ricca di quasi duecento opere (dall’acquarello «Nonna Carolina» a l’incisione «Le Parche», «La mucca pazza» e «Malelingue»), racconta settant’anni di carriera, dal 1936 al 2005, di Carol Rama: «I miei temi - scrisse - sono i medesimi da quando ho iniziato a dipingere. Figure, immagini, impressioni». 

Il pubblico può entrare in contatto con pagine pittoriche dall’insinuante erotismo, con il suo mondo ironico e dissacrante, popolato di ossessioni, evidente in questa mostra dedicata a Olga Carolina Rama, nata a Torino il 17 aprile del 1918, dove è morta il 24 settembre del 2015. 

Proveniente da una famiglia di piccoli industriali torinesi (il padre Amabile aveva una fabbrica di biciclette), Carol sentì forte su di sé il peso della malattia della madre, internata in un ospedale psichiatrico, e della morte misteriosa del padre, probabilmente suicida. Avvertì inizialmente il clima della pittura di Felice Casorati, ma la sua esperienza si è sviluppata, priva di una formazione accademica, secondo una scrittura personalissima. Un linguaggio che si snoda dagli acquerelli «Appassionata» e «Dorina» all’adesione al MAC di Torino (Movimento Arte Concreta), dai quadri astratti alle opere eseguite con la gomma dei pneumatici di bicicletta. Sono immagini composte nella casa-studio di via Napione, fra una vecchia macchina da scrivere e oggetti, fotografie, libri, il «vestito che indossava la prima volta che andò all’opera». Una casa vicino al Po, che Nico Orengo definì una «camera oscura»;qui prendevano forma i «bricolage», così denominati dall’amico e poeta dei Novissimi Edoardo Sanguineti, come il «Ritratto di Massimo Mila», l’«Omaggio a Carlo Mollino» o «Il chiodo di Corrado»: «La mia sicurezza esiste solo davanti a un foglio da riempire. Il lavoro è l’unico modo di togliermi le paure. La mia trasgressione è la pittura». Una trasgressione viscerale, provocatoria, irridente, tanto che nel 1945 la polizia chiuse per «oscenità» la sua prima mostra alla Galleria Faber di Torino. 

l lungo percorso di Carol Rama si misura con l’invito alla collettiva «L’altra metà dell’avanguardia 1910-1940» di Lea Vergine, l’importante riconoscimento del Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia del 2003 e la significativa esposizione della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo del 2004, realizzata da Guido Curto e Giorgio Verzotti. La mostra alla Gam, già proposta in Spagna, e poi a Parigi, Dublino e in Finlandia, è stata ideata e organizzata dal Museu d’Art Contemporani de Barcelona e dal Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, co-prodotta da Gam, EMMA-Espoo Museum of Modern Art, IMMA di Dublino. Catalogo Silvana Editoriale, con il sostegno della Fondazione Sardi per l’Arte.

Angelo Mistrangelo

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Quintocortile - Viale  Bligny 42 - 20136  Milano

15 - 29 novembre 2016

ORIENTEOCCIDENTE
Dialogo immaginario con una donna cinese, oltre il confine 

di Cristina Ruffoni

 

a cura di Roberto Borghi

La mostra nasce da suggestioni provenienti dalle ricerche del filosofo francese François Jullien, forse il più acuto studioso della cultura cinese in Europa, nelle quali l’artista ha trovato echi di un suo scritto poetico del … (inserire la data).
In galleria sono esposti dipinti ad acrilico e tecniche miste su tela organizzati in trittici, e una serie di piccole opere che formano un polittico.
La mostra è accompagnata da testi di: Roberto Borghi, critico d’arte; Carlo Galante, compositore; Iskra Sguera, designer, Stefania Trinchero, psicologa, Signa Schiavo-Campo, antropologa.

inaugurazione: martedì 15 novembre alle ore 18

orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19 (dal 15 al 29 10 novembre 2016)
catalogo in Galleria con testi di Roberto Borghi e Cristina Ruffoni

 

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dal 7 al 22 ottobre 2016

aperto da mercoledì a sabato dalle 15.30 alle 19

per City Art scendere alla fermata TURRO MM1

Un viaggio di Marilde e Nadia nel mondo delle migrazioni e delle identità di Marcella Busacca

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E' uscita

Leggendaria n. 119 – CARTA

 

OGGETTO BAMBINE

Settembre 2016 – 76 pagine

 ILDEGARDA DI BINGEN • CHARLOTTE BRONTË • CARYL CHURCHILL • EDOARDO ALBINATI

La copertina e le immagini che accompagnano gran parte di questo “Tema” sono diNadia Magnabosco, artista che vive e lavora a Milano ed espone in Italia e all’estero in personali e collettive dal 1993. Ha sperimentato nel corso del tempo differenti tecniche e forme artistiche, mantenendo sempre al centro la ricerca, fra il reale e il surreale, sull’identità di genere. Oltre ai pigmenti usa tutti i materiali che la suggestione del momento le suggerisce: vecchie carte, cartoline, cartoni, libri e giornali, fili e stoffe, terre colorate e sabbie, chincaglierie, oggetti e oggettini riciclati o recuperati nei mercatini, con particolare attenzione al passaggio in mani femminili, si legge di lei nel sito www.oltreluna.women.it.

Oggetto Bambine: un titolo che è una sorta di ossimoro concettuale nel richiamare il suo contrario, Bambine Oggetto. Per dire che parliamo – ancora – di loro: le donne che saranno. Quelle che stanno crescendo – ancora – sotto lo sguardo maschile di padri, fratelli, insegnanti, compagni di scuola. Ma anche dentro quell’ambiente immateriale ma potentissimo costruito e alimentato dal sistema dei media e della pubblicità, della moda e dei social, dei fumetti e dalle altre narrazioni seriali. Mentre la cronaca implacabilmente ci racconta di bambine, pre-adolescenti e giovani donne esposte a molestie, bullismo, violenze fino al femminicidio (o al suicidio), è sull’ambiente in cui questo accade che vogliamo ragionare. Un ambiente che tende a favorire una sessualizzazione precoce delle bambine, una spinta a omologarsi al modello unico della seduzione, del piacere a tutti i costi, un processo di auto-oggettificazione che fa del proprio corpo e della propria sessualità qualcosa di esterno a sé, da giudicare, manipolare, usare. Nessun moralismo: non si vuol qui sostenere l’idea dell’infanzia come età dell’innocenza, né tantomeno negare che ogni bambina a volte “gioca” a fare la donna. Ma l’ipersessualizzazione cui assistiamo è altro: fenomeno relativamente recente e comunque in grande espansione, frutto di manipolazioni da cui spesso non sono escluse le madri, utilizzato alla grande dal “mercato” e dalla comunicazione in ogni sua forma. C’è modo di invertire, contenere, ribaltare questa tendenza? Se i genitori, madri e padri, sono anche loro prigionieri di una illusoria, narcisistica, eterna adolescenza? Se a scuola non si riesce a far passare la necessità e l’urgenza di mettere a tema la sessualità, l’identità di genere, il rispetto delle differenze, l’educazione ai sentimenti? Se non bastano codici di autoregolamentazione sulla comunicazione che assicurino il rispetto di bambine e bambini nella loro “naturale evoluzione”? Per fortuna, non tutti i segnali vanno nella stessa direzione e c’è chi riesce a produrre contro-narrazioni. O a lavorare perché si parta dalla scuole, come sta facendo, tra gli altri e le altre, una organizzazione come Scosse che il 24 e 25 settembre ha tenuto a Bologna il suo III meeting nazionale su “Educare alle differenze”. Ma non bisogna smettersi di interrogarsi per capire, come scrivono Francesca Mazziotta, Monica Pasquino e Maddalena Vianello che hanno curato il nostro Tema, accompagnato dalle immagini di Nadia Magnabosco. 

Dedichiamo il nostro Speciale a Ildegarda di Bingen, straordinaria figura di monaca, mistica e musicista. Mentre nella sezione Incontri trovate una approfondita intervista di Bia Sarasini a Edoardo Albinati, autore del romanzo molto “maschile” che ha vinto il Premio Strega. In Primopiano, c’è solo l’imbarazzo della scelta: parliamo di Charlotte Brontë e di Elizabeth Jane Howard; di Caryl Churchill e dei titoli più recenti su femminismo e postcoloniale; di Wanda Tommasi e Silvia Federici, Laura Lepetit e Eleonora Duse. E in LettureTop Five ci sono, come di consueto, molti suggerimenti per affrontare l’autunno con una buona scorta di libri.

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Venerdì 18 novembre, alle ore 18.30

Civica Scuola Interpreti e Traduttori Altiero Spinelli  Via Francesco Carchidio, 2, Milano

Michel Dingenouts, docente di lingua e cultura olandese, presenterà la nuova raccolta della scrittrice di poesia Helma Maessen, Punti di fuga/Verdwijnpunten, ed. LietoColle, Faloppio (CO), 2016.
Alla presentazione seguirà la lettura di alcuni testi in lingua nederlandese, ad opera della poeta stessa, ed in lingua italiana, a cura di Giuseppe Giolitti, presidente di Erasmus, Associazione culturale per la divulgazione della lingua nederlandese e la promozione della cultura olandese e fiamminga.
Nel libro, con testo a fronte italiano-nederlandese, sono raccolte poesie inedite parzialmente riscritte, nuove poesie, haiku e aforismi. La poeta dice di sé: “ciascuna delle due lingue ha una propria (atmo)sfera linguistica. Una volta cominciato… a scrivere ciò che vivo o ho vissuto come una poesia, … l’altra lingua mi induce a proseguire parallelamente nelle due versioni. E anche se procedo solo in una delle due, quando questa si trova per intera nel computer si fa sentire subito l’esigenza di dar voce all’altra lingua. Non facendo però una traduzione precisa, ma cercando di rendere la stessa idea con parole di quella lingua. Per me c’è una differenza tra ‘tradurre’, dove adoperando tutti i ferri del mestiere si porta un testo dalla lingua di partenza a quella di arrivo, e quel che chiamerei piuttosto ‘rendere’ dove si tiene maggiormente conto delle caratteristiche e della (atmo)sfera di una lingua..."

L’iniziativa sarà accompagnata da una mostra di libri d'artista ispirati alla raccolta precedente dell'autrice,  Rifrazioni di Luce - Brekend licht, ed. Mobydick, Faenza, 2009.

Alla collettiva, curata da Antonella Prota Giurleo, artista e curatrice, sono stati invitati a partecipare Giuliana Bellini, Rafael Coronado, Marisa Cortese, Pino Deodato, Daniela Dente, Gretel Fehr, Simonetta Ferrante, Nise Gerbino, Lorenza Morandotti, Yvonne Muizert,  Mor Talla Seck, Antonio Sormani, Jur Strelitski, Vittorio Tonon, Franco Tripodi, Emily Joe.        

Oltre alle  interpretazioni di artiste e artisti professionisti di rilievo sarà possibile esaminare anche quelle che, di diverse poesie, hanno dato alcune donne che partecipano al Laboratorio d’arte condotto da A. Prota Giurleo nella Casa circondariale di San Vittore.

Cristina Rossi, giornalista e critica, ha scritto un testo di presentazione della mostra dal titolo Tra me e voi

“Si può ben dire che gli artisti, tra le loro opere, amino in particolare i libri d’artista perché questo manufatto, sobrio e preziosissimo, frammento che svela sottovoce il nucleo della ricerca propria di ciascuno declinata nella raffinata e irripetibile variante dell’oggetto libro, consente un momento intimo e libero nell’incontro con altre espressioni artistiche dove la carta diventa quella materia tangibile che incanta.
In questa mostra, a partire dalle raccolta di poesie Rifrazioni di luce di Helma Maessen, i 18 artisti hanno “aperto" i loro lavori sui testi a un di più della mera interpretazione e di quello che i singoli lavori racchiudono nel loro specifico.
“Non faccio distinzione tra l’esecuzione di un libro e quella di un quadro” diceva Matisse, l’esecuzione appunto: dal frontespizio alle pagine interne dei libri gli artisti hanno dato via libera, così, a una creazione che non è mai illustrativa ma occasione di studio e di confronto. Temi e stili sono legati al percorso di ciascuno: pittura, disegno, incisione, scultura, collage, si susseguono in un movimento collettivo ampio e fluido a significare anche quel “mood” ludico, ironico, irriverente, mai ingenuo, che, in qualche modo, li accomuna e ci rende partecipi di un progetto comune.
Nel linguaggio poetico, sofferto e nostalgico di Helma, nel suo restituirci, quasi con un intento rabdomantico, non diaristico, ricordi, vissuti, figure familiari, traspare un incontro di finezza ed esigenza intellettuale che rende il suo sguardo sui temi della vita una parola che non pretende verità ma risuona di senso.
E mi pare che gli artisti nel “fare" anch’essi il libro e sostando sulla parola poetica abbiano creato una relazione singolare e collettiva che rende questi lavori un processo unico, fuori da una temporalità precostituita, aperto ad altre imprevedibili interazioni”.

 

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26 ottobre - 10 novembre 2016 

strutture polimorfe
e geometrie di confine

di Mavi Ferrando

  

Quintocortile - Viale  Bligny 42 - 20136  Milano

a cura di Cristina Rossi

Installazioni a parete di 11 bassorilievi in legno verniciato realizzati a partire da un modulo di cm 36x50 per un totale di circa settanta elementi.

 " ... Le opere in mostra,  le più significative tra quelle  recenti, rappresentano simbolicamente  quasi la sintesi  di un intero percorso narrativo; ad accomunarle ai lavori storici dell’artista sta infatti un approccio radicale che Ferrando mette in campo su un’idea di scultura fondata sulla propria necessità  emozionale di trasformare la forma, di farla virare, da una prima ipotesi, a una totalmente “altra” inimmaginabile, trasgressiva, aperta a nuove possibilita’ di articolare il proprio racconto creativo. ..." (dal testo di Cristina Rossi)

inaugurazione: mercoledì 26 ottobre alle ore 18

orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19 (dal 26 ottobre al 10 novembre 2016)
catalogo in Galleria con testi di Cristina Rossi, Donatella Airoldi

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16 settembre - 14 ottobre 2016

 

SBLU_spazioalbello propone a Firenze, presso lo IED Istituto Europeo di Design una selezione della mostra Oggetto Libro, già inaugurata nell’ambito della XXI Triennale, a Milano lo scorso giugno presso la Cavallerizza.
La mostra si articola sul confronto tra i libri di design, artefatti della produzione industriale realizzati con particolari soluzioni tecniche e i libri d’artista che per definizione sono pezzi unici o a tiratura limitata.
Tra le opere in mostra un lavoro di Marilde Magni.

IED Istituto Europeo di Design Firenze
Via Maurizio Bufalini, 6/R

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Spazio aperto 2016

dal 13 al 30 settembre 2016

MAVI  FERRANDO
Decostruzioni e geometrie di confine


Studio Arte Fuori Centro
Via Ercole Bombelli 22, 00149 Roma – 06.5578101 – 328.1353083

Martedì 13 settembre 2016, alle ore 18,00 a Roma, presso lo Studio Arte Fuori Centro, via Ercole Bombelli 22, si inaugura la mostra di Mavi Ferrando,Decostruzioni e geometrie di confinea cura di Cristina Rossi.

L’esposizione rimarrà aperta fino al 30 settembre, secondo il seguente orario: dal martedì al venerdì dalle 17,00 alle 20,00.

L’evento è il secondo appuntamento di Spazio Aperto 2016 ciclo di quattro mostre in cui l’associazione culturale Fuori Centro ha invitato gallerie e critici di altre regioni italiane a segnalare artisti appartenenti al proprio territorio per tracciare i percorsi e gli obiettivi che si vanno elaborando nei multiformi ambiti delle esperienze legate alla sperimentazione.

Mavi Ferrando, genovese e milanese d’adozione, dopo il Liceo Artistico si è laureata in architettura. Fondamentalmente scultrice per le sue opere utilizza soprattutto il legno, ma anche il ferro, materiali di riciclo e materie plastiche. L’ambiguità dell’apparire è da sempre il cardine su cui si sviluppa il suo intero lavoro. Espone in mostre personali e collettive dal 1975 sia in Italia che all’estero. Tra le pubblicazioni è presente in ‘Storia dell’Arte italiana del ‘900 -Generazione anni quaranta’ di Giorgio Di Genova -Edizioni Bora. Tra gli altri hanno scritto sul suo lavoro: Mirella Bentivoglio, Marisa Vescovo, Carmelo Strano, Anty Pansera, Alessandro Mendini, Vito Apuleo, Mimma Pasqua, Roberto Borghi, Donato di Poce, Chiara Gatti, Evelina Schatz, Giorgio Di Genova, Kevin McManus, Cristina Rossi. Dal 1997 si occupa attivamente del settore arte dello spazio Quintocortile a Milano. Lavora a Milano e a Valle Lomellina (Pavia).

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dal 14 settembre2016 all'8 gennaio 2017

Betye Saar: Uneasy Dancer

Fondazione Prada
Largo Isarco 2 -Milano

Fondazione Prada presenta a Milano dal 15 settembre 2016 al 8 gennaio 2017 Uneasy Dancer, una mostra antologica dedicata a Betye Saar (Los Angeles, 1926). E’ la prima esposizione in Italia dell’artista americana che riunisce più di 80 opere tra installazioni, assemblage, collage e lavori scultorei creati tra il 1966 e il 2016.
Uneasy Dancer (danzatrice incerta) è l’espressione con cui Betye Saar definisce se stessa e il proprio lavoro che, per usare le sue parole, “segue il movimento di una spirale creativa ricorrendo ai concetti di passaggio, intersezione, morte e rinascita, nonché agli elementi sottostanti di razza e genere”. Il suo processo artistico implica “un flusso di coscienza” che esplora il misticismo rituale presente nel recupero di storie personali e di iconografie da oggetti e immagini quotidiani. Al centro della sua opera si possono individuare alcuni elementi chiave: l’interesse per il metafisico, la rappresentazione della memoria femminile e l’identità afroamericana che, grazie al suo lavoro, assumono forme e significati inediti. Come sostiene Saar, la sua arte “ha più a che fare con l’evoluzione che non con la rivoluzione, con la trasformazione delle coscienze e del modo di vedere i neri, non più attraverso immagini caricaturali o negative, ma come esseri umani”. A partire dalla fine degli anni Sessantala sua sperimentazione con i materiali diventa sempre più tridimensionale e verso l’inizio degli anni Settanta inizia a creare veri e propri assemblage. Attraverso il suo uso esperto di materiali di recupero, memorabilia personali e immagini dispregiative che richiamano storie negate o deformate, Saar sviluppa una potente critica sociale che sfida gli stereotipi razziali e sessisti radicati nella cultura americana. Negli anni Settanta, i suoi assemblaggi iniziano ad assumere dimensioni sempre maggiori, e diventano delle vere e proprie installazioni, accomunate da un approccio che unisce visioni e fedi di ogni tipo – da quelle più personali e misteriose a quelle universali – accostandole a riflessioni politiche.
Uneasy Dancer espande nel suo complesso temi fondamentali della pratica di Betye Saar, tra i quali la memoria, il misticismo e la costruzione di entità socio- politiche. In mostra saranno presenti i suoi assemblaggi di immagini e oggetti inseriti in scatole o valigie, come Record for Hattie (1975) e Calling Card (1976), che assumono una dimensione performativa, anche se in miniatura. I lavori esposti alla Fondazione Prada, includono tracce del folclore afroamericano, combinando la dimensione politica a una visione spirituale che attinge a molteplici credenze e tradizioni di origine africana, asiatica, americana ed europea. Inoltre sarà presentata una serie di opere che utilizzano strumenti di lavoro o elementi della vita domestica, come assi per il bucato, bilance e finestre, assemblati a fotografie o manufatti d’epoca. Questi ultimi lavori che abbracciano vari decenni svelano, da un lato, una condizione intima e autobiografica e dall’altro alludono a una dimensione immaginativa e fantastica.

Mami non Mami di Cristiana Campanini

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DELL'AMBIVALENZA


immagine in copertina di Nadia Magnabosco


A cura di Anna Maria Crispino, Marina Vitale
Dinamiche della narrazione in Elena Ferrante, Julie Otsuka e Goliarda Sapienza

Se l’ambivalenza si definisce come il carattere di ciò che si presenta sotto due aspetti diversi, non necessariamente ambigui o contraddittori, siamo di fronte all’elemento maggiormente dinamico delle narrative contemporanee. L’ambivalenza – nelle storie narrate ma anche nelle vite – è la compresenza di diverse possibilità, l’una magari preminente ma con l’altra/le altre sempre in campo.
Partendo dall’analisi di alcuni testi di Elena FerranteGoliarda Sapienza e Julie Otzuka, i saggi contenuti in questo volume mettono in luce la molteplicità interiore e la spesso irrisolta relazione con la propria fisicità e i suoi meccanismi di piacere e dolore, desiderio e ripulsa. Così, nell’imperioso imporsi narcisistico dell’io, si gioca l’ambivalenza femminile nei confronti del corpo e della sessualità in tutte le sue varianti agite o fantasticate (eterosessuali, omosessuali, queer). L’ambivalenza insomma è ciò che consente di tenere insieme le parti diverse e a volte conflittuali del proprio sé nel faticoso processo del divenire: una certa letteratura sta cercando le parole per dirlo.

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fino all'8 gennaio 2017

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9 -23 ottobre 2016

Chen Li
exposition
dessins, encres, esquisses, calligraphies, peintures, plexiglas, etc.


vernissage apéritif le dimanche 9 octobre
à 12 heures en présence de l’artiste

du 8 au 23 octobre 2016
du mercredi au samedi de 15 à 18 heures - dimanche 10 à 17 heures

CHEN LI Galerie Hôtel de Clérieu
place aux Herbes (place Maurice Faure)
Romans sur isère

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9 ottobre 2016

 

L’associazione di donne Galassia organizza, con il patrocinio della città di Corsico, un’iniziativa culturale aperta al pubblico per conoscere la cultura georgiana.
L’incontro, che si svolgerà domenica 9 ottobre dalle ore 17 alle ore 19 presso la sala La Pianta in via Leopardi 9 a Corsico (Milano), prevede la presentazione di opere artistiche, musicali e letterarie.
Tra le opere esposte quelle grafico pittoriche di Medea Keidia, Oto Qurdadze, Ghigo Rioneli (George Gakhokidze), Elene Turashvili, provenienti dalla Georgia,  e un libro d’artista collettivo ispirato al testo della scrittrice georgiana Meli Turmanidze.
L’artista e curatrice milanese Antonella Prota Giurleo invitò, due anni fa, diverse artiste ed artisti a realizzare un proprio lavoro su una pagina in formato A4 sulla quale era stato stampato il testo suddetto. La prima esposizione delle opere, disposte in forma di installazione, ha avuto luogo all’Umanitaria di Milano, nell’ambito di un’iniziativa di Arte da mangiare.
Successivamente tutti gli interventi  sono stati raccolti e rilegati a formare un libro collettivo che è stato presentato in diverse occasioni espositive, sia in Italia che in Georgia, presso la biblioteca di Batumi.
Le artiste e gli artisti che hanno offerto la propria opera per la costruzione del libro collettivo Pane quotidiano  sono:
Antonella Bosio, Giuliana Bellini, Mame Demba Beye, Carmen Boccù, Anna Boschi, Giuseppe Cafagna, Mara Caruso, Marco Esteban Cavallaro, Adolfina De Stefani, Albino De Francesco, Emily Joe, Maurizio Follin, Eliana Frontini, Ornella Garbin, Ruggero Maggi, Marilde Magni, Nadia Magnabosco, Gianmario Masala, Pierangela Orecchia, Lorena Pedemonte Tarodo, Mari Jana Pervan, Antonella Prota Giurleo, Angelo Riviello, Sergio Sansevrino, Antonio Sassu – Gruppo Sinestestico, Monica Scardecchia, Mor Talla Seck, Antonio Sormani, Giorgia Sormani, topylabrys, Micaela Tornaghi, Rosanna Veronesi, Vorticerosa.

 

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Veronica Longo: Introspezioni

Sabato 8 ottobre 2016, alle ore 18.30, si inaugura la mostra dell’artista Veronica Longo, a cura dello storico dell’arte veronese Riccardo Battiferro Bertocchi, presso l’Atelier Controsegno, in Via Napoli 201, Pozzuoli, Napoli (lungomare Bagnoli, stazione Cumana Dazio).
Per l’occasione il poeta-attore Ciro Ridolfini interpreterà La mente e il cuore, intervento artistico-letterario. In chiusura, domenica 23 ottobre, dalle ore 21.00, riprende il ciclo Serate in Atelier con con i performers Silvia Romano, Peppe Di Gennaro e Adelma Rago, Valentina Ialacci. 

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fino al 30 settembre 2016

Laurie Anderson

The Withness Of The Body "Made in Cloister"

 

ex-Chiostro di S. Caterina a Formiello (Porta Capuana), Napoli.


Dal 28 maggio al 30 settembre 2016 resteranno in esposizione, negli spazi dell’ex-Chiostro di S. Caterina a Formiello oltre 30 opere dell’artista a comporre una mostra che appare come la naturale estensione della sua ricerca sui temi della vita, della perdita, e della consistenza ed inconsistenza del corpo, riprendendo e sviluppando gli esiti di altre, tra le sue ultime opere, quali “Night Life”, l’esperienza del “Bardo di Lolabelle”, il film “The Heart of a Dog” e l’ “Habeas Corpus” presentato all’Armory di New York ad Ottobre 2015. La mostra “The Withness of the Body” è inclusa nella programmazione della XXI Triennale del Design di Milano.

Il Museo Madre ha concesso alla mostra il MATRONATO. La mostra è la prima realizzata a Napoli da delle più grandi artiste performative, musiciste e scrittrici contemporanee americane, Laurie Anderson. La mostra, a cura dell’artista stessa e prodotta da Fondazione Tramontano Arte, è dedicata all’apertura del Chiostro Cinquecentesco di Santa Caterina a Formiello che, dopo un lungo periodo di abbandono, torna a vivere come “luogo del fare” nel progetto “Made in Cloister”. Laurie Anderson, considerata tra i più audaci e riconosciuti pionieri della creatività americana, è stata, insieme al marito Lou Reed, tra i primi artisti a sostenere il progetto Made in Cloister.
Laurie Anderson (1947, Chicago), artista performer, musicista, scrittrice statunitense, o per sua stessa definizione, “una narratrice di storie”, è una delle principali esponenti dell’avanguardia artistica newyorchese, le cui opere si articolano fra composizioni musicali e teatrali, performance e installazioni multimediali. Anderson inizia a suonare il violino da giovane, strumento che sarà spesso al centro dei suoi progetti: uno dei suoi violini (Tape-bow Violin) ha una testina da registratore al posto delle corde e un nastro magnetico inciso teso sull’archetto, e il suono viene prodotto facendo scorrere l’archetto (il nastro) sul violino (la testina). Tra le sue opere più celebri: United States 1-4, Mister Heartbreak, Empty Places, Stories from the Nerve Bible e Song and Stories from Moby Dick, spettacolo imponente ispirato al celebre romanzo di Herman Melville nel quale viene suonato un altro strumento inventato dall’artista (Talking Stick, “Bastone parlante”, sbarra metallica riempita di circuiti elettronici che riproduce suoni in base a come viene mossa o toccata). Nel 1981 Anderson presenta il singolo O Superman, composizione minimalista che raggiunge il secondo posto nelle classifiche britanniche, divenuto famoso in Italia per una serie di spot pubblicitari del Ministero della Sanità sulla prevenzione dell’AIDS. Tra le sue numerose collaborazioni quelle con lo scrittore William S. Burroughs, con il regista Wim Wenders e con molti musicisti, fra i quali Brian Eno, Peter Gabriel, Philip Glass, Jean Michel Jarre, Bobby McFerrin, Lou Reed, Dave Stewart, John Zorn. Nel 2001 Anderson ha ricevuto il Premio Tenco e nel 2011 il premio Legends del Pratt Institute di New York, mentre nel 2003 è diventata la prima artista ufficiale della NASA. Come artista visiva ha esposto nei principali musei internazionali: nel 2003 il Musée Art Contemporain di Lione in Francia presenta una retrospettiva itinerante, intitolata The Record of the Time, con opere dal 1970, nel 2008 il MoMA-Museum of Modern Art di New York acquisisce il suo Self-playing Violin, nel 2011 la sua opera Forty-Nine Days in the Bardo è esposta al The Fabric Workshop and Museum di Philadelphia, nel 2012 è artist-in-residence presso la High Performance Rodeo a Calgary, occasione nella quale presenta la sua ultima performance da solista (Dirtday!), a cui seguono residenze all’UCLA di Los Angeles e all’EMPAC di Troy, New York. Tra le sue mostre in Italia, nel 1998, Dal Vivo presso la Fondazione Prada di Milano in collaborazione con la Casa Circondariale San Vittore, a cura dell’artista stessa con Germano Celant.

Laurie Anderson: " Lou Reed e Lolabelle ispirano il mio viaggio ai confini della vita" di Bruno Ruffilli

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11 giugno - 7 agosto 2016

Face to Face

I’m nobody! Who are you? Are you nobody, too? Emily Dickinson
Domande ancora vive nel tempo a cui oggi la mostra facetoface tenta di rispondere proponendo  un fitto dialogo tra i 19 autori invitati e gli spettatori. Oggi, negli spazi dell’en plein air, si perpetua la  magia della commedia, della parte del sé che  racconta, cela,  svela e fugge, dal sipario al network, dalla strada alla rete universale, è tempo di meravigliarsi ma è anche tempo di vivere, così, come la contemporaneità propone. Elena Privitera

Face To Face, ovvero Marionette Parallele, Giovanni Fasulo maggio 2016
“Quando mi vidi non c’ero”Scritta dipinta su feltro nell’opera di Vincenzo Agnetti, Autoritratto, 1971
Un volto, una maschera (Face To Face); un corpo, un fantoccio (Marionette Parallele). Elementi fissi, rivolti a ciò che si trasforma, costantemente; portano alla luce ciò che è nascosto, evidenziano l’interiorità. La maschera si identifica nella persona: è il “Super-Io” freudiano, la sfera psichica che si forma nei primi anni della nostra esistenza, custode di norme morali e regole sociali interiorizzate. E il “Super-Io” è manifestato dalla maschera: grazie a quei tratti definiamo l’appartenenza a una categoria sociale, l’identificazione in un ruolo, l’essere parte di un gruppo. Il mistero di ogni volto/maschera - corpo/fantoccio risiede nelle contraddizioni prodotte nelle tensioni dialettiche tra esse: individuo vs persona. Ogni immagine (dipinto, foto, scultura, video) si misura costantemente con questa dimensione, evidente e insondabile al contempo.
I soggetti delle opere selezionate per Face To Face sono “figure”, che intrattengono con lo spettatore relazioni diverse: affermazione, proiezione, identificazione, alterità, immaginazione. L’osservatore si ritrova assegnatario di un posto, indirizzato verso un sentiero: dà vita così all’opera. Figurazione e de-figurazione si alternano: ecco la rivelazione palese, ora il celarsi misterioso; esplode l’allegoria buffa, silenzioso compare il realismo severo. La de-figurazione espone all’alterità: i soggetti sono attraversati dalla differenza e dai flussi di relazioni, dimenticano la propria autenticità per lasciarsi definire dall’esterno o dal rapporto con l’altro.
Una porzione di mondo possibile viene messa in scena, sfidando l’osservatore: lo sguardo è nudo, difficile reggere alla visione di se stessi. Ma si è rapiti, senza vie di scampo. Svanisce il tempo e lo spazio, esiste solo <<una dimensione di altro genere>> (Béla Balazs, 1987): esploriamola!

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dall'8 al 26 agosto 2016

Un incontro tra immagine e parola

Mostra collettiva di libri d’artista

Biblioteca comunale di Sormano

Inaugurazione: alle ore 17 di lunedì 8 agosto presso la Sala consiliare

Artiste e artisti:
Anna Boschi, Marisa Cortese, Fernanda Fedi, Dorothea Fleiss, Roberto Gianinetti, Gino Gini, Pirjo Heino, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Myriam Muriel Mercader, Susanne Muller Baij, Michael Paysden, Antonella Prota Giurleo,  Cesar Reglero Campos, Evelina Schatz,  Dana Sikorska, Antonio Sormani,  Paul Tiilila, Anja Mattila Tolvanen, topylabrys, Micaela Tornaghi, Rosanna Veronesi, Claudio Jaccarino, Emily Joe, Isabel Jover, Laboratorio di arte della Casa circondariale di San Vittore.  


Letture: Rosa Bussadori, Valentina Frigerio, Maria Lingeri, Armanda Prati  
Organizzazione e conduzione buffet: Paola Rigamonti
Luogo e periodo espositivo: Biblioteca comunale.
Orari di apertura: mercoledì 14,30 – 16,30; venerdì 9,30 – 11,30
Curatrice: Antonella Prota Giurleo
Informazioni: a.protagiurleo@email.it  347 03 12 744

Libri d’artista ispirati per lo più ad opere letterarie sono esposti in mostra a suggerire una sintonia tra diverse modalità espressive, in particolare tra letteratura e linguaggi visivi.
Libri realizzati utilizzando la forma libro, libri a fisarmonica, libri oggetto, minilibri e libri già esistenti usati come superficie di lavoro. Sono diverse le modalità espressive alle quali ogni artista può riferirsi per elaborare un oggetto d’arte che richiama la forma del libro e che ad esso si ispira.
Generalmente si parla di:

  1. Libro oggetto: un’opera d’arte in forma di libro in esemplare unico
  2. Libres de peintres: una raffinata edizione di un testo letterario, accompagnata da opere grafiche originali di artisti
  3. Libri d’artista: prodotto editoriale formalmente simile agli altri libri realizzato da un singolo artista, nel tentativo di dar vita ad un’ opera d’arte accessibile ad un pubblico abbastanza vasto.

In questa mostra sono presenti diverse modalità espressive, alle visitatrici e ai visitatori il piacere della visione e della ricerca.

Oltre alle opere realizzate da artiste ed artisti professionisti in esposizione anche  un libro collettivo delle donne che partecipano al Laboratorio di arte della Casa circondariale di San Vittore di Milano.

 

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fino al 30 agosto 2016

Georgia O'Keeffe

Tate Modern - London

Quando aveva dodici anni, Georgia O'Keeffe decise che voleva fare la pittrice, ispirata dalla vastità del paesaggio del Wisconsin e dei suoi colori. Fino alla morte a 98 anni, osannata come la “madre del modernismo americano”, l'artista rimase fedele ai suoi amori originali: il paesaggio e il colore.
Nel 1916 fece il suo debutto in una mostra a New York, alla galleria 291 del celebre fotografo Alfred Stieglitz che sarebbe poi diventato suo marito e promotore.

Tate Modern coglie ora l'occasione del centenario della prima mostra della O'Keeffe per una grande retrospettiva di quella che è considerata la grande artista americana del Ventesimo secolo, ma che in Europa non ha mai avuto una grande mostra a lei dedicata.
E' una retrospettiva ma anche un ripensamento: la mostra della Tate ha l'obiettivo dichiarato di liberare l'opera della O'Keeffe dalle pesanti interpretazioni della critica dell'epoca e permettere ai visitatori di guardare i suoi quadri come lei li aveva concepiti.
Secondo Tanya Barton, direttrice della mostra, sono profondamente sbagliate sia l'interpretazione “freudiana” che ha visto nelle immagini soprattutto di fiori della O'Keeffe riferimenti all'anatomia femminile, sia l'interpretazione delle femministe che tentarono invano di reclutarla tra le militanti di un'iconografia al femminile.
La Barton sottolinea che basta leggere quanto la O'Keeffe stessa ha scritto per capire che i suoi interessi erano altri, e che l'artista era profondamente frustrata dall'ossessione monomaniacale dei critici. “Chi legge simboli erotici nei miei quadri in realtà parla degli affari suoi,” scrisse. 
I quadri di fiori che tanto la resero famosa e fraintesa erano stati concepiti per attirare l'attenzione sulla loro bellezza, ingigantendo l'immagine per enfatizzare le loro forme, prendendo in prestito dalla fotografia l'idea dello zoom.

“Nessuno guarda davvero un fiore perché sono così piccoli, - scrisse. – Allora mi sono detta dipingo un fiore ma così grande che anche i frettolosi abitanti di New York lo noteranno.”

Il percorso cronologico della mostra, dal 1915 al 1963, e la sequenza di 115 quadri permettono di capire quali fossero le intenzioni e gli obiettivi dell'artista. La fonte di ispirazione inesauribile è sempre stata la natura in senso lato, dalle nuvole in cielo ai fiori recisi in un vaso, dalle maestose montagne del New Mexico ai teschi di cavallo e di bufalo sbiancati dal sole, dall'arido sconfinato deserto al letto di un fiume visto dall'alto.
Altra fonte di ispirazione è la musica: dopo avere letto gli scritti di Kandinsky la O'Keeffe cercò di tradurre i suoni in immagini, forme astratte e colori. Cinquant'anni dopo il suo debutto come pittrice, dopo la lunga fase dei paesaggi, dei fiori e delle nature morte, l'artista tornò all'astrattismo delle origini, all'essenzialità dell'immagine, all'interesse per la forma pura. 
La mostra della Tate è una rivelazione per gli occhi, per i sensi e per la mente. E' anche un'occasione unica di vedere quadri che sono o in musei negli Stati Uniti o in collezioni private. Nessun museo o galleria britannica possiede un'opera dell'artista americana. “Gli uomini dicono che sono la migliore pittrice donna, - scrisse la O'Keeffe. – Io penso di essere uno dei migliori pittori.”

Nicol degli Innocenti

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fino al 14 agosto 2016

"Oltre il velo"


Sala degli Archi - Fortezza Nuova
Livorno

Una mostra di sette artiste tunisine nell’ambito del Tavolo della Fotografia



Forza, tenacia, concretezza, denuncia, espresse con ironia e talvolta con apparente frivolezza. Questo e molto altro emerge dal lavoro di sette artiste tunisine che esporranno a Livorno in una mostra fotografica dal titolo “Oltre il velo”. Sarà inaugurata venerdì 24 giugno alle ore 18 nella Sala degli Archi della Fortezza Nuova e insieme alle artiste sarà presente l'assessore alla cultura Serafino Fasulo. 
Protagoniste sono Marianne Catzaras (anche curatrice dell'evento), Hela Ammar, Meriem Bouderbala, Houda Ghorbel, Mouna Jemal Siala, Sana Tamzini e Rania Werda, le cui immagini e video sono espressione e risposta alla situazione vissuta dalle donne del mondo arabo.
Le opere esposte nella mostra “Oltre il velo”, rappresentano una sorta di dialogo tra lo spirito della donna araba “imprigionata” da quel “velo” e le problematiche femminili del mondo contemporaneo. Testimoni dell'esperienza di oggi, le sette artiste hanno il ruolo di custodire la memoria dei tempi della violenza, esprimendo al contempo, con le loro immagini, ribellione, desiderio e forza. Queste artiste, attive sulla scena internazionale, si distinguono per la diversità e l'originalità delle loro opere che denotano una sensibilità legata all'intensità del vissuto e al flusso del presente.
La mostra “Oltre il velo” rientra nel progetto “Di Terra e di Mare. Livorno in Fotografia”, titolo scelto per le iniziative del Tavolo della Fotografia che, unico nel panorama italiano, comprende un periodo di circa otto mesi dedicati a mostre, workshop, lettura portfolio, incontri con l'autore. 
Per le ore 19 (subito dopo l’inaugurazione) è previsto un incontro con le artiste. 

Chi sono le artiste di “Oltre il Velo”:

Hela Ammar – Nata nel 1969 è una visual artist e dottore in legge. Le sue immagini e installazioni indagano la nozione di memoria e identità al di là dei riferimenti sociali politici e religiosi. Le sue opere sono state esposte in diverse biennali e fiere internazionali.
Meriem Bouderbala – Ha studiato alla Scuola di Belle Arti di Aix-en-Provence e la Scuola d’Arte Chelsea a Londra, vive tra Parigi e Tunisi. Ha esposto in mostre personali e collettive in diversi paesi del mondo.
Marianne Catzaras - è nata in Tunisia da genitori greci. Dopo gli studi letterari alla Sorbona di Parigi si è dedicata alla fotografia e alla poesia. Ha esposto in Tunisia, Germania, Grecia, Italia, Marocco, Belgio, Stati Uniti e Francia. Curatrice di varie esposizioni, ha partecipato a diverse residenze d’artista.
Houda Ghorbel – Nata a Sfax nel 1968 si è diplomata all’Istituto di Belle Arti di Tunisi. Il suo impegno artistico testimonia non solo la sua passione per l’arte, ma anche la sua partecipazione critica, filosofica e perfino politica.
Mouna Jemal Siala – Nata nel 1973 a Parigi, artista visiva, ha ottenuto il dottorato in Arti e Scienze dell’Arte dell’Università di Parigi I Panthéon-Sorbonne. Dal 1998 è docente di arti visiva presso l’Istituto Superiore di Belle Arti di Tunisi. Dal 1993 ha partecipato a numerose mostre collettive in vari paesi del mondo.
Sana Tamzini – Dopo aver studiato a Parigi e Montreal, è tornata in Tunisia nel 2003 determinata ad essere coinvolta nel panorama culturale del suo paese. È presidente del FACT (Forum des Associations Culturelles en Tunisine) nel trienno 2014/2017.
Rania Werda – Nata nel 1984 a Bizerte, sulla sponda meridionale del Mediterraneo, sta lavorando alla sua tesi di ricerca dal titolo “I nuovi stati delle immagini” all’Istituto di Belle Arti di Tunisi.

La mostra “Oltre il velo” sarà visitabile fino al 14 agosto nella Sala degli Archi di Fortezza Nuova, con i seguenti orari: tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 17 alle 20.

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14 -30 giugno 2016

La Cavallerizza, Biblioteca Nazionale Braidense
Milano, Via Foldi 2
14 / 30 giugno 2016
Lunedì / giovedì dalle 10.00 alle 18.00 / venerdì dalle 10.00 alle 17.00

SBLU_spazioalbello, in collaborazione con Biblioteca Nazionale Braidense, Aiap Associazione italiana design della comunicazione visiva e Nava press, propone in giugno la mostra Oggetto Libro, emanazione della XXI Triennale di Milano che ha come tema"Design, after Design". La mostra sarà incentrata sul confronto tra i libri di design, artefatti della produzione industriale realizzati con particolari soluzioni tecniche e i libri d'artista che per definizione sono pezzi unici o a tiratura limitata. La mostra Oggetto Libro si definisce come proposta inedita, mette a confronto due realtà che solitamente non comunicano tra loro, crea un'occasione di sicuro arricchimento per entrambi gli ambiti, aiuta il pubblico di non addetti ai lavori a comprendere le differenze e le affinità che contraddistinguono il mondo del progetto da quello dell'arte.



LIBRI D'ARTISTA
Argiolas Andreina / Avda Shiri / Barzaghi Daniela / Paolo Bazzani / Laura Bertazzoni / Laura Bonagurio / Sergio Borrini / Francesco Ceriani / Simonetta Chierici / Chiò / Silvia Cibaldi / Angela Colombo / Maria Anastasia Colombo / Patrizia Comand / Eleonora Cumer / Damss / Daniela Dente / Laura Di Fazio / Iuccia Discalzi Lombardo / Cristiana Erbetta / Lorenzo Fantetti / Simonetta Ferrante / Mauro Fornari / Nicoletta Frigerio / Monica Fumagalli / Grazia Gabbini / Nevia Gregorovich / Ilona Kiss / Anna Lambardi / Le magnifiche Editrici / Pietro Librici / Lalla Lussu / Marilde Magni / Manuela Marchesan / Mimma Maspoli / Annalisa Mitrano / Sara Montani + Loredano Matteo Lorenzetti / Lorenza Morandotti / Franca Munafò / Giuliana Natali / Arianna Osti / Maurizio Osti / Lucio Passerini / Enzo Patti / Lorenzo Pietrogrande / Laura Pitscheider / Paola Ponzellini / Luisa Pozzo / Tiziana Priori / Giorgio Maria Rampi / Erica Rasmussen / Camilla Rossi / Gabriella Sacchi / M. C. Silvia Sala / Francesco Sannicandro / Maria Bianca Vacher / Susanna Vallebona / Diana Isa Vallino / Armanda Verderame / Arlette Vermeiren / Monica Wolf

LIBRI DI DESIGN
Franco Achilli + Paola Pellizzi / Paolo Bazzani / Genevieve Bini + Giovanni Gastel + Franco Culetto / Davide Bolzonella + Paola Pennecchi / Arianna Bozzoni / Chiara Brolli / Elio Carmi / Dario Carta / Cartier / Rachel Cazadamont / Sofia Chiarini / Claudio dell'Olio + Isabella Sommati / Francesco Di Gioia / Donnachie, Simionato / Erd Studio / Blanca Pia Fernandez / Grégoire Gardette / Isabella Garlati / Marina Gasparini / Annamaria Gelmi / Guglielmo Ghizzardi / Nicola Iannibelo + Sonia Mion / Jekill & Hyde / Keren and Andy / Design Book / Latoutepetite Agence / Madonna + Steven Klein / Paul Marciano / Naomi Mizusaki / Josè Molina / Federica Monsellato / Andrea Novali / Gabriela Peres D'acquino / Massimo Pitis + Gian Maria Fattore / Alice Rastrelli / Patrizia Sartori + Paola Carpineti + Fabrizio Bergamo / Nikola Tosic + Atomic Activity Books / Susanna Vallebona / Why Not Associates

LICEO ARTISTICO BOCCIONI MILANO
Emanuela Volpe / Lucia Amitrani / Francesca Colnago / Alessandra Cozzi / Irene Diliberto / Marco Dotti / Noemi Maimone / Nicolò Misrachi

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fino al 23 luglio 2016


30 dischi di vinile a tema jazz

Palacete de la Nayarra. Almuῆecar. Spagna


Artiste e artisti:
Italia: Atelier Almayer, Antonella Prota Giurleo, Rosanna Veronesi
Cile: Pamela Peres
Finlandia: Pirjo Heino, Anja Mattila Tolvanen
Francia: Francois Sisto
Spagna: Antonio Arellano, Paco Ariza, Josè Cabrera, Mariquilla, M sol Alonso n, Carmen Martines, Carlos de Toret, Luis Maldonado R., Yavier G. Montero, Conchi Moral, J. Martin, I. Martin Morales, Benito Ortega, Y.M. Pacheco,  Carmen Prodos, Emilio Pros, Toni Quiras, Loli Salgado, Silvia Sanches, Marisa Terròn, Toni, Laura L. Zarraga.
Curatore: Paco Ariza

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fino al 21 agosto 2016

MONA HATOUM

Tate Modern - London

Alla Tate Modern di Londra ha inaugurato da qualche giorno la prima retrospettiva in terra britannica dedicata a Mona Hatoum. Il momento storico non poteva essere più azzeccato per l’artista nata a Beirut nel 1952 da genitori palestinesi – naturalizzata a Londra dal 1975, l’anno in cui in Libano cominciò la guerra civile – che da decenni ragiona sulla complessità e la fragilità della geografia del mondo contemporaneo, interrogandosi sul significato mutevole di identità nella società odierna, attraverso opere ora stranianti, ora poetiche, ora minacciose.

La grande mostra ripercorre la carriera trentennale dell’artista, presentando al pubblico un centinaio di lavori, compresi i video degli anni Ottanta, quando una giovane Hatoum agli esordi faceva performance per denunciare le costrizioni e i condizionamenti imposti all’individuo dalla società. Ne è un esempio Roadworks (1985), che documenta di quando l’artista camminò scalza per le strade di Brixton con un paio di stivali legati alle caviglie: il passo pesante a manifestare una libertà incompleta, un’oppressione latente, un controllo a cui non si può fuggire.

Delle prime grandi installazioni di Mona Hatoum degli anni Novanta, la Tate mostra un’ampia selezione. Tra queste, Sentence (1992) una struttura composta da una serie di gabbie metalliche, con una lampada al centro che proietta sulle pareti inquietanti ombre, conferendo allo spazio espositivo l’aspetto claustrofobico di un luogo di detenzione. In mostra anche Corps étranger (1994), un video-ambiente concepito come un viaggio endoscopico nel corpo dell’artista; mentre Present Tense (1996) si presenta come un tappeto di oltre 2mila panetti di sapone all’olio d’oliva, prodotti a Nablus, a nord di Gerusalemme, su cui è tracciata la mappa controversa dei confini tra Israele e Palestina, secondo quanto stabilito dagli Accordi di Oslo del 1993.

Negli anni, Mona Hatoum ritorna più volte sul tema della carta geografica, per ribadire quanto le barriere – fisiche, politiche o culturali – siano instabili e pericolose: tema quantomai attuale. La segregazione accresce l’odio e i confini generano conflitti, sembra avvertire Hot Spot III (2009), più che un mappamondo, una gabbia sferica su cui i continenti sono delimitati da luci rosse al neon.

Mona Hatoum ci ricorda che quello che stiamo costruendo è un pianeta sempre più inospitale, dove anche un oggetto familiare può assumere sembianze aggressive e disturbanti (Grater Divide, 2002) così come l’ambiente casalingo diventare un campo ad alta tensione per nulla rassicurante (Homebound, 2000).

La mostra resterà visitabile al terzo piano della Tate Modern sino al prossimo 21 agosto.

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E' uscito il libro

Cristina Rossi. Assonanze 
Scoglio di Quarto edizioni. maggio 2016. euro 12,00. pagine 160.

Il critico Claudio Cerritelli, presentando il testo, del quale ha curato la prefazione, lo ha definito un libro involontario, composto da testi scritti in contesti differenti e successivi nel tempo la cui raccolta permette di individuare connessioni di fili.

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7 - 8  giugno 2016

XIII RASSEGNA
POESIARTE MILANO


ConDivisioni’

Quintocortile - Viale  Bligny 42 - 20136  Milano

Questa tredicesima edizione di Poesiarte Milano ha un titolo che porta in sé unione e divisione allo stesso tempo quasi emblema dei conflitti globalizzati ovunque dilaganti: ‘condivisioni’ di idee, di luoghi, di culture o ‘con divisioni’ di idee, luoghi, culture? Condividere gli oggetti materiali spesso vuol dire dividere, spezzare, tagliare: come succede con un profumato pane fragrante. Forse il concetto di condivisione (se escludiamo quello dei Social che resta comunque sempre immateriale) possiede in remoto il germe che conduce a tutte le modifiche che avvengono nelle culture e nel mondo.
Oltre 50 tra artisti, poeti e musicisti si confronteranno sul tema.
In particolare si è organizzata una mostra-esperimento in cui gli artisti, suddivisi in coppie, hanno condiviso-diviso un elemento colorato fornito dalla Galleria inserendolo poi nelle loro opere.
Sintonie e differenze come tornasole della realtà: saranno dialoghi armonici o tremendi intricati conflitti?
Un gioco, ma non tanto!
Quintocortile

Ogni parola è fonte di più sensi e significati. Condivisione è particolarmente ricca, sia perché può riferirsi a campi concreti o affettivi, sia per la concatenazione sillabica che la compone. Il con iniziale rovescia il senso della parte restante, divisione, che può riguardare ambiti militari, matematici, artistici, socioculturali. E che contiene, a sua volta, una sorta di scrigno profondo, visione, fonte di contrapposizioni, separazioni, o del loro opposto.
Vogliamo esplorare, con testi e immagini, queste catene di sensi che la realtà sociale, economica e culturale contemporanea ci offre in un caleidoscopio, spesso degradato e regressivo, ma anche capace di esempi ed esperienze esaltanti. Un versante positivo incarnato dalla ricchezza creativa e umana di Giuliano Zosi – compositore, musicista, poeta sonoro e socio fondamentale di Milanocosa – cui dedichiamo la ricerca di PoesiArte del 2016. 
Adam Vaccaro
XIII Rassegna Poesiarte Milano si svolgerà a Quintocortile il 7 e 8 giugno con interventi di poeti e musicisti dalle 17,00 alle 19,30.  Seguiranno visione della mostra e aperitivo.

 

ARTISTI:
Silvia Abbiezzi, Eugenio Alberti Schatz, Donatella Baruzzi, Donatella Bianchi, Adalberto Borioli, Giovanni Franco Brambilla, Maria Amalia Cangiano, Doretta Cecchi, Albino De Francesco, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Mario Gatto, Marco Giavino, Gico, Gino Gini, Tiziana Grassi, Jane Kennedy,  Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Oriella Montin, Elisabetta Negri, Cristina Ruffoni, Evelina Schatz, Elisabetta Sperandio, Armando Tinnirello, Rosanna Veronesi, Francesco Zaccone

POETI:
Cristina Annino, Claudia Azzola, Maria Carla Baroni,  Laura Cantelmo, Maddalena Capalbi, Luigi Cannillo, Annamaria De Pietro, Antonella Doria, Gabriela Fantato, Giancarlo Fascendini, Mauro Ferrari, Gabriella Girelli, Omid Maleknia (poeta sonoro),  Andrea Marchesi, Beppe Mariano, Meeten Nasr, Guido Oldani, Alessandra Paganardi, Mariella Parravicini Zosi, Carmelo Pistillo, Maria Pia Quintavalla, Filippo Ravizza, Marta Rodini, Davide Romagnoli, Alice Serrao, Fausta Squatriti,  Adam Vaccaro, Lorenzo Vercesi
 
MUSICISTI:
Adalberto Borioli, Mirna Miglioranzi, Marco Saya

 

PROGRAMMA

7 giugno

Adam Vaccaro
Mariella Parravicini Zosi
Guido Oldani
Alessandra Paganardi
Mauro Ferrari
Cristina Annino
Maddalena Capalbi

Intermezzo musicale con la chitarra acustica di Marco Saya

Annamaria De Pietro
Lorenzo Vercesi
Fausta Squatriti
Andrea Marchesi
Claudia Azzola
Filippo Ravizza
Gabriella Girelli

8 giugno

Laura Cantelmo
Meeten Nasr
Omid Maleknia (poeta sonoro)
Beppe Mariano
Maria Carla Baroni
Carmelo Pistillo
Gabriela Fantato

   Intermezzo musicale col flauto traverso di Adalberto Borioli e il pianoforte di Mirna Miglioranzi

Luigi Cannillo
Alice Serrao
Giancarlo Fascendini
Maria Pia Quintavalla
Marta Rodini
Davide Romagnoli
Antonella Doria

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fino al 31 luglio 2016

Chiharu Shiota

Follow The Line

Galleria Mimmo Scognamiglio
Via Goito 7 - Milano

Martedi – Sabato / 12– 19

Reduce dal grande successo riscosso all’ultima Biennale di Venezia con l’installazione The key in the hand, la galleria Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea è lieta di presentare la prima mostra personale di Chiharu Shiota in una galleria in Italia. le Le prime collaborazioni con la galleria risalgono al 2010, con esposizioni in mostre collettive.

“Se sto tessendo un’opera e ciò che ne risulta è qualcosa di brutto, contorto e annodato, è probabile che quello fosse il mio stato d’animo mentre lavoravo.” Le intricate configurazioni diventano un’espressione del proprio stato emotivo: i fili neri che l’artista intreccia sono collegati intuitivamente alle sue stesse emozioni, alla risposta ai rapporti umani.

Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un’artista giapponese meglio nota per la creazione di ambienti monumentali, occupati interamente da fitte trame di fili intrecciati. Costruzioni imponenti ma al contempo delicate e poetiche, in bilico tra l’eterea vacuità suggerita dalla tessitura e l’ingombrante materialità di ciò che vi è sospeso all’interno.

Connotandosi come tracce, ricordi di luoghi e memorie di un vissuto che non c’è più, come ambra fossile i fili cristallizzano oggetti che riconducono alla nostra quotidianità, vestiti, libri, valigie, frammenti di sculture anatomiche. Il potere espressivo emanato si ridefinisce come una “filosofia dell’attimo”.

L’esposizione comprende una raccolta di opere recenti dell’artista, arricchita da disegni, foto e stampe. Nelle opere di Shiota l’impatto visivo ed emozionale è dirompente, e in Follow the line è presente buona parte della gamma dei temi cari all’artista.

Districandosi tra Amore e Morte, attimo presente e memoria, nell’alternanza del rosso e del nero i dipinti e le sculture di Chiharu Shiota suggeriscono come le nostre identità siano anche delle barriere in grado di limitarci e intrappolarci.

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fino al 22 luglio 2016

Louise Nevelson

 Fondazione Marconi Arte moderna e contemporanea
Via Tadino 15 - 20124 Milano

A distanza di 43 anni dalla prima esposizione di Louise Nevelson a Milano, la Fondazione Marconi presenta nella sua sede un nucleo di circa 80 opere, tra sculture e collages, datate a partire dal 1955 fino agli ultimi anni Ottanta. Risale al maggio 1973 la prima esposizione dell’artista americana che proprio lo Studio Marconi le dedicò a Milano in un momento in cui era ancora poco nota al pubblico europeo. Dopo aver visto alcune sue opere in una mostra a Parigi, Giorgio Marconi ebbe occasione di conoscerla personalmente nel 1971, tramite la Pace Gallery di New York, e andò a trovarla nel suo studio-abitazione.

Era un assemblage di opere fatte con avanzi delle ‘cose’ dell’uomo, cassette di Coca-Cola, gambe di tavoli, ritagli di falegnameria, doghe di barili ecc. ecc. Passai una mattinata piena: si parlò di opere, spazi, mostre, viaggi a Milano e un’infinità di argomenti, comprese chiacchiere varie sulla vita...
(Giorgio Marconi, Autobiografia di una galleria, Skira 2004)

Iniziò così un’assidua collaborazione che sarebbe durata qualche anno e avrebbe dato vita a diverse mostre, organizzate in Italia e all’estero. Affascinata da Marcel Duchamp e da altri capifila del Dada e del Surrealismo – “Il Surrealismo era nell’arte che respiravo” – affermava ricordando gli anni del suo apprendistato, l’artista subì l’influenza dell’esperienza cubista di Picasso, dell’arte nativa del Nord e Centro America e, in particolar modo, dopo essere stata assistente di Diego Rivera e Frida Khalo, della pittura murale. Il suo è un linguaggio scultoreo che aderisce immediatamente al muro, mutuando i suoi segni astratti dalla pittura. Monumentalità, monocromia e dislocazione dei piani su una scarsa profondità sono le caratteristiche peculiari dei suoi assemblaggi o “environments”.
Agli oggetti di recupero che compongono le sue sculture astratte, l’artista attribuiva una nuova vita “spirituale”, diversa da quella per la quale erano stati creati, sottoponendoli a un rituale preparatorio quasi a volerli decontaminare dal mondo esterno. Protagonista del rinnovamento della scultura nel XX secolo e delle sue trasformazioni, Louise Nevelson diceva parlando di sé e del suo lavoro: “Adoro mettere insieme le cose”. Non si può tuttavia confinare il suo repertorio creativo nella sola categoria dell’assemblaggio. Figura emblematica dell’arte nel Novecento, Louise Nevelson, si è distinta nel panorama artistico internazionale per la sua ricerca di un linguaggio universale. Non so se la definizione di scultrice mi si addica. Faccio dei collage. Ricostruisco il mondo smembrato in una nuova armonia. L’armonia che si respira ad esempio in alcune delle opere in mostra, come nel monumentale Hommage to the Universe, (1968, 900 x 90 cm), autentico esito di una cerimonia scolpita in cui ogni elemento conserva qualcosa della sua vita precedente; in Dawn’s Host (1959) e nella serie End of the Day che documentano la predilezione della Nevelson per l’inizio e la fine del giorno, l’alba e il crepuscolo; oltre che nella selezione di collages, realizzati in varie dimensioni e su supporti lignei o cartacei, a dimostrazione della continua attenzione dell’artista per l’immediatezza d’esecuzione, l’equilibrio della composizione, i piani prospettici e i rapporti cromatici. Per l’occasione verrà pubblicato un volume dedicato ai collages di Louise Nevelson, edito da Skira e con un saggio di Bruno Corà. La mostra prosegue allo Studio Marconi ’65 con una selezione di collages, multipli e grafiche.

Archeologa della contemporaneità di Chiara Gatti

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fino al 12 giugno 2016


Biennale Donna. La faccia triste dell'America di Lea Mattarella

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Con la Palestina nel cuore

un incontro verbale, visivo, gustoso e tattile

condotto da Simona Cattoni e Antonella Prota Giurleo

MERCOLEDI’ 25 MAGGIO  2016

presso il Bem Viver in via Monti 5 a Corsico

La serata sarà  così organizzata:

. h. 19,30 apericena a 7 euro ( è bene prenotare tel. 02 - 44 05 929)

. h. 20,30  proiezione di immagini, esposizione dei libri d'artista realizzati dalle studentesse e dagli studenti dell’Università di Betlemme e di piccoli lavori di bimbe e di bimbi in un campo  profughi di Betlemme;   proiezione di un breve video di Mohamed Harb, artista di Gaza e presentazione di artigianato palestinese dalla bottega Justo Mondo.
chiacchiere sul tema e interventi di persone che hanno avuto modo di conoscere direttamente la Palestina

. h. 22, 30 - 22,45 chiusura serata

Tra il 7 e il 19 marzo di quest’anno si è svolto, presso l’Università di Betlemme in collaborazione con Occhi Aperti, cooperativa di Scampia, un simposio di arte contemporanea, il primo simposio organizzato dalla Bethlehem University.

Quella di Betlemme è l’unica sede universitaria cattolica in Terrasanta, la prima registrata in Palestina nel 1973 e si ispira alla tradizione educativa e spirituale Lasalliana. L’università è frequentata per il 25% da cristiani e per il 75% da musulmani.

La proposta del simposio è stata fatta da Enrico Muller, presidente della cooperativa Occhi Aperti,a Peter Iorlano, docente e coordinatore dei valori dell’università, nel 2014.

Come a Scampia le artiste e gli artisti hanno lavorato a contatto con la popolazione studentesca. Samar Ghattas, Mohamed Harb e Ramzi Abu-sway, palestinesi Susanne Muller, tedesca, Titi Neacsu, rumeno, e Antonella Prota Giurleo, italiana, hanno potuto costruire, attraverso l’azione e la parola, relazioni tra loro e l’ambiente.

Dire “Palestina” è già un atto di condivisione e di sostegno rispetto all’esistenza di uno stato palestinese e alla resilienza della popolazione.

Il termine  sum?d  indica  la resistenza quotidiana contro l’occupazione; ha come simbolo il cactus o l´olivo,  piante che  crescono e vivono nonostante tutto. Sum?dè una forma di resilienza, una modalità non violenta per sopravvivere e resistere nella vita quotidiana preservando la cultura e l’identità palestinese. Sum?d consiste nel portare con sé la chiave della propria casa quando si è costretti ad abbandonarla;  sum?d si trova nella memoria collettiva e permette di far rivivere la memoria del Nakba.

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18 maggio 2016 - aprile 2017

SPRIGIONIAMO L’ARTE
Creatività al femminile nel carcere di San Vittore

Studio Medico Boscovich
Via Settembrini 7 - Milano,

Settanta opere - tra dipinti, disegni, installazioni tessili, origami e fotografie - per liberare l’arte da pregiudizi eraccontarla al grande pubblico.L’Associazione Boscovich Arte e Salute, in collaborazione con lo Studio Medico Boscovich e la Direzione Casa Circondariale Milano-San Vittore “Francesco di Cataldo”, presenta la mostra “Sprigioniamo l’arte. Creatività al femminile nel carcere di San Vittore”, ideata e curata dal direttore artistico dell’AssociazioneCaterina Corni. L’esposizione - allestita negli spazi milanesi di via Settembrini 7 dal 18 maggio 2016 ad aprile 2017 -conclude un progetto che negli ultimi mesi ha approfondito le dinamiche dell’espressione artistica femminile all’interno del carcere, grazie al coinvolgimento di circa 70 donne: dalle detenute e delle figure professionali che vi lavorano, come arte terapeute e funzionarie giuridico pedagogiche. “Arte e cultura – ha commentato Giorgio Gottardi, socio fondatore dello Studio Medico Boscovich– possono aiutare il medico, inteso come figura professionale, a sviluppare un approccio più umano nei confronti del paziente, restituendogli dignità e rispetto nella sua sofferenza. L’arte, in definitiva, come semplice ma potente strumento di terapia”. La mostra documenta l’attività di cinque laboratori del penitenziario milanese - maglia, sartoria, pittura, laboratorio di riciclo creativo del Centro diurno per detenute affette da patologia psichica e ICAM (Istituto a Custodia Alternata per detenute madri) - portandone alla luce attitudini artistiche e comportamentali. Perché la creatività, quella che contraddistingue ognuno di noi rendendoci liberi di sognare, può nascondersi anche tra le zampe di una piccola rana di carta o tra gli intrecci colorati di un gomitolo di lana. Durante l’inaugurazione, in programma martedì 17 maggio 2016 dalle ore 19.00,verrà proiettato un video che racconta in esclusiva il progetto nella sua interezza, rivelando il work in progress che ha portato alla realizzazione dell’esposizione.
Inaugurazione, con ingresso libero: martedì 17 maggio 2016, dalle ore 19.00

Orari: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 19.30, sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00 Telefono: 02.6693281, 331 8887605

Sito: www.studiomedicoboscovich.com Caterina Corni Direttore artistico dell’Associazione Boscovich Arte e Salute dal 2012, Caterina Corni è critica d’arte impegnata in ambito nazionale e internazionale. Si è laureata in Lettere Moderne (indirizzo Storia e Critica delle Arti) presso l’Università degli Studi di Milano e successivamente ha frequentato l’Université d’Eté del Centre Pompidou di Parigi. Nel suo curriculum vanta numerose collaborazioni con gallerie private e riviste di arte contemporanea, tra cui FlashArt. Associazione Boscovich Arte e Salute L’Associazione nasce nel 2012 dall’attività dello Studio Medico Boscovich, fondato per offrire alle donne, prima, e alle loro famiglie, poi, servizi medici altamente qualificati e innovativi con particolare attenzione alla prevenzione dei tumori. In questo contesto l’Associazione opera per promuovere e divulgare la cultura medica e quella artistica fuori dagli ambienti tradizionali, con l’obiettivo di rendere la prima maggiormente fruibile e fare della seconda una vera e propria terapia.

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fino al 10 luglio 2016

Yoko Ono

Lumière de L'aube

Musée d'art contemporain de Lyon

YOKO ONO Lumière de L'aube invite à la traversée inédite de plus de soixante ans de création en privilégiant les grandes installations.

Yoko Ono est une artiste à la fois plasticienne, musicienne, vidéaste et engagée pour la paix. Du 9 mars au 10 juillet 2016, les trois étages du macLYON sont dédiés à son œuvre, conceptuelle dès l’origine et qui englobe tout à la fois la performance, les instructions, les films, la musique et l’écriture. 

Première rétrospective en France, cette exposition intitulée YOKO ONO Lumière de L’aube présente plus de cent œuvres, des poèmes illustrés de 1952 aux grandes installations de 2016, mais aussi des films, des performances… 

Fidèle à l’esprit de l’œuvre de l’artiste, l’exposition est à voir bien sûr, mais aussi à entendre et surtout à expérimenter.

Haiku e visioni viaggio nel mondo di Yoko Ono di Laura Putti

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3-8 maggio 2016

" SHEROES"

Al Festival dei diritti umani la mostra fotografica di Amnesty International sulle spose bambine del Burkina Faso

Triennale di Milano

Milano dal 3 all'8 maggio nell'ambito della prima edizione del Festival dei Diritti Umani, Amnesty International Italia esporrà presso la Triennale di Milano la mostra fotografica "Sheroes" sulle spose bambine in Burkina Faso, con scatti di Leila Alaoui, la fotografa franco-marocchina rimasta uccisa negli attacchi del 15 gennaio 2016 a Ouagadougou. 

L'inaugurazione della mostra si terrà martedì 3 maggio alle ore 19.00 presso il Salone d'Onore della Triennale di Milano (Palazzo della Triennale, viale Alemagna, 6) nel giorno di inaugurazione del Festival e alla presenza di Danilo De Biasio, direttore esecutivo del Festival dei Diritti Umani e di Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. Saranno inoltre presenti i genitori di Leila Alaoui.

La mostra fotografica, il cui titolo è una contrazione di "she" e "heroes", presenta immagini positive di donne e ragazzeprovenienti da una varietà di ambienti e situazioni (ospiti e lavoratrici di case-rifugio, ginecologhe, responsabili di associazioni femminili, leader di comunità), storie di coraggio, determinazione, impegno, cambiamento positivo

Le "sheroes" sono le nostre eroine: le ragazze che hanno subito e hanno superato la violenza, lo stupro, il matrimonio precoce e forzato, l'esilio, il disagio; ma anche le donne che stanno con loro difendendo, proteggendo, nutrendo, abilitando, ispirando. Alla realizzazione hanno contribuito anche i fotografi Sophie Garcia e Nick Loomis

Ci sono due storie in questa mostra: la storia di coloro che sono sopravvissuti al terrore e alla brutalità e la storia di coloro che non ce l'hanno fatta. La prima storia che apre la mostra è quella delle nostre "sheroes". É una storia di speranza e di luce. La seconda storia è quella di coloro a cui Amnesty International si è rivolta per raccogliere i ritratti delle nostre eroine. La fotografa Leila Alaoui e l'autista Mahamadi Ouedraogo non sono sopravvissuti ai terribili attacchi del gennaio 2016 che hanno privato Ouagadougou, il resto del Burkina Faso e altre città in tutto il mondo di tante persone care. La loro perdita è stata devastante. Ma anche in una tragedia come questa, c'è una storia di speranza e di luce. Questa è la storia che chiude la mostra.

Attraverso questa mostra fotografica, Amnesty International rende onore a tutti coloro che vi sono ritratti, a Leila Alaoui e a Mahamadi Ouedraogo e ai molti altri come loro nel mondo. E invita tutti a partecipare a questo omaggio. 

Nel recente rapporto intitolato "Costrette e impedite: i matrimoni forzati e gli ostacoli alla contraccezione in Burkina Faso", Amnesty International ha denunciato che i matrimoni forzati e precoci stanno derubando migliaia di bambine del Burkina Faso - anche di soli 13 anni - della loro infanzia e che gli elevati costi dei contraccettivi e ulteriori barriere impediscono loro di decidere se e quando avere figli. Il rapporto contiene anche storie di donne e bambine minacciate o picchiate per aver cercato di prendere decisioni autonome sul matrimonio e la gravidanza.

Nel 2014 e nel 2015 i ricercatori di Amnesty International hanno intervistato 379 donne e bambine, documentando i molteplici ostacoli che impediscono l'accesso ai servizi medici di contraccezione. La legislazione nazionale prevede che le ragazze debbano avere almeno 17 anni prima di sposarsi ma nella regione settentrionale del Sahel più della metà (il 51,3 per cento) delle bambine tra i 15 e i 17 anni risulta già sposata.

L'allestimento presso la Triennale di Milano costituirà la prima tappa del tour della mostra fotografica in Italia. Amnesty International sarà inoltre presente durante il Festival dei Diritti Umani con punti informativi, momenti di presentazione delle proprie attività e laboratori di Educazione ai diritti umani.

    

                        

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13-21 Aprile 20016

cura di Donatella Airoldi,  Mavi Ferrando

In concomitanza con il Salone del Mobile 2016 venti artisti presentano una serie di quasi-elementi d’arredo griffati e graffiati dalla cifra artistica: sedie nonsense, lampade e specchi veri e falsi, oggetti da ‘sopra al mobile’ quasi inutili, vasi, orologi, statuine e quant'altro occorre per un viaggio in mondo altamente improbabile ma che contiene grandi spunti di probabilità.

artisti:

Maria Amalia Cangiano, Giorgina Castiglioni, Francesco Ceriani, Silvia Cibaldi, Fernanda Fedi,  Mavi Ferrando, Gico, Salvatore Giunta, Anna Lenti, Pino Lia,  Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Paola Malato, Annalisa Mitrano, Ōki Izumi, Teresa Pollidori, Raffaele Romano, Evelina Schatz, Armanda Verdirame con Eugenio Zanon

inaugurazione mercoledì 13 aprile alle ore 18

orario: da martedì a venerdì dalle 17 alle 19 (fino al 21 aprile)

domenica 17 aprile in occasione della IV edizione di 'Bligny 42 in festa' apertura h 16-18

In Bilico al Quintocortile di Marcella Busacca

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11- 26 maggio 2016

Quintocortile viale Bligny 42 - 20136 Milano - tel. 338 8007617  

QUANDO IL GIOCO SI FA METAFORA di Rosella Restante

con testo in catalogo di Alessia Locatelli

FARE SPAZIO di Marcello Rossetti

con testo in catalogo di Dario Evola

Indagare lo spazio è l'assunto che accomuna le opere dei due artisti romani presenti in mostra

Rosella Restante“…Posizionate a terra delle aste in ferro simulano l'intreccio dello Shangai. In verticale due immagini raffiguranti delle nuvole (delle ali?) danno forma al desiderio astratto del miglioramento, dell'ascesa ad un cielo verso cui l'animo tende, ma che non sempre è raggiungibile. ...” (dal testo di Alessia Locatelli)

 

“… Marcello Rossetti articola un pensiero nello spazio, facendo dello spazio un campo d'azione.  Con la propria ricerca istituisce un progetto, una esperienza che manifesta in forme di continuità nello spazio.  Possiamo parlare,  nel caso delle opere di Marcello Rossetti,  di estensioni di pensiero praticate in formati differenti. …” (dal testo di Dario Evola)

inaugurazione: mercoledì 11 maggio ore 18

 

orario: martedì-venerdì h.17-19 (fino al 26 maggio)

cataloghi in Galleria

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30 aprile - 8 maggio 2016

 Per amore, solo per amore

Collettiva di pittura, scultura e fotografia


 Antonella Prota Giurleo    

Villa Giulia - Verbania

Artiste e artisti: Giuliana Bellini, Maria Cecilia Bossi, Carlo Cammarota, Barbara Eletta Camona, Maria Amalia Cangiano, Chen Li, Claudio Ciancia, Rosanna Cologni, Marisa Cortese, Gianmarinaro Cortesi, Fina Currà, Costanza De Vito, Neil Devemport, Emily Joe, Marco Salvador Esteban, Eleonora Falcioni, Aldo ferraris, Paolo Giacomello, Roberto Gianinetti, Simone Giovanorio, Alessandro Giozza, Gish, Turin Leggy Lorenzo longhi, Caterina Luciano, Renato Luparia, Baldassarre Marchese, Chiara Mazzeri, Laura Mazzeri, Emanuela Mezzadri, Donatella Telly Mora, Nadia Presotto, KWN Nipote, Florine Offelgelt, Pierangela Orecchia, Hilda Paz, Ornella Pelfini, Antonella prota Giurleo, Serena Rossi, Simona Sarti, Antonio Sormani, Lucia Spagnuolo, Giorgio Stefanetta, Giovanni Trimani, Agostino Tulumello, Eliseo Uberti, Clarice Zdanski.

Inaugurazione: sabato 30 aprile alle  ore 17

Orari: domenica 1 maggio ore 10 – 21; da lunedì 2 a venerdì 6 ore 17 – 19; sabato 7 e domenica 8 ore 10 -21
Curatrice: Marisa Cortese 
Organizzazione: Siviera  per Kiwanis International

Ingresso: libero
La storica sede di Villa Giulia affacciata con il suo parco sulla riva del lago Maggiore,. proprietà al Comune di Verbania e sede del Centro ricerca Arte Attuale, ospita regolarmente mostre di livello ed esposizioni.
E’ il caso di questa mostra, il cui titolo suona probabilmente inconsueto; una mostra di opere pittoriche bidimensionali, fotografiche e sculturee messe a disposizione delle artiste e degli artisti invitati dall’artista e  curatrice Marisa Cortese.
Il ricavato della eventuale vendita sarà destinato per metà al progetto dell’associazione Kiwanis per sostenere il soggiorno estivo di bambini autistici con l'intervento di personale specializzato.
Il progetto è alla sua seconda edizione ed ha visto l’attivazione di altre iniziative.

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5-11 aprile 2016 

ESPOSIZIONE DELLE OPERE DEGLI ARTISTI:

Francesca Amat, Daniela Antonello, Juan Arias Gonano, Patrick Aubert, Calogero Barba, Luisa Bergamini, Carla Bertola, Mariella Bogliacino, Nedda Bonini, Anna Boschi, Maria Cecilia Bossi, Luciana Bratina, Loretta Cappanera, Mara Caruso, Loriana Castano, Véronique Champollion, Paolo Chirco, Carmela Corsitto, Eleonora Cumer, Rosy Daniello, Crescenzio D’Ambrosio, Nadia Merica Formentini, Francesca Genna, Roberto Gianinetti, Maria Luisa Grimani, Grupo Gralha Azul, Benedetta Jandolo, Beatrice Landucci, Alfonso Lentini, Mauro Lisardi, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Matteo Manduzio, Angela Marchionni, Fernando Monta’, Giancarlo Moscara, Luigi Pasquali, Rosella Quintini, Gianpaolo Roffi, Chiara Pellegrini, Antonella Prota Giurleo, Yun Jung Seo, Lucia Sforza, Claudia Hyunsook Son, Grazia Tagliente, Ettore Tomas, Rosanna Veronesi, Alberto Vitacchio, Mary Walker, Maria Grazia Zanmarchi

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 dal 23 Aprile all'8 Maggio 2016

  ANNA BOSCHI
      “PAROLE  S/ VELATE”  

                    Museo del Paesaggio dell’Appennino Faentino – Museo di Storia
                           Piazza Ivo Mazzanti, 48025 RIOLO TERME-RA

Inaugurazione : sabato 23 Aprile - ore 17

…..Le opere scelte per essere esposte in questa sede afferiscono al prezioso ciclo delle  Scritture realizzate dall’artista all’inizio di questo III millennio.  Attiva sin dalla fine degli anni Sessanta, Anna Boschi si è distinta nel variegato panorama artistico bolognese per la molteplicità dei suoi interessi e la pecularietà della sua ricerca espressiva.  Pittrice, artista verbovisiva, performer  e organizzatrice di attività espositive, non ha mai disgiunto la sua creatività dall’impegno sociale e civile…………
Il leitmotiv del ciclo delle Scritture è la lapidaria chiarezza della parola.  Epigrafi contemporanee, le opere si annodano in questa suite come i versi di una lirica esistenziale, come le frasi musicali di un poema sinfonico, come gli aloni segreti di quadri rimossi da vecchie pareti, come polaroid vivide che fermano per sempre attimi che, se sbiadiscono sulla carta emulsionata, restano indelebili nella nostra pertinace memoria……Mauro Carrera

La mostra proseguirà fino all’8 Maggio 2016 con il seguente orario :
giovedì, venerdì, sabato e domenica ore 10–13 / 14,30-18,30

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7-21 maggio 2016

Susi Piazza: sottili armonie

Sabato 7 maggio 2016, alle ore 19.00, si inaugura la mostra dell’artista friuliana Susi Piazza, a cura di Veronica Longo, presso l’AtelierControsegno, in Via Napoli 201, lungomare Bagnoli (Cumana Dazio).
Apre la serata la performance di danza contemporanea della ballerina Angela Rizzo, la chiude l’esibizione di musica strumentale dell’Antonello Petrella Trio (Antonello Petrella sassofono, Marco Garofano chitarra, Enrico Buono basso e contrabbasso). 

La mostra è aperta dal martedì al sabato: 10.00 – 14.00 e 16.00 – 20.00; domenica 16.00 – 19.30. Lunedì e festivi chiuso. INGRESSO LIBERO. 

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dal 6 al 10 aprile2016

Isabel Jover

Nuove dimensioni poetiche



Bem Viver. Via Monti 5. Corsico ( Milano)

Orari: da Mar a Gio 8.00 - 00.30 - Ven e Sab 8.00 - 1.30 - Domenica 8.30 -20.00 (chiusi pausa pranzo)
Curatrice: Antonella Prota Giurleo

Il Bem Viver, bar equosolidale del Sud Ovest milanese, è un luogo particolare, un luogo  di ritrovo e svago ideato dalle  ACLI per promuovere  la scelta di uno stile di vita alternativo, che mette al centro le relazioni, la creatività, la capacità critica, la giustizia nei rapporti economici.
In questo luogo si progettano mostre che facilitino la conoscenza e offrano possibilità di incontro, in una miscellanea di linguaggi, dal visivo al verbale al musicale.
Isabel Jover e Cesar Reglero Campos sono una coppia di artisti spagnoli, per la precisione catalani, che operano da tempo in Spagna e che hanno partecipato a diverse mostre e simposi in Italia.
Approfittando della presenza dei due artisti a Milano a seguito dell’invito fatto loro da Claudio Jaccarino per il Laboratorio di Cromografia, si è pensato di proporre a Corsico l’esposizione di una decina di opere di poesia visiva di Isabel Jover accompagnate da un’opera appropriazionista di Cesar dedicata al Bem Viver.

Isabel Jover vive a Tarragona (Spagna)
Diplomata in pittura e Disegno all'Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles e in Archeologia spagnola all'Università di Barcellona, ha seguito studi d'incisione a Bruxelles e Barcellona e di Pittura Cinese a Taiwan. Si interessa di Poesia Visiva e realizza performance. Per quanto riguarda la poesia visiva, solitamente praticata su fogli formato scrittura, Isabel ha creato una sua propria personale interpretazione utilizzando dimensioni ampie e dipingendo su tela.
Ha conseguito vari riconoscimenti e premi di pittura e disegno a Barcellona e Bruxelles
Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche a Madrid, Terragona, Granada, Segovia, Cuenca.
Dal 1972 ha partecipato a numerose esposizioni collettive in Belgio, Francia, Inghilterra, Italia, Sarajevo, Cuenca (Ecuador), Spagna e a Taiwan, Barcellona, Terragona, Soria, Girona, Valencia.

César Reglero Campos è nato nel 1948 a Barcellona, attualmente vive e lavora a Tarragona. Psicologo, sessuologo, specializzato in grafologia e creatività, ha insegnato per 20 anni in Scuole d'arte, Istituti e Università come esperto in creatività.
Ha allestito diverse mostre personali di Pittura, installazioni, oggetti impossibili e poesia visuale. Ha partecipato ad un centinaio di mostre collettive di poesia visuale e a più di cinquecento mostre di Mail Art. Ha collaborato con molte pubblicazioni nazionali e internazionali come critico d'Arte e Disegnatore
Sue opere sono presenti in Musei e Fondazioni in diverse nazioni. E' stato commissario e organizzatore di numerose raccolte internazionali di Mail Art.
Attualmente dirige l'Archivio - Museo di Mail Art e Poesia Visuale presso il "Taller del Sol".
La sua ricerca su grafologia e creatività è stata oggetto di studio presso l'Università "Rovira i Virgili" di Terragona (Facoltà di Psicologia e Scienze dell'Educazione). Dirige anche la pubblicazione elettronica di Mail Art e Poesia Visuale "Boek861".

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dal 2 aprile 2016 al 19 febbraio 2017

W. Women in Italian Design

Triennale Design Museum
Palazzo dell'Arte


Viale Alemagna 6 - Milano

La mostra traccia una nuova storia del design italiano al femminile, ricostruendo figure, teorie, attitudini progettuali che sono state seminate nel Novecento e che si sono affermate, trasformate ed evolute nel XXI secolo.
In occasione della XXI Esposizione Internazionale, il Design Museum della Triennale di Milano presenta la sua Nona Edizione dal titolo “W. Women in Italian Design”.
La Nona Edizione del Triennale Design Museum, a cura di Silvana Annicchiarico e con progetto di allestimento di Margherita Palli, affronta il design italiano alla luce di uno dei nodi più delicati, più problematici, ma anche più stimolanti e suggestivi che è la questione del genere.
L’idea che il genere non sia più solo un dato biologico e naturale, ma una questione culturale apre interessanti prospettive anche per quello che potrà diventare il design dopo il design. Ma per affrontare in modo oggettivo ed equilibrato le questioni di gender legate al design è necessario affrontare preliminarmente la grande rimozione operata dal Novecento nei confronti del genere femminile.
Tutta la modernità novecentesca ha messo ai margini la progettualità femminile, pressoché ignorata da storici e teorici del design. Il XXI secolo è caratterizzato sempre di più da una forza rinnovata di tale progettualità.
L’ordinamento cronologico racconta questa storia in modo dinamico, fluido e liquido, usando la metafora di un fiume che attraversa tutto il Novecento.

Triennale Design Museum vuole quindi celebrare il femminile in quanto nuovo soggetto creativo di un design meno asseverativo, meno autoritario, più spontaneo, più dinamico. Per domandarsi se il nuovo protagonismo femminile sia fra gli interpreti principali del “Design after Design”.

W.Women in Italian Design: le donne protagoniste al Triennale Design Museum
di Lorena Coppola

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8, 9 e 10 aprile 2016

SARAH LUCAS
INNAMEMORABILIAMUMBUM

Albergo Diurno Venezia
Piazza Oberdan, Milano
Ingresso libero – prenotazione obbligatoria

In occasione di miart 2016, la Fondazione Nicola Trussardi miart presentano Sarah Lucas –INNAMEMORABILIAMUMBUM, un progetto speciale d’arte contemporanea della celebre artista inglese Sarah Lucas a cura di Massimiliano Gioni e Vincenzo de Bellis pensato per l'eccezionale cornice dell’Albergo Diurno Venezia e realizzato in collaborazione con il FAI – Fondo Ambiente Italiano e il Comune di Milano.
 
Nelle giornate di venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 aprile, durante la ventunesima edizione della fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano, la Fondazione Nicola Trussardi e miart, in collaborazione con il FAI e il Comune di Milano, hanno invitato l’artista Sarah Lucas a dare vita a un progetto concepito appositamente per i suggestivi spazi del Diurno progettato all’inizio degli anni Venti dall’architetto Piero Portaluppi, chiusi al pubblico dal 2006 e recentemente riaperti grazie all’impegno del FAI e della Delegazione FAI di Milano. All’interno di questo tempio dedicato alla bellezza e alla cura del sé, sculture, installazioni, interventi sonori e performativi daranno vita a una tre giorni di eventi espositivi, performance e happening live che avranno come tema principale il corpo, la sua rappresentazione, le sue storie e gli stereotipi di cui ancora si nutre la nostra società. Per l’Albergo Diurno Venezia Sarah Lucas realizzerà un intervento espositivo site-specific, studiato per l’ambiente, al quale si aggiungeranno interventi sonori e video: sabato 9serata con musica dell’artista e musicista Julian Simmons, mentre nella serata di domenica 10 aprile è prevista la proiezione di “filmini di famiglia” realizzati dall’artista inglese.
 
Irriverenti e disarmanti nella loro estrema semplicità, le opere di Sarah Lucas – fotografie, collage, sculture e disegni – danno vita a un teatro dell’ambiguità in cui materiali apparentemente banali si trasformano in oggetti d’affezione che rivelano desideri e pulsioni represse.
Fin dall’inizio della sua carriera, inserita nel contesto degli Young British Artists nella Londra degli anni Novanta, la Lucas mette in ridicolo tabù e atteggiamenti maschilisti con le sue sculture ruvide e arrabbiate. I suoi autoritratti, in cui trasforma la propria immagine in un personaggio che attraversa decine di fotografie, pose e situazioni, mettono in scena miti e stereotipi femminili e maschili, trasformando ruoli e generi sessuali.
“Mi piace giocare con gli stereotipi sessuali e di genere […] sono solo dei costrutti, e sono piuttosto fragili”, riconosce l’artista. Nel mondo di Sarah Lucas nessun soggetto sembra essere troppo fragile e nessun tabù troppo sacro.
 
Come una novella Rose Selavy – l’alter ego femminile di Marcel Duchamp – Sarah Lucas si è dunque sdoppiata in una galleria di personaggi dalla sessualità provocante e ambigua. Allo stesso modo le sue sculture, assemblate con oggetti dozzinali, materiali trovati o scolpite in superfici lucide di bronzo, ricordano gli oggetti magici dei Surrealisti, di cui l’artista raccoglie l’eredità e la capacità di stravolgere il vivere quotidiano. Lucas coniuga la bellezza convulsa dei Surrealisti in una versione più leggera, pop e ironica e al contempo più misteriosa e viscerale, carica di una nuova e più diretta energia.
 
Fortissimo è inoltre il legame tra le opere di Sarah Lucas e l’arte femminista degli anni Sessanta, evidente soprattutto nella sua critica dello sguardo maschile: come le artiste femministe, con le sue opere esplicite e dissacranti anche la Lucas incoraggia le donne ad appropriarsi degli strumenti di rappresentazione del proprio corpo e delle sue immagini, invitandole a prendere confidenza con ogni parte di sé, anche con quelle più intime, e a prendersene cura.
 
Proprio per questa sua ossessione per un corpo rappresentato senza filtri e preconcetti, l’opera di Sarah Lucas da sempre è stata interpretata in chiave freudiana e psicoanalitica, tanto che è stata tra le prime artiste viventi a essere invitata a esporre all’interno della Casa-museo di Sigmund Freud a Londra, nel 2000.
 
L’intera opera di Sarah Lucas è dunque una riflessione sul corpo, sulla sua rappresentazione e i suoi desideri e sulla necessità di conferire alle donne il diritto di rappresentare se stesse, giocando con e contro gli stereotipi della femminilità in cui la loro rappresentazione è troppo spesso costretta. E la cura del corpo, l'esperienza dell’anatomia come bellezza e come traumasono quindi temi che tornano con costanza nella poetica dell’artista britannica: l’Albergo Diurno Venezia – questo mondo sotterraneo, affascinante ma anche oscuro – è dunque il teatro perfetto per un suo progetto site-specific, in un gioco di specchi tra opere, interventi, architettura e storia di uno dei più suggestivi luoghi che hanno segnato la vita quotidiana della Milano del secolo scorso.
 
Con Sarah Lucas – INNAMEMORABILIAMUMBUMla Fondazione Nicola Trussardi e miart proseguono la collaborazione iniziata nel 2013 con il progetto speciale Liberi tutti – che ha animato le serate della diciottesima edizione della fiera d'arte, presentando performance, concerti, intermezzi e pièce d'arte al Teatro Arsenale di via Cesare Correnti – e nel 2014 con Cine Dreams – il festival dell'arte che ha portato al Civico Planetario Ulrico Hoepli installazioni, proiezioni multimediali, interventi sonori e video pensati appositamente per il planetario e che in sole tre serate ha richiamato più di 4.000 persone.
 
In collaborazione con miart, e grazie alla fondamentale sinergia con il FAI e il Comune di Milano, la Fondazione Nicola Trussardi prosegue con Sarah Lucas – INNAMEMORABILIAMUMBUMnella sua azione di supporto e valorizzazione delle espressioni più originali dell'arte e della cultura contemporanea, portando i linguaggi più sperimentali del nostro tempo negli spazi dell’Albergo Diurno Venezia, edificato tra il 1923 e il 1925 su progetto attribuito a Piero Portaluppi e ufficialmente inaugurato il 18 gennaio 1926. Oltre ai bagni pubblici e ai servizi per la cura del corpo (barbiere, parrucchiere, manicure, pedicure), l’Albergo comprendeva anche casellario postale, ufficio cambio, telefono, deposito bagagli e valori, agenzia di viaggio, sportello bancario, servizio di dattilografia, lavanderia e stireria per abiti, vendita di abbigliamento e noleggio di oggetti per uso personale. Era inoltre dotato di un avanguardistico impianto di radiodiffusione, previsto nell’intera area del salone. Dopo un progressivo abbandono degli spazi da parte degli esercizi commerciali, l’Albergo Diurno Venezia chiude definitivamente al pubblico nel 2006. A seguito di diverse manifestazioni di interesse per lo spazio, nel maggio 2015 il FAI ha firmato una convenzione con il Comune di Milano impegnandosi a elaborare e sostenere un progetto di restauro e valorizzazione in vista di una futura riapertura al pubblico della struttura.
Per la prima volta in assoluto nei suoi novant'anni di storia l’Albergo Diurno ospita un progetto site-specific di arte contemporanea.
 
Sarah Lucas – INNAMEMORABILIAMUMBUM è un progetto ideato e prodotto dalla Fondazione Nicola Trussardi e miart, in collaborazione con il FAI e il Comune di Milano, nell’ambito della ventunesima edizione della fiera.

Programma delle giornate e orari           
Venerdì 8 aprile

Sarah Lucas – INNAMEMORABILIAMUMBUM
preview stampa dalle 11.00 – 13.00 | solo su invito RSVP obbligatorio
apertura al pubblico dalle 13.00 alle 19.00 | prenotazione obbligatoria
opening dalle 19.00 alle 22.00 | prenotazione obbligatoria

Sabato 9 aprile
apertura al pubblico dalle 12.00 alle 20.00 | prenotazione obbligatoria
Musica di Julian Simmos dalle 20.00 alle 23.00 | prenotazione obbligatoria

Domenica 10 aprile
apertura al pubblico dalle 12.00 alle 20.00 | prenotazione obbligatoria
“Filmini di famiglia” dalle 20.00 alle 23.00 | prenotazione obbligatoria

Ingressi e prenotazioni:    
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria, inviando una mail a  rsvp@fondazionenicolatrussardi.com
Negli orari di apertura ingressi a scaglioni di 30 minuti (alle 00 e alle 30 di ogni ora). Ultimo ingresso 30 minuti prima della chiusura.
Si accetteranno soltanto prenotazioni complete di giorno, orario e dei nomi completi di tutte le persone per cui si intende prenotare.

Si consiglia di presentarsi all’ingresso una decina di minuti prima del proprio turno.

                                                                                                                       m.m.

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fino al 10 aprile 2016

"Gestures - Women in action"

Merano Arte
Edificio Cassa di Risparmio Portici 163
Merano

Si inaugura venerdì 5 febbraio 2016 a Merano Arte la mostra “Gestures – Women in action“, quaranta opere dedicate alle espressioni più significative della Body Art femminile dagli anni ’60 ad oggi.
Yoko Ono, Marina Abramovic, Valie Export, Yayoi Kusama, Ana Mendieta, Gina Pane, Carolee Schneemann, Charlotte Moorman, Orlan, sono solo alcune delle protagoniste dell’esposizione, a cui si aggiungono artiste più recenti come Sophie Calle, Jeanne Dunning, Regina José Galindo, Shirin Neshat, Silvia Camporesi e Odinea Pamici.
Allestita dal 6 febbraio al 10 aprile 2016 a Merano, la mostra esplora le modalità con cui il corpo femminile è diventato un potente mezzo espressivo per comunicare pensieri di protesta o sovvertimento dei valori costituiti, caratterizzando in maniera significativa l’arte contemporanea.
A cura di Valerio Dehò, “Gestures – Women in action” presenta in maniera cronologica il movimento della Body Art e delle donne che hanno immolato all’arte il proprio corpo. Non a caso la prima sala è dedicata a Yoko Ono,  attiva fin dagli anni Cinquanta nel pionieristico movimento Fluxus. In mostra, il video e alcune fotografie della performance “Cut piece” (1965) e  della performance eseguita dall’artista con il marito John Lennon “Bed In” nel 1969. Il percorso prosegue con le foto e i video delle performance estreme di Marina Abramovic, il video e alcune foto di Mario Carbone relativi alla performance “Imponderabilia” (1977), e il video della performance svolta nel 2010 al MoMa di New York “The Artist is present”.
Nella seconda sala la ritualità delle antiche culture indigene di "Blood sign", performance del 1972 dell’artista cubana Ana Mendieta, e una fotografia de “Azione sentimentale (1973) dell’italiana Gina Pane. Non poteva mancare l’artista giapponese Yayoi Kusama, attiva a fine anni ’60 come performer e artista legata al movimento hippie, e l’artista austriaca Valie Export impegnata nella protesta femminista contro la sofferenza psichica e fisica subita dalle donne.
L’esposizione presenta anche una serie fotografica dedicata alla performance “Ice naked skating” (1972) dell’americana Carolee Schneemann, oltre che un’opera parte della serie “Eye Body” (1963). Al centro della sala due grandi fotografie della francese Orlan, che attraverso ripetute operazioni di plastica facciale e di chirurgia estetica ha trasformato il proprio corpo in materiale artistico primario.
Al secondo piano la fotografia di Sophie Calle “Mon ami” (1984), con cui l’artista esplora il tema dell’identità e intimità femminile, un’immagine di “Balkan Baroque” di Marina Abramovic (Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 1997), l’opera di Jeanne Dunning dalla serie “Long Hole” (1994-96) che riflette sulla relazione che ognuno di noi intrattiene con la propria singolare fisicità, identità e sessualità. A completare l’esposizione alcune opere dell’iraniana Shirin Neshat (“Pulse“), della giovane fotografa italiana Silvia Camporesi (“Il sale della terra“), di Odinea Pamici (“Ballo per Yvonne“) e della performer guatemalteca Regina José Galindo con i suoi “atti di psicomagia”.
Nell’androne del museo è invece esposto il violoncello dell’artista e musicista americana Charlotte Moorman e il video che mostra la performance in cui l’artista ha impiegato tale strumento.

Orari di apertura: dalle 10 alle 18, lunedì chiuso.

     m.m.

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fino al 17 marzo 2016


Nadia Magnabosco                         Marilde Magni

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22 febbraio - 4 marzo 2016

 

LiberArs, parola inventata, nuova, che contiene i termini latini che significano libro e arte, ma al contempo rimanda al concetto di libertà e ci permette di giocare coi concetti e le parole. Si tratta di una mostra tutta al femminile che attraverso i libri d’artista, comune passione per tutte le partecipanti, ci offre differenti e personali visioni del libro, della lettura ma anche della vita in generale: per innalzarsi, librarsi e volare alto.

                                                   vedi Wunderkammern Effimere di Marcella Busacca                                                          

                                                                                                                                m.m.

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fino al 14 febbraio 2016

Essere è tessere
100 fili d'artista dalla collezione Canclini

Fondazione Stelline
Corso Magenta, 61- Milan
o

L'arte tessile, con la sua lunga e ricca storia, è stata ed è fonte d'ispirazione per espressioni creative moderne e contemporanee di grande suggestione e livello qualitativo. La mostra "ESSERE È TESSERE. 100 fili d'artista dalla Collezione Canclini" presenta opere di arte moderna e contemporanea, attentamente selezionate dall'ampia e raffinata Collezione Canclini, con protagonisti di rilievo internazionale – da Arman ad Alighiero Boetti, da Chiristian Boltansky e Daniel Buren a Christo and Jean  Claude, da Mario Della Vedova e Dorazio a Jannis Kounellis e Kimsooja, fino a Maria  Lai e Andy Warhol - in un viaggio suggestivo lungo l'evoluzione dell'arte tessile dall'antichità ai nostri giorni. In mostra anche opere antiche, che compongono una sezione di approfondimento su episodi della storia del tessuto antico, precolombiano, afgano, asiatico o africano, insieme a documentazione d'archivio, esemplari rari di campioni d'epoca, oggetti e strumenti di lavoro divenuti icone di un mestiere arcaico, ancora oggi fonte d'ispirazioni per opere di grande fascino.   Il percorso espositivo si snoda tra opere monumentali ed esemplari più delicati, di dimensioni intime, e presenta anche due interventi site specific affidati a due giovani artisti in grado di interpretare alcuni oggetti d'epoca della Collezione, come la sequenza straordinaria dei bauli di Yves Saint Laurent o la raccolta preziosa di forbici da sartoria, in un nuovo e inedito dialogo fra antichità e arte contemporanea. Nella Collezione Canclini sono conservati, inoltre, molte opere realizzate su commissione, spesso nate dall'utilizzo di materiali forniti dall'azienda Canclini o ispirati al mondo della tessitura, come l’opera di Jannis Kounellis scelta come immagine guida della mostra.   fino al 14 febbraio 2016 martedì - domenica, 10 - 20 ingresso libero   Mercoledì 3 febbraio 2016 la mostra rimarrà chiusa al pubblico dalle 12.00 alle 15.00

 m.m.

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fino al 17aprile 2016

Barbara Hepworth: Sculpture for a Modern World

Koller-Muller Museum
Otterlo (NL)

Barbara Hepworth (Wakefield, 1903 - St Ives 1975) was one of the leading sculptors of the 20th century. Before the Second World War she was part of an international avant-garde, and in the 1950s and 1960s she exhibited widely around the world, winning major international awards and commissions. Hepworth emerged in the late 1920s as a leading member of a new generation of sculptors carving figures in stone and wood. In the nineteen thirties she made her debut in the international art world and became acquainted with the work of Pablo Picasso, Georges Braque, Jean Arp and Constantin Brancusi. Under the influence of these contacts, her work became abstract. From then on, Hepworth began creating her characteristic organic forms, in which the solid mass is pierced by circles or ovals and the space plays a role in the sculpture. She continued to carve throughout her life, but from 1956 she also made works in bronze which allowed her to produce more and which were better suited to international travel. The exhibition outlines Hepworth’s development, from the modest stone sculptures of her early years to the ambitious later bronze pieces. It also includes unknown works, such as drawings, collages, photograms, textile objects and designs for theatre sets. Much of the never previously exhibited material comes from the recently opened Hepworth archive, which includes a wealth of documentation on all aspects of her life and work. From this material, a hitherto virtually unknown picture of Hepworth emerges, as an artist who carefully directed the presentation of her work to the public with, among other things, photographs that she made herself. Barbara Hepworth: Sculpture for a Modern World takes place fifty years after Hepworth’s last major exhibition at the Kröller-Müller Museum. The highlight in 1965 was the presentation of her bronzes in the Rietveld Pavilion in the sculpture garden. This harmonious ensemble of sculpture and architecture is still regarded as one of the highlights of her oeuvre. The pavilion is included in the exhibition as an ‘outdoor gallery".

 m.m.

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fino al 13 marzo 2016

Inverno a Palazzo Fortuny


Palazzo Fortuny - Venezia

Parla al femminile la stagione invernale delle mostre a Palazzo Fortuny, a Venezia. Quattro artiste - Henriette Fortuny, Romaine Brooks, Sarah Moon e Ida Barbargo -, con le loro «storie» singolari e affascinanti, non solo sul piano artistico, compongono infatti l’offerta espositiva che la Fondazione Musei Civici propone nello storico palazzo dimora agli inizi del ‘900 dell’artista Mariano Fortuny. Proprio nell’ambito dell’omaggio dedicato alla moglie Henriette, «Ritratto di una musa», che per 47 anni, dal 1902, fu accanto al marito, contribuendo in misura determinante al successo delle sue creazioni tessili, per la prima volta in assoluto saranno visibili al pubblico alcuni filmati amatoriali girati da mariano negli anni Trenta.

Nel grande salone all’ingresso del palazzo è allestita la mostra dedicata a due serie di opere realizzate da Ida Barbarigo realizzati tra il 1980 e la fine degli anni Novanta, le «Erme» e i «Saturni». Al piano superiore, la prima rassegna in Italia per l’artista statunitense Romaine Brooks, attraverso le cui opere - c’è anche un ritratto di D’Annunzio del 1912 - si compie una sorta di «viaggio» alla riscoperta, attraverso i personaggi rappresentati, di quella comunità raffinata e cosmopolita, all’insegna anche della trasgressione, che animò i circuiti culturali della Bella Epoque, tra Parigi, Capri e Venezia.

Particolarmente significativi la serie di disegni che - come è stato rilevato - «restano lo specchio più profondo della sua anima tragica e solitaria». Un «viaggio» nel mondo Fortuny, nell’essenza stessa del palazzo e del suo «abitante», sono la cifra invece delle foto di Sarah Moon. Attraverso angoli, particolari, frammenti degli interni, la fotografa francese rende omaggio a Mariano e innesca «un percorso nella memoria, dove i segni del tempo rendono manifesta l’evanescenza della bellezza e la permanente condizione di incertezza su cui riposa l’umana esistenza». Le mostre di «Inverno a Palazzo Fortuny», accompagnate da cataloghi, resteranno aperte fino al 13 marzo prossimo.

 m.m.

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Vivian Maier
Street Photographer

Fondazione Forma per la Fotografia
via Meravigli 5 - Milano

a mostra, a cura di Anne Morin e Alessandra Mauro, è realizzata in collaborazione con diChroma Photography e promossa da Forma Meravigli, un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

La vita e l’opera di Vivian Maier sono circondate da un alone di mistero che ha contribuito ad accrescerne il fascino. Tata di mestiere, fotografa per vocazione, non abbandonava mai la macchina fotografica, scattando compulsivamente con la sua Rolleiflex. È il 2007 quando John Maloof, all’epoca agente immobiliare, acquista durante un’asta parte dell’archivio della Maier confiscato per un mancato pagamento. Capisce subito di aver trovato un tesoro prezioso e da quel momento non smetterà di cercare materiale riguardante questa misteriosa fotografa, arrivando ad archiviare oltre 150.000 negativi e 3.000 stampe.

La mostra presentata da Forma Meravigli raccoglie 120 fotografie in bianco e nero realizzate tra gli anni Cinquanta e Sessanta insieme a una selezione di immagini a colori scattate negli anni Settanta, oltre ad alcuni filmati in super 8 che mostrano come Vivian Maier si avvicinasse ai suoi soggetti.

Figura imponente ma discreta, decisa e intransigente nei modi, Vivian Maier ritraeva le città dove aveva vissuto – New York e Chicago – con uno sguardo curioso, attratto da piccoli dettagli, dai particolari, dalle imperfezioni ma anche dai bambini, dagli anziani, dalla vita che le scorreva davanti agli occhi per strada, dalla città e i suoi abitanti in un momento di fervido cambiamento sociale e culturale. Immagini potenti, di una folgorante bellezza che rivelano una grande fotografa.

Le sue fotografie non sono mai state esposte né pubblicate mentre lei era in vita, la maggior parte dei suoi rullini non sono stati sviluppati, Vivian Maier sembrava fotografare per se stessa.

Osservando il suo corpus fotografico spicca la presenza di numerosi autoritratti, quasi un possibile lascito nei confronti di un pubblico con cui non ha mai voluto o potuto avere a che fare. Il suo sguardo austero, riflesso nelle vetrine, nelle pozzanghere, la sua lunga ombra che incombe sul soggetto della fotografia diventano un tramite per avvicinarsi a questa misteriosa fotografa.

Vivian Maier. Una fotografa ritrovata presenta al pubblico l’enigma di un’artista che in vita realizzò un enorme numero di immagini senza mai mostrarle a nessuno e che ha tentato di conservare come il bene più prezioso.

Come scrive Marvin Heifermann nell’introduzione al catalogo, “Seppur scattate decenni or sono, le fotografie di Vivian Maier hanno molto da dire sul nostro presente. E in maniera profonda e inaspettata… Maier si dedicò alla fotografia anima e corpo, la praticò con disciplina e usò questo linguaggio per dare struttura e senso alla propria vita conservando però gelosamente le immagini che realizzava senza parlarne, condividerle o utilizzarle per comunicare con il prossimo. Proprio come Maier, noi oggi non stiamo semplicemente esplorando il nostro rapporto col produrre immagini ma, attraverso la fotografia, definiamo noi stessi”.

 m.m.

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fino all'8 marzo 2016



 m.m.

 

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Andare oltre. Oltre la realtà, Oltre il visibile. Mostrare ciò che è nascosto nelle pieghe di un sentimento.

Annalisa Mitrano ha tradotto tali interrogativi esistenziali in materia, cercando di rappresentare visivamente il lato oscuro delle cose.

da "la leggerezza e il peso dell'invisibile" di Manuela Ciriacono

 m.m.

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