Visioni facoltative

a cura di Micaela Mander

 



PassaggIO in India.
Le fotografie di Vimala Giulia De Vecchi

di Micaela Mander

Una giovane donna avanza verso di noi, indossando una moderna giacca occidentale sopra i suoi vestiti; si lascia alle spalle una donna, che vediamo di spalle, con uno sgargiante abito indiano indosso, e un sacco di cibo sulla testa. Siamo in India, e ci piace introdurre la giovane fotografa Vimala Giulia De Vecchi proprio a partire da questo suo scatto, poiché ci sembra che sia

particolarmente indicativo del significato che le immagini ritratte durante un recente viaggio in India hanno per la loro autrice. Vimala è infatti in biblico tra Italia e India: la seconda, sua patria natale, la prima sua patria d’adozione, da quando arriva qui piccola assieme alla sorella per essere adottata da genitori italiani. Gli stessi con cui ha compito il viaggio identitario che ha prodotto poi le immagini, tra le altre, di questa puntata di Visioni Facoltative, ed anche il materiale della sua prima mostra personale, di recente tenutasi a Milano per pochi giorni nello spazio di Percorsi. Cultura e promozione sociale, in via Kramer 32.


Lasciamo la parola alla stessa artista: “Mi chiamo Vimala Giulia De Vecchi sono nata a Calcutta nel 1993. Adottata e arrivata in Italia nel 1994. Diplomata in fotografia all’accademia Mohole di Milano. In fotografia la cosa che più mi piace è quella di “conservare l’attimo”. Come diceva Henri Cartier- Bresson: “Ogni volta che premo il pulsante dello scatto, è come se conservassi ciò che sta per sparire”.


L’inverno scorso, insieme alla mia famiglia, abbiamo deciso di fare un viaggio. Meglio chiamarlo un ritorno non alla ricerca dei miei genitori ma delle mie radici, dei colori, delle persone degli odori della mia terra d'origine.
Abbiamo attraversato in auto l’India del nord, fino al deserto del Thar, il centro dell’India fino a Taj Mahal, spostandoci a nord verso Benares (meglio conosciuta come Varanasi, città del Gange) e per concludere il nostro viaggio siamo arrivati a Calcutta. Mia città d’origine.


Di questa terra mi hanno colpito la vastità degli spazi, la moltitudine di persone, i colori, gli odori, le città caotiche nelle quali stridono i contrasti e i villaggi più tranquilli dove anche la povertà sembra più tollerabile; le donne presenti ovunque, lavorano nelle case, per le strade, nei campi, nei cantieri; i bambini camminano tra povertà e ricchezza, la loro normalità.


Ho fotografato soprattutto la gente, le strade, i mercati per fissare un ricordo: per riportarli nel mio cuore”.

A Vimala auguro di continuare a fotografare con il cuore, qualsiasi sia il soggetto che la vita le metterà davanti.

27 novembre 2016