Voci di artiste

 


la gazza ladra

Mostra di Marilde Magni
13-18 settembre 2002
Associazione Oltreluna

Galleria delle donne
Via Padova 177-Milano

recensione a cura di Marcella Busacca

Non sono tornata di proposito a rivedere la mostra di Marilde Magni tenuta nei giorni 13-25 Settembre 2002 nella sede dell'associazione Oltreluna perché volevo tenere vive in me solo le forti impressioni suscitate la sera dell'inaugurazione dalla vista di tante sculture da cui si sprigionava una forza notevole, che mi parlavano con la voce della Marilde che conoscevo, ma al tempo stesso mi suggerivano idee e pensieri fattisi materia o che avevano improntato di sé materiali nati per altri usi di una creatura che non conoscevo affatto e che mi sfidava a farlo attirandomi in un labirinto di segni e di cose senza indicarmi una possibile via di uscita. Sono entrata un po' a tentoni inciampando in una tavolozza su cui erano rimasti dei colori e da cui usciva senza tagliare il suo cordone ombelicale una fascia di alluminio iridescente come una cascata, o nello scheletro di un ombrello divenuta una gigantesca ragnatela che mi attirava nella sua rete. Ogni tanto il labirinto sembrava offrirmi un varco, ma altri richiami, rinvii e indirizzi a me sconosciuti si facevano avanti sotto forma di radici d'alberi, foglie e rami, persino un remo di barca e le solite gabbie con le loro bamboline imprigionate. Una bella provocazione: inseguivo la gazza ladra che si faceva beffe di me, ma al tempo stesso continuava a chiamarmi, attirandomi col luccichio dell'oro nel suo becco. Volevo inoltre dipanare ed ordinare dentro di me le considerazioni che andavo facendo a caldo seguendo un mio percorso mentale tra gabbie, reti, tessuti che subivano continue metamorfosi.
In una gabbia un gruppo di bambole sembravano cresciute per la magia di una strega e quasi soffocavano nel tentativo di trovare la porta e uscire libere.Volevo dare un giudizio spassionato e sereno se sereno può essere il giudizio quando si visita la mostra di una amica dove si cerca anche nelle sue opere un segno o un carattere di ciò che si ama in lei, quasi l'orma o la traccia dei discorsi fatti, delle parole ascoltate, delle emozioni provate insieme. Mi ero preparata a vedere certe cose, colpita dal titolo della mostra "La gazza ladra" che mi aveva richiamato, oltre alla famosa musica di Rossini, piacevoli immagini di uccelli in volo o di ricerca di oggetti abbandonati dalla marea sulle spiagge, suggerite anche dal grande amore di Marilde per la natura. Mi sbagliavo, perché il titolo nel catalogo si accompagna a una frase di Lou Andreas-Salomè in cui si dice "Il mondo non ti regala nulla. Se vuoi avere una vita, rubala." Dovevo anche io rubare sensazioni diverse alle sculture e trovare significati diversi.
L'attenzione che Marilde ci ha richiesto nel guardare le sue opere si spostava inevitabilmente dai materiali sempre più ingarbugliati e disposti senza un ordine apparente a quello che vi sta dietro, all'oro che vi ha depositato la gazza dispettosa e che solo muovendoci a fatica tra specchi, vecchi ombrelli, foglie e rami rinsecchiti avremmo potuto scoprire se ci fossimo liberate da un preconcetto di voler tutto spiegare ed essere invece disposte ad accettarla come un dono la sua arte di parlarci di sé attraverso il piacere di giocare ancora a dare un senso diverso alle cose che ogni giorno consumiamo ed eliminiamo perché inutili.