visioni facoltative
a cura di Micaela Mander

 

 

Amare riflessioni

Nessuna resistenza è inutile: meno male che a ricordarcelo c'è Liz Glynn, giovane artista statunitense, ospite della residenza per artisti promossa da O' nel primo trimestre del 2009, e interamente dedicata, questa volta, ad artiste e critici d'arte donne.
Il frutto del periodo trascorso a Milano è una mostra dove Glynn ha esposto materiale eterogenei, nati dalla riflessione sull'idea di classico, e influenzati dalla sua esperienza presso gli scavi di Ercolano, dove si è interessata di degrado di superfici pittoriche e del loro restauro.

Il classico, per un paese come l'Italia, è rappresentato dalla storia romana e dai suoi simboli, di cui però - per esempio all'interno della Stazione Centrale di Milano - ha fatto uso sciagurato Mussolini: in mostra quindi fasci littori, e, per fortuna, una corona a ricordo dei martiri della Resistenza, che ha dato poi il titolo a parte del lavoro.

Doveva dircelo una ragazza nata a Boston? Evidentemente sì.

Accanto a lei, Beatrice Minda, nata in Germania da genitori rumeni. Pensate un po': l'artista viene in Italia, e non riesce a produrre proprio nulla di artistico. Perchè? Si è sentita respinta, rifiutata, complici i titoli urlati dai media contro i rumeni, e i luoghi comuni in bocca alla gente. Minda ha inoltre evidenziato con lucidità come ormai la nostra sia diventata una società estremamente individualista, dove i recinti che separano l'uomo dall'uomo sono sempre più evidenti, e meno travalicabili: lei che pratica la fotografia, ritraendo scorci urbani o interni domestici

ha fatto veramente fatica a entrare in contatto con la gente, perchè persino lo sguardo - base di ogni contatto prima ancora che di ogni ricerca artistica - è sentito come invasivo, e ostile.

In mostra, Minda ha quindi scelto di portare un lavoro già realizzato in precedenza, e il fatto si commenta da sè.

Micaela Mander

Abbiamo parlato di:
Liz Glynn, Material Histories
Beatrice Minda, Getting used to Reality

Per saperne di più:
sulle residenze e i programmi di O': www.o-artoteca.org, dove troverete anche notizie sulle artiste di cui abbiamo parlato

31 marzo 2009

 

 

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