Voci di artiste

 

 

ELLES. Centre Pompidou
Parigi, 27 maggio 2009 - 24 maggio 2010

Pensieri sparsi
di Antonella Prota Giurleo


 

Più di 8000 metri quadrati di spazi espositivi, in un museo di rilevanza internazionale, il Centre Pompidou di Parigi, dedicati, per la durata di un intero anno, alle artiste contemporanee costituiscono un avvenimento importante.
Sono state selezionate oltre 500 opere di più di 200 artiste, a partire dall'inizio del XX secolo sino ai giorni nostri.
Il punto di vista adottato per dare conto della professionalità delle artiste non è " né femminile, né femminista", e si vede.
Il percorso si snoda attraverso diverse sezioni all'interno delle quali vengono inserite le opere delle diverse artiste; nell'impossibilità di citarle tutte segnalerò, per ogni sezione, quelle considerate più note:

Pioniere
Sonia Delaunay, Natalia Goncharova, Marie Laurencin, Hannah Höch, Frida Kahlo, Suzanne Valadon, Dora Maar, Dorothea Tanning, Maria Helena Vieira da Silva.


Sonia Delaunay


Natalia Gontcharova - Natura morta


Susanne Valadon - Ritratto di famiglia



Marie Laurencin - Apollinaire e i suoi amici


Dorothea Tanning - Ritratto di Famiglia



Maria Helena Vieira da Silva - Enterprise impossibile


Fuoco a volontà
Niki de Saint Phalle, Rosemarie Trockel

 


Niki de Saint Phalle - Tir


Rosemarie Trockel

Corpi slogan
Orlan, Atsuko Tanaka e Ana Mendieta

 


Orlan


Atsuko Tanaka


Ana Mendieta


Astrazione eccentrica

Louise Bourgeois, Agnes Martin, Vera Molnar, Valérie Jouve, Hanne Darboven.


Louise Bourgeois


Una stanza tutta per sé

Dorothea Tanning, Tatiana Trouvé, Charlotte Perriand, Sophie Calle


Dorothea Tanning


Tatiana Trouvè


Sophie Calle


La parola all'opera

Jenny Holzer, Barbara Kruger, Natacha Lesueur, Cristina Iglesias, Eija-Liisa Ahtila



Jenny Holzer


Cristina Iglesias


Immateriali

Matali Crasset, Alisa Andrasek, Tacita Dean, Louise Campbell, Isa Genzken, Nancy Wilson-Pajic, Geneviève Asse



Isa Genzken


All'interno di questo percorso mi interessa enucleare l'opera di alcune artiste.
L'impressione generale che ho ricevuto è quella di una linea di lavori ispirati alla rivendicazione, come i manifesti delle Guerrilla Girls


Guerrilla Girls

e alla sofferenza di essere donna in un mondo nel quale il potere è maschile, come appare spesso nelle opere di Louise Bourgeois, Sigalit Landau,


Sigalit Landau

Ana Mendieta e nelle performance di body art di Gina Pane.


Gina Pane

più che alla valorizzazione del genere femminile.

Un forte senso dell'ironia appare nelle opere di Niki de Saint Phalle, capace anche in situazione di lavoro di coppia con il marito Tinguely, di mantenere salda la sua poetica e l'autonomia della propria professionalità.


Niki de Saint Phalle

Elementi questi che si ritrovano anche nell'opera di Marie Laurencin, artista inserita nell'ambiente cubista, compagna di Apollinaire, della quale Anna Banti scrive in Quando anche le donne si misero a dipingere: " E' noto, o per lo meno intuito, come le pittrici professionalmente affermate soffrano sovente di un complesso d'inferiorità che le porta a dipingere privilegiando il segno e il colore forti, crudi, quasi aggressivi: in una parola, virili. Si direbbe che temano, in agguato, la tentazione dei fiori, delle tinte tenere, dei dolci paesaggi dipinti, un tempo, all'acquarello, dalle collegiali di buona famiglia. Raramente, in effetti, un pittore-donna sarà un Beardsley, un Odillon Redon, un De Pisis. Se ne avrà voglia si fermerà a tempo: per cedere le occorrerebbero un coraggio, una fermezza che difficilmente questo tipo di pittrici possiede. Ebbene, questo coraggio di essere, fino in fondo, se stessa, la Laurencin lo ha avuto fin dall'adolescenza e lo conservava sorridendo ai suoi temibili amici che dipingevano scomponendo la forma di una faccia o di una bottiglia."


Marie Laurencin

Diverse artiste si distinguono per la capacità di esprimere il proprio sguardo sul mondo a partire da sé, tra queste Laurie Anderson, con i suoi splendidi progetti in cui utilizza diversi mezzi espressivi per esprimere la sua poetica


Laurie Anderson - progetto


Laurie Anderson

Maja Bayevic, della quale ho apprezzato molto il video di una performance realizzata da donne che lavano e stendono un bucato composto di grandi teli ricamati.


Maja Bayevic

Mi sembra importante il recupero di lavori cosiddetti femminili ( che, in quanto tali, sono stati spesso invisibili o considerati di poco conto) da parte di artiste contemporanee che, come altre più indietro nel tempo, Properzia de' Rossi ( unica donna citata dal Vasari nelle sue Vite) o Rosalba Carriera o ancora, nel secolo scorso, Marie Laurencin, od oggi Maria Lai, non hanno allontanato da sé antichi saperi femminili quali la precisione ( l'intaglio dei noccioli di pesca di Properzia o le miniature di Rosalba), la ricerca dell'armonia, la cura per le persone e gli animali e l'amore per la natura ( le composizioni a colori chiari e i fiori di Marie).
In questa linea mi sembra si possano inserire i lavori appunto di Maria Lai, splendida artista sarda


Maria Lai

di Edda Renouf , della quale è esposta l'opera del 1974 intitolata 32 - 1


Edda Renouf

e di Ghada Amer, che in Big Pink Diagonal, unisce pittura, fili e ricamo su tela. Occorre osservare con attenzione le sue opere per ritrovare, in una serie di particolari, anche nelle immagini, il senso dell'appartenenza di genere di questa artista.


Ghada Amer


Ghada Amer, particolare

Senso di appartenenza che è visibile anche nel lavoro di Adriena Simotova, che utilizza per la sua opera, Attaccamento alla terra, grafite e fori e realizza un lavoro che rimanda ai grandi fogli utilizzati per lo spolvero, per riportare sull'intonaco fresco i disegni preparatori per gli affreschi


Adriena Simotova

e di Natacha Nisic, che in Catalogo di gesti, sei video del 1995 accostati sulla parete, restituisce il sapere dei gesti femminili


Natacha Nisic


Altre artiste, pur presentando una realtà dolorosa lo fanno con le buone maniere, a ridurre l'impatto, come Annette Messager, che utilizza spesso nelle sue opere gli antichi saper fare dei lavori "femminili": il ricamo, il lavoro a maglia e a uncinetto.


Annette Messager Les Pensionaires, particolare da una bacheca

Così scrive Irigaray nel saggio Come costruire la nostra bellezza in Io, tu, noi:
" Spesso, guardando delle opere di donne, mi sono rattristata per lo strazio che esse esprimevano, uno strazio che rasentava l'orrore.
Avrei voluto contemplare la bellezza creata da donne, e mi trovavo davanti all'infelicità, alla sofferenza, alla tensione nervosa, talvolta persino al brutto. L'arte, a cui avevo pensato come a un momento di felicità, di riposo, di risarcimento rispetto alla dispersione della vita quotidiana, di unificazione e di comunicazione o comunione, diventava occasione di un dolore o di un peso supplementare.
… riflessioni per permettere alle donne di esprimere, nelle loro opere, la bellezza, le bellezze, di cui sono capaci.
Tra queste donne ci sono anch'io. E, pur se evito di scrivere e di mostrare cose brutte, mi capita spesso di esporre realtà dolorose. Le espongo, per quanto posso, attraverso una bella scrittura, che possa attenuare, come spero, l'effetto di devastazione che queste rivelazioni possono produrre. Mi sforzo anche di definire o di scoprire qualcosa di positivo, mentre enuncio qualcosa di negativo. Ciò, del resto, mi viene rimproverato, e anche da donne le quali tendono a non riconoscersi che nei loro difetti, nelle loro mancanze…"

Annette Messager, artista che mi sembra inserirsi nella linea indicata da Irigaray, ebbe modo di dire del suo lavoro:
" Ho cercato di assumere una mentalità più aperta verso i materiali che mi ha permesso di non considerarli rigidamente e far partecipare attività tipicamente femminili alla mia opera. Era certamente in contrasto con il gusto corrente del tempo che privilegiava un'arte al maschile, la vera pittura, la scultura, eccetera, ma più che di una strategia privilegiata si trattava di una reazione istintiva. Sentivo che opporre questi piccoli dettagli quotidiani della femminilità nell'arte alta era già un'affermazione critica in se stessa."


Annette Messager - Installazione

Mi sembra che, anche rispetto all'arte e attraverso di essa, sarebbe importante far emergere un valore che ho trovato ben espresso in una citazione che ho ritrovato su un foglietto, dimenticando di annotare l'autrice:
" L'armonia è l'idea femminile del potere, l'esercizio della funzione materna: mettere pace. "


foto di Antonella Prota Giurleo e Antonio Sormani