Voci di artiste

The Record of the Time

opere sonore di
Laurie Anderson

PAC
Via Palestro, 14
Milano

fino al 15 febbraio 2004

Catalogo con cd
Mazzotta
euro 16

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Laurie Anderson

di Marilde Magni

Al PAC di Milano è aperta fino al 15 febbraio 2004 una retrospettiva dedicata alla musicista e artista newyorkese Laurie Anderson in cui sono esposte circa novanta opere che rappresentano le varie tappe del suo percorso a partire dai primi lavori ("Scrittura a mano") fino alle più recenti installazioni.
"Negli ultimi trent'anni - racconta - mi sono concentrata soprattutto sulla musica e sulla performance. Ho sempre combinato diverse forme artistiche. Le mie opere più complesse includono film o video, animazioni, elaborazioni digitali, musica elettronica e storie... Le opere esposte nell'ambito di "The Record of the Time" rispecchiano innanzitutto il lavoro che ho fatto con il suono; contengono vari elementi ricorrenti: il violino, la voce, parole, spazi sonori e alter ego."
Una costante di Anderson, icona della multimedialità, è l'interesse a comunicare con il pubblico utilizzando un linguaggio accessibile.
Molte opere esposte richiedono l'azione del visitatore per esplorare "fisicamente" il mondo dell'artista come le installazioni interattive: Cuscino Parlante, Orecchino e Tavolo monofonico

-in cui i suoni provenienti dall'interno si propagano attraverso le ossa delle braccia- ; o per sfogliare le pagine di un libro, spostarsi in un ambiente buio per udire i cambiamenti del suono.
Un altro dei motivi ricorrenti è la rappresentazione dell' alter ego " ...da utilizzare quando vuoi fare o dire qualcosa che non corrisponde alla tua autoimmagine".

Dallo strizzacervelli

Ecco allora Dallo strizzacervelli - in un locale buio c'è un modellino di se stessa di creta su cui proietta un film in super8 e da cui esce il racconto delle sue sedute dallo psichiatra - e anche Il clone e Il pappagallo.



Viofonografo

Lo stesso tema appare nelle esperienze audiovisive che hanno come protagonista il violino "…che uso come un mio surrogato, come la marionetta del ventriloquo. Mentre io parlo, il violino piange, si lamenta e un po' canta." E in esposizione infatti vediamo Il violino lettore di nastro registrato,Violino digitale, Violino al neon.

Archetto al neon



Nel suo lavoro sono le storie a costituire il filo conduttore costante e per raccontare "...non ho mai usato la forma narrativa tradizionale forse perché non mi piacciono le regole convenzionali del racconto, anzi ne diffido…E' una delle ragioni per cui ho sempre trovato interessante l'illogicità dei sogni."
Molto bella è anche la Serie dei sogni istituzionali - fotografie in bianco e nero dell'artista che dorme in vari luoghi pubblici - con cui vuole dimostrare che i suoi sogni sono influenzati dallo spirito dei luoghi in cui sceglie di dormire.

Serie di sogni istituzionali


     La mostra, la prima importante e imperdibile antologica in Italia di questa interessante      artista, permette di esplorare il suo lungo viaggio alla ricerca di nuovi linguaggi in cui      corpo, suono e immagine si fondono.

Testa di lente

 

8 dicembre 2003