Voci di artiste

 

 


Una singolare mostra nella Biblioteca Braidense di Milano

di Marcella Busacca

Lo scorso 27 settembre si è inaugurata a Milano nella sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense la mostra “Piccoli, piccolissimi, anzi grandissimi. Libri di piccolo formato, libri di artisti.”
Fernanda Fedi e Gino Gini per festeggiare i ventinove anni della loro associazione “Archivio Libri di artisti Artists’Books Archivi” hanno trovato la più degna sede per una ricorrenza così singolare. Hanno chiamato a condividere la loro passione tantissimi artisti che hanno interpretato in modo assolutamente originale il tema. Ma è il contenitore che valorizza tutta l’esposizione. La sala Maria Teresa della Biblioteca Braidense è interamente rivestita di libri sotto lo sguardo bonario e autorevole dell’imperatrice;

la illuminano due grandiosi lampadari sopravvissuti ai bombardamenti della sala delle Cariatidi di Palazzo Reale e qui trasferiti. Nella parte centrale della sala in bacheche che ne permettono la visione, sono state disposte le opere degli artisti che hanno partecipato all’iniziativa, affiancate ad alcuni piccoli libri di proprietà della biblioteca. Fernanda Fedi ha utilizzato dei mini libri francesi (cento) per costruire cento croci,cento parole e cento pensieri.

Alvaro gioca a scomporre il volto di Vincent Van Gogh, impaginandolo in un trittico:emblema della condizione umana.

Mavi Ferrando incide le pagine bianche di un libro con dei segni come se si preparasse a scolpirle.

Nadia Magnabosco usa la treccia di Giulietta come segnalibro di una delle storie più celebri e più drammatiche della letteratura: non una ragazza cattiva, ma solo tanto sfortunata.

Marilde Magni racchiude in un piccolo libro uno dei suoi lavori a maglia con carta stampata: una storia segreta chiamata infinità finita.

Vi sono artisti americani, inglesi e francesi, oltre che molti italiani e ognuno di loro racconta una piccola storia che spesso nasce dal rapporto che ha avuto con i libri. Monica Goldstein sulla copertina di un libro scuro traccia dei segni quasi dei graffi e li copre con dei sassi: le parole come pietre?

Angela Lorenz usa una scatola di fiammiferi per metterci pagine scritte. Altri artisti giocano con le copertine dei libri o con le pagine interne che si squadernano come piccole fisarmoniche.

In una bacheca è esposta una edizione della Divina Commedia di Dante Alighieri dal formato piccolissimo;altre piccoli libri della biblioteca si mescolano con i libri di artisti.

Vi sono diversi dittici di scrittori e pittori. Ci si perde a guardare tante opere miniaturizzate:ogni tanto si  alza lo sguardo e si osservano edizioni antiche dal formato molto più grande che riposano nelle grandi librerie che coprono le pareti. In un’epoca in cui si parla della morte del libro stampato un ritorno al libro scritto a mano mi sembra una bella rivincita.
La mostra si può visitare fino al 13 di ottobre negli orari di apertura della biblioteca.

4 ottobre 2012

foto di Ugo Siciliano